Negozi PrestaShop:
PrestaShop a Catania:
le versioni vecchie e cosa comportano
C’è una quantità di negozi italiani ancora fermi a versioni superate di PrestaShop, e non per pigrizia.
Il motivo è che i passaggi di versione maggiore non sono aggiornamenti: sono rifacimenti. Cambia il funzionamento interno, i moduli vecchi non funzionano più, il tema va rifatto o adattato pesantemente. Chi ci ha provato pensando di risolvere in un pomeriggio si è fermato a metà.
Restare su una versione superata però ha un costo che cresce: niente correzioni di sicurezza, incompatibilità progressiva con le versioni recenti di PHP, moduli nuovi che non si installano.
Quando affrontiamo un ecommerce PrestaShop a Catania in questa situazione, la prima cosa è dire onestamente se conviene il passaggio o la ricostruzione.
Le due strade costano in modo simile. Quello che cambia è cosa vi trovate dopo.
Prima di tutto:
l’inventario di quello che c’è
Su un negozio PrestaShop esistente il primo lavoro non è grafico: è capire cosa c’è sotto.
Si guarda la versione installata, quali moduli sono attivi e quali abbandonati, se il tema è stato modificato direttamente nel codice (succede spesso, ed è il motivo per cui certi negozi non si aggiornano più), come è messo il server, quanto è veloce il sito sui telefoni.
Da questo inventario esce la strada: manutenzione ordinaria, pulizia e ottimizzazione, passaggio di versione o ricostruzione.
È un lavoro di qualche giorno che produce un documento vostro, con lo stato reale del negozio. Serve anche per chiedere altri preventivi.
Senza questo passaggio ogni preventivo su un negozio esistente è un’ipotesi.
Manutenzione:
cosa serve ogni anno
Una piattaforma installata richiede attenzione continua. Poca, se fatta con regolarità; molta, se rimandata.
Le esigenze tecniche nascono dal prodotto, e il prodotto attorno a Catania cambia parecchio.
Attorno a Catania l’elettronica e il polo tecnologico convivono con agroalimentare e turismo. Chi lavora nell’alta tecnologia ha un pubblico internazionale, chi lavora nel food un pubblico che compra con gli occhi.
Se la scelta della piattaforma è ancora aperta, si comincia da e-commerce a Catania.
Aggiornamenti di sicurezza. Vanno applicati quando escono, non quando capita. I negozi che vengono violati sono quasi sempre negozi non aggiornati.
Copie di sicurezza verificate. Averle non basta: vanno provate. Una copia che non si riesce a ripristinare non è una copia.
Controllo dei moduli e sostituzione di quelli abbandonati dai loro autori.
Sorveglianza. Che il negozio sia raggiungibile e che gli ordini arrivino: un carrello rotto per due giorni costa più di un anno di manutenzione.
È la voce che manca in quasi tutti i preventivi che ci vengono mostrati per confronto.
Chi ci lavora:
Continuità:
un negozio installato va seguito
Con una piattaforma installata la continuità non è un valore aggiunto: è una necessità tecnica.
Serve qualcuno che applichi gli aggiornamenti quando escono, che si accorga se un modulo è stato abbandonato, che tenga d’occhio le prestazioni mentre il catalogo cresce.
Da noi il progetto ha un referente che resta lo stesso, e la documentazione tecnica è vostra: accessi, configurazioni, elenco dei moduli con il perché di ciascuno.
Siamo oltre quaranta persone in un unico studio a Sarezzo, vicino a Brescia, e operiamo su Catania come nel resto d’Italia.
I negozi che ci arrivano nelle condizioni peggiori sono quelli rimasti senza nessuno per due o tre anni.
Cosa chiediamo
prima di fare un preventivo
Per un negozio nuovo servono quattro risposte, le stesse di qualsiasi progetto di vendita online.
Quanti prodotti e come sono fatti. Varianti, combinazioni, personalizzazioni.
A chi vendete. Privati, aziende o entrambi: cambia l’impianto, non un’impostazione.
Cosa deve parlare con cosa. Gestionale, magazzino, corrieri, fatturazione.
Chi seguirà il negozio tecnicamente dopo l’apertura. Su una piattaforma installata questa risposta pesa più che altrove.
Se il negozio esiste già, agli stessi quattro punti si aggiunge la verifica tecnica.
Con queste informazioni il preventivo regge. Senza, cambia in corsa e si chiama variante.
Il conto ha una struttura diversa rispetto alle piattaforme in abbonamento, e va guardato su almeno tre anni.
C’è lo sviluppo iniziale, che dipende da quanto è su misura il progetto, dal numero di prodotti e dalle integrazioni. Poi ci sono i costi ricorrenti: il server, alcuni moduli con rinnovo annuale, e la manutenzione.
Quello che non c’è sono canoni di piattaforma e commissioni sulle vendite: su volumi consistenti è un risparmio che pesa parecchio e che spesso ribalta il confronto.
La voce che manca in quasi tutti i preventivi che ci vengono mostrati è la manutenzione. Su una piattaforma installata non è opzionale: aggiornamenti di sicurezza, copie di sicurezza verificate e sorveglianza sono la condizione per dormire tranquilli.
Qualcuno lo deve fare, ed è il punto su cui una piattaforma installata si differenzia da una in abbonamento.
Possiamo occuparcene noi con un servizio di manutenzione: aggiornamenti applicati quando escono, copie di sicurezza verificate periodicamente, sorveglianza sulla raggiungibilità del negozio e sull’arrivo degli ordini.
Oppure può farlo il vostro reparto tecnico, se c’è, e in quel caso lasciamo documentazione e procedure.
Quello che non funziona è l’assenza di una risposta. I negozi violati che ci chiedono di recuperare sono quasi sempre negozi rimasti senza nessuno per un paio d’anni, con aggiornamenti mai applicati.
Sì, PrestaShop lo prevede e in certe situazioni è molto comodo.
Serve quando avete più marchi, o lo stesso catalogo su mercati diversi, o un negozio al pubblico e uno riservato ai rivenditori. Si condividono prodotti e giacenze, mentre prezzi, aspetto e regole possono essere diversi per ciascun negozio.
Il vantaggio è gestire un catalogo solo. Lo svantaggio è che tutto è legato: un aggiornamento riguarda tutti i negozi insieme, e un problema si propaga.
Conviene quando i negozi condividono davvero il catalogo. Se invece sono attività separate con prodotti diversi, spesso è più semplice tenerli distinti.
No, e su una piattaforma installata è più semplice che altrove: il negozio è su un vostro server e i dati sono vostri.
Quello che rende difficili certi passaggi non è la tecnologia ma la documentazione: se nessuno ha lasciato scritto cosa fa ciascun modulo, quali personalizzazioni sono state fatte e dove, chi subentra impiega settimane solo per orientarsi.
Quando lavoriamo su un negozio lasciamo un documento con accessi, elenco dei moduli con il motivo di ciascuno, e le modifiche fatte. Serve a voi, e serve anche a noi quando riprendiamo in mano un progetto dopo un anno.
Se state valutando di cambiare, chiedete al fornitore attuale questa documentazione prima di chiudere il rapporto.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo progetti in tutta Italia. Su una piattaforma web il lavoro si fa a distanza senza perdere niente: si lavora su server, catalogo e configurazioni.
Gli incontri servono all’inizio, quando bisogna capire i prodotti e vedere come funzionano magazzino e preparazione degli ordini.
Per la manutenzione e gli interventi ordinari la distanza è del tutto irrilevante: conta che qualcuno risponda in fretta quando il negozio ha un problema.
PrestaShop ha una base tecnica adeguata e permette il controllo su quasi tutti gli aspetti che contano, il che è un vantaggio rispetto alle piattaforme chiuse.
Gli indirizzi delle pagine si possono impostare come serve, le informazioni per i motori si gestiscono in dettaglio, e si può intervenire su struttura e prestazioni.
I punti di attenzione tipici sono due: la gestione dei contenuti duplicati, che sui cataloghi con molte varianti e filtri va impostata con cura, e la velocità, che su installazioni trascurate è spesso il problema principale.
Quello che la piattaforma non fa da sola è scrivere schede prodotto che valga la pena leggere. Quella parte resta il lavoro che fa la differenza, su PrestaShop come su qualsiasi altra piattaforma.
Dipende da quanto volete controllare e da chi vi segue tecnicamente.
Shopify toglie di mezzo server, aggiornamenti e sicurezza: pagate un canone, e non ci pensate. È la scelta giusta se non avete nessuno che possa occuparsi della parte tecnica e se il negozio non ha esigenze particolari.
PrestaShop non ha canoni né commissioni e vi lascia libertà completa su come funziona il negozio. In cambio la manutenzione è vostra o di chi vi segue.
In pratica: cataloghi contenuti e nessun reparto tecnico portano verso Shopify; cataloghi medi, esigenze particolari, volumi alti o vendita in più paesi portano verso PrestaShop. Le usiamo entrambe, quindi guardiamo il caso invece di difendere una scelta.
Versione:
Passaggio a una versione recente. Non è un aggiornamento automatico: moduli e tema vanno verificati uno per uno.
Moduli:
Inventario, pulizia e sostituzione di quelli abbandonati. È l’intervento che migliora di più velocità e manutenibilità.
Velocità:
Moduli, immagini, server e cache. Si misura prima e dopo, sul telefono, che è dove arrivano le visite.
Tema:
Adattato o su misura. Se è stato modificato nel codice, è il motivo per cui il negozio non si aggiorna più.
Gestionale:
Collegamento con il vostro sistema. Essendo installata, PrestaShop si può collegare a quasi tutto.
B2B:
Gruppi di clienti, listini dedicati, prezzi dopo l’accesso. Fattibile, con qualche limite sulle logiche più complesse.
Dacci un accesso in sola lettura al tuo PrestaShop. In qualche giorno ti diciamo in che stato è e cosa conviene fare, con le priorità.
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