Marketing per le PMI:
Agenzia marketing Ferrara:
il piano prima degli strumenti
Quasi tutte le aziende che ci contattano hanno già provato qualcosa. Una campagna, un profilo social, un sito nuovo, una fiera.
Il problema raramente è lo strumento. È che ogni iniziativa è partita da sola, senza un piano che la tenesse insieme alle altre, e quindi nessuna ha costruito sulla precedente.
Un’agenzia marketing a Ferrara serve a mettere quell’ordine: definire dove si vuole arrivare in un anno, quali clienti servono per arrivarci, quanto si può spendere per acquisirne uno e con quali attività.
Da lì gli strumenti si scelgono quasi da soli, e soprattutto si capisce quali lasciare perdere.
La domanda utile non è cosa fare. È cosa smettere di fare.
Come costruiamo un piano:
quattro passaggi, nessuna magia
Un piano marketing non è un documento da cento pagine. È una serie di decisioni prese in ordine.
Analisi. Chi compra da voi oggi, quanto vale ciascun cliente, da dove arriva e quanto è costato acquisirlo. Sono dati che l’azienda ha già, sparsi fra gestionale, commerciali e teste delle persone. Metterli insieme è il primo lavoro.
Posizionamento. Contro chi competete davvero e su cosa. Quasi mai è il prezzo, anche quando si è convinti del contrario.
Piano. Cosa si fa nei prossimi dodici mesi, con che budget e per ottenere cosa. Con numeri di riferimento, non con auspici.
Esecuzione e misura. Le attività partono, i numeri si guardano ogni mese e il piano si corregge. Un piano annuale che non si tocca mai è un piano che nessuno sta usando.
La parte lunga è la prima. Ed è quella che le aziende chiedono di saltare.
Conoscere il mercato di Ferrara:
perché cambia il piano
Il territorio non è una cornice. Entra nei conti.
Il ferrarese tiene insieme chimica, agroalimentare, meccanica e un turismo culturale e fluviale in crescita. Un tessuto dove le grandi realtà industriali convivono con molte piccole imprese di servizi.
Sulla parte di identità e contenuti c’è agenzia di comunicazione a Ferrara.
Chi esporta ha bisogno di materiali e canali diversi da chi vende entro cinquanta chilometri. Chi lavora su commessa ha pochi clienti che valgono molto, e per lui una campagna di massa è denaro buttato. Chi ha stagionalità marcata deve concentrare tutto in poche settimane.
Sono i vincoli veri del piano, e vengono prima delle preferenze di chiunque.
Come siamo fatti:
Un metodo
che resta all’azienda
L’obiettivo di un buon lavoro di marketing non è rendervi dipendenti dall’agenzia.
I numeri che mettiamo insieme all’inizio restano vostri e continuano a servire anche senza di noi: valore del cliente, costo di acquisizione, tasso di chiusura per canale. Lo stesso vale per il posizionamento: una volta deciso, orienta scelte che prendete voi ogni settimana.
Quello che facciamo dopo è aiutarvi a eseguire, e fin dove ha senso farlo insieme. In Dexa siamo oltre quaranta persone, quindi possiamo occuparci anche della produzione, ma non è obbligatorio.
Alcuni clienti ci seguono da vent’anni. Non per contratto: perché ogni anno c’è qualcosa di nuovo da fare.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e lavoriamo in tutta Italia.
Da cosa dipende
quanto costa
Due aziende simili ricevono preventivi diversi per ragioni verificabili prima di chiedere un’offerta.
Da quanto sono ordinati i dati. Chi ha un gestionale che dice da dove arrivano i clienti parte con settimane di vantaggio. Chi non ha niente deve costruirlo.
Da quanti mercati e quanti prodotti. Ogni combinazione è un piano a sé: pubblici diversi, messaggi diversi, canali diversi.
Da quanto materiale esiste già. Foto, testi, schede: se mancano, la produzione diventa la voce più pesante.
Da quante attività si tengono aperte insieme. È l’unica voce ricorrente, e quella su cui si può intervenire subito riducendo il perimetro.
Quello che possiamo dirti gratis è quale di queste quattro nel tuo caso si può ridurre senza peggiorare il risultato.
Dipende da quattro voci, e vanno sempre tenute separate:
- Analisi e piano: si paga una volta e dura un anno o più. È la voce che costa meno e pesa di più sul risultato.
- Attività ricorrenti: gestione campagne, contenuti, presidio dei canali. È il costo mensile.
- Produzione: materiali, foto, video, pagine. Concentrata nei primi mesi.
- Budget media: va alle piattaforme, non all’agenzia. Si decide a parte.
Una cifra unica a corpo non si può confrontare con nessun’altra offerta. Chiedi la divisione.
Il marketing decide cosa vendere, a chi, a che prezzo e attraverso quali canali. La comunicazione costruisce il messaggio e lo porta alle persone.
Sono due mestieri che si sovrappongono parecchio, e in molte aziende vengono confusi. La conseguenza tipica è investire in comunicazione per risolvere un problema di marketing: campagne bellissime su un prodotto posizionato male.
Noi facciamo entrambe le cose, ma in quest’ordine. E se il problema è a monte lo diciamo prima di preventivare qualsiasi campagna.
Le attività di generazione contatti danno numeri in poche settimane: quante richieste, a che costo, di che qualità.
Il posizionamento è un’altra cosa e si giudica su un anno. I primi segnali arrivano da come cambiano le conversazioni commerciali: meno trattative sul prezzo, clienti che arrivano già informati, meno tempo perso con richieste fuori target.
Quello che si vede subito, spesso al primo mese, sono gli sprechi: attività che costano e non producono, e che nessuno aveva mai misurato.
Sì, ed è gran parte del nostro lavoro.
Le PMI hanno un vantaggio rispetto alle grandi: decidono in fretta e possono cambiare rotta senza tre mesi di approvazioni. Lo svantaggio è che spesso non hanno nessuno dedicato al marketing, e il titolare se ne occupa fra le altre cose.
In quei casi il valore non è la campagna, è avere un metodo e qualcuno che lo porti avanti con continuità.
Sì, e a volte è la cosa giusta.
Se avete già chi esegue, internamente o con altri fornitori, l’analisi e il piano hanno senso da soli: restano vostri e orientano il lavoro di chiunque.
L’unica cosa che chiediamo è che poi qualcuno li usi. Un piano che nessuno esegue è un costo puro, ed è il motivo per cui tanta consulenza ha una cattiva fama.
CRM:
Tracciare da dove arriva ogni contatto e che fine fa. Senza, il costo di acquisizione resta una stima e il budget una scommessa.
Misura:
Contatti, trattative aperte, tasso di chiusura, costo per cliente acquisito. I numeri di visibilità servono a capire i canali, non a giudicare il marketing.
Formazione:
Lasciare in azienda il metodo, non solo il risultato. Le decisioni settimanali le prendete voi, ed è lì che il piano vive o muore.
Continuità:
Il marketing rende quando è una funzione, non una serie di iniziative. La differenza si vede dopo il secondo trimestre.
Analisi:
Chi compra da voi, quanto vale nel tempo, quanto costa acquisirlo. Sono dati che avete già sparsi: metterli insieme è il primo lavoro e cambia tutte le decisioni successive.
Mercato:
Chi sono i concorrenti veri, quelli che vi tolgono le trattative, e su cosa competono. Quasi mai è il prezzo, anche quando si è convinti del contrario.
Hai un obiettivo commerciale per il prossimo anno e non sai come arrivarci? La prima conversazione serve a capire se possiamo esserti utili.
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
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