Analisi dei dati:
Web analytics Torino:
misurare meno, ma bene
Si può misurare quasi tutto, e questa possibilità è diventata un problema.
Si finisce a tracciare decine di comportamenti, accumulare eventi che nessuno guarderà mai, costruire rapporti che richiedono venti minuti per essere letti. Il risultato è un impianto costoso che non aiuta a decidere.
L’approccio opposto funziona meglio: si decide prima quali decisioni si devono prendere, si misurano solo i dati che servono a prenderle, e si butta il resto.
Per un’azienda che vende su preventivo di solito bastano cinque cose. Per un negozio online, sei o sette.
Il resto è rumore che rende più difficile vedere quello che conta.
Come lavoriamo:
quattro numeri, in un posto solo
Il risultato di un lavoro fatto bene non è un rapporto lungo: è un quadro breve che qualcuno guarda davvero.
Costruiamo un pannello con pochi numeri, quelli decisi insieme, aggiornati da soli, accessibile a chi deve decidere. Niente da esportare, niente da chiedere a noi.
Accanto mettiamo una spiegazione scritta di cosa significa ciascun numero e quale decisione dovrebbe orientare. Serve perché fra sei mesi nessuno si ricorda perché quel dato era lì.
Poi una lettura periodica insieme, in genere ogni tre mesi, per guardare i cambiamenti e capire cosa fare.
Se un numero non porta a una decisione, lo togliamo dal pannello. Anche se è interessante.
Collegare il sito all’azienda:
il passaggio che manca
Gli strumenti di analisi sanno cosa succede sul sito. Non sanno cosa succede dopo, ed è lì che si decide se un canale rende.
Un percorso di acquisto lungo si misura diversamente da uno breve, e a Torino ci sono entrambi.
Intorno a Torino l’automotive e la componentistica hanno lasciato una filiera di meccanica di precisione che oggi lavora per settori diversissimi, accanto a un polo di design e innovazione cresciuto negli ultimi anni.
Se oltre ai numeri serve chi coordina i canali, la pagina è web marketing a Torino.
Il sito registra che è arrivata una richiesta. Se quella richiesta sia diventata una trattativa, e poi un cliente, e per quale importo, lo sa solo l’azienda.
Collegare le due cose non richiede impianti complicati: serve che l’origine di ogni richiesta venga conservata, che i contatti finiscano in un posto solo, e che qualcuno segni cosa ne è stato.
Quando questo giro funziona si scopre quasi sempre qualcosa di inatteso: un canale che porta tanti contatti che non chiudono mai, e uno che ne porta pochi ma buoni.
È il passaggio che trasforma l’analisi da esercizio a strumento di decisione.
Come siamo fatti:
Gli account restano vostri,
sempre
Su questo servizio più che su altri è una condizione: gli strumenti di misura devono essere intestati alla vostra azienda.
Contengono lo storico dei vostri dati, che ha un valore crescente nel tempo: senza confronto con l’anno precedente, metà delle analisi non si possono fare.
Noi lavoriamo con i permessi che ci date e che potete revocare. Se cambiate fornitore, i dati restano dove sono.
Siamo oltre quaranta persone in un unico studio a Sarezzo, vicino a Brescia, e operiamo su Torino come nel resto d’Italia.
Capita ancora di trovare aziende che hanno perso anni di dati in un passaggio di fornitore. È un danno che non si recupera.
Cosa serve
per cominciare
Tre cose, e due le avete già.
Gli accessi agli strumenti: analisi delle visite, Search Console, eventuali account pubblicitari. Se non sapete chi li ha, il primo lavoro è recuperarli, e capita spesso.
Quali decisioni dovete prendere. Dove investire, cosa sistemare sul sito, se una campagna rende. La misura si costruisce su queste, non in astratto.
I numeri veri dell’azienda: quante richieste arrivano davvero, quanti ordini, quante trattative si chiudono. Servono per il confronto, che è l’unico modo per sapere se i dati del sito sono affidabili.
Con questi elementi la verifica si fa in pochi giorni.
Il terzo punto è quello che manca più spesso, ed è quello che rende tutto il resto utile.
A tre cose, in quest’ordine.
Verificare che i dati che avete siano veri. È il punto di partenza, ed è quello che salta fuori più spesso: tracciamenti rotti dopo un rifacimento, conversioni contate due volte, traffico interno mai escluso.
Misurare le poche cose che servono a decidere, invece di tutto quello che è tecnicamente misurabile.
Rendere quei numeri leggibili a chi deve prendere decisioni e non ha tempo di navigare fra i rapporti.
Quello che non serve è produrre analisi lunghe che nessuno legge. Se alla fine del lavoro non ci sono quattro o cinque numeri che qualcuno guarda ogni mese, il lavoro non è servito.
Sì, ed è una condizione su cui non transigiamo.
Gli strumenti di analisi, Search Console e gli account pubblicitari vanno intestati alla vostra azienda. Noi lavoriamo con permessi che potete revocare.
Il motivo è il valore dello storico: senza confronto con l’anno precedente metà delle analisi non si possono fare, e quel confronto si costruisce solo con il tempo.
Capita ancora di trovare aziende che hanno perso anni di dati perché tutto era sull’account di un fornitore. È un danno che non si recupera in alcun modo: i dati non si possono ricostruire a posteriori.
Se oggi non sapete a chi sono intestati i vostri strumenti, è la prima cosa da verificare.
La correzione dei tracciamenti richiede giorni. Avere dati affidabili su cui ragionare richiede qualche settimana in più.
Il motivo è che dopo aver sistemato la misurazione bisogna accumulare un periodo pulito: prima di quel momento i confronti con il passato sono inquinati dagli errori precedenti.
In genere dopo quattro o sei settimane di dati corretti si possono cominciare a trarre conclusioni sulle cose che hanno volumi sufficienti. Per le analisi che richiedono confronti stagionali serve più tempo.
Questa è anche la ragione per cui conviene sistemare la misurazione prima di lanciare campagne importanti: partire con tracciamenti rotti significa non poter giudicare quello che si sta pagando.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo aziende in tutta Italia. Questo lavoro si fa interamente a distanza: servono accessi agli strumenti e qualche conversazione.
L’unica parte che richiede attenzione è quella iniziale, dove bisogna capire quali decisioni l’azienda deve prendere e quali sono i numeri veri delle vendite. Si fa in videochiamata, ma con le persone giuste: chi vende e chi decide, non solo chi si occupa del sito.
Per le letture periodiche una videochiamata ogni trimestre è più che sufficiente.
Sì, ed è il motivo per cui questo servizio ha senso dentro una struttura invece che da solo.
La misurazione dice dove si perde: una pagina che le persone abbandonano, un modulo troppo lungo, un passaggio del carrello dove ci si ferma, tempi di caricamento che allontanano chi arriva dal telefono.
Trovare il problema è metà del lavoro. L’altra metà è sistemarlo, e se chi analizza non può intervenire si apre una pratica con un altro fornitore, che spesso si conclude con mesi di ritardo o non si conclude affatto.
Da noi chi mette le mani sul sito è nella stanza accanto, quindi fra l’individuare un problema e correggerlo passano giorni invece che mesi. Se il quadro da rimettere in ordine è più ampio dei soli dati, la pagina è web marketing a Torino.
È la situazione più diffusa, e il motivo non è la pigrizia.
Lo strumento nella sua configurazione predefinita risponde a domande che nessuno in azienda si pone: quanti utenti, quante sessioni, quanto tempo sulla pagina. Le domande vere sono altre: da dove arrivano le richieste che poi chiudono, quanto costa ottenerne una, quale pagina le genera.
Per rispondere a quelle serve configurarlo apposta: definire cosa è una conversione per voi, collegare le campagne, e costruire una vista con pochi numeri utili.
Dopo quel lavoro le persone lo guardano, perché trovano risposte invece che grafici. La differenza non è nello strumento: è in cosa gli si chiede di misurare.
Conversioni:
Devono contare l’invio di un modulo, non il caricamento di una pagina che avviene anche per altro.
Traffico interno:
Escluso, altrimenti l’azienda gonfia le proprie statistiche. Sulle aziende piccole la distorsione è forte.
Consenso:
Configurato in modo da rispettare le scelte e conservare i dati di chi accetta. Un calo improvviso è quasi sempre qui.
Domande:
La misura si costruisce sulle decisioni da prendere, non sulle possibilità dello strumento.
Origine:
Da dove arrivava chi poi ha comprato. Richiede di collegare i dati del sito a quelli dell’azienda.
Percorso:
Dove si fermano le persone. È l’analisi che produce i miglioramenti più rapidi e meno costosi.
Hai rifatto il sito e i dati sono crollati? Nella quasi totalità dei casi non sono crollate le visite: si è rotto il tracciamento. Si verifica in poche ore.
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
Sviluppiamo strategie di comunicazione, marketing digitale, branding e innovazione su misura, integrando competenze creative e tecnologiche per accompagnare aziende e organizzazioni nel raggiungimento dei propri obiettivi.
Diventa il nostro prossimo cliente soddisfatto
