Canali online:
Agenzia web marketing Vercelli:
le visite non sono il problema
Nella maggior parte delle situazioni che analizziamo, il traffico c’è. Quello che non c’è è quello che succede dopo.
Le persone arrivano sul sito e non trovano quello che l’annuncio prometteva. Compilano un modulo che finisce in una casella che nessuno controlla. Chiedono un preventivo e vengono richiamate dopo quattro giorni, quando hanno già scelto un altro.
Sono perdite che non compaiono in nessun rapporto, perché ogni fornitore guarda il suo pezzo e il pezzo suo funziona.
Un’agenzia web marketing a Vercelli utile guarda tutto il percorso, dal primo contatto alla vendita, e va a cercare dove si rompe.
Raddoppiare il budget è facile. Recuperare metà delle richieste che state già perdendo costa molto meno.
Il metodo:
collegare i dati che avete già
Quasi tutti i dati che servono esistono già, sparsi in posti che non si parlano.
Le visite stanno nello strumento di analisi, le campagne nelle rispettive piattaforme, le richieste in una casella di posta o in un foglio di calcolo, le trattative nella testa dei commerciali o nel gestionale, le vendite in amministrazione.
Il lavoro consiste nel far attraversare l’informazione dell’origine tutta la catena: quando un cliente firma, si deve poter risalire a da dove era arrivato.
Tecnicamente non è complicato: richiede che i moduli registrino l’origine, che i contatti finiscano in un posto solo e che qualcuno segni cosa ne è stato.
Il giorno in cui sapete da dove arrivano i clienti che chiudono, metà delle decisioni si prendono da sole.
Dove si perde:
i punti di rottura ricorrenti
Analizzando decine di situazioni, i punti dove si perdono richieste sono quasi sempre gli stessi cinque.
Quali canali portino clienti dipende dal mercato, e quello attorno a Vercelli non è omogeneo.
Il vercellese vive di risicoltura su scala industriale, meccanica e chimica. Filiere agricole strutturate, con interlocutori commerciali esperti e poco sensibili alla pubblicità generica.
Se la parte che manca è la strategia commerciale a monte, la pagina è agenzia marketing a Vercelli.
Fra l’annuncio e la pagina. L’annuncio promette una cosa, la pagina ne racconta un’altra. Le persone se ne vanno in pochi secondi e il costo è già stato pagato.
Nel modulo. Troppi campi, informazioni chieste troppo presto, nessuna indicazione su cosa succederà dopo.
Nel tempo di risposta. È il punto più costoso di tutti: una richiesta richiamata dopo giorni vale una frazione della stessa richiamata subito.
Nel passaggio ai commerciali. Richieste che arrivano per email e non vengono prese in carico da nessuno in particolare.
Dopo il primo no. Contatti buoni che non erano pronti in quel momento e che nessuno risente più.
Nessuno di questi punti si sistema aumentando il budget.
Chi ci lavora:
Come lavoriamo:
i dati sono vostri e li vedete
Gli strumenti di misura restano intestati alla vostra azienda, e vi mostriamo come leggerli.
Costruiamo un quadro con i pochi numeri che contano, aggiornato, a cui accedete quando volete: quante richieste per canale, quanto costano, come procedono. Non serve aspettare il rapporto mensile per sapere come sta andando.
Il nostro incontro periodico serve a decidere cosa cambiare, non a comunicarvi dei numeri che potete già vedere.
In tutto siamo più di quaranta, e operiamo sul territorio di Vercelli e in tutta Italia; la sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia.
Quando un trimestre va male lo sapete prima che ve lo diciamo. Ci sembra il modo corretto di lavorare.
Cosa chiediamo
prima di cominciare
Quattro cose, e tre sono accessi che avete già.
Gli accessi agli strumenti. Analisi delle visite, Search Console, piattaforme delle campagne. Dicono in poche ore cose che altrimenti sono ipotesi.
Quanto spendete oggi in tutto. Compresi i fornitori esterni e il tempo di chi in azienda se ne occupa. È la voce che si dimentica sempre.
Quanti clienti nuovi avete acquisito nell’ultimo anno e, se possibile, da dove arrivavano.
Quanto vale un cliente per voi. Margine medio e durata del rapporto: senza, non si può dire se un costo di acquisizione è alto o basso.
L’ultima è quella che manca più spesso, e si può ricavare insieme in un paio d’ore.
Con quei quattro elementi si smette di discutere di opinioni.
Dipende da come è impostato il rapporto, e vale la pena chiarirlo perché sotto questo nome si vendono cose molto diverse.
C’è chi esegue attività su singoli canali: campagne, social, contenuti. È lavoro operativo e serve, ma può farlo anche un professionista specializzato.
Quello di cui ci occupiamo noi è il livello sopra: capire quali canali hanno senso per voi, come dividere il budget, misurare quanto costa acquisire un cliente su ciascuno, e trovare dove si perdono le richieste lungo il percorso.
Poi, se serve, eseguiamo anche. Ma il valore sta nel coordinamento: è la parte che manca nella maggior parte delle aziende che hanno tre o quattro fornitori diversi, ognuno bravo nel suo pezzo e nessuno che guardi il totale.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo aziende in tutta Italia. Analisi, coordinamento e gestione dei canali si fanno a distanza senza perdere niente.
Gli incontri servono all’inizio, quando bisogna capire il mercato e come lavora la parte commerciale, e nelle revisioni importanti, dove è meglio essere nella stessa stanza.
Una parte del lavoro richiede di parlare con chi vende, perché sono loro a sapere quali contatti erano buoni e quali no. Quella conversazione la facciamo volentieri di persona.
Sono cose diverse e spesso vengono confuse, anche in buona fede.
Il posizionamento sui motori e le campagne pubblicitarie sono canali: ciascuno ha le sue tecniche, i suoi tempi e i suoi specialisti. Chi fa bene una cosa non necessariamente fa bene l’altra.
Quello di cui parliamo qui è il livello sopra: decidere quali canali usare, come dividere il budget, come far funzionare insieme le parti, e misurare il risultato complessivo invece che canale per canale.
Nella pratica le due cose si sovrappongono, perché chi coordina deve conoscere i canali abbastanza da capire cosa può dare ciascuno. Ma il compito è diverso, e in azienda serve che qualcuno lo faccia: se non lo fa nessuno, finisce per farlo il titolare nei ritagli di tempo.
Ci sono tre voci e vanno guardate separate.
L’analisi iniziale è una spesa unica di poche settimane di lavoro: serve a capire la situazione e produce un documento che resta vostro.
Il budget per i canali sono soldi che vanno alle piattaforme pubblicitarie, non all’agenzia. Devono essere sempre una voce visibile e separata: se qualcuno vi dà una cifra unica, chiedete il dettaglio.
Il lavoro continuativo dipende da quanti canali si presidiano e da quanta operatività fate voi.
Un ordine di grandezza utile: in una PMI che parte, il budget investito nei canali di solito supera il costo del lavoro. Se il rapporto è rovesciato, state pagando molto coordinamento per poca spesa pubblicitaria, e conviene chiedersi se ha senso.
Non necessariamente, e la risposta si trova guardando due cose.
La prima: qualcuno sa dire quanto vi costa acquisire un cliente e da quale canale arriva? Se sì, il coordinamento c’è già e probabilmente funziona.
La seconda: i vostri fornitori si parlano? Se le campagne portano persone su pagine che nessuno ha ottimizzato, o se le richieste arrivano in una casella che nessuno presidia, c’è una perdita che nessuno dei due vede perché sta nel mezzo.
Quando interveniamo in queste situazioni, spesso i fornitori esistenti restano al loro posto: ci occupiamo del quadro generale e loro continuano a fare il loro lavoro.
Se dall’analisi risulta che è tutto in ordine, ve lo diciamo e il rapporto finisce lì.
Percorso:
Dal primo contatto alla vendita, passo per passo. I numeri centrali mancano quasi sempre, ed è lì che si perde.
Costo cliente:
Quanto costa acquisirne uno su ciascun canale. È il numero che permette di decidere invece di discutere.
Tetto:
Quanto potete permettervi di spendere per un cliente. Dipende dal margine e da quanto vale nel tempo.
Selezione:
Due o tre canali presidiati bene battono sei fatti a metà. La parte difficile è chiudere quelli che non rendono.
Atterraggio:
Le pagine dove arrivano le campagne. Se promettono una cosa diversa dall’annuncio, il budget è già speso e perso.
Moduli:
Pochi campi, richieste proporzionate, e che arrivino a qualcuno che le legge. Banale, e rotto molto spesso.
Hai più fornitori e nessuno che guardi il totale? La prima cosa utile è mettere insieme i numeri: di solito basta a far emergere almeno uno spreco che paga il lavoro.
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