Campagne pubblicitarie:
Agenzia pubblicità Napoli:
meno mezzi, fatti bene
La tentazione ricorrente è esserci ovunque. Un po’ di Google, un po’ di social, una radio locale, una pagina sulla rivista di settore.
Con budget da PMI questa strada produce presenze troppo deboli per essere notate su ogni canale. Si spende tutto e non si costruisce niente da nessuna parte.
Preferiamo l’opposto: due mezzi, quelli giusti, con abbastanza budget da avere un effetto reale, e la disponibilità a spegnerne uno se dopo tre mesi non produce.
Un’agenzia pubblicità a Napoli utile è anche quella che vi dice dove smettere di spendere.
Presidiare due canali rende più che comparire su sei.
Come lavoriamo:
si parte piccolo e si sposta il budget
Nessuno sa in anticipo quale messaggio funzionerà. Chi dice il contrario non ha mai guardato i dati di una campagna vera.
Per questo partiamo con più versioni dello stesso annuncio su una parte del budget, lasciamo correre abbastanza da avere numeri affidabili, e poi spostiamo la spesa su quello che sta funzionando.
Serve un metodo perché la tentazione è decidere dopo tre giorni, quando i dati non significano ancora niente, o non decidere mai e lasciare tutto com’è per pigrizia.
Nei mezzi tradizionali questo lavoro si fa diversamente, con meno dati e più mestiere, ma il principio regge: si verifica, non si presume.
Una campagna che nessuno guarda dopo il lancio è un preventivo, non una campagna.
I mezzi:
cosa conviene, a chi e quando
Non esiste il mezzo migliore. Esiste quello adatto a chi volete raggiungere e al momento in cui lo cercate.
Dove conviene farsi vedere dipende da chi deve vedervi, e il mercato attorno a Napoli non è uno solo.
Intorno a Napoli l’agroalimentare, la moda e la cantieristica convivono con un terziario di servizi giovane e molto digitale. Un mercato dove il passaparola conta ancora quanto la pubblicità.
Sul posizionamento organico, che è la strada lenta ma che resta, c’è SEO a Napoli.
Ricerca su Google. Intercetta chi sta già cercando. È il mezzo con il ritorno più diretto e anche il più caro per contatto in certi settori. Va bene quando la domanda esiste già.
Social a pagamento. Non intercetta, propone. Serve a far conoscere qualcosa che nessuno sta cercando, e funziona bene con prodotti che si spiegano con un’immagine.
Radio e affissione locale. Sottovalutate. Su un bacino ristretto e con un messaggio semplice costruiscono notorietà a costi ragionevoli, e per molte attività del territorio restano efficaci.
Stampa di settore. Nel B2B conserva un peso reale: poche riviste lette dalle persone giuste valgono più di migliaia di visualizzazioni generiche.
La domanda non è quale mezzo è morto. È dove sta il vostro cliente quando decide.
Il team:
Un interlocutore solo,
dalla pianificazione al consuntivo
Nelle campagne il danno più frequente non è creativo: è di coordinamento.
Chi compra gli spazi non parla con chi produce i materiali, i formati arrivano sbagliati, le date slittano, e il messaggio online dice una cosa diversa da quello sulla rivista.
Da noi il progetto ha un referente unico che tiene insieme pianificazione, produzione e misura. È anche la persona che risponde l’anno dopo, quando si rifà la campagna e serve sapere cosa era andato come.
Siamo oltre quaranta persone in un unico studio a Sarezzo, vicino a Brescia, e operiamo su Napoli come nel resto d’Italia.
Le campagne che funzionano quasi sempre sono la terza o la quarta, non la prima.
Preventivo:
cosa ci serve sapere
Per dare una cifra sensata ci servono quattro risposte, e nessuna richiede documenti particolari.
Cosa deve succedere. Richieste di preventivo, vendite online, visite in negozio, iscrizioni a un evento. Con un obiettivo preciso il piano si costruisce, con “farci conoscere” no.
Chi deve vedere la campagna. Privati o aziende, quale ruolo, quale zona.
Cosa avete già provato. Le campagne precedenti, anche quelle andate male, dicono più di qualsiasi analisi: sono dati veri sul vostro mercato.
Quanto potete investire nei prossimi sei mesi. Serve a capire subito quali mezzi sono alla portata e quali no.
Con queste risposte il piano è concreto. Senza, è un elenco di canali che vale per qualsiasi azienda.
Dipende da due voci che vanno tenute separate: quanto va ai mezzi e quanto costa il lavoro.
Il budget media è quello che finisce a Google, alle piattaforme social, alla radio o al concessionario degli spazi. È denaro che l’agenzia gira, non incassa, e determina quante persone vedranno la campagna.
Il lavoro dell’agenzia comprende pianificazione, testi, materiali, impostazione, gestione e lettura dei numeri. Può essere a progetto per una campagna singola o continuativo se c’è un presidio da mantenere.
Quando qualcuno vi dà un’unica cifra senza distinguere le due cose, chiedete il dettaglio: è lì che si capisce quanto della vostra spesa arriva davvero al pubblico.
Dipende da cosa vi serve, e ci sono casi in cui il consulente è la scelta migliore.
Se avete bisogno di qualcuno che gestisca bene le campagne su un canale, un professionista esperto costa meno e fa un ottimo lavoro.
La differenza si sente quando servono più mestieri insieme: pianificazione su più mezzi, produzione di materiali, testi, lettura dei dati. Tenere insieme quattro fornitori diversi è un lavoro che finisce per farlo qualcuno in azienda.
L’altra differenza è la continuità: siamo oltre quaranta persone e non ci fermiamo se qualcuno è in ferie o cambia lavoro. Su una campagna che gira, è un dettaglio che conta.
Non c’è una cifra valida per tutti, ma c’è una soglia sotto la quale un mezzo non vale la pena di essere usato.
Il motivo è la frequenza: una campagna troppo diluita mostra l’annuncio una volta sola a tante persone, e una volta sola non lascia traccia. Meglio farsi vedere più volte da un pubblico più ristretto e più pertinente.
In pratica, con budget contenuti la risposta quasi sempre è concentrare su un solo mezzo invece di spalmare su tre.
Se il budget disponibile non regge nemmeno un mezzo in modo sensato, ve lo diciamo. Prendere il lavoro sapendo che non produrrà risultati non conviene a nessuno dei due.
Fanno due lavori diversi e la scelta dipende da cosa vendete.
La pubblicità sulla ricerca di Google intercetta chi sta già cercando quel prodotto o servizio. È la più diretta e di solito la più redditizia, quando la domanda esiste. Se nessuno cerca quello che vendete, non c’è nulla da intercettare.
La pubblicità sui social propone qualcosa a chi non lo stava cercando. Serve a far conoscere, a spingere prodotti che si capiscono da un’immagine, a raggiungere chi ha già visitato il sito.
Per molte aziende la combinazione utile è: social per farsi conoscere, ricerca per raccogliere chi poi cerca il nome. Ma dipende dal settore, e si verifica con una prova, non per principio.
In certi casi sì, e lo diciamo pur essendo un’agenzia nata sul digitale.
Radio locale e affissione funzionano ancora bene su bacini geografici ristretti, con messaggi semplici e per attività che hanno un pubblico ampio sul territorio. I costi sono spesso più ragionevoli di quanto ci si aspetti.
La stampa di settore conserva un peso reale nel B2B: poche riviste lette dalle persone giuste valgono più di grandi numeri generici.
Quello che è cambiato è che oggi va misurata: un numero di telefono dedicato, un indirizzo web specifico, un codice. Senza, resta un investimento che nessuno sa giudicare.
Google:
Intercetta chi sta già cercando. Il ritorno più diretto, quando la domanda esiste. Se nessuno cerca, non c’è niente da intercettare.
Social:
Non intercetta, propone. Serve a far conoscere e funziona con prodotti che si capiscono da un’immagine.
Radio:
Sottovalutata. Su un bacino ristretto e con un messaggio semplice costruisce notorietà a costi ragionevoli.
Affissione:
Presenza fisica sul territorio. Poco misurabile di per sé, misurabile con un indirizzo web dedicato o un codice.
Stampa:
Nel B2B conserva peso reale. Poche riviste lette dalle persone giuste battono i grandi numeri generici.
Creatività:
Testi e materiali costruiti sul formato e sul destinatario. Bella e fuori contesto significa rifarla.
Hai già fatto campagne che non hanno reso? Guardiamo insieme i dati di quelle: quasi sempre dicono dove si era rotto qualcosa.
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
Sviluppiamo strategie di comunicazione, marketing digitale, branding e innovazione su misura, integrando competenze creative e tecnologiche per accompagnare aziende e organizzazioni nel raggiungimento dei propri obiettivi.
Diventa il nostro prossimo cliente soddisfatto
