Google Shopping: inizia la transazione per renderlo a pagamento

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Come già annunciato, sospettato, trapelato da mesi, Google inizia la transizione del servizio Google Shopping, che non sarà più free. Il sistema di comparazione e pubblicazione dei vari prodotti degli ecommerce direttamente sulla SERP della grande G non è sicuramente il veicolo di vendita più efficace della storia, numeri alla mano, per lo meno per quanto riguarda il Bel Paese. Come tutte le novità che tendono ad uniformare e semplificare un processo, però, è presumibile che il suo uso vada in costante crescita. A maggior ragione in vista della sempre maggior rilevanza che il box dedicato all’articolo occuperà nella SERP.

Negli Stati Uniti il dente è stato estratto senza (quasi) alcun dolore già da metà ottobre. In Italia il primo passo è previsto per il 13 febbraio 2013. Per alcune ricerche a quanto pare l’area dedicata agli annunci Shopping sostituirà i primi piazzati (la mia formazione SEO mi impedisce l’utilizzo del termine “posizionati”) delle campagne PPC, rientrando nel box “sponsorizzato”. Anche la modalità di visualizzazione sarà aggiornata permettendo zoom ed immagini dettagliate, e gli utenti potranno raffinare la ricerca per tipologia di prodotto e brand.

Raffinare la ricerca per tipologia di prodotto e brand.

 

Qualche Cassandrata

 

Raffinare la ricerca per tipologia di prodotto e brand.

Più lo ripeto, più mi viene da pensare (e, NB, spero vivamente di sbagliarmi) che a lungo/lunghissimo termine la cosa colpirà i grossi shop online (mi viene da pensare a eBay o Amazon). Oggi come oggi, come per quasi tutto, la gente cerca X su Google, trova in prima posizione Amazon o Zalando o PippoSport con la loro bella categoria apposita, ed entra a comprare. È vero che eBay ha a sua volta mangiato i piccoli eshop, ma questo è un altro discorso anche un po’ troppo NIMBY per il web.

Ad ogni modo, cosa succederà quando l’utente invece di dover buttar via un utilissimo click (che potrà più tardi riciclare per guardare video di gattini su YouTube) potrà trovare subito quello che cerca direttamente su Google?

Il posiz…ehm, piazzamento dei vari box Google Shopping dipenderà da 1)pertinenza rispetto alla query e 2)prezzo. Sarà una rivincita dei suddetti piccoli eshop nei confronti dei Grandi Magazzini virtuali? Vedremo: l’unica cosa strasicura è che per Google il guadagno non mancherà.

Una seconda considerazione, però, mi impedisce di vederla come una flawless victory per Google. Qual è la motivazione del successo del colosso di Mountain View? Per come la vedo io, è la pulizia. C’erano tanti, troppi competitor: competitor migliori, competitor che erano più avanti da tanti punti di vista, ma che Google ha implacabilmente scavalcato grazie a semplicità e funzionalità. E che dire dell’autorità “morale”? Non si finisce per perderne un po’ ogni volta che appare la scritta “Annunci relativi a X“ o “Visualizza il tuo annuncio qui”?

Forse la grande G sta perdendo di vista le proprie radici, come un rapper dopo la collaborazione con Beyonce?

E no, “Cassandrata” non è una parolaccia.