Posizionamento:
Agenzia SEO Napoli:
lento all’inizio, poi rende da solo
La SEO ha un difetto che va detto subito: è lenta. I primi movimenti si vedono in qualche mese, i risultati veri più avanti.
Ha però una qualità che le campagne a pagamento non hanno: quando una pagina si posiziona, continua a portare visite anche quando smettete di investire. È un patrimonio che resta, mentre la pubblicità smette il giorno stesso in cui chiudete il rubinetto.
Per questo la domanda giusta da farsi non è quale delle due conviene, ma quanto tempo avete davanti.
Se servono contatti entro il mese, un’agenzia SEO a Napoli non è la risposta: serve una campagna, e lo diciamo.
Le due cose insieme funzionano meglio: la pubblicità copre l’attesa, la SEO riduce la dipendenza.
Come lavoriamo:
poche pagine per volta, misurate
Non produciamo contenuti a volume. Lavoriamo su poche pagine per volta e verifichiamo cosa succede prima di andare avanti.
Il motivo è che ogni mercato reagisce in modo diverso, e quello che funziona in un settore non funziona in un altro. Le prime pagine servono anche a capire come si comporta il vostro.
Su ciascuna si guarda la stessa cosa: su quali ricerche compare, in che posizione, quante visite porta, e soprattutto se quelle visite fanno qualcosa.
Dopo tre o quattro mesi si sa dove conviene insistere. A quel punto si accelera, con cognizione.
Cento pagine pubblicate insieme producono un rapporto lungo e nessuna informazione utile.
I rapporti:
come leggerli senza farsi raccontare storie
I rapporti SEO sono il posto dove si nasconde più fumo del settore. Vale la pena sapere cosa guardare.
C’è chi compete con tutta Italia e chi solo con il vicino di capannone: nel territorio di Napoli succedono entrambe le cose.
Intorno a Napoli l’agroalimentare, la moda e la cantieristica convivono con un terziario di servizi giovane e molto digitale. Un mercato dove il passaparola conta ancora quanto la pubblicità.
Se il problema è come sono fatte le pagine prima ancora di come si trovano, si parte da realizzazione siti internet a Napoli.
Numeri che non dicono niente: posizioni su parole che nessuno cerca, punteggi inventati dagli strumenti, numero di parole chiave “monitorate”, grafici di visibilità complessiva.
Numeri che contano: visite dalla ricerca non di marca, cioè escludendo chi cercava già il vostro nome; quante di queste visite fanno qualcosa; posizioni sulle ricerche che avete deciso insieme all’inizio; quante pagine portano almeno una visita.
L’ultimo è il più onesto: dice se il sito nel suo insieme sta funzionando o se tutto dipende da due pagine fortunate.
Se un rapporto non separa le ricerche di marca dalle altre, sta gonfiando i numeri.
Il team:
Chi lavora
al posizionamento
La SEO fatta seriamente mette insieme tre mestieri, e raramente stanno nella stessa persona.
Serve chi analizza le ricerche e i dati, chi sa mettere le mani sul sito per la parte tecnica, chi scrive contenuti che una persona legga volentieri.
In Dexa siamo oltre quaranta persone nello stesso studio, quindi quando una sistemazione tecnica va fatta non si apre una pratica con un altro fornitore: si fa.
Siamo attivi a Napoli e in tutta Italia. La nostra sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia, e i clienti che seguiamo sono quasi tutti altrove.
È un lavoro che si fa interamente a distanza, tranne le conversazioni iniziali che servono a capire il mercato.
Il preventivo:
analisi prima, impegno dopo
Non facciamo firmare contratti annuali prima di aver guardato i dati. Non sapremmo nemmeno cosa promettere.
Prima un’analisi. Si guarda cosa cercano le persone nel vostro mercato, chi c’è già posizionato e con cosa, in che stato è il vostro sito, quali pagine portano già visite. Dura poche settimane e produce un documento con le priorità e una stima realistica dei tempi. È vostro, anche se decidete di fermarvi lì.
Poi il lavoro continuativo, dimensionato su quello che è emerso: sistemazioni tecniche, contenuti, misura.
Questo evita la situazione più comune: pagare dodici mesi di attività generiche che potevano essere concentrate in tre interventi mirati.
L’analisi a volte dice di non farla, la SEO. Anche quello è un risultato utile.
Dipende soprattutto da quanto è competitivo il vostro settore, che è una variabile che non dipende da voi.
Posizionarsi su una nicchia tecnica con pochi concorrenti richiede un impegno molto inferiore rispetto a un mercato affollato dove tutti investono da anni. Per questo la prima cosa che facciamo è guardare chi c’è davanti e con cosa.
Le altre variabili sono lo stato del sito, quanti contenuti servono e chi li scrive, e su quante aree geografiche volete lavorare.
Il nostro modo di procedere è partire da un’analisi di poche settimane che produce priorità e una stima realistica. Solo dopo si definisce un impegno continuativo. Se dall’analisi risulta che il budget disponibile non basta per competere nel vostro settore, ve lo diciamo invece di prendervi i soldi per un anno.
No, e nessuno può farlo. Chi ve lo garantisce sta promettendo qualcosa che non controlla.
I risultati di ricerca dipendono da criteri che cambiano di continuo, dai concorrenti che si muovono anche loro, e sempre di più da come vengono presentati i risultati, con blocchi e risposte che riducono i clic anche a chi sta in alto.
Quello che si può fare è lavorare perché il sito meriti di stare più in alto e misurare se succede, mese per mese, su ricerche decise insieme all’inizio.
C’è poi un dettaglio pratico: le garanzie che si trovano in giro riguardano quasi sempre parole che nessuno cerca, dove arrivare primi è facile e inutile. Chiedete sempre quante persone cercano quella parola ogni mese.
Dipende dalla fase, e le fasi sono diverse fra loro.
Nei primi mesi il lavoro è concentrato: analisi delle ricerche, sistemazione dei problemi tecnici, revisione delle pagine principali. È la parte che produce i cambiamenti più consistenti.
Dopo si passa a un ritmo più regolare: contenuti nuovi sulle ricerche che abbiamo deciso di presidiare, miglioramento delle pagine che sono vicine a salire, controllo che nulla si sia rotto, lettura dei dati per capire dove insistere.
Ogni mese vi diciamo cosa è stato fatto e cosa proponiamo per il successivo, con il perché. Gli strumenti di misura sono vostri, quindi i numeri li vedete anche senza passare da noi.
Dal capire se il problema è che il sito non è trovabile o che nessuno cerca quello che offrite in quel modo.
Sono due situazioni diverse. Nella prima ci sono ostacoli tecnici o contenuti che non rispondono a nessuna ricerca reale: si sistemano e qualcosa si muove. Nella seconda il sito è a posto ma parla un linguaggio che le persone non usano quando cercano, e allora il lavoro è sui contenuti.
Si capisce in poche ore guardando Search Console, se è attiva, e le ricerche del vostro settore. Se non è mai stata configurata, la prima cosa da fare è quella: senza, si lavora a sensazione.
Capita anche di trovare siti che risultano invisibili per un errore di configurazione. Raro, ma succede, ed è la buona notizia possibile.
No, e la pubblicazione a calendario è uno degli sprechi più diffusi.
Quello che conta è avere pagine che rispondano meglio delle altre a domande che le persone fanno davvero. Dieci pagine di questo tipo valgono più di cento articoli scritti per riempire.
La differenza è anche economica: produrre contenuti generici costa, occupa tempo di qualcuno in azienda per le revisioni, e non produce niente.
Nei progetti che seguiamo il ritmo lo decidono i dati: si guarda su quali ricerche c’è spazio, si producono le pagine che servono, si verifica cosa succede. In certi periodi significa poche pagine molto curate, in altri un lavoro più intenso su un’area specifica.
Il momento in cui producono e cosa resta quando si smette.
Una campagna a pagamento porta visite dal primo giorno e le smette il giorno in cui la spegnete. È lo strumento giusto quando serve subito, quando c’è una stagionalità da cogliere, o quando si vuole verificare in fretta se una parola porta clienti.
La SEO è lenta e resta: una pagina posizionata continua a portare visite senza costo per clic. È un investimento che si accumula.
Per la maggior parte delle aziende la combinazione giusta è usarle insieme, con pesi che cambiano nel tempo: all’inizio più pubblicità, poi sempre meno man mano che il posizionamento cresce. Le campagne servono anche a capire quali parole portano clienti veri, prima di investirci mesi di SEO.
No, e vale la pena spiegare perché al di là del principio.
L’acquisto di collegamenti è contro le regole dei motori di ricerca, e le penalizzazioni quando arrivano sono difficili da rimuovere: si perde in poche settimane il lavoro di anni. È un rischio che si assume il cliente, non chi lo ha venduto.
C’è poi una ragione pratica: i collegamenti comprati provengono quasi sempre da siti costruiti apposta, che non portano nessuna visita reale.
Quello che facciamo è diverso e più lento: creare contenuti che abbia senso citare, lavorare su rapporti reali del vostro settore, associazioni, fornitori, clienti, pubblicazioni di categoria. Rende meno in fretta e non si porta dietro rischi.
Autorevolezza:
Che siti pertinenti vi citino, per ragioni vere. Lenta. I collegamenti comprati sono un rischio che resta al cliente.
Struttura:
Come sono organizzate le pagine dei servizi. Spesso il primo intervento utile è riordinare quello che c’è.
Recupero:
Le pagine già in seconda pagina sono vicine: portarle sopra costa poco ed è il risultato più rapido possibile.
Misura:
Visite non di marca, pagine che portano almeno una visita, richieste generate. Tre numeri, gli altri servono a poco.
Accessi:
Search Console e analisi intestati a voi. I dati storici sono vostri e servono a chiunque ci lavori in futuro.
Rapporti:
Cosa è stato fatto e cosa proponiamo. I risultati li vedete dal vostro pannello, non solo dal nostro documento.
Hai un sito che non trova nessuno? Prima di proporti qualcosa guardiamo se il problema è tecnico o di contenuti: sono due lavori diversi.
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