Posizionamento:
Agenzia SEO Genova:
le visite giuste, non tante visite
È facile far salire un sito su parole che nessuno cerca. Si fa in poche settimane e produce rapporti pieni di frecce verdi.
La parte difficile, e utile, è un’altra: capire cosa cercano davvero le persone che potrebbero comprare da voi, e su quelle parole competere.
Spesso non sono quelle che l’azienda si aspetta. Il linguaggio interno, i nomi commerciali dei prodotti, le sigle di settore: fuori quasi nessuno li usa. Chi cerca usa parole più semplici e più concrete.
Il lavoro di un’agenzia SEO a Genova comincia da questa distanza fra come parlate voi e come cercano loro.
Mille visite sbagliate valgono meno di dieci richieste di preventivo.
Il metodo:
prima si guarda cosa c’è già
Il primo lavoro su un sito esistente non è produrre: è capire cosa sta già funzionando.
Quasi tutti i siti con qualche anno di vita hanno pagine che portano visite senza che nessuno lo sappia, e pagine su cui si è investito molto e che non vede nessuno. Il primo mese serve a separare le due cose.
Spesso il risultato più rapido non arriva creando contenuti nuovi, ma sistemando pagine che stanno già in seconda pagina: sono vicine, e portarle sopra costa poco.
Un’agenzia SEO a Genova che propone subito venti articoli nuovi senza aver guardato questi dati sta lavorando a caso.
I primi risultati stanno quasi sempre in quello che avete già.
I rapporti:
come leggerli senza farsi raccontare storie
I rapporti SEO sono il posto dove si nasconde più fumo del settore. Vale la pena sapere cosa guardare.
C’è chi compete con tutta Italia e chi solo con il vicino di capannone: nel territorio di Genova succedono entrambe le cose.
A Genova il porto detta i tempi: logistica, spedizioni, cantieristica e un terziario che ci gravita attorno. Un mondo B2B dove le decisioni passano da pochi interlocutori molto competenti.
Se il problema è come sono fatte le pagine prima ancora di come si trovano, si parte da realizzazione siti internet a Genova.
Numeri che non dicono niente: posizioni su parole che nessuno cerca, punteggi inventati dagli strumenti, numero di parole chiave “monitorate”, grafici di visibilità complessiva.
Numeri che contano: visite dalla ricerca non di marca, cioè escludendo chi cercava già il vostro nome; quante di queste visite fanno qualcosa; posizioni sulle ricerche che avete deciso insieme all’inizio; quante pagine portano almeno una visita.
L’ultimo è il più onesto: dice se il sito nel suo insieme sta funzionando o se tutto dipende da due pagine fortunate.
Se un rapporto non separa le ricerche di marca dalle altre, sta gonfiando i numeri.
Chi ci lavora:
Come lavoriamo:
numeri condivisi, non rapporti
Preferiamo che guardiate i dati direttamente, invece di riceverli filtrati da noi una volta al mese.
Gli strumenti di misura sono vostri e restano vostri: Search Console, analisi delle visite, tutto intestato alla vostra azienda. Vi mostriamo come leggerli e cosa guardare.
Il nostro rapporto mensile serve a spiegare cosa abbiamo fatto e cosa proponiamo, non a farvi da unica fonte sui risultati. È una differenza che cambia il rapporto.
In tutto siamo più di quaranta, e operiamo sul territorio di Genova e in tutta Italia; la sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia.
Quando un mese va male lo dice il vostro pannello prima del nostro rapporto. Ci sembra giusto così.
Il preventivo:
analisi prima, impegno dopo
Non facciamo firmare contratti annuali prima di aver guardato i dati. Non sapremmo nemmeno cosa promettere.
Prima un’analisi. Si guarda cosa cercano le persone nel vostro mercato, chi c’è già posizionato e con cosa, in che stato è il vostro sito, quali pagine portano già visite. Dura poche settimane e produce un documento con le priorità e una stima realistica dei tempi. È vostro, anche se decidete di fermarvi lì.
Poi il lavoro continuativo, dimensionato su quello che è emerso: sistemazioni tecniche, contenuti, misura.
Questo evita la situazione più comune: pagare dodici mesi di attività generiche che potevano essere concentrate in tre interventi mirati.
L’analisi a volte dice di non farla, la SEO. Anche quello è un risultato utile.
Dipende soprattutto da quanto è competitivo il vostro settore, che è una variabile che non dipende da voi.
Posizionarsi su una nicchia tecnica con pochi concorrenti richiede un impegno molto inferiore rispetto a un mercato affollato dove tutti investono da anni. Per questo la prima cosa che facciamo è guardare chi c’è davanti e con cosa.
Le altre variabili sono lo stato del sito, quanti contenuti servono e chi li scrive, e su quante aree geografiche volete lavorare.
Il nostro modo di procedere è partire da un’analisi di poche settimane che produce priorità e una stima realistica. Solo dopo si definisce un impegno continuativo. Se dall’analisi risulta che il budget disponibile non basta per competere nel vostro settore, ve lo diciamo invece di prendervi i soldi per un anno.
Il momento in cui producono e cosa resta quando si smette.
Una campagna a pagamento porta visite dal primo giorno e le smette il giorno in cui la spegnete. È lo strumento giusto quando serve subito, quando c’è una stagionalità da cogliere, o quando si vuole verificare in fretta se una parola porta clienti.
La SEO è lenta e resta: una pagina posizionata continua a portare visite senza costo per clic. È un investimento che si accumula.
Per la maggior parte delle aziende la combinazione giusta è usarle insieme, con pesi che cambiano nel tempo: all’inizio più pubblicità, poi sempre meno man mano che il posizionamento cresce. Le campagne servono anche a capire quali parole portano clienti veri, prima di investirci mesi di SEO.
No, e vale la pena spiegare perché al di là del principio.
L’acquisto di collegamenti è contro le regole dei motori di ricerca, e le penalizzazioni quando arrivano sono difficili da rimuovere: si perde in poche settimane il lavoro di anni. È un rischio che si assume il cliente, non chi lo ha venduto.
C’è poi una ragione pratica: i collegamenti comprati provengono quasi sempre da siti costruiti apposta, che non portano nessuna visita reale.
Quello che facciamo è diverso e più lento: creare contenuti che abbia senso citare, lavorare su rapporti reali del vostro settore, associazioni, fornitori, clienti, pubblicazioni di categoria. Rende meno in fretta e non si porta dietro rischi.
Sì, e per molte attività è la parte che rende di più.
Le ricerche fatte con un’indicazione di luogo o da un telefono in zona hanno una classifica propria, con criteri diversi dal posizionamento generale. Contano la scheda dell’attività su Google, la coerenza dei dati aziendali nei vari elenchi, le recensioni e come vengono gestite, e pagine che parlino davvero di quella zona.
È un terreno meno affollato: molti concorrenti locali non se ne occupano affatto, quindi i risultati arrivano prima e costano meno.
Per un’attività che lavora su un territorio, questo è spesso il primo intervento da fare, prima di pensare a posizionamenti nazionali: ne parliamo in dettaglio nella pagina su Google My Business a Genova.
Sì, sempre, e su questo non facciamo eccezioni.
Search Console, gli strumenti di analisi delle visite e la scheda dell’attività vanno intestati alla vostra azienda. Noi lavoriamo con le autorizzazioni che ci date, e che potete togliere quando volete.
Il motivo è pratico prima che etico: sono i vostri dati storici. Se un domani cambiate fornitore, chi arriva deve poter vedere cosa è successo negli anni precedenti. Ricominciare senza storico è un danno concreto.
Lo stesso vale per il lavoro fatto: analisi e documenti sono vostri, scritti in modo che un’altra agenzia possa riprenderli.
Rapporti:
Cosa è stato fatto e cosa proponiamo. I risultati li vedete dal vostro pannello, non solo dal nostro documento.
Tempi:
Primi movimenti in tre o quattro mesi, risultati fra sei e dodici. Chi promette settimane sta parlando d’altro.
Limiti:
Nessuno garantisce posizioni. Si lavora perché il sito meriti di salire e si misura se succede.
Insieme:
SEO e campagne a pagamento si sostengono: la pubblicità copre l’attesa, il posizionamento riduce la dipendenza.
Analisi:
Cosa cercano le persone del vostro mercato e con che parole. Quasi mai sono quelle che usa l’azienda al proprio interno.
Concorrenti:
Chi sta davanti e con cosa. Dice in poche ore se un settore è alla portata del budget o no.
Dacci accesso a Search Console e ai dati delle visite. In due settimane ti diciamo cosa si può ottenere, in quanto tempo e se ne vale la pena.
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