Marketing digitale:
Agenzia web marketing Venezia:
il problema non è fare, è collegare
Quasi tutte le aziende che ci contattano stanno già facendo qualcosa online. Spesso parecchio.
C’è chi segue i social, chi ha impostato le campagne, chi ha fatto il sito, magari qualcuno che si occupa di posizionamento. Ognuno manda un rapporto e ognuno, preso da solo, sembra andare bene.
Quello che manca è qualcuno che guardi il totale: quanto si sta spendendo in tutto, quanti clienti nuovi ne sono arrivati, quindi quanto è costato ciascuno. È una domanda semplice a cui in genere nessuno sa rispondere.
Il lavoro di un’agenzia web marketing a Venezia comincia da lì: mettere in fila pezzi che esistono già e farli parlare fra loro.
Cinque rapporti mensili non sostituiscono un numero solo.
Il metodo:
collegare i dati che avete già
Quasi tutti i dati che servono esistono già, sparsi in posti che non si parlano.
Le visite stanno nello strumento di analisi, le campagne nelle rispettive piattaforme, le richieste in una casella di posta o in un foglio di calcolo, le trattative nella testa dei commerciali o nel gestionale, le vendite in amministrazione.
Il lavoro consiste nel far attraversare l’informazione dell’origine tutta la catena: quando un cliente firma, si deve poter risalire a da dove era arrivato.
Tecnicamente non è complicato: richiede che i moduli registrino l’origine, che i contatti finiscano in un posto solo e che qualcuno segni cosa ne è stato.
Il giorno in cui sapete da dove arrivano i clienti che chiudono, metà delle decisioni si prendono da sole.
Dove si perde:
i punti di rottura ricorrenti
Analizzando decine di situazioni, i punti dove si perdono richieste sono quasi sempre gli stessi cinque.
Quali canali portino clienti dipende dal mercato, e quello attorno a Venezia non è omogeneo.
Nel veneziano turismo internazionale, artigianato d’eccellenza e il polo industriale e portuale convivono a pochi chilometri. Pubblici e stagionalità completamente diversi.
Se la parte che manca è la strategia commerciale a monte, la pagina è agenzia marketing a Venezia.
Fra l’annuncio e la pagina. L’annuncio promette una cosa, la pagina ne racconta un’altra. Le persone se ne vanno in pochi secondi e il costo è già stato pagato.
Nel modulo. Troppi campi, informazioni chieste troppo presto, nessuna indicazione su cosa succederà dopo.
Nel tempo di risposta. È il punto più costoso di tutti: una richiesta richiamata dopo giorni vale una frazione della stessa richiamata subito.
Nel passaggio ai commerciali. Richieste che arrivano per email e non vengono prese in carico da nessuno in particolare.
Dopo il primo no. Contatti buoni che non erano pronti in quel momento e che nessuno risente più.
Nessuno di questi punti si sistema aumentando il budget.
Come siamo fatti:
Un referente:
e i vostri fornitori restano dove sono
Non chiediamo di sostituire chi lavora già bene per voi. Capita spesso il contrario: ci occupiamo del quadro generale e i fornitori esistenti continuano a fare il loro pezzo.
Serve però un punto solo dove i numeri si sommano e qualcuno che possa dire, a fine trimestre, cosa ha funzionato e cosa no.
Da noi quel punto è il referente di progetto, che resta lo stesso nel tempo e conosce la vostra situazione senza doverla ristudiare ogni volta.
Siamo oltre quaranta persone in un unico studio a Sarezzo, vicino a Brescia, e operiamo su Venezia come nel resto d’Italia.
Se un fornitore va sostituito lo diciamo, con i numeri e non per prendergli il lavoro.
Il preventivo:
si comincia sempre dall’analisi
Non facciamo firmare impegni annuali prima di aver guardato i numeri, e il motivo è pratico.
Senza sapere quanto vi costa oggi un cliente e da quali canali arriva, qualsiasi piano è una serie di attività generiche. Sono quelle che riempiono i contratti annuali e producono rapporti soddisfacenti senza spostare niente.
L’analisi costa poco, dura poche settimane e produce tre cose: il quadro di quello che è attivo con i relativi costi, il percorso dal contatto alla vendita con i punti dove si perde, e una proposta di dove spostare il budget.
Da lì decidete voi: si prosegue insieme, oppure prendete il documento e lo eseguite con chi già vi segue.
È un lavoro che a volte conclude che non serviamo. Va bene così.
In quanto tempo si vedono i risultati?
Dipende da cosa si mette in moto, e conviene distinguere.
Le correzioni sul percorso, cioè pagine, moduli, tempi di risposta, gestione dei contatti, danno effetti in poche settimane. Sono anche le meno costose, ed è il motivo per cui partiamo da lì.
Le campagne producono subito, ma i primi due mesi servono a capire cosa funziona: prima di allora i numeri non sono ancora affidabili.
Il posizionamento sui motori richiede mesi, con risultati consistenti fra sei e dodici, e la misurazione di tutto questo è un lavoro a sé: web analytics a Venezia.
Un piano ragionevole mette insieme le tre cose: si sistemano le perdite subito perché si vede in fretta, si usano le campagne per avere volume nel frattempo, e si costruisce il posizionamento che a un anno riduce la dipendenza dalla pubblicità.
Pochi numeri, sempre gli stessi, così i cambiamenti si vedono.
Quante richieste sono arrivate e da quale canale. Quanto è costata ciascuna, considerando budget e lavoro. Quante sono diventate trattative e quante si sono chiuse.
Gli ultimi due li dovete fornire voi: nessuna agenzia può saperli. Ed è il motivo per cui molti rapporti si fermano al numero di contatti, che preso da solo dice poco.
Quello che potete ignorare tranquillamente: visualizzazioni, copertura, interazioni, tempo medio sulle pagine, numero di seguaci. Descrivono attività, non risultati.
Un segnale pratico: se il rapporto è lungo venti pagine e il costo per cliente non compare, di solito è perché è salito.
Sì, e va verificato con qualsiasi fornitore, non solo con noi.
Gli strumenti di analisi, Search Console, gli account pubblicitari e i profili social devono essere intestati alla vostra azienda. Chi vi segue lavora con permessi che gli concedete e che potete revocare.
La ragione è concreta: quei sistemi contengono lo storico dei vostri dati e delle vostre campagne. Se sono sull’account di un fornitore, il giorno che cambiate ricominciate da zero, e nella pubblicità lo storico ha un valore reale.
Capita di trovare aziende che hanno perso anni di dati in un passaggio di fornitore. Non è raro come sembra.
Dipende da quanto piccoli, e preferiamo dirlo prima.
Sotto una certa soglia il coordinamento non ha senso: se avete un solo canale attivo e una spesa contenuta, non serve qualcuno che metta in fila i pezzi, perché il pezzo è uno.
In quelle situazioni la cosa più utile è un intervento breve: si guarda com’è impostato, si sistemano le perdite evidenti sul sito e nella gestione dei contatti, si lasciano istruzioni. Poi ci si risente quando il budget cresce.
Il coordinamento diventa utile quando ci sono più canali attivi, più fornitori, o quando la spesa complessiva è abbastanza alta che una decisione sbagliata costa più dell’analisi.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo aziende in tutta Italia. Analisi, coordinamento e gestione dei canali si fanno a distanza senza perdere niente.
Gli incontri servono all’inizio, quando bisogna capire il mercato e come lavora la parte commerciale, e nelle revisioni importanti, dove è meglio essere nella stessa stanza.
Una parte del lavoro richiede di parlare con chi vende, perché sono loro a sapere quali contatti erano buoni e quali no. Quella conversazione la facciamo volentieri di persona.
Sono cose diverse e spesso vengono confuse, anche in buona fede.
Il posizionamento sui motori e le campagne pubblicitarie sono canali: ciascuno ha le sue tecniche, i suoi tempi e i suoi specialisti. Chi fa bene una cosa non necessariamente fa bene l’altra.
Quello di cui parliamo qui è il livello sopra: decidere quali canali usare, come dividere il budget, come far funzionare insieme le parti, e misurare il risultato complessivo invece che canale per canale.
Nella pratica le due cose si sovrappongono, perché chi coordina deve conoscere i canali abbastanza da capire cosa può dare ciascuno. Ma il compito è diverso, e in azienda serve che qualcuno lo faccia: se non lo fa nessuno, finisce per farlo il titolare nei ritagli di tempo.
Quadro:
Tutti i canali attivi, quanto costano davvero, cosa portano. Quasi nessuna azienda lo ha visto tutto insieme.
Percorso:
Dal primo contatto alla vendita, passo per passo. I numeri centrali mancano quasi sempre, ed è lì che si perde.
Costo cliente:
Quanto costa acquisirne uno su ciascun canale. È il numero che permette di decidere invece di discutere.
Tetto:
Quanto potete permettervi di spendere per un cliente. Dipende dal margine e da quanto vale nel tempo.
Selezione:
Due o tre canali presidiati bene battono sei fatti a metà. La parte difficile è chiudere quelli che non rendono.
Atterraggio:
Le pagine dove arrivano le campagne. Se promettono una cosa diversa dall’annuncio, il budget è già speso e perso.
Se non sai da dove arrivano i clienti che chiudono davvero, quello è il punto di partenza. Raccontaci cosa stai facendo online e da dove pensi che arrivino.
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