Dar voce al Made in Italy? Ci pensa Google!

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Una piattaforma espositiva di grande impatto da dedicare alle eccellenze del Bel Paese.

Non stiamo parlando di Expo 2015,  ma del nuovo  progetto del Google Cultural Institute, una nuova sezione del sito, creata con l’obiettivo di sponsorizzare e dare informazioni sui prodotti Gastronomici e Artigianali della nostra penisola, in poche parole: il Made in Italy.

I dati riguardanti i trend di ricerca online parlano chiaro: gli argomenti associabili al made in Italy, nel 2013, sono stati ricercati il 12% in più rispetto all’anno precedente; la moda ha fatto da trascinatrice, ma turismo e gastronomia sono tendenze con prospettive molto più che interessanti.  Anche per questo motivo, Google deve aver pensato che i prodotti tipici della nostra terra meritassero una finestra di visibilità tutta loro.

Nasce così Google.it/madeinitaly, una sorta di enciclopedia multimediale, un’esperienza visiva e informativa immediata, graficamente accattivante, pulita, ordinata e ricca di tutto il fascino che l’Italia è in grado di regalare al mondo. Prodotti gastronomici che hanno fatto la storia, come il Prosciutto di Parma, o la Fontina, ma anche realtà meno note, come ad esempio la Carota Novella di Ispica. E non solo, sono infatti presenti anche importanti realtà artigianali: citiamo, fra le numerose, il Pulcetto Valsesiano, o la Fisarmonica di Vercelli.

Davvero una bella iniziativa, un progetto in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole e forestali, Unioncamere, Fondazione Symbola e Università Ca’ Foscari, che concretizza un impegno preso dalla big G il 9 ottobre 2013.

Significativo ricordare, inoltre, che, Made in Italy è in assoluto la prima piattaforma dedicata da Google alle eccellenze di un Paese e che, quella delle cosiddette mostre digitali, pare essere un format particolarmente accattivante per le PMI (piccole e medie imprese), vero fulcro produttivo italiano e contemporaneamente ancora distante da un utilizzo intensivo e mirato del Web e delle sue opportunità (basti pensare che solo il 34% delle PMI si è dotata di un sito internet e solo il 13% è a conoscenza delle potenzialità dell’ e-commerce!)