Ricerca vocale e SEO: sarà un matrimonio d’interesse.

Like Don't move Unlike
 
1

Quando abbiamo chiesto ai colleghi del reparto SEO un argomento interessante da trattare nel blog, che non fosse troppo da espertoni, ci hanno risposto senza esitazioni: “La ricerca vocale”. Per loro è il tema del momento perché è una di quelle dinamiche che giungono nella nostra vita all’improvviso, spinte dalle nuove tecnologie, e nel giro di poco tempo diventano routine. Quasi non ce ne siamo accorti, ma l’utilizzo della voce per interfacciarci con i dispositivi tecnologici è ormai un’abitudine quotidiana: capita a tutti di “chiedere” ai dispositivi tecnologici dove si trova quel ristorante, o di segnalare la stazione di servizio più vicina, o di avviare una canzone. No? Sono lontani i tempi dell’imbarazzo, quando la conversazione con un dispositivo tecnologico sembrava una cosa da pazzi e, ogni volta, attirava l’attenzione e gli sguardi oscuri delle persone vicine.

A questo punto, le domande sono due. La prima: per quale motivo la ricerca vocale è sempre più usata? Semplice, perché è maledettamente comoda. Una volta superato l’imbarazzo all’idea di parlare con un dispositivo tecnologico come se fosse un essere vivente, si guadagna in praticità e velocità. Pronunciare una frase è molto più semplice, veloce e immediato che scriverla. L’evoluzione tecnologica ci invita ad usare la voce perché tutti i dispositivi tecnologici sono dotati di software per le ricerche vocali intelligenti ed efficaci, con un margine di errore sempre più ridotto. Addirittura, Google ha già delineato il futuro degli assistenti vocali: si chiama Google Duplex, è un software che agisce per conto dell’utente, interagendo con le altre persone al telefono come se fosse una persona fisica (ad esempio, Duplex prenota il ristorante chiamando al posto tuo).

Gli effetti della ricerca vocale sul SEO

La seconda domanda, a questo punto, è: cosa c’entra la ricerca vocale con la SEO (che, per i meno avvezzi alla materia, è l’acronimo di Search Engine Optimization, cioè la disciplina che punta ad ottimizzare la visibilità dei siti nei motori di ricerca)? C’entra – eccome – perché le ricerche vocali stanno cambiando il modo di effettuare ricerche e, di conseguenza, potrebbero modificare la modalità con cui gli esperti SEO approcciano il loro lavoro. Alt: un passo indietro, a questo punto, è forse necessario. Chi sono e cosa fanno i SEO? Gli esperti SEO individuano le parole chiave ideali per ottimizzare i contenuti sul web rispetto alle ricerche degli utenti. Da almeno tre anni, ci spiegano i colleghi del SEO, si dice che la ricerca vocale cambierà le carte in tavola. Il momento della svolta è sempre stato rimandato fino a quest’anno, quando sono entrati prepotentemente in commercio gli assistenti vocali, che si aggiungono ai dispositivi tecnologici già dotati di un supporto per le ricerche vocali. Tutti gli smartphone, i tablet e i pc sono ormai dotati di complessi algoritmi e tecnologie in grado di riconoscere la voce, processarla, comprendere il significato delle frasi pronunciate dall’utente e reagire, fornendo una risposta.

È ovvio che il lavoro SEO vacilli se gli utenti sostituiscono le ricerche tradizionali digitate a tastiera con quelle vocali perché, banalmente, cambia il linguaggio utilizzato. Una richiesta vocale sarà formulata con un linguaggio colloquiale e più naturale rispetto ad una query testuale: se ad esempio stai cercando un carrozziere, a voce chiederai “Dov’è il carrozziere più vicino?”, mentre a tastiera digiterai “carrozziere Brescia” o, in generale, il nome del luogo in cui ti trovi. Cambia il medium attraverso il quale viene formulata la ricerca e varia, di conseguenza, il comportamento di Google nell’interpretarla. Il motore di ricerca mapperà in modo diverso le parole pronunciate e soprattutto fornirà risultati differenti: l’accesso al sito sarà doppio, non più solo tramite le query testuali, ma anche tramite le ricerche vocali.

A livello di SEO, cambierà il valore del posizionamento dei siti perché non è scontato che ad una domanda generica come “qual è il miglior panettiere della zona?”, gli assistenti vocali suggeriscano l’attività meglio posizionata sui motori di ricerca, come invece farebbe Google in risposta ad una query testuale. Cambia l’algoritmo dei motori di ricerca, quindi i SEO dovranno adattarsi nel trovare nuovi sistemi utili al posizionamento dei siti in funzione delle ricerche vocali.

Va considerato che ogni dispositivo fa storia a sé perché utilizza un motore di ricerca diverso. In estrema sintesi, i prodotti Apple sono dotati di Siri e si appoggiano su Bing o su Google a seconda della preferenza degli utenti, mentre quelli dotati di sistema operativo Android utilizzano Google Assistant, che estrae i dati da Google. Per quanto riguarda gli assistenti vocali per la casa, Alexa di Amazon incrocia i dati di Bing con quelli delle abitudini di acquisto personalizzate su Amazon, mentre Google Home si appoggia, ovviamente, a Google.

Agli esperti SEO interessa soprattutto Google in quanto motore di ricerca più utilizzato al mondo. Ma al di là della restrizione del campo, la dinamica non cambia: i motori di ricerca saranno sempre più ottimizzati verso le ricerche vocali e quindi i SEO dovranno orientarsi nel rintracciare le componenti testuali conversazionali, piuttosto che quelle testuali. La probabile difficoltà consisterà nella mole di traffico intercettata dai motori di ricerca, sempre più ampia: gli assistenti vocali, in sostanza, potranno fagocirare il traffico sul web, rispondendo in prima persona alle query ed impedendo ai siti di ricevere visite. Diventeranno quindi un filtro impermeabile tra gli utenti e i siti internet. L’ipotesi è che possano essere avvantaggiati gli esercizi commerciali che cercano contatti diretti, quali ad esempio i locali nella ristorazione: l’obiettivo dei loro siti è il contatto, ricevere la telefonata per la prenotazione o direttamente la visita, quindi la risposta dei motori di ricerca faciliterà questo passaggio. Secondo il sito specializzato Moz.com, infatti, le ricerche vocali per le attività locali saranno tre volte più efficaci rispetto a quelle generiche.

Le possibili soluzioni dei SEO per ottimizzare le ricerche vocali

È presto per delineare con precisione i futuri sviluppi del lavoro SEO in virtù delle ricerche vocali ma è indubbio che qualcosa si sviluppi. C’è chi sostiene sia all’orizzonte una rivoluzione, chi invece pensa che non accada nulla: la verità, con ogni probabilità, sta nel mezzo, cioè in un cambiamento graduale del lavoro. Nonostante sia prematuro, esiste già qualche idea in merito:

  • le Faq, ad esempio, potrebbero acquisire importanza perché da quelle gli assistenti vocali possono estrarre le risposte rapide ai quesiti degli utenti
  • a ruota, le risposte dovranno essere precise e concise, in modo che i motori di ricerca possano “premiarle”
  • linguaggio colloquiale: si andrà verso un’”umanizzazione” dei contenuti, cioè verso la trasposizione di un linguaggio conversazionale al posto di quello tradizionale scritto, in modo che il motore di ricerca possa associarlo con più facilità alle query vocali degli utenti
  • le keyword dovranno essere long tail, cioè più lunghe: se chi cerca parla in modo naturale, utilizzerà più parole rispetto a chi cerca per via testuale, e dunque le pagine dei siti dovranno assecondare le nuove lunghezze
  • ottimizzazione per gli snippet, cioè utilizzando un sistema di markup, i motori di ricerca saranno agevolati nella comprensione dei contenuti
  • creare pagine nascoste con i dati strutturati per favorire la traduzione dei motori di ricerca in risposta alle ricerche vocali
  • la velocità del sito sarà fondamentale visto che gli assistenti vocali hanno bisogno di rintracciare le informazioni nel più breve tempo possibile.

In ogni caso, la nuova sfida è lanciata: gli esperti SEO di Dexanet si stanno organizzando per arrivare in anticipo all’appuntamento. Siccome il matrimonio con la ricerca vocale è obbligatorio, meglio andare d’amore e d’accordo.