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Come gli assistenti AI stanno cambiando il modo di accedere ai contenuti online

Come gli assistenti AI stanno cambiando il modo di accedere ai contenuti online

Gli assistenti AI possono cercare prodotti, confrontare offerte e consultare siti per conto delle persone. Questa evoluzione riguarda anche il modo in cui i siti vengono progettati e le infrastrutture che li sostengono.

Per molti anni abbiamo cercato informazioni online attraverso un percorso familiare: una ricerca su Google, l’apertura di alcuni siti, la lettura delle pagine e il confronto tra le alternative. Oggi possiamo delegare una parte di questo lavoro a un assistente di intelligenza artificiale, chiedendogli di raccogliere le informazioni e restituirci una selezione ragionata.

Le modalità dipendono dal sistema utilizzato: la risposta può basarsi su informazioni già indicizzate oppure sulla consultazione di pagine web durante la ricerca. In questo secondo caso, il sito dell’azienda viene visitato da un sistema che lavora per conto del potenziale cliente. developers.google.com

Per chi progetta e gestisce siti internet, questo introduce nuove esigenze. Bisogna rendere le informazioni facilmente consultabili e organizzare l’infrastruttura perché risponda in modo efficiente anche al traffico automatizzato.

Un esempio concreto aiuta a capire cosa cambia.

Immaginiamo di voler acquistare un copertone per una mountain bike. Con una ricerca tradizionale, consultiamo alcuni negozi online, leggiamo le caratteristiche, confrontiamo i prezzi e verifichiamo le condizioni di spedizione.

A un assistente AI possiamo invece chiedere: «Trova un copertone da 29 pollici adatto a terreni rocciosi, confronta la resistenza alle forature e verifica prezzo, disponibilità e spedizione».

Per rispondere, un agente capace di consultare il web può cercare le specifiche sul sito del produttore, leggere recensioni e verificare le offerte di diversi e-commerce. Alcune attività possono svolgersi in parallelo; una successiva richiesta di approfondimento può avviare altre consultazioni.

La persona vede il risultato finale. Dietro quella risposta possono esserci numerose richieste distribuite su più siti.

Dal punto di vista dei server, contano il ritmo delle richieste e il lavoro necessario per soddisfarle.

Aprire una scheda prodotto già disponibile in memoria temporanea può richiedere poche risorse. Eseguire una ricerca complessa nel catalogo, applicare filtri o generare una pagina interrogando il database può richiederne molte di più.

Quando numerose richieste arrivano in un intervallo breve, il carico può aumentare sensibilmente. Le analisi di Cloudflare mostrano che alcuni sistemi automatizzati consultano anche contenuti poco frequentati e ampie porzioni dei siti, con effetti sull’efficienza della cache e sul lavoro dei server. Cloudflare Blog

Per un’azienda, le conseguenze possono essere molto concrete: pagine più lente, ricerche nel catalogo meno reattive, maggior consumo di risorse. Nei casi più critici, il sovraccarico può compromettere la disponibilità del servizio.

Anche il numero di pagine consultate, da solo, è un indicatore incompleto: una singola pagina può generare molte richieste tecniche. Per capire l’impatto del traffico bisogna osservare quali risorse vengono utilizzate e quanto lavoro viene svolto dall’applicazione.

La cache, cioè un sistema che conserva temporaneamente contenuti o risposte già elaborati, aiuta a ridurre questo lavoro. Una configurazione efficace permette di rispondere a molte richieste senza ricostruire ogni volta la stessa pagina. Nell’e-commerce occorre però bilanciare efficienza e aggiornamento: descrizioni, prezzi e disponibilità possono avere esigenze diverse.

La progettazione deve quindi considerare insieme applicazione, database, cache e capacità dei server. Aumentare le risorse può essere utile, ma l’efficienza dipende anche da come il sito le utilizza.

La gestione del traffico richiede inoltre di distinguere le diverse attività dei sistemi automatici.

Esistono sistemi che:

  • raccolgono informazioni per alimentare gli indici dei motori di ricerca;
  • consultano pagine per rispondere alle richieste degli utenti;
  • acquisiscono contenuti che possono essere utilizzati per l’addestramento dei modelli AI.

Queste attività hanno finalità diverse e possono richiedere politiche di accesso differenti. OpenAI, per esempio, distingue i sistemi dedicati alla ricerca da quelli destinati all’addestramento, consentendo ai gestori dei siti di esprimere preferenze separate. developers.openai.com

Occorre quindi stabilire quali accessi favorire, quali limitare e quali bloccare, tenendo conto degli obiettivi dell’azienda e delle risorse disponibili.

Il file robots.txt comunica ai sistemi di scansione le indicazioni del gestore del sito. Il loro rispetto dipende però dal comportamento del sistema che accede: per applicare limiti effettivi e proteggere le risorse servono anche controlli nell’infrastruttura. developers.google.com

Anche il modo di presentare i contenuti diventa parte della soluzione.

Le persone hanno bisogno di pagine chiare, immagini, strumenti di confronto e percorsi di navigazione intuitivi. Un sistema automatico deve poter individuare ed estrarre le informazioni pertinenti.

Contenuti testuali ben organizzati, schede prodotto complete e dati coerenti aiutano entrambe le modalità di consultazione. Quando il progetto lo richiede, feed di catalogo o interfacce dedicate possono offrire un accesso più efficiente alle informazioni. La loro utilità va valutata rispetto ai sistemi con cui il sito deve interagire.

Per le funzionalità AI della ricerca Google restano valide le basi della SEO: contenuti accessibili, pagine indicizzabili e informazioni utili e affidabili. La preparazione tecnica crea le condizioni per essere consultati; la selezione e la citazione dei contenuti dipendono anche dai sistemi di ricerca e dalla qualità delle informazioni. developers.google.com

Questo cambiamento riguarda anche la lettura dei risultati. Un aumento delle richieste ai server non corrisponde necessariamente a un aumento delle visite dei potenziali clienti. Distinguere il traffico automatizzato da quello delle persone aiuta a valutare meglio prestazioni, costi e risultati commerciali.

In Dexa affrontiamo questa evoluzione collegando la progettazione del sito alla gestione dell’infrastruttura. La nostra infrastruttura è pronta a supportare queste modalità di consultazione, e questa attenzione tecnica entra nello sviluppo dei nuovi siti aziendali ed e-commerce.

L’obiettivo è rendere le informazioni accessibili ai sistemi che le consultano, mantenendo un’esperienza veloce e affidabile per le persone. È un lavoro che richiede scelte coerenti e aggiornamenti nel tempo, perché strumenti e comportamenti continuano a evolvere.

Quando un’azienda decide a chi affidare il proprio nuovo sito, la capacità di seguire questi cambiamenti deve entrare nella valutazione del partner. Grafica, contenuti e usabilità acquistano valore su una base tecnica capace di sostenere il funzionamento del sito e accompagnarne l’evoluzione.

Per progettare il tuo nuovo sito aziendale o e-commerce, confrontati con il team Dexa: partiremo dagli obiettivi della tua impresa e dalle esigenze tecniche che il progetto dovrà soddisfare.

 

Di Giovanni Zorzan, responsabile dell’infrastruttura server di Dexa

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