Ricerche sulla mappa:
Google My Business Ferrara:
la scheda conta più del sito
Per molte attività che lavorano su un territorio, la maggior parte dei contatti passa dalla scheda su Google e non dal sito.
Il motivo è come cercano le persone: dal telefono, spesso in movimento, con una richiesta concreta. Compare la mappa con tre o quattro attività, si guardano recensioni e orari, si chiama. Il sito, quando va bene, si apre dopo.
Eppure la scheda è quasi sempre la cosa meno curata: categoria scelta a caso anni fa, orari sbagliati, due foto sfocate, recensioni senza risposta.
Lavorare sul Google My Business a Ferrara significa occuparsi del punto dove le persone decidono davvero. Il posizionamento del sito sui motori e un lavoro diverso e piu lento, e ne parliamo in SEO a Ferrara.
È anche il lavoro con il ritorno più rapido: i movimenti si vedono in settimane, non in mesi.
Come lavoriamo:
sistemare, misurare, poi decidere
Partiamo sempre con un intervento di sistemazione, che è una cosa sola e finita.
Si mette a posto tutto quello che è sbagliato o incompleto: categorie, dati, orari compresi i festivi, servizi, foto, collegamenti al sito. Si cercano eventuali schede doppie da unire, che sono un problema più frequente di quanto si pensi.
Poi si aspetta qualche settimana e si guardano i numeri: quante persone vi trovano, con che ricerche, quante chiamano o chiedono indicazioni.
A quel punto si decide se serve un lavoro continuativo o se basta che qualcuno in azienda tenga la scheda aggiornata con un po’ di metodo.
In parecchi casi basta la sistemazione e qualche istruzione. Lo diciamo.
Quando la scheda sparisce:
sospensioni e doppioni
Sono i due problemi che mettono davvero in difficoltà un’attività locale, e di cui non parla quasi nessuno.
Certe attività vivono di clienti del posto, altre no: il tessuto di Ferrara le contiene tutte e due.
Il ferrarese tiene insieme chimica, agroalimentare, meccanica e un turismo culturale e fluviale in crescita. Un tessuto dove le grandi realtà industriali convivono con molte piccole imprese di servizi.
Sul posizionamento del sito, che è un lavoro diverso, c’è SEO a Ferrara.
La sospensione. La scheda smette di comparire, all’improvviso. Le cause tipiche sono un cambio di dati importanti fatto tutto insieme, un indirizzo che non corrisponde a una sede visitabile, categorie non coerenti con l’attività, o una segnalazione da parte di terzi. Si recupera con una richiesta di ripristino documentata: servono prove dell’esistenza dell’attività a quell’indirizzo. Richiede settimane e va fatta bene al primo tentativo.
I doppioni. Più schede per la stessa attività, spesso create anni prima o generate in automatico. Dividono recensioni e visibilità. Si uniscono, con una procedura non immediata.
In entrambi i casi l’errore comune è continuare a inviare richieste sbagliate, che peggiorano la situazione.
Per un’attività locale una scheda sospesa è come avere la saracinesca abbassata.
Il team:
Chi lavora
alla vostra presenza locale
È un lavoro che richiede meno persone di altri, ma competenze precise.
Serve chi conosce le regole di Google e i loro cambiamenti, chi sa scrivere risposte alle recensioni che non sembrino automatiche, chi può fare o coordinare fotografie decenti, chi legge i dati della scheda e li mette in relazione con quelli del sito.
In Dexa siamo oltre quaranta persone, quindi quando serve una fotografia o un intervento sul sito non si cerca fuori.
Siamo attivi a Ferrara e in tutta Italia. La nostra sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo attività in tutto il paese.
Per le fotografie, se servono, si viene sul posto.
Quanto costa:
due modi di impostarlo
Ci sono due modi di affrontare questo lavoro, e il primo basta a molte attività.
Intervento una tantum. Analisi della situazione, confronto con i concorrenti locali, sistemazione completa della scheda, eventuale recupero di doppioni, istruzioni scritte per il mantenimento. Si fa in poche settimane e finisce lì.
Gestione continuativa. Ha senso con più sedi, con concorrenza locale forte, o quando in azienda non c’è nessuno che possa occuparsene con regolarità. Comprende aggiornamenti, gestione delle recensioni, foto periodiche e controllo dei numeri.
A parte vanno i casi problematici: sospensioni e unioni complesse si preventivano da sé, perché richiedono tempi e tentativi difficili da prevedere.
Se l’intervento singolo basta, lo diciamo. Vendere un canone per caricare una foto al mese non ci interessa.
Dipende da quale delle due strade serve, e la prima basta a molte attività.
Un intervento una tantum comprende analisi, confronto con i concorrenti locali, sistemazione completa della scheda e istruzioni per mantenerla. Si esaurisce in poche settimane e non lascia canoni.
Una gestione continuativa ha senso con più sedi, con concorrenza locale forte, o se in azienda nessuno può occuparsene con regolarità. Comprende aggiornamenti, recensioni, foto e lettura dei numeri.
I casi problematici, schede sospese o doppioni complessi da unire, si valutano a parte perché richiedono tempi difficili da prevedere.
Guardiamo la scheda prima di fare qualsiasi proposta: in parecchi casi la risposta onesta è che basta l’intervento singolo.
Sì. Google ha cambiato il nome nel 2021 e ha chiuso l’applicazione dedicata: adesso la scheda si gestisce direttamente dalla ricerca o dalle mappe, accedendo con l’account proprietario.
Lo strumento e le regole sono gli stessi. Quasi tutti continuano a chiamarlo con il nome vecchio, noi compresi quando parliamo con i clienti, perché è quello che si è fissato.
La cosa a cui fare attenzione è un’altra: molte guide che si trovano in rete fanno riferimento a funzioni che non esistono più, o a pratiche che un tempo funzionavano e oggi fanno danni.
Le regole su questo strumento cambiano spesso, ed è una delle poche ragioni serie per farsi affiancare.
I motivi sono pochi e si individuano in poco tempo confrontando le schede.
Il primo è la categoria scelta: se la vostra è generica e la loro è specifica, escono loro. Il secondo sono le recensioni, e conta anche quanto sono recenti: dieci recensioni degli ultimi mesi pesano più di cinquanta di cinque anni fa. Il terzo è la completezza della scheda.
Il quarto è la distanza dal punto in cui la persona cerca, e su quello non si può fare niente. Se un concorrente è in centro e voi in zona industriale, su certe ricerche fatte dal centro non lo supererete.
Guardiamo tutte e quattro e vi diciamo quanto margine c’è. Se il divario è solo di distanza, lo diciamo invece di vendervi un lavoro che non può dare risultati.
Chiedendole, con metodo e senza comprarle.
Quello che funziona è chiedere nel momento giusto, cioè quando il cliente è soddisfatto e il servizio è fresco, rendendo il passaggio semplicissimo: un collegamento diretto, un codice da inquadrare sullo scontrino o sul documento, un messaggio breve.
Quello che non funziona, e che può costare caro, è comprare recensioni o farle scrivere da conoscenti. Si riconoscono, vengono rimosse e nei casi peggiori la scheda viene penalizzata.
Un consiglio pratico: non chiedetele tutte insieme una volta all’anno. Un flusso regolare vale più di un picco, che oltretutto insospettisce.
Solo se viola le regole: offese, contenuti fuori tema, recensioni palesemente false, conflitti di interesse. In quei casi si segnala e a volte viene rimossa, con tempi non brevi.
Una recensione negativa ma legittima non si cancella, anche quando è ingiusta o esagerata.
La cosa utile da fare è rispondere: con calma, senza polemica, dando la propria versione dei fatti e indicando cosa avete fatto o siete disposti a fare. Chi legge valuta più la risposta che la recensione.
Le attività con qualche critica gestita bene risultano più credibili di quelle con sole valutazioni entusiaste, che fanno pensare a recensioni comprate.
Sospensioni:
Capitano, spesso dopo un cambio di dati. Si recuperano con una richiesta documentata, e va fatta bene al primo tentativo.
Proprietà:
L’account principale intestato a voi. Se la scheda è sull’account di un fornitore, il giorno che cambiate è un problema.
Concorrenti:
Chi compare sopra e perché. Quasi sempre la differenza è una sola, e quasi sempre è recuperabile.
Distanza:
L’unico fattore su cui non si può intervenire. Se conta più di tutto il resto, è giusto saperlo prima di spendere.
Numeri:
Visualizzazioni, ricerche, chiamate, richieste di indicazioni. Sono già nella scheda e quasi nessuno li apre.
Autonomia:
Metà di questo lavoro lo potete fare voi. Vi lasciamo istruzioni e teniamo le cose che hanno un rischio.
Scheda sospesa, doppioni o dati che non riesci a correggere? Sono i casi in cui conviene non improvvisare: raccontaci cosa è successo.
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