Sviluppo Shopify:
Shopify a Torino:
partire in fretta senza pentirsene
La ragione più comune per cui un’azienda sceglie Shopify è la velocità: si apre prima e si spende meno all’inizio.
È vero, e non è una scorciatoia da disprezzare. Per molti prodotti la cosa sensata è partire con un impianto essenziale, vedere se il mercato risponde e investire dopo, quando si sa cosa vende.
Il rischio è un altro: che “partire in fretta” diventi “partire senza pensarci”, con un tema comprato, le descrizioni del fornitore e nessuno che si sia chiesto come arriveranno le persone.
Quel negozio apre in due settimane e resta fermo per due anni.
La fretta va bene sulla tecnologia. Non sulle domande che vengono prima.
La verifica prima del preventivo:
cinque domande
Prima di confermare che Shopify sia la scelta giusta chiediamo cinque cose. Sono le stesse che dovrebbe chiedervi chiunque.
A chi vendete. Privati o aziende. Con le aziende servono listini dedicati e condizioni di pagamento, e Shopify ci arriva ma con dei limiti.
Quanti prodotti e quante varianti. Il numero conta meno di come sono fatti: taglie e colori sono normali, configurazioni su misura no.
Che gestionale usate. Se deve scambiare dati con il negozio, verifichiamo subito se esiste un collegamento pronto o va costruito.
Chi aggiornerà il catalogo. Se è una persona non tecnica, questo sposta la scelta verso Shopify più di ogni altra considerazione.
Quanto potete investire per farvi trovare. Perché un negozio nuovo non ha visitatori, su qualunque piattaforma sia.
Mezz’ora di domande evita due anni sulla piattaforma sbagliata.
Il tema:
comprato, modificato o su misura
Ci sono tre strade e costano in modo molto diverso. Tutte e tre possono andare bene.
La piattaforma si sceglie sul prodotto, e i prodotti che si fanno attorno a Torino non sono tutti uguali.
Intorno a Torino l’automotive e la componentistica hanno lasciato una filiera di meccanica di precisione che oggi lavora per settori diversissimi, accanto a un polo di design e innovazione cresciuto negli ultimi anni.
Se la piattaforma non l’avete ancora scelta, conviene partire da e-commerce a Torino.
Tema pronto, usato com’è. Spesa minima, apertura rapidissima. Il negozio somiglia ad altri mille, che per certi prodotti non è un problema e per un marchio che punta sull’immagine lo è.
Tema pronto, adattato. La strada che consigliamo più spesso: si parte da una base solida e si lavora sui punti che contano, cioè scheda prodotto e carrello. Buon rapporto fra spesa e risultato.
Tema su misura. Ha senso quando il marchio è l’elemento di vendita o quando il percorso di acquisto è particolare. Costa di più e va mantenuto.
Il consiglio che diamo quasi sempre: mettete i soldi sulla scheda prodotto e sul carrello, non sulla pagina iniziale. Le persone comprano lì, non nella home.
Come siamo fatti:
Squadre piccole,
sempre le stesse persone
Preferiamo gruppi di lavoro ristretti e stabili. Chi conosce il vostro catalogo lavora al doppio della velocità di chi lo scopre ogni volta.
Su un progetto Shopify siamo di solito in tre o quattro: chi progetta e sviluppa, chi cura contenuti e posizionamento, chi segue le campagne, più il referente.
In tutto siamo oltre quaranta, quindi quando serve una competenza particolare, una lingua in più o un’integrazione insolita, si aggiunge senza cercarla fuori.
Operiamo sul territorio di Torino e in tutta Italia; la sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia.
Il metro con cui ci giudichiamo è quanti negozi aperti con noi vendono ancora dopo tre anni.
Il preventivo:
quello che chiediamo prima di farlo
Per dare un numero che regga nel tempo servono quattro risposte.
Quanti prodotti e in che stato sono. Con foto e descrizioni pronte il progetto costa una frazione rispetto a partire da un listino in Excel.
Cosa deve fare il negozio oltre a vendere. Abbonamenti, prenotazioni, configuratori, vendita anche alle aziende. Ogni “oltre” va verificato sulla piattaforma prima di prometterlo.
Con cosa deve parlare. Gestionale, magazzino, corrieri, programma di fatturazione.
Quanto budget resta per farsi trovare. Se il progetto consuma tutto, il negozio apre e resta vuoto: succede più spesso di quanto si creda.
Con queste risposte il preventivo è preciso e non cambia in corsa. Senza, è un numero messo lì per far firmare.
Ci sono due conti da fare e vanno tenuti separati, altrimenti il preventivo inganna.
Il primo è la realizzazione: tema, caricamento del catalogo, integrazioni, migrazione se c’è un negozio da spostare. Dipende soprattutto da quanti prodotti avete e in che stato sono le schede. Un catalogo pronto e uno da scrivere da zero fanno una differenza enorme.
Il secondo è quanto costa ogni mese: canone della piattaforma, app, commissioni sugli ordini. Su volumi importanti le commissioni diventano la voce principale, più del resto messo insieme.
Quando prepariamo un preventivo li mettiamo tutti e due, con una proiezione a tre anni. È l’unico modo per confrontare Shopify con le altre piattaforme in modo onesto.
Meno di quante ne suggerisce il negozio delle app, ed è una delle cose su cui insistiamo di più.
Ogni app aggiunge un costo mensile e un pezzo di codice che rallenta il sito. Venti app rendono il negozio lento, e la lentezza sui telefoni si traduce in ordini persi.
Nei progetti che seguiamo cerchiamo di stare sotto le cinque o sei, coprendo le funzioni che servono davvero: recensioni, spedizioni, fatturazione, forse un canale di vendita in più.
Prima di aggiungerne una guardiamo se la funzione si può ottenere con il tema. Costa un po’ di lavoro una volta invece di un abbonamento per sempre.
Si decide all’inizio e va messo nero su bianco, perché è la voce che fa slittare i tempi più di ogni altra.
Se avete già foto e descrizioni decenti, il caricamento è un lavoro meccanico e si può fare in buona parte in automatico, anche su cataloghi grandi.
Se il materiale non c’è, qualcuno lo deve produrre: possiamo occuparcene noi, oppure lo fate voi con un modello che vi diamo. In entrambi i casi va messo a preventivo, perché le schede prodotto non sono un dettaglio: sono anche il contenuto che vi fa trovare su Google.
La strada che sconsigliamo è incollare le descrizioni del fornitore, identiche a quelle di altri cento negozi.
Shopify ha una base tecnica solida, quindi non parte svantaggiato. Ma la piattaforma non posiziona niente da sola.
Quello che fa la differenza sono le schede prodotto scritte per chi cerca, le categorie organizzate come le persone cercano davvero, e contenuti che rispondano alle domande prima dell’acquisto.
Ci sono limiti da conoscere: la struttura degli indirizzi è in parte imposta e alcune scelte tecniche non si possono cambiare. Sono limiti gestibili, non decisivi.
Nei progetti dove ce ne occupiamo, questa parte comincia durante lo sviluppo, non dopo l’apertura. Rimediare a catalogo già caricato costa di più.
Comincia la parte che decide se il progetto rende.
Un negozio nuovo ha zero visitatori: nessuno ci passa davanti per caso. Il traffico si costruisce con posizionamento, campagne a pagamento e lavoro su chi ha già comprato. Servono quasi sempre tutte e tre le cose.
Nei primi mesi guardiamo pochi numeri ma buoni: da dove arrivano le visite, quante persone mettono qualcosa nel carrello, dove si fermano, quanto costa ottenere un ordine.
Da lì si capisce dove intervenire. Quasi mai la risposta è rifare il sito: di solito è una cosa sola, e si sistema in poco tempo.
Migrazione:
Dal vecchio negozio a Shopify senza perdere il posizionamento. La mappa degli indirizzi si prepara prima della grafica.
Catalogo:
Caricamento di prodotti e varianti, in automatico dove il materiale lo permette. Su cataloghi grandi è la voce che pesa di più.
Schede:
Descrizioni scritte per chi compra e per chi cerca. Quelle del fornitore vi mettono in fila con altri cento negozi identici.
App:
Poche e scelte. Ognuna è un costo mensile e un pezzo di codice: venti app fanno un negozio lento, e la lentezza costa ordini.
Gestionale:
Collegamento con il programma che usate già. Con i gestionali diffusi è questione di configurazione, altrimenti è lavoro su misura.
Pagamenti:
Metodi disponibili e commissioni. Il sistema di pagamento della piattaforma costa meno, gli altri vanno valutati sul volume.
Stai valutando di migrare su Shopify? La prima conversazione serve a capire cosa si sposta, cosa va rifatto e come non perdere il posizionamento.
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
Sviluppiamo strategie di comunicazione, marketing digitale, branding e innovazione su misura, integrando competenze creative e tecnologiche per accompagnare aziende e organizzazioni nel raggiungimento dei propri obiettivi.
Diventa il nostro prossimo cliente soddisfatto
