Siti aziendali:
Realizzazione siti internet Genova:
a cosa deve servire
Prima di parlare di pagine e di grafica conviene rispondere a una domanda che sembra ovvia e quasi mai lo è: cosa deve fare questo sito.
Portare richieste di preventivo è un obiettivo. Far trovare informazioni ai clienti già acquisiti è un altro. Sostenere i commerciali durante le trattative è un terzo. Sono tre siti diversi, con struttura, contenuti e priorità diverse.
Quando si parte senza questa risposta si finisce a discutere di colori, perché è l’unica cosa su cui tutti hanno un’opinione.
Un progetto di realizzazione siti internet a Genova che funziona comincia da lì, e la fase costa poco: qualche ora di conversazione con chi conosce i clienti.
Un sito che vuole fare tutto di solito non fa bene niente.
Il metodo:
si parte dalle pagine che contano
Non tutte le pagine di un sito hanno lo stesso peso, e progettarle tutte con la stessa cura è uno spreco.
In quasi tutti i siti aziendali il lavoro utile si concentra su poche pagine: quella di un servizio o prodotto principale, quella che spiega chi siete, quella dei contatti. Sono le pagine dove le persone decidono.
La pagina iniziale riceve attenzione sproporzionata rispetto a quanto conta: chi arriva da Google entra quasi sempre da un’altra parte.
Per questo concentriamo la progettazione sulle pagine che portano richieste, e teniamo semplici le altre.
Le riunioni sulla home sono il modo più comune di consumare il budget prima di arrivare al punto.
Rifare un sito che porta già visite:
come si fa senza danni
È la situazione più delicata che incontriamo, e quella dove si fanno più danni per fretta.
Cosa deve fare un sito dipende da come si vende in quel mercato, e attorno a Genova i mercati sono diversi.
A Genova il porto detta i tempi: logistica, spedizioni, cantieristica e un terziario che ci gravita attorno. Un mondo B2B dove le decisioni passano da pochi interlocutori molto competenti.
Se il progetto è più ampio di un sito, web agency a Genova racconta come lavoriamo sull’insieme.
Prima si misura. Quali pagine portano visite, da quali ricerche, quali generano contatti. Senza questi dati si rifà alla cieca e si buttano via pagine che funzionavano.
Poi si mappa. Ogni vecchio indirizzo deve puntare al nuovo corrispondente. Le pagine che spariscono vanno indirizzate alla cosa più simile, non tutte alla pagina iniziale, che è l’errore classico.
Si conservano i contenuti che rendono. Se una pagina porta visite da anni, si migliora, non si cancella perché il testo è vecchio.
Si controlla dopo. Nelle sei settimane successive si guarda se qualcosa è calato, e si corregge subito.
Il calo dopo un rifacimento non è normale. È un errore, ed è quasi sempre nelle redirezioni.
Come siamo fatti:
Come lavoriamo:
squadre piccole e stabili
Preferiamo gruppi ristretti che restano gli stessi dall’inizio alla fine. Su un sito, chi ha capito l’azienda lavora al doppio della velocità.
La squadra tipica è di tre o quattro persone: chi progetta, chi sviluppa, chi cura testi e posizionamento, più il referente.
In tutto siamo più di quaranta, quindi quando serve una fotografia, un video, una traduzione o un collegamento a un gestionale, si aggiunge una competenza senza cercarla fuori.
Operiamo sul territorio di Genova e in tutta Italia; la sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia.
Quello che ci interessa è che il sito porti richieste dopo un anno, non che piaccia il giorno della consegna.
Quanto costa un sito:
le variabili che contano
Non esiste un listino, e chi ne ha uno vi sta vendendo un prodotto, non un progetto. Le variabili però sono poche e verificabili.
Quante pagine e quanto diverse fra loro. Venti pagine tutte uguali costano meno di cinque tutte diverse.
Chi scrive i contenuti. È la voce che sposta di più il preventivo, e la più sottovalutata.
Cosa deve fare oltre a informare. Area riservata, preventivatore, prenotazioni, collegamenti al gestionale: ognuna è un progetto dentro il progetto.
Se c’è un sito da sostituire con traffico da salvaguardare, va messo in conto il lavoro di analisi e redirezione.
Quante lingue. Ogni lingua è contenuti nuovi, non una traduzione automatica.
Chiedete sempre cosa non è compreso. È lì che stanno le sorprese.
Dipende da poche variabili, tutte verificabili prima di firmare.
La prima è quante pagine servono e quanto sono diverse fra loro: venti pagine con la stessa struttura costano meno di cinque tutte da progettare. La seconda, che sposta di più il totale, è chi scrive i contenuti: se ci sono già testi e foto usabili il progetto costa sensibilmente meno.
Poi conta cosa deve fare il sito oltre a informare: un’area riservata, un configuratore o un collegamento al gestionale sono progetti dentro il progetto. E conta se c’è un sito da sostituire con traffico da salvaguardare.
Il nostro modo di procedere è definire prima la struttura in un documento, e stimare su quello. La cifra che ne esce non cambia in corsa, che è il punto.
Sì, e non è un accessorio: per la maggior parte dei siti aziendali la quota più grossa delle visite arriva dal telefono.
Progettiamo partendo dallo schermo piccolo e adattando verso quello grande, non il contrario. È l’ordine che produce siti effettivamente usabili sul telefono, mentre l’abitudine diffusa è ancora quella opposta.
Le prove si fanno su dispositivi veri, non solo ridimensionando la finestra del computer: sono due cose diverse, soprattutto per velocità e comportamento dei moduli.
Controlliamo anche i tempi di caricamento con connessioni lente, perché è la condizione reale in cui molte persone vi visitano.
Tre cose, e conviene metterle a budget dall’inizio.
Lo spazio dove sta il sito e il nome di dominio, con i relativi rinnovi. Sono costi annuali contenuti ma vanno intestati a voi, non al fornitore.
La manutenzione tecnica. Aggiornamenti, sicurezza, copie di sicurezza. Su un sito WordPress non è opzionale: un sito non aggiornato diventa un problema, prima o poi.
Il lavoro sui contenuti. Un sito che non cambia mai comunica un’azienda ferma. Non serve molto, serve regolarità.
Nei nostri preventivi queste voci sono separate, così vedete cosa è una tantum e cosa torna ogni anno.
Sì, e insistiamo che sia così anche quando all’inizio sembra un dettaglio burocratico.
Il dominio va intestato alla vostra azienda, non all’agenzia. Lo stesso per lo spazio dove sta il sito e per gli accessi. È la vostra presenza online: dovete poterla portare altrove in qualsiasi momento.
Le situazioni peggiori che ci capita di sistemare sono aziende che non riescono a recuperare il proprio dominio da un fornitore con cui hanno litigato, o che non sanno nemmeno dove sia ospitato il sito.
Alla consegna vi diamo l’elenco completo di accessi e servizi, in forma scritta.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo progetti in tutta Italia. Progettazione, sviluppo e revisioni si fanno benissimo a distanza, con qualche incontro nei momenti che contano.
Veniamo in azienda quando serve capire come lavorate, o quando ci sono da fare fotografie e riprese: quelle si fanno dove stanno i prodotti e le persone.
Per il resto, un progetto web non richiede vicinanza fisica. Richiede che qualcuno risponda quando scrivete, e quello vale a qualsiasi distanza.
Non necessariamente, ed è la prima cosa che verifichiamo.
Guardiamo quante visite arrivano e da dove. Se il sito riceve poche visite, il problema non è il sito: è che non vi trova nessuno, e rifarlo non cambierà niente.
Se invece le visite ci sono ma non si trasformano in contatti, si guarda dove si fermano le persone. Spesso la causa è circoscritta: una pagina che non spiega cosa fate, un modulo troppo lungo, un numero di telefono difficile da trovare, tempi di caricamento lunghi sul telefono.
In parecchi casi si sistema con interventi mirati che costano una frazione di un sito nuovo. Se invece il problema è che non vi trova nessuno, il lavoro è un altro: lo trovate descritto in web agency a Genova.
Manutenzione:
Aggiornamenti, sicurezza, copie di sicurezza. Su WordPress non è un extra: è la condizione per stare tranquilli.
Misura:
Da dove arrivano le persone e cosa fanno. Dopo due mesi si migliora con i dati, non con le opinioni.
Obiettivo:
Cosa deve ottenere il sito: richieste, telefonate, ordini. Deciso prima, altrimenti si discute solo di colori.
Struttura:
Quali pagine e cosa contiene ciascuna, scritto anche nelle esclusioni. È il documento che evita le discussioni a metà lavoro.
Contenuti:
Testi e foto: la fase più lenta di ogni progetto. Chi li produce si decide all’inizio, non dopo la grafica.
Progettazione:
Le pagine che contano, prima sullo schermo del telefono. Da lì arriva la maggior parte delle visite.
Hai un sito che non porta richieste? Guardiamo insieme se il problema è il sito o il fatto che non ci arriva nessuno. Sono due lavori diversi.
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