PrestaShop per le aziende:
PrestaShop a Torino:
le versioni vecchie e cosa comportano
C’è una quantità di negozi italiani ancora fermi a versioni superate di PrestaShop, e non per pigrizia.
Il motivo è che i passaggi di versione maggiore non sono aggiornamenti: sono rifacimenti. Cambia il funzionamento interno, i moduli vecchi non funzionano più, il tema va rifatto o adattato pesantemente. Chi ci ha provato pensando di risolvere in un pomeriggio si è fermato a metà.
Restare su una versione superata però ha un costo che cresce: niente correzioni di sicurezza, incompatibilità progressiva con le versioni recenti di PHP, moduli nuovi che non si installano.
Quando affrontiamo un ecommerce PrestaShop a Torino in questa situazione, la prima cosa è dire onestamente se conviene il passaggio o la ricostruzione.
Le due strade costano in modo simile. Quello che cambia è cosa vi trovate dopo.
Prima di tutto:
l’inventario di quello che c’è
Su un negozio PrestaShop esistente il primo lavoro non è grafico: è capire cosa c’è sotto.
Si guarda la versione installata, quali moduli sono attivi e quali abbandonati, se il tema è stato modificato direttamente nel codice (succede spesso, ed è il motivo per cui certi negozi non si aggiornano più), come è messo il server, quanto è veloce il sito sui telefoni.
Da questo inventario esce la strada: manutenzione ordinaria, pulizia e ottimizzazione, passaggio di versione o ricostruzione.
È un lavoro di qualche giorno che produce un documento vostro, con lo stato reale del negozio. Serve anche per chiedere altri preventivi.
Senza questo passaggio ogni preventivo su un negozio esistente è un’ipotesi.
Velocità:
dove si perde e dove si recupera
I negozi PrestaShop lenti sono tanti, e le cause sono quasi sempre le stesse quattro.
Chi ha bisogno di controllo pieno di solito ha un catalogo articolato, ed è frequente nei mercati di Torino.
Intorno a Torino l’automotive e la componentistica hanno lasciato una filiera di meccanica di precisione che oggi lavora per settori diversissimi, accanto a un polo di design e innovazione cresciuto negli ultimi anni.
Se la scelta della piattaforma è ancora aperta, si comincia da e-commerce a Torino.
Troppi moduli attivi. Ognuno aggiunge codice a ogni pagina. È la causa più frequente e la più semplice da affrontare.
Immagini non ottimizzate. Foto prodotto caricate a piena risoluzione, spesso migliaia.
Server sottodimensionato. Hosting condiviso economico su un catalogo che è cresciuto negli anni.
Configurazione non curata. Sistemi di cache non attivi o mal impostati, database mai ripulito.
Si interviene in quest’ordine, misurando prima e dopo. Nella maggior parte dei casi si ottengono miglioramenti sensibili senza toccare il tema.
Sul telefono la lentezza si traduce in ordini persi, ed è lì che arriva la maggior parte delle visite.
Chi ci lavora:
Chi lavora
al vostro negozio PrestaShop
Su una piattaforma installata servono competenze che su una in abbonamento non servirebbero.
Oltre a chi progetta e sviluppa, serve chi si occupa del server e delle prestazioni, chi tiene sotto controllo aggiornamenti e sicurezza, chi costruisce i collegamenti con il gestionale. Più chi cura contenuti e posizionamento.
In Dexa siamo oltre quaranta persone nello stesso studio, quindi queste figure ci sono tutte e si parlano.
Siamo attivi a Torino e in tutta Italia. La nostra sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia, e i clienti che seguiamo sono quasi tutti altrove.
Su PrestaShop il lavoro si fa interamente a distanza.
Il preventivo:
cosa guardiamo su un negozio esistente
Se il negozio c’è già, prima dell’intervento facciamo una verifica tecnica breve. Costa poco ed evita preventivi sbagliati.
Si controlla la versione, l’elenco completo dei moduli con il loro stato, se il tema è stato modificato nel codice, le condizioni del server, le prestazioni misurate, e se ci sono problemi di sicurezza aperti.
Da lì esce la proposta, che può essere molto diversa da quello che pensavate: a volte la risposta è una pulizia e un intervento sulle prestazioni, non un rifacimento.
Il documento resta vostro, anche se poi vi rivolgete ad altri.
Preventivare un intervento su un PrestaShop senza averlo aperto è il modo più rapido per trovare sorprese a metà lavoro.
Il conto ha una struttura diversa rispetto alle piattaforme in abbonamento, e va guardato su almeno tre anni.
C’è lo sviluppo iniziale, che dipende da quanto è su misura il progetto, dal numero di prodotti e dalle integrazioni. Poi ci sono i costi ricorrenti: il server, alcuni moduli con rinnovo annuale, e la manutenzione.
Quello che non c’è sono canoni di piattaforma e commissioni sulle vendite: su volumi consistenti è un risparmio che pesa parecchio e che spesso ribalta il confronto.
La voce che manca in quasi tutti i preventivi che ci vengono mostrati è la manutenzione. Su una piattaforma installata non è opzionale: aggiornamenti di sicurezza, copie di sicurezza verificate e sorveglianza sono la condizione per dormire tranquilli.
Dipende da due cose: quanto è personalizzato il negozio e in che stato sono i moduli.
Un passaggio di versione maggiore non è un aggiornamento automatico. I moduli vecchi non funzionano più e vanno sostituiti o rifatti, il tema va adattato in modo consistente, e se qualcuno aveva modificato il codice direttamente quelle modifiche vanno recuperate a mano.
Se il negozio è abbastanza standard, il passaggio è la strada più economica e conserva storico e configurazioni. Se invece è pieno di personalizzazioni fatte negli anni da persone diverse, spesso ricostruire costa uguale e vi lascia un impianto pulito.
Lo diciamo dopo aver guardato, non prima. La verifica richiede pochi giorni ed è l’unico modo per dare una risposta che regga.
Quasi sempre sì, e nella maggior parte dei casi senza rifare il tema.
Le cause tipiche sono quattro: troppi moduli attivi che aggiungono codice a ogni pagina, immagini caricate a piena risoluzione, server sottodimensionato rispetto a un catalogo cresciuto negli anni, sistemi di cache non attivi o configurati male.
Si interviene in quest’ordine, misurando prima e dopo. La pulizia dei moduli da sola produce spesso il miglioramento più visibile, e ha il vantaggio di rendere anche gli aggiornamenti meno rischiosi.
La misura che conta è la velocità sul telefono con una connessione normale, non sul computer dell’ufficio con la fibra. È lì che si perdono gli ordini.
Molti meno di quanti se ne trovano installati nei negozi che ci arrivano.
PrestaShop ha un catalogo di moduli enorme, ed è la sua forza: quasi ogni funzione esiste già. Il problema è che si accumulano. In cinque anni, con persone diverse che ci mettono mano, si arriva facilmente a trenta o quaranta, di cui parecchi sovrapposti o abbandonati dai loro autori.
Ogni modulo attivo aggiunge codice, rallenta il negozio e complica gli aggiornamenti.
Quando facciamo una pulizia, partiamo elencando tutto e chiedendo per ciascuno a cosa serve. Le funzioni che nessuno sa spiegare si disattivano e si osserva: se in un mese non le rimpiange nessuno, si rimuovono.
Sì, ed è uno dei motivi per cui molte aziende la scelgono: essendo installata, si può collegare a quasi tutto.
Il collegamento fa viaggiare giacenze, anagrafiche, prezzi e ordini senza inserimenti manuali. Per i gestionali diffusi esistono moduli già pronti; per sistemi personalizzati o datati si costruisce un collegamento su misura.
La verifica va fatta prima del preventivo, perché la differenza fra le due situazioni è notevole.
Una raccomandazione: quando il collegamento è su misura, va documentato bene. È la parte che crea più problemi quando cambia il fornitore o quando si aggiorna la versione del negozio.
Sì, con i dovuti moduli e configurazioni, e con qualche limite da conoscere.
Si possono gestire gruppi di clienti con prezzi diversi, listini dedicati, sconti per quantità, prezzi visibili solo dopo l’accesso, e vendita mista al pubblico e alle aziende sullo stesso negozio.
Dove diventa faticoso è con logiche molto articolate: condizioni negoziate cliente per cliente, fidi con controllo dell’esposizione, approvazioni interne agli ordini, integrazione profonda con l’ERP per le condizioni commerciali. Si può fare, ma si accumula complessità.
Se la vendita alle aziende è il grosso del vostro fatturato, conviene valutare un impianto pensato per quello. Ne parliamo guardando come sono fatte le vostre condizioni commerciali.
Qualcuno lo deve fare, ed è il punto su cui una piattaforma installata si differenzia da una in abbonamento.
Possiamo occuparcene noi con un servizio di manutenzione: aggiornamenti applicati quando escono, copie di sicurezza verificate periodicamente, sorveglianza sulla raggiungibilità del negozio e sull’arrivo degli ordini.
Oppure può farlo il vostro reparto tecnico, se c’è, e in quel caso lasciamo documentazione e procedure.
Quello che non funziona è l’assenza di una risposta. I negozi violati che ci chiedono di recuperare sono quasi sempre negozi rimasti senza nessuno per un paio d’anni, con aggiornamenti mai applicati.
Backup:
Copie verificate, non solo programmate. Una copia che non si riesce a ripristinare non è una copia.
Prove:
Ogni intervento su una copia prima della produzione. Su un negozio che vende non si lavora in diretta.
Documentazione:
Accessi, moduli e personalizzazioni scritte. È ciò che rende possibile cambiare fornitore senza ricominciare.
Verifica:
Stato reale del negozio: versione, moduli, tema, server, prestazioni. Qualche giorno, e il documento resta vostro.
Sviluppo:
Negozi nuovi su PrestaShop, con tema adattato e configurazione fatta per il vostro catalogo.
Versione:
Passaggio a una versione recente. Non è un aggiornamento automatico: moduli e tema vanno verificati uno per uno.
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