Google ci racconta la sua storia della musica con Google Music Timeline

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Google è un’ azienda hi-tech ad alto tasso d’innovazione, si sa, e ancora una volta ha deciso di stupire il mondo con uno strumento divertente e interessante.

Il concetto di ricerca è sempre stato il cuore pulsante della big G di Mountain View, quindi, perché non rivederlo ed adattarlo ad un genere di conoscenza che ha sempre puntato tutto sull’ esperienzialità? Parliamo della musica ovviamente. Vi siete mai chiesti quali siano stati i generi più famosi degli ultimi 70 anni, in che anni abbiano trovato maggiore diffusione e consenso, quali gruppi possano essere considerati pietre miliari e voci generazionali in ambito musicale? Bene, Google, con la sua Music Timeline, da accesso, in modo inusuale, a tutte queste informazioni.

Uno schema grafico interattivo, vere e proprie ondate sonore che si propagano e costringono anno dopo anno, decennio dopo decennio e contengono al loro interno piccoli blocchi di conoscenza, di informazioni riassuntive.

8 i generi scelti da Google come macrocategorie: Pop,Rock, Jazz, Metal, Easy Listening, Hip-Hop e Alternative/Indie, accompagnati da alcuni generi che negli anni hanno segnato una minore diffusione, come ad esempio il Folk o la musica Dance/Elettronica.

L’ infografica, visivamente, si presenta sufficientemente chiara, evidenziando i periodi di successo e diffusione dei vari generi. Risulta così palese come, ad esempio, il Jazz abbia raggiunto un’ampia diffusione tra gli anni ’50 e ’60, salvo poi appiattirsi in una sottilissima striscia di colore arancione per i decenni seguenti, o di come, invece, il Rock sia il genere ascoltato con maggiore diffusione ed ampiezza. Cliccando su ogni corrente musicale, inoltre, è possibile “esplodere” la categoria nei suoi sotto generi, che a propria volta, se cliccati, ci permetteranno di vedere quali artisti e quali album hanno segnato picchi d’interesse.

Tutto davvero interessante, ma purtroppo soggetto ad almeno un paio di critiche sensate.

In primo luogo, la popolarità delle categorie non è fondata su reali accadimenti storici, ma solamente sulla diffusione della musica digitale nelle librerie degli appassionati. In secondo luogo, va aggiunto che, questa diffusione, trae le proprie fonti e i propri dati dai download effettuati dalla sola e recente piattaforma di download Google Play Music (il negozio di musica digitale che Mountain view ha creato con l’obiettivo di far concorrenza ad Itunes, Spotify e Amazon MP3).

Concludendo, risulta evidente come il risultato vada ampiamente ridimensionato, ma sembra altrettanto chiaro che Google, per l’ennesima volta, abbia posto una prima pietra nella direzione di un nuovo modo di consultare e apprendere nozioni.