Visibilità sui motori:
Agenzia SEO Catania:
le visite giuste, non tante visite
È facile far salire un sito su parole che nessuno cerca. Si fa in poche settimane e produce rapporti pieni di frecce verdi.
La parte difficile, e utile, è un’altra: capire cosa cercano davvero le persone che potrebbero comprare da voi, e su quelle parole competere.
Spesso non sono quelle che l’azienda si aspetta. Il linguaggio interno, i nomi commerciali dei prodotti, le sigle di settore: fuori quasi nessuno li usa. Chi cerca usa parole più semplici e più concrete.
Il lavoro di un’agenzia SEO a Catania comincia da questa distanza fra come parlate voi e come cercano loro.
Mille visite sbagliate valgono meno di dieci richieste di preventivo.
Come lavoriamo:
poche pagine per volta, misurate
Non produciamo contenuti a volume. Lavoriamo su poche pagine per volta e verifichiamo cosa succede prima di andare avanti.
Il motivo è che ogni mercato reagisce in modo diverso, e quello che funziona in un settore non funziona in un altro. Le prime pagine servono anche a capire come si comporta il vostro.
Su ciascuna si guarda la stessa cosa: su quali ricerche compare, in che posizione, quante visite porta, e soprattutto se quelle visite fanno qualcosa.
Dopo tre o quattro mesi si sa dove conviene insistere. A quel punto si accelera, con cognizione.
Cento pagine pubblicate insieme producono un rapporto lungo e nessuna informazione utile.
La SEO locale:
regole diverse, più rapide
Per chi lavora su un territorio, farsi trovare nelle ricerche locali è spesso più redditizio del posizionamento nazionale, e richiede meno tempo.
Quanto sia competitiva una ricerca dipende dal settore, e attorno a Catania i settori sono parecchi.
Attorno a Catania l’elettronica e il polo tecnologico convivono con agroalimentare e turismo. Chi lavora nell’alta tecnologia ha un pubblico internazionale, chi lavora nel food un pubblico che compra con gli occhi.
Se il problema è come sono fatte le pagine prima ancora di come si trovano, si parte da realizzazione siti internet a Catania.
Le ricerche con un’indicazione di luogo, o fatte da un telefono in zona, hanno una classifica propria che funziona con criteri suoi. Contano la scheda dell’attività su Google, la coerenza dei dati aziendali nei vari elenchi, le recensioni e la loro gestione, e pagine che parlino davvero di quella zona.
È un lavoro meno competitivo di quello nazionale: i concorrenti sono pochi e spesso non se ne occupa nessuno.
Per molte attività il ritorno migliore sta qui, e ve lo diciamo anche quando è un progetto più piccolo di quello che avevate in mente.
Una scheda curata e recensioni gestite valgono più di mesi di lavoro su parole generiche.
Il team:
Continuità:
la SEO si giudica dopo un anno
Su un lavoro lento, cambiare fornitore ogni anno è il modo migliore per non arrivare da nessuna parte.
Ogni passaggio comporta mesi di studio del sito, spesso un cambio di strategia, a volte l’abbandono di lavoro già impostato. Si riparte quasi da zero mentre si continua a pagare.
Da noi il progetto ha un referente che resta lo stesso, e quello che facciamo è documentato: se un domani decidete di portarlo altrove o di gestirlo internamente, chi arriva capisce cosa è stato fatto e perché.
Siamo oltre quaranta persone in un unico studio a Sarezzo, vicino a Brescia, e operiamo su Catania come nel resto d’Italia.
Il momento in cui si giudica un lavoro SEO è dopo dodici mesi. Prima si guardano i segnali.
Cosa chiediamo
prima di cominciare
Quattro cose, e tre sono accessi che avete già.
Search Console e i dati delle visite. Se ci sono, dicono in mezz’ora cose che altrimenti richiederebbero settimane di ipotesi.
Cosa deve succedere sul sito. Richieste di preventivo, telefonate, ordini. Serve a decidere su quali ricerche vale la pena investire: non tutte portano allo stesso tipo di persona.
Chi sono i concorrenti che vi preoccupano davvero. Non quelli grandi in assoluto: quelli che vi tolgono le trattative.
Chi può fornire le informazioni tecniche sui vostri prodotti. I contenuti che funzionano nascono da lì, e senza una persona in azienda che risponda si scrive materiale generico.
Con questi quattro elementi un’analisi seria si fa in due settimane.
Dipende soprattutto da quanto è competitivo il vostro settore, che è una variabile che non dipende da voi.
Posizionarsi su una nicchia tecnica con pochi concorrenti richiede un impegno molto inferiore rispetto a un mercato affollato dove tutti investono da anni. Per questo la prima cosa che facciamo è guardare chi c’è davanti e con cosa.
Le altre variabili sono lo stato del sito, quanti contenuti servono e chi li scrive, e su quante aree geografiche volete lavorare.
Il nostro modo di procedere è partire da un’analisi di poche settimane che produce priorità e una stima realistica. Solo dopo si definisce un impegno continuativo. Se dall’analisi risulta che il budget disponibile non basta per competere nel vostro settore, ve lo diciamo invece di prendervi i soldi per un anno.
Il momento in cui producono e cosa resta quando si smette.
Una campagna a pagamento porta visite dal primo giorno e le smette il giorno in cui la spegnete. È lo strumento giusto quando serve subito, quando c’è una stagionalità da cogliere, o quando si vuole verificare in fretta se una parola porta clienti.
La SEO è lenta e resta: una pagina posizionata continua a portare visite senza costo per clic. È un investimento che si accumula.
Per la maggior parte delle aziende la combinazione giusta è usarle insieme, con pesi che cambiano nel tempo: all’inizio più pubblicità, poi sempre meno man mano che il posizionamento cresce. Le campagne servono anche a capire quali parole portano clienti veri, prima di investirci mesi di SEO.
No, e vale la pena spiegare perché al di là del principio.
L’acquisto di collegamenti è contro le regole dei motori di ricerca, e le penalizzazioni quando arrivano sono difficili da rimuovere: si perde in poche settimane il lavoro di anni. È un rischio che si assume il cliente, non chi lo ha venduto.
C’è poi una ragione pratica: i collegamenti comprati provengono quasi sempre da siti costruiti apposta, che non portano nessuna visita reale.
Quello che facciamo è diverso e più lento: creare contenuti che abbia senso citare, lavorare su rapporti reali del vostro settore, associazioni, fornitori, clienti, pubblicazioni di categoria. Rende meno in fretta e non si porta dietro rischi.
Sì, e per molte attività è la parte che rende di più.
Le ricerche fatte con un’indicazione di luogo o da un telefono in zona hanno una classifica propria, con criteri diversi dal posizionamento generale. Contano la scheda dell’attività su Google, la coerenza dei dati aziendali nei vari elenchi, le recensioni e come vengono gestite, e pagine che parlino davvero di quella zona.
È un terreno meno affollato: molti concorrenti locali non se ne occupano affatto, quindi i risultati arrivano prima e costano meno.
Per un’attività che lavora su un territorio, questo è spesso il primo intervento da fare, prima di pensare a posizionamenti nazionali: ne parliamo in dettaglio nella pagina su Google My Business a Catania.
Sì, sempre, e su questo non facciamo eccezioni.
Search Console, gli strumenti di analisi delle visite e la scheda dell’attività vanno intestati alla vostra azienda. Noi lavoriamo con le autorizzazioni che ci date, e che potete togliere quando volete.
Il motivo è pratico prima che etico: sono i vostri dati storici. Se un domani cambiate fornitore, chi arriva deve poter vedere cosa è successo negli anni precedenti. Ricominciare senza storico è un danno concreto.
Lo stesso vale per il lavoro fatto: analisi e documenti sono vostri, scritti in modo che un’altra agenzia possa riprenderli.
Recupero:
Le pagine già in seconda pagina sono vicine: portarle sopra costa poco ed è il risultato più rapido possibile.
Misura:
Visite non di marca, pagine che portano almeno una visita, richieste generate. Tre numeri, gli altri servono a poco.
Accessi:
Search Console e analisi intestati a voi. I dati storici sono vostri e servono a chiunque ci lavori in futuro.
Rapporti:
Cosa è stato fatto e cosa proponiamo. I risultati li vedete dal vostro pannello, non solo dal nostro documento.
Tempi:
Primi movimenti in tre o quattro mesi, risultati fra sei e dodici. Chi promette settimane sta parlando d’altro.
Limiti:
Nessuno garantisce posizioni. Si lavora perché il sito meriti di salire e si misura se succede.
Hai un sito che non trova nessuno? Prima di proporti qualcosa guardiamo se il problema è tecnico o di contenuti: sono due lavori diversi.
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
Sviluppiamo strategie di comunicazione, marketing digitale, branding e innovazione su misura, integrando competenze creative e tecnologiche per accompagnare aziende e organizzazioni nel raggiungimento dei propri obiettivi.
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