Negozi PrestaShop:
PrestaShop a Venezia:
il problema si chiama moduli
La forza di PrestaShop è la quantità di moduli disponibili: quasi ogni funzione che serve esiste già e costa poco.
È anche il suo problema principale. Nei negozi che ci arrivano da sistemare ne troviamo spesso trenta o quaranta, installati negli anni da persone diverse. Alcuni fanno cose che si sovrappongono, altri sono abbandonati dal loro autore, altri ancora nessuno ricorda a cosa servano.
Il risultato è un negozio lento, dove ogni modifica rischia di rompere qualcosa e dove aggiornare fa paura.
Il lavoro utile in un progetto ecommerce PrestaShop a Venezia comincia spesso da qui: capire cosa c’è, togliere quello che non serve, sostituire quello che non è più mantenuto.
Meno moduli, negozio più veloce e aggiornamenti che smettono di essere un salto nel buio.
Quando conviene PrestaShop:
e quando conviene altro
Come per ogni piattaforma, cominciamo da quando non è la scelta giusta.
PrestaShop conviene con cataloghi da qualche centinaio a diverse migliaia di articoli, quando servono funzioni particolari che una piattaforma chiusa non permette, quando volete evitare commissioni sulle vendite, quando avete già qualcuno che vi segue tecnicamente o siete disposti ad averlo. Va bene anche per vendere in più paesi europei.
Conviene meno se cercate soprattutto di non pensare alla tecnica: in quel caso una piattaforma in abbonamento toglie preoccupazioni. E conviene meno su cataloghi enormi con logiche B2B complesse, dove si guarda a Magento o a un portale B2B. Se la piattaforma non l’avete ancora scelta, si parte da vendere online a Venezia.
Per un primo negozio essenziale, spesso è più di quanto serva.
Una piattaforma installata senza nessuno che la mantenga diventa un problema di sicurezza nel giro di un paio d’anni.
Manutenzione:
cosa serve ogni anno
Una piattaforma installata richiede attenzione continua. Poca, se fatta con regolarità; molta, se rimandata.
Le esigenze tecniche nascono dal prodotto, e il prodotto attorno a Venezia cambia parecchio.
Nel veneziano turismo internazionale, artigianato d’eccellenza e il polo industriale e portuale convivono a pochi chilometri. Pubblici e stagionalità completamente diversi.
Se la scelta della piattaforma è ancora aperta, si comincia da e-commerce a Venezia.
Aggiornamenti di sicurezza. Vanno applicati quando escono, non quando capita. I negozi che vengono violati sono quasi sempre negozi non aggiornati.
Copie di sicurezza verificate. Averle non basta: vanno provate. Una copia che non si riesce a ripristinare non è una copia.
Controllo dei moduli e sostituzione di quelli abbandonati dai loro autori.
Sorveglianza. Che il negozio sia raggiungibile e che gli ordini arrivino: un carrello rotto per due giorni costa più di un anno di manutenzione.
È la voce che manca in quasi tutti i preventivi che ci vengono mostrati per confronto.
Il team:
Continuità:
un negozio installato va seguito
Con una piattaforma installata la continuità non è un valore aggiunto: è una necessità tecnica.
Serve qualcuno che applichi gli aggiornamenti quando escono, che si accorga se un modulo è stato abbandonato, che tenga d’occhio le prestazioni mentre il catalogo cresce.
Da noi il progetto ha un referente che resta lo stesso, e la documentazione tecnica è vostra: accessi, configurazioni, elenco dei moduli con il perché di ciascuno.
Siamo oltre quaranta persone in un unico studio a Sarezzo, vicino a Brescia, e operiamo su Venezia come nel resto d’Italia.
I negozi che ci arrivano nelle condizioni peggiori sono quelli rimasti senza nessuno per due o tre anni.
Cosa chiediamo
prima di fare un preventivo
Per un negozio nuovo servono quattro risposte, le stesse di qualsiasi progetto di vendita online.
Quanti prodotti e come sono fatti. Varianti, combinazioni, personalizzazioni.
A chi vendete. Privati, aziende o entrambi: cambia l’impianto, non un’impostazione.
Cosa deve parlare con cosa. Gestionale, magazzino, corrieri, fatturazione.
Chi seguirà il negozio tecnicamente dopo l’apertura. Su una piattaforma installata questa risposta pesa più che altrove.
Se il negozio esiste già, agli stessi quattro punti si aggiunge la verifica tecnica.
Con queste informazioni il preventivo regge. Senza, cambia in corsa e si chiama variante.
Il conto ha una struttura diversa rispetto alle piattaforme in abbonamento, e va guardato su almeno tre anni.
C’è lo sviluppo iniziale, che dipende da quanto è su misura il progetto, dal numero di prodotti e dalle integrazioni. Poi ci sono i costi ricorrenti: il server, alcuni moduli con rinnovo annuale, e la manutenzione.
Quello che non c’è sono canoni di piattaforma e commissioni sulle vendite: su volumi consistenti è un risparmio che pesa parecchio e che spesso ribalta il confronto.
La voce che manca in quasi tutti i preventivi che ci vengono mostrati è la manutenzione. Su una piattaforma installata non è opzionale: aggiornamenti di sicurezza, copie di sicurezza verificate e sorveglianza sono la condizione per dormire tranquilli.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo progetti in tutta Italia. Su una piattaforma web il lavoro si fa a distanza senza perdere niente: si lavora su server, catalogo e configurazioni.
Gli incontri servono all’inizio, quando bisogna capire i prodotti e vedere come funzionano magazzino e preparazione degli ordini.
Per la manutenzione e gli interventi ordinari la distanza è del tutto irrilevante: conta che qualcuno risponda in fretta quando il negozio ha un problema.
PrestaShop ha una base tecnica adeguata e permette il controllo su quasi tutti gli aspetti che contano, il che è un vantaggio rispetto alle piattaforme chiuse.
Gli indirizzi delle pagine si possono impostare come serve, le informazioni per i motori si gestiscono in dettaglio, e si può intervenire su struttura e prestazioni.
I punti di attenzione tipici sono due: la gestione dei contenuti duplicati, che sui cataloghi con molte varianti e filtri va impostata con cura, e la velocità, che su installazioni trascurate è spesso il problema principale.
Quello che la piattaforma non fa da sola è scrivere schede prodotto che valga la pena leggere. Quella parte resta il lavoro che fa la differenza, su PrestaShop come su qualsiasi altra piattaforma.
Dipende da quanto volete controllare e da chi vi segue tecnicamente.
Shopify toglie di mezzo server, aggiornamenti e sicurezza: pagate un canone, e non ci pensate. È la scelta giusta se non avete nessuno che possa occuparsi della parte tecnica e se il negozio non ha esigenze particolari.
PrestaShop non ha canoni né commissioni e vi lascia libertà completa su come funziona il negozio. In cambio la manutenzione è vostra o di chi vi segue.
In pratica: cataloghi contenuti e nessun reparto tecnico portano verso Shopify; cataloghi medi, esigenze particolari, volumi alti o vendita in più paesi portano verso PrestaShop. Le usiamo entrambe, quindi guardiamo il caso invece di difendere una scelta.
Dipende da due cose: quanto è personalizzato il negozio e in che stato sono i moduli.
Un passaggio di versione maggiore non è un aggiornamento automatico. I moduli vecchi non funzionano più e vanno sostituiti o rifatti, il tema va adattato in modo consistente, e se qualcuno aveva modificato il codice direttamente quelle modifiche vanno recuperate a mano.
Se il negozio è abbastanza standard, il passaggio è la strada più economica e conserva storico e configurazioni. Se invece è pieno di personalizzazioni fatte negli anni da persone diverse, spesso ricostruire costa uguale e vi lascia un impianto pulito.
Lo diciamo dopo aver guardato, non prima. La verifica richiede pochi giorni ed è l’unico modo per dare una risposta che regga.
Quasi sempre sì, e nella maggior parte dei casi senza rifare il tema.
Le cause tipiche sono quattro: troppi moduli attivi che aggiungono codice a ogni pagina, immagini caricate a piena risoluzione, server sottodimensionato rispetto a un catalogo cresciuto negli anni, sistemi di cache non attivi o configurati male.
Si interviene in quest’ordine, misurando prima e dopo. La pulizia dei moduli da sola produce spesso il miglioramento più visibile, e ha il vantaggio di rendere anche gli aggiornamenti meno rischiosi.
La misura che conta è la velocità sul telefono con una connessione normale, non sul computer dell’ufficio con la fibra. È lì che si perdono gli ordini.
Molti meno di quanti se ne trovano installati nei negozi che ci arrivano.
PrestaShop ha un catalogo di moduli enorme, ed è la sua forza: quasi ogni funzione esiste già. Il problema è che si accumulano. In cinque anni, con persone diverse che ci mettono mano, si arriva facilmente a trenta o quaranta, di cui parecchi sovrapposti o abbandonati dai loro autori.
Ogni modulo attivo aggiunge codice, rallenta il negozio e complica gli aggiornamenti.
Quando facciamo una pulizia, partiamo elencando tutto e chiedendo per ciascuno a cosa serve. Le funzioni che nessuno sa spiegare si disattivano e si osserva: se in un mese non le rimpiange nessuno, si rimuovono.
Sicurezza:
Aggiornamenti applicati quando escono. I negozi violati sono quasi sempre negozi rimasti senza nessuno.
Backup:
Copie verificate, non solo programmate. Una copia che non si riesce a ripristinare non è una copia.
Prove:
Ogni intervento su una copia prima della produzione. Su un negozio che vende non si lavora in diretta.
Documentazione:
Accessi, moduli e personalizzazioni scritte. È ciò che rende possibile cambiare fornitore senza ricominciare.
Verifica:
Stato reale del negozio: versione, moduli, tema, server, prestazioni. Qualche giorno, e il documento resta vostro.
Sviluppo:
Negozi nuovi su PrestaShop, con tema adattato e configurazione fatta per il vostro catalogo.
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