SMX Milano: le novità SEO e Google

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Abbiamo posto alcune domande ad Anna Gnali, l’esperta SEO della nostra agenzia web (Dexanet), circa la sua recente partecipazione all’evento SMX Milan 2013 (7 e 8 novembre).

Ciao Anna, perché è stato importante partecipare a questa manifestazione SMX a Milano?

Innanzitutto, il Search Marketing Expo (SMX) è un evento ben noto a livello mondiale ed imperdibile per tutti gli esperti che lavorano nel campo del search engine marketing. Inoltre, questa è stata la prima volta in Italia e non potevo non essere presente a questa conferenza, dove i relatori erano i maggiori esperti internazionali del settore. Sicuramente dovevo assistere all’intervento di Justin Cutroni, l’Analytics Evangelist di Google, che ha anche dato un significativo contributo al programma Google Analytics Academy di cui ho ottenuto la certificazione proprio lo scorso ottobre 2013. L’aggiornamento in questo settore è imprescindibile, e bisogna e bisognerà far sempre di più per “conquistare il cuore” di Google.

Quali sono le novità di questo settore?

Novità ce ne sono ogni giorno: Google non dorme mai! Come si può notare anche già dalle ricerche, è in atto il Google Hummingbird Update. Questo aggiornamento, stando a quanto dichiarato al Pubcon da Matt Cutts, head of the webspam team at Google, non avrà un forte impatto sul SEO perché agisce su query complesse (long-tail queries), ma quello che mi auguro è che si limiti solo a queste e non influisca su quelle brevi, poiché, ovviamente, se il motore di ricerca restituisce subito e sempre l’informazione che stiamo cercando nella SERP (Search Engine Results Page) prima degli Organic Search Engine Results, non c’è più bisogno di fare lo step successivo: cliccare su un sito esterno al motore stesso.

All’SMX si è parlato inoltre approfonditamente del “not provided”, che arriverà ben presto al 100%, e a quel punto non sarà più possibile risalire immediatamente alle keywords d’accesso. Ma questo non mi preoccupa: possiamo sempre risalire tramite adeguati accorgimenti tecnici alla pagina di provenienza, quindi se il nostro lavoro di ottimizzazione è stato fatto in modo corretto, le parole chiave per cui riceveremo le visite saranno il frutto di quelle per cui abbiamo deciso di puntare per quella determinata pagina.

Quali nuove attività dovrà ora svolgere il responsabile SEO?

Come ho già detto l’anno scorso in occasione dell’intervista che insieme ad altre ragazze ho rilasciato ad Andrea Pernici per giorgiotave.it in occasione del Convegno GT 2012 di Riccione, bisogna assolutamente puntare sui microdata, poiché Google è sempre più intelligente grazie al suo “Knowledge Graph”, e quindi la struttura semantica degli oggetti web è sempre più rilevante nel SEO. E poi, come sempre, continuare a fornire contenuti originali e di qualità, scritti per l’utente e non esclusivamente per il motore di ricerca, in modo che ne sia avvantaggiata la condivisione spontanea sui social network: un link building naturale è la chiave del successo.