Presenza locale:
Google My Business Genova:
quanto potete fare da soli
Diciamo subito la parte che ci fa perdere qualche incarico: una buona metà di questo lavoro un’azienda lo può fare da sola.
Compilare bene la scheda, tenere gli orari aggiornati, caricare foto vere ogni tanto, rispondere alle recensioni entro pochi giorni. Non serve un fornitore, serve costanza, che è la cosa che manca sempre.
Dove ha senso rivolgersi a qualcuno è in tre casi: quando la scheda ha problemi seri, sospensioni, doppioni, dati sbagliati che non si riesce a correggere; quando ci sono più sedi da tenere coerenti; quando c’è una concorrenza locale vera e bisogna capire perché altri compaiono prima.
Chi si occupa di Google My Business a Genova dovrebbe dirvelo, invece di vendervi un canone per caricare una foto al mese.
Se vi basta sistemare la scheda una volta, lo facciamo e ve la lasciamo in mano.
Il metodo:
prima si guarda chi vi batte
Quando un’attività non compare nelle prime posizioni della mappa, la risposta sta quasi sempre nel confronto con chi c’è.
Si prendono le ricerche che contano per voi e si guarda chi esce sopra: che categoria ha scelto, quante recensioni ha e di che periodo, quanto è distante dal punto in cui la persona cerca, quanto è completa la sua scheda.
Dal confronto emerge quasi sempre una differenza specifica e recuperabile: una categoria diversa, recensioni molto più recenti, campi compilati che voi avete lasciati vuoti.
La distanza è l’unico fattore su cui non si può intervenire, ed è bene saperlo: se il concorrente è in centro e voi in periferia, su certe ricerche non lo prenderete.
Meglio dirlo prima che vendere un lavoro che non può funzionare.
Le recensioni:
come si gestiscono senza scorciatoie
Le recensioni sono il fattore che le persone guardano per primo e uno di quelli che pesano di più per comparire in alto.
Quanto pesi la ricerca locale dipende da cosa fate, e attorno a Genova le attività sono di generi diversi.
A Genova il porto detta i tempi: logistica, spedizioni, cantieristica e un terziario che ci gravita attorno. Un mondo B2B dove le decisioni passano da pochi interlocutori molto competenti.
Sul posizionamento del sito, che è un lavoro diverso, c’è SEO a Genova.
Chiederle è lecito e funziona. Va fatto con metodo: al momento giusto, cioè quando il cliente è soddisfatto e se lo ricorda, con un modo semplice per farlo, un collegamento diretto o un codice da inquadrare.
Comprarle è una pessima idea. Si riconoscono, vengono rimosse, e nei casi peggiori la scheda viene penalizzata.
Rispondere conta. A tutte, anche alle positive, con poche righe che non sembrino scritte da un modello.
Le recensioni negative non si cancellano su richiesta, salvo violino le regole. Si risponde con calma, dando la propria versione: chi legge valuta più la risposta della recensione.
Un’attività con solo recensioni entusiaste insospettisce. Qualche critica gestita bene rassicura.
Chi ci lavora:
Come lavoriamo:
vi insegniamo a farlo
Su questo servizio più che su altri, l’obiettivo è lasciarvi autonomi sulle cose semplici.
Dopo la sistemazione iniziale lasciamo istruzioni pratiche: come aggiornare gli orari prima dei festivi, come caricare foto, come rispondere a una recensione difficile, cosa non toccare mai per non rischiare una sospensione.
Restiamo noi sulle cose che hanno un rischio: modifiche ai dati principali, unione di schede doppie, richieste di ripristino, gestione di più sedi.
In tutto siamo più di quaranta, e operiamo sul territorio di Genova e in tutta Italia; la sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia.
Una scheda aggiornata da chi lavora lì è più credibile di una gestita a distanza. Anche per Google.
Quanto costa:
due modi di impostarlo
Ci sono due modi di affrontare questo lavoro, e il primo basta a molte attività.
Intervento una tantum. Analisi della situazione, confronto con i concorrenti locali, sistemazione completa della scheda, eventuale recupero di doppioni, istruzioni scritte per il mantenimento. Si fa in poche settimane e finisce lì.
Gestione continuativa. Ha senso con più sedi, con concorrenza locale forte, o quando in azienda non c’è nessuno che possa occuparsene con regolarità. Comprende aggiornamenti, gestione delle recensioni, foto periodiche e controllo dei numeri.
A parte vanno i casi problematici: sospensioni e unioni complesse si preventivano da sé, perché richiedono tempi e tentativi difficili da prevedere.
Se l’intervento singolo basta, lo diciamo. Vendere un canone per caricare una foto al mese non ci interessa.
Dipende da quale delle due strade serve, e la prima basta a molte attività.
Un intervento una tantum comprende analisi, confronto con i concorrenti locali, sistemazione completa della scheda e istruzioni per mantenerla. Si esaurisce in poche settimane e non lascia canoni.
Una gestione continuativa ha senso con più sedi, con concorrenza locale forte, o se in azienda nessuno può occuparsene con regolarità. Comprende aggiornamenti, recensioni, foto e lettura dei numeri.
I casi problematici, schede sospese o doppioni complessi da unire, si valutano a parte perché richiedono tempi difficili da prevedere.
Guardiamo la scheda prima di fare qualsiasi proposta: in parecchi casi la risposta onesta è che basta l’intervento singolo.
Contano poco, ed è il servizio che viene venduto più spesso con un canone mensile.
Le pubblicazioni sulla scheda hanno un effetto modesto sul posizionamento e una visibilità limitata. Non fanno male, ma non sono la leva che sposta i risultati.
Quello che sposta davvero è più noioso: categoria giusta, dati coerenti ovunque, recensioni recenti gestite, foto vere, campi dei servizi compilati per intero.
Le pubblicazioni hanno senso quando c’è qualcosa di reale da comunicare: una promozione, una chiusura, un’apertura straordinaria, un evento. In quel caso sono utili e conviene farle. Pubblicare per riempire un calendario è lavoro che si paga e non rende.
Con una scheda per ciascuno, e una linea comune su come vengono compilate.
Ogni sede ha orari, foto e recensioni proprie, e deve poter essere aggiornata da chi ci lavora. Quello che va tenuto uguale sono descrizione, categorie e modo di rispondere alle recensioni.
Gli errori tipici sono due: schede compilate ognuna a modo suo, oppure una sola persona in sede centrale che deve seguirle tutte e non ci riesce.
Le recensioni conviene tenerle sotto controllo centralmente, almeno per i casi delicati: una risposta scritta male da chi è ancora arrabbiato fa più danno del silenzio.
Su numeri importanti esistono strumenti per gestire tutte le sedi insieme, e vale la pena usarli.
Sì, e su questo non facciamo eccezioni.
L’account proprietario deve essere intestato alla vostra azienda. Noi lavoriamo come gestori aggiunti, con i permessi che ci date e che potete togliere quando volete.
Il motivo è concreto: se la scheda è stata creata sull’account di un fornitore, il giorno che cambiate vi trovate senza accesso a una cosa che è vostra, con recensioni e storico dentro. Si recupera, ma è una procedura lunga.
Se oggi non sapete chi è il proprietario della vostra scheda, è la prima cosa da verificare. Capita più spesso di quanto si immagini, anche in aziende strutturate.
I dati ci sono già nella scheda e quasi nessuno li guarda.
Si vede quante persone l’hanno vista, con quali ricerche vi hanno trovato, quante hanno chiamato dal pulsante, quante hanno chiesto indicazioni stradali, quante hanno aperto il sito.
Le chiamate e le richieste di indicazioni sono i numeri più concreti: sono persone che stavano venendo da voi.
Un consiglio utile: le ricerche con cui vi trovano dicono molto anche per il sito. Spesso sono parole diverse da quelle che l’azienda si aspetta, e vale la pena usarle anche altrove.
Vi mostriamo dove guardare, così potete controllare senza dipendere da un rapporto mensile.
Dati:
Nome, indirizzo e telefono scritti uguali su sito, scheda ed elenchi. Le incoerenze confondono e sono frequentissime.
Recensioni:
Quante, quanto recenti, con che risposte. Contano più di qualsiasi pubblicazione, e vanno chieste con metodo.
Risposte:
A tutte, anche alle positive, scritte da una persona. Sulle critiche chi legge valuta la risposta più della recensione.
Foto:
Il locale, le persone, i lavori. Le immagini di repertorio si riconoscono e non aiutano nessuno.
Servizi:
I campi di prodotti e servizi compilati per intero. Noioso, e alimenta le corrispondenze con le ricerche.
Orari:
Compresi i festivi e le chiusure straordinarie. Un orario sbagliato fa perdere un cliente e guadagnare una recensione negativa.
Scheda sospesa, doppioni o dati che non riesci a correggere? Sono i casi in cui conviene non improvvisare: raccontaci cosa è successo.
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