Automazioni:
Marketing automation Ferrara:
il patrimonio che avete già
Quasi ogni azienda ha un elenco di contatti raccolti negli anni: clienti vecchi, richieste mai chiuse, biglietti da visita di fiere, iscritti a una newsletter che non parte da tempo.
È il patrimonio più trascurato che ci capita di vedere. Contattare chi vi conosce già costa una frazione rispetto a trovare qualcuno di nuovo, e la probabilità che risponda è molto più alta.
Il lavoro consiste nel mettere ordine, capire chi è chi, e ricominciare a parlare con qualcosa di utile da dire, senza scusarsi per il silenzio e senza mandare a tutti la stessa cosa.
Un progetto di marketing automation a Ferrara spesso comincia proprio da qui, perché è dove il ritorno arriva più in fretta.
Prima di cercare contatti nuovi conviene guardare quelli che avete già.
Come lavoriamo:
prima il database, poi le sequenze
La prima cosa che guardiamo non sono le automazioni: è cosa c’è nel vostro elenco di contatti.
Quanti sono, da dove arrivano, quanti hanno dato un consenso valido, quanti indirizzi sono ancora attivi, se si riesce a distinguere un cliente da chi ha solo chiesto informazioni.
Questo determina tutto: senza poter separare i gruppi, si finisce a mandare la stessa cosa a tutti, che è il motivo principale per cui le persone smettono di aprire.
Spesso il lavoro più utile dei primi mesi è mettere ordine qui: recuperare l’origine dei contatti, marcare chi è cliente e chi no, togliere gli indirizzi morti che rovinano la consegna dei messaggi.
Una lista sporca fa finire nella posta indesiderata anche i messaggi buoni.
Le regole da rispettare:
consenso e consegna
Due aspetti tecnici che determinano se i messaggi arrivano davvero, e che vengono sottovalutati fino al giorno in cui smettono di funzionare.
Chi ha clienti che riacquistano ha leve che altri non hanno, ed è comune in certe filiere di Ferrara.
Il ferrarese tiene insieme chimica, agroalimentare, meccanica e un turismo culturale e fluviale in crescita. Un tessuto dove le grandi realtà industriali convivono con molte piccole imprese di servizi.
Se prima dei messaggi automatici serve mettere ordine nei contatti, la pagina è CRM a Ferrara.
Il consenso. Va raccolto in modo valido e va dimostrabile: quando, come, per cosa. Le liste comprate o raccolte senza consenso non sono solo un problema legale, sono anche inefficaci, perché generano segnalazioni di spam che danneggiano tutti i vostri invii.
La consegna. Dipende da configurazioni tecniche del dominio che vanno fatte bene, dalla pulizia della lista, e da quanto le persone interagiscono con i vostri messaggi. Se tanti non aprono mai, prima o poi finite tutti nella posta indesiderata.
Togliere dalla lista chi non apre da un anno sembra buttare via contatti. In realtà migliora la consegna a chi resta.
Una lista più piccola e pulita rende più di una grande e morta.
Chi ci lavora:
Come lavoriamo:
numeri prima e dopo
Ogni automazione che accendiamo ha un numero di riferimento deciso prima: quanto valeva quel passaggio senza automazione, quanto dovrebbe valere con.
Per il recupero dei carrelli è la percentuale di acquisti completati; per una sequenza di benvenuto, quante persone fanno il passo successivo; per la riattivazione, quanti contatti fermi tornano a rispondere.
Senza questo confronto si finisce a guardare quante email sono state aperte, che è un numero che non dice se sono arrivati soldi.
In tutto siamo più di quaranta, e operiamo sul territorio di Ferrara e in tutta Italia; la sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia.
Le aperture non sono un risultato. Sono un passaggio intermedio, e pure poco affidabile.
Il preventivo:
si parte dal recupero di quello che c’è
Nella maggior parte dei casi il primo intervento non è costruire, è recuperare.
Si guarda cosa avete già: che piattaforma, quanti contatti, quali automazioni attive, cosa funziona. Spesso ci sono strumenti pagati e usati al dieci per cento, e la cosa più redditizia è farli lavorare invece di sostituirli.
Da lì si imposta un ciclo breve: pulizia della lista, una o due automazioni prioritarie, misura dopo sei settimane.
Con quei numeri si decide se ha senso investire di più. Sono dati vostri, quindi la decisione è informata.
Proporre una piattaforma nuova prima di aver verificato perché quella attuale non viene usata è un modo per ripetere lo stesso errore.
È far partire da sole le comunicazioni giuste al momento giusto, in base a quello che le persone fanno.
Gli esempi concreti sono semplici: chi lascia i dati riceve subito un messaggio di benvenuto e nei giorni successivi altri due o tre; chi abbandona un acquisto a metà riceve un promemoria; chi non compra da un tempo insolito viene ricontattato; chi ha comprato un prodotto riceve consigli su come usarlo.
Non è niente di misterioso: sono cose che un’azienda piccola farebbe a mano se avesse tempo, e che su numeri grandi si possono far succedere in automatico.
La parte difficile non è la tecnologia. È decidere cosa mandare, a chi e quando, e avere qualcosa di utile da dire.
Dipende da come è stata raccolta, e va verificato prima di inviare qualsiasi cosa.
Se i contatti avevano dato un consenso valido e si può dimostrare quando e per cosa, si può riprendere a scrivere. Conviene farlo con un messaggio che riconosca il tempo passato e dia un motivo chiaro per restare.
Se il consenso non c’è o non è dimostrabile, non si usa: oltre al problema legale, quelle persone segnalano i messaggi come indesiderati e questo danneggia tutti i vostri invii successivi.
Una lista ferma da anni ha inoltre molti indirizzi non più attivi: vanno tolti prima di partire, altrimenti la prima spedizione fa danni alla reputazione del vostro dominio.
Il primo invio a una lista vecchia va fatto a scaglioni e con attenzione. È una di quelle cose in cui la fretta costa.
È l’automazione con il ritorno più alto in assoluto per chi vende online, e anche la più semplice da attivare.
Il motivo è ovvio: quelle persone avevano già scelto il prodotto e si sono fermate all’ultimo passo. Un promemoria discreto recupera una parte di quegli acquisti, e sono acquisti che avevate già perso.
Quanto esattamente dipende dal settore e dal prezzo medio, quindi diffidate di chi vi dà una percentuale prima di aver visto i vostri numeri. Quello che possiamo dire è che nella maggior parte dei negozi questa sola automazione ripaga l’intero progetto nel primo anno.
Due accortezze: non più di due o tre messaggi, e non offrire subito uno sconto, altrimenti insegnate ai clienti ad abbandonare il carrello per ottenerlo.
La domanda giusta non è quante, è quanto sono utili.
Una comunicazione al mese che non serve a niente dà più fastidio di una alla settimana che dice qualcosa di utile. Le persone tollerano la frequenza se ricevono qualcosa che le riguarda.
Detto questo, un ritmo ragionevole per la maggior parte delle aziende è fra una e due al mese per le comunicazioni generali, più i messaggi automatici che partono in base a cosa fa la persona e che non contano nello stesso modo.
Il segnale da guardare non è chi si cancella, che è fisiologico e in parte utile: è quanti smettono di aprire. Se quella quota sale, vuol dire che il contenuto non interessa, e mandare di meno non risolve. Bisogna cambiare cosa si manda.
È un problema tecnico e di comportamento insieme, e va affrontato su entrambi i fronti.
Sul piano tecnico ci sono configurazioni del dominio che autorizzano chi invia per vostro conto. Se non sono impostate correttamente, una parte dei messaggi non arriva, indipendentemente da cosa contengono. È un lavoro una tantum che va fatto bene.
Sul piano del comportamento contano la pulizia della lista e quante persone aprono. Se inviate a migliaia di indirizzi di cui pochi aprono, i fornitori di posta lo notano e cominciano a filtrarvi.
Per questo togliere periodicamente chi non apre da molto tempo migliora la consegna a chi resta. Sembra controintuitivo ridurre la lista, ed è la cosa più utile da fare.
Carrelli:
Per chi vende online è l’automazione con il ritorno più alto. Due o tre messaggi, e nessuno sconto immediato.
Riacquisto:
Chi ha comprato e non torna da un tempo insolito. Costa una frazione rispetto a trovare un cliente nuovo.
Riattivazione:
Contatti fermi da mesi. Un tentativo fatto bene recupera sempre qualcosa e permette di ripulire il resto.
Consegna:
Configurazioni del dominio fatte come si deve. Senza, una parte dei messaggi non arriva e non lo sapete.
Consenso:
Raccolto in modo valido e dimostrabile. Le liste comprate danneggiano anche gli invii legittimi.
Contenuti:
Il vero collo di bottiglia. Va deciso prima chi scrive e da dove arrivano gli argomenti.
Dicci quanti contatti hai in archivio e cosa usi per scrivergli. Ti diciamo da quale automazione partire e quanto potrebbe valere.
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
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