Tecnologia da indossare: Google presenta Android Wear

Like Don't move Unlike
 
0

Rileggere, rivedere la funzione d’uso di oggetti tanto comuni, quanto complessi da reinventare.

Siamo consapevoli delle difficoltà che sono correlate alla revisione di materiali preesistenti, come il restlying siti internet, packaging, o logotipi aziendali, e sappiamo benissimo che non è mai semplice riuscire ad aggiornare oggetti che hanno svolto a lungo  la medesima funzione. Un esempio concreto riguardo questa tematica e ultimamente parecchio discusso e chiacchierato in rete è sicuramente quello della tecnologia da indossare, il cui oggetto principe è senza dubbio rappresentato dall’orologio.

Entrano in gioco parecchie componenti, gli scenari si fanno complessi ed ecco che ottenere la svolta auspicata, quella in grado di dare il via ad una nuova curva di adozione da parte del consumo di massa, diventa più complesso di quanto si possa immaginare.

Google, grazie ad Android Wear, prova a dare uno scossone ad un mercato ancora dormiente, in stand-by, come quello degli smartwatches. Parliamo di un progetto, quello studiato a Mountain View, che prevede di riadattare la piattaforma Android e la sua veste grafica ad una fruizione basica e immediata, come quella che comportano gli orologi. Questo potrebbe permettere, ovviamente, di visualizzare sul quadrante del dispositivo un numero di informazioni utili davvero elevato, senza necessità di controllare ossessivamente i nostri smartphone e comprometterne l’autonomia. Messaggi, appuntamenti, notifiche Social, indicazioni stradali, risultati dei match più importanti da tenere sotto controllo, tutto a portata di un rapido sguardo sui nostri polsi.

Per raggiungere il proprio obiettivo, Google ha quindi rivisto l’intera grafica del sistema operativo, in modo da renderla chiara e immediata nella lettura anche su display di forme e dimensioni ridotte come quelle di un quadrante d’orologio: una banda bianca accompagnerà i testi, in modo da renderli perfettamente leggibili ed icone e immagini completeranno il lavoro atto al raggiungimento dell’immediatezza. I comandi resteranno invece multi-touch, come accade di solito sui cosiddetti smart devices.

Al momento della presentazione, sono inoltre stati svelati due progetti, rispettivamente a firma Motorola e LG, che contemplano l’utilizzo del nuovo sistema operativo e in grado di mostrarne le concrete potenzialità.

Il progetto Motorola, chiamato Moto360, in particolare, appare decisamente vicino al concetto d’orologio a cui tutti siamo abituati: forma tonda, cassa in acciaio, cinturino in cuoio o bracciale in acciaio, nonché una dimensione del quadrante poco invasiva. Un primo passo concreto verso le reali aspettative di questo genere di prodotto?