Marketing operativo:
Agenzia marketing Firenze:
il piano prima degli strumenti
Quasi tutte le aziende che ci contattano hanno già provato qualcosa. Una campagna, un profilo social, un sito nuovo, una fiera.
Il problema raramente è lo strumento. È che ogni iniziativa è partita da sola, senza un piano che la tenesse insieme alle altre, e quindi nessuna ha costruito sulla precedente.
Un’agenzia marketing a Firenze serve a mettere quell’ordine: definire dove si vuole arrivare in un anno, quali clienti servono per arrivarci, quanto si può spendere per acquisirne uno e con quali attività.
Da lì gli strumenti si scelgono quasi da soli, e soprattutto si capisce quali lasciare perdere.
La domanda utile non è cosa fare. È cosa smettere di fare.
Come lavoriamo:
tre domande prima di ogni proposta
Prima di proporre qualsiasi attività facciamo tre domande, e le risposte determinano tutto il resto.
Chi vogliamo raggiungere, in concreto. Non “le aziende del settore”, ma che ruolo ha la persona che decide, cosa la preoccupa e dove cerca informazioni quando deve scegliere.
Cosa deve succedere. Una richiesta di preventivo, una visita in azienda, un ordine online, un appuntamento in fiera. Obiettivi diversi richiedono attività diverse, e mescolarli è il modo più comune di non ottenere nessuno dei due.
Come lo sapremo. Quale numero guarderemo fra tre mesi per dire se ha funzionato. Deciso prima, non dopo.
Se una di queste tre risposte non c’è, non partiamo: significa che manca il lavoro a monte, e quello va fatto prima.
Sembra lento. È l’unico modo di non rifare tutto fra un anno.
A Firenze non esiste
un piano che va bene per tutti
La prima cosa che guardiamo non è il settore sulla carta, ma come si compra in quel settore.
A Firenze convivono la pelletteria e la moda di alta gamma, l’artigianato di qualità e un turismo internazionale che condiziona i tempi di tutti. Chi lavora per i grandi marchi comunica in modo diverso da chi vende in proprio.
Sulla parte di identità e contenuti c’è agenzia di comunicazione a Firenze.
Da questo dipende quasi tutto: se l’obiettivo è generare contatti o presidiare una reputazione, se il commerciale è indispensabile o è un costo evitabile, se la fiera vale più di dodici mesi di campagne, se conviene investire per farsi trovare o per farsi ricordare.
Sono decisioni da prendere prima del budget, e cambiano il budget più di qualsiasi trattativa sul prezzo.
Come siamo fatti:
Un metodo
che resta all’azienda
L’obiettivo di un buon lavoro di marketing non è rendervi dipendenti dall’agenzia.
I numeri che mettiamo insieme all’inizio restano vostri e continuano a servire anche senza di noi: valore del cliente, costo di acquisizione, tasso di chiusura per canale. Lo stesso vale per il posizionamento: una volta deciso, orienta scelte che prendete voi ogni settimana.
Quello che facciamo dopo è aiutarvi a eseguire, e fin dove ha senso farlo insieme. In Dexa siamo oltre quaranta persone, quindi possiamo occuparci anche della produzione, ma non è obbligatorio.
Alcuni clienti ci seguono da vent’anni. Non per contratto: perché ogni anno c’è qualcosa di nuovo da fare.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e lavoriamo in tutta Italia.
Da cosa dipende
quanto costa
Due aziende simili ricevono preventivi diversi per ragioni verificabili prima di chiedere un’offerta.
Da quanto sono ordinati i dati. Chi ha un gestionale che dice da dove arrivano i clienti parte con settimane di vantaggio. Chi non ha niente deve costruirlo.
Da quanti mercati e quanti prodotti. Ogni combinazione è un piano a sé: pubblici diversi, messaggi diversi, canali diversi.
Da quanto materiale esiste già. Foto, testi, schede: se mancano, la produzione diventa la voce più pesante.
Da quante attività si tengono aperte insieme. È l’unica voce ricorrente, e quella su cui si può intervenire subito riducendo il perimetro.
Quello che possiamo dirti gratis è quale di queste quattro nel tuo caso si può ridurre senza peggiorare il risultato.
Dipende da quattro voci, e vanno sempre tenute separate:
- Analisi e piano: si paga una volta e dura un anno o più. È la voce che costa meno e pesa di più sul risultato.
- Attività ricorrenti: gestione campagne, contenuti, presidio dei canali. È il costo mensile.
- Produzione: materiali, foto, video, pagine. Concentrata nei primi mesi.
- Budget media: va alle piattaforme, non all’agenzia. Si decide a parte.
Una cifra unica a corpo non si può confrontare con nessun’altra offerta. Chiedi la divisione.
Sì, e a volte è la cosa giusta.
Se avete già chi esegue, internamente o con altri fornitori, l’analisi e il piano hanno senso da soli: restano vostri e orientano il lavoro di chiunque.
L’unica cosa che chiediamo è che poi qualcuno li usi. Un piano che nessuno esegue è un costo puro, ed è il motivo per cui tanta consulenza ha una cattiva fama.
Su numeri che riguardano le vendite, non la visibilità.
Contatti generati e quanti diventano trattative. Costo per contatto acquisito, per canale. Tasso di chiusura. Valore medio dell’ordine. Tempo fra primo contatto e firma.
Impressioni e visualizzazioni le guardiamo, ma non sono il risultato: servono a capire se un canale sta funzionando, non a dire che il marketing sta funzionando.
Non all’inizio, ma prima o poi sì.
Senza uno strumento che tracci da dove arrivano i contatti e cosa ne è stato, il costo di acquisizione resta una stima. Si può partire anche con un foglio di calcolo tenuto bene: quello che conta è l’abitudine di registrare, non il software.
Quando il volume cresce, un CRM vero diventa necessario. Ce ne occupiamo anche noi, ma solo quando serve davvero.
Nella maggior parte dei casi che vediamo, per uno di tre motivi.
Il pubblico è sbagliato: la campagna raggiunge persone che non compreranno mai. L’offerta non è chiara: chi arriva non capisce in dieci secondi cosa gli state proponendo. Oppure il percorso si interrompe a valle, su una pagina lenta o un modulo troppo lungo.
Sono tutti problemi che si vedono guardando i dati della campagna e la pagina di destinazione. È la prima cosa che facciamo.
Aiuta a partire prima, ma non è la cosa più importante.
Un’agenzia che ha fatto venti progetti nello stesso comparto tende a riproporre le stesse soluzioni, e nel vostro mercato assomigliereste a tutti gli altri.
Quello che conta di più è il metodo con cui si arriva a capire un’azienda, e la disponibilità a passare del tempo in reparto con chi il prodotto lo fa. Il settore si impara.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo aziende in tutta Italia. Il lavoro di analisi e pianificazione si fa in buona parte a distanza, mentre gli incontri in azienda si concentrano nella fase iniziale.
Quando serve capire come lavorate, però, veniamo: certe cose non si vedono da una videochiamata.
Formazione:
Lasciare in azienda il metodo, non solo il risultato. Le decisioni settimanali le prendete voi, ed è lì che il piano vive o muore.
Continuità:
Il marketing rende quando è una funzione, non una serie di iniziative. La differenza si vede dopo il secondo trimestre.
Analisi:
Chi compra da voi, quanto vale nel tempo, quanto costa acquisirlo. Sono dati che avete già sparsi: metterli insieme è il primo lavoro e cambia tutte le decisioni successive.
Mercato:
Chi sono i concorrenti veri, quelli che vi tolgono le trattative, e su cosa competono. Quasi mai è il prezzo, anche quando si è convinti del contrario.
Posizione:
Cosa vendete davvero e a chi conviene proporlo. La decisione che rende facili tutte le altre, e quella che si rimanda più spesso.
Piano:
Cosa si fa nei prossimi dodici mesi, con che budget e per ottenere cosa. Con numeri di riferimento, non con auspici.
Hai un obiettivo commerciale per il prossimo anno e non sai come arrivarci? La prima conversazione serve a capire se possiamo esserti utili.
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