Marketing per le PMI:
Agenzia marketing Cuneo:
il piano prima degli strumenti
Quasi tutte le aziende che ci contattano hanno già provato qualcosa. Una campagna, un profilo social, un sito nuovo, una fiera.
Il problema raramente è lo strumento. È che ogni iniziativa è partita da sola, senza un piano che la tenesse insieme alle altre, e quindi nessuna ha costruito sulla precedente.
Un’agenzia marketing a Cuneo serve a mettere quell’ordine: definire dove si vuole arrivare in un anno, quali clienti servono per arrivarci, quanto si può spendere per acquisirne uno e con quali attività.
Da lì gli strumenti si scelgono quasi da soli, e soprattutto si capisce quali lasciare perdere.
La domanda utile non è cosa fare. È cosa smettere di fare.
Il metodo:
partire da quanto vale un cliente
C’è un numero che cambia tutte le decisioni di marketing, e quasi nessuna PMI lo conosce: quanto vale un cliente nel tempo.
Senza quel dato non si può dire se una campagna sta andando bene. Un contatto che costa ottanta euro è caro o economico? Dipende se quel cliente in tre anni ne lascia mille o ventimila. La stessa cifra può essere un affare o uno spreco.
Per questo cominciamo sempre da lì: valore medio del cliente, durata del rapporto, costo di acquisizione attuale. Sono numeri ricavabili da quello che avete già.
Da quel momento ogni scelta ha un metro: si può dire con onestà se un canale conviene, se un prezzo regge, se vale la pena inseguire un segmento o lasciarlo perdere.
Senza quel metro, il marketing è una questione di opinioni, e vince quella di chi parla più forte.
A Cuneo non esiste
un piano che va bene per tutti
La prima cosa che guardiamo non è il settore sulla carta, ma come si compra in quel settore.
Il cuneese è un polo agroalimentare di livello nazionale, dal dolciario al vino di Langa, accanto a meccanica e turismo di montagna. Marchi noti in tutto il mondo e centinaia di produttori che non lo sono.
Sulla parte di identità e contenuti c’è agenzia di comunicazione a Cuneo.
Da questo dipende quasi tutto: se l’obiettivo è generare contatti o presidiare una reputazione, se il commerciale è indispensabile o è un costo evitabile, se la fiera vale più di dodici mesi di campagne, se conviene investire per farsi trovare o per farsi ricordare.
Sono decisioni da prendere prima del budget, e cambiano il budget più di qualsiasi trattativa sul prezzo.
Come siamo fatti:
Strategia ed esecuzione
nello stesso studio
C’è un tipo di consulenza che consegna un documento e saluta. Funziona per le aziende grandi, che hanno un ufficio marketing capace di eseguirlo.
Per una PMI di solito non funziona: il piano resta in un cassetto perché nessuno ha il tempo o le competenze per metterlo in pratica, e dopo un anno l’unica cosa prodotta è la fattura del consulente.
Noi lavoriamo diversamente perché possiamo: in Dexa siamo oltre quaranta, con dodici sviluppatori e undici fra design e testi. Quello che il piano prevede, lo produciamo.
Significa anche che il piano è realistico fin dall’inizio, perché lo scrive qualcuno che dovrà poi eseguirlo.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia. I nostri clienti sono in tutta Italia.
Il budget:
quanto serve davvero per partire
La domanda ricorrente è quanto bisogna investire. La risposta dipende da un numero che potete calcolare prima di sentire qualsiasi agenzia.
Prendete quanto vale un cliente per voi in tre anni e quanti clienti nuovi vorreste in un anno. Quel prodotto è il valore in gioco. Un budget marketing ragionevole è una frazione di quella cifra, non una percentuale astratta del fatturato.
Se il conto non regge, il problema non è il budget: è il modello. Può voler dire che il prezzo è troppo basso, o che state inseguendo il cliente sbagliato. Saperlo prima vale più di qualsiasi campagna.
È anche il motivo per cui a volte diciamo di non spendere ancora, e di sistemare prima altro.
Il primo lavoro utile costa poco. È mettere in fila i numeri che avete già.
Dipende da quattro voci, e vanno sempre tenute separate:
- Analisi e piano: si paga una volta e dura un anno o più. È la voce che costa meno e pesa di più sul risultato.
- Attività ricorrenti: gestione campagne, contenuti, presidio dei canali. È il costo mensile.
- Produzione: materiali, foto, video, pagine. Concentrata nei primi mesi.
- Budget media: va alle piattaforme, non all’agenzia. Si decide a parte.
Una cifra unica a corpo non si può confrontare con nessun’altra offerta. Chiedi la divisione.
Su numeri che riguardano le vendite, non la visibilità.
Contatti generati e quanti diventano trattative. Costo per contatto acquisito, per canale. Tasso di chiusura. Valore medio dell’ordine. Tempo fra primo contatto e firma.
Impressioni e visualizzazioni le guardiamo, ma non sono il risultato: servono a capire se un canale sta funzionando, non a dire che il marketing sta funzionando.
Non all’inizio, ma prima o poi sì.
Senza uno strumento che tracci da dove arrivano i contatti e cosa ne è stato, il costo di acquisizione resta una stima. Si può partire anche con un foglio di calcolo tenuto bene: quello che conta è l’abitudine di registrare, non il software.
Quando il volume cresce, un CRM vero diventa necessario. Ce ne occupiamo anche noi, ma solo quando serve davvero.
Nella maggior parte dei casi che vediamo, per uno di tre motivi.
Il pubblico è sbagliato: la campagna raggiunge persone che non compreranno mai. L’offerta non è chiara: chi arriva non capisce in dieci secondi cosa gli state proponendo. Oppure il percorso si interrompe a valle, su una pagina lenta o un modulo troppo lungo.
Sono tutti problemi che si vedono guardando i dati della campagna e la pagina di destinazione. È la prima cosa che facciamo.
Aiuta a partire prima, ma non è la cosa più importante.
Un’agenzia che ha fatto venti progetti nello stesso comparto tende a riproporre le stesse soluzioni, e nel vostro mercato assomigliereste a tutti gli altri.
Quello che conta di più è il metodo con cui si arriva a capire un’azienda, e la disponibilità a passare del tempo in reparto con chi il prodotto lo fa. Il settore si impara.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo aziende in tutta Italia. Il lavoro di analisi e pianificazione si fa in buona parte a distanza, mentre gli incontri in azienda si concentrano nella fase iniziale.
Quando serve capire come lavorate, però, veniamo: certe cose non si vedono da una videochiamata.
Il primo ciclo è di solito di sei o dodici mesi: è il tempo minimo per costruire il piano, eseguirlo e vedere se i numeri si muovono.
Dopo dipende. Alcune aziende ci tengono in affiancamento continuo, altre tornano quando c’è un progetto nuovo: un prodotto da lanciare, un mercato da aprire.
Non vendiamo contratti lunghi per vincolare nessuno. Se dopo un anno non c’è un motivo chiaro per continuare, il motivo non c’è.
Da tre numeri che avete già, sparsi fra gestionale, commerciali e memoria delle persone.
Quanto vale un cliente nel tempo, quanti clienti nuovi fate in un anno e da dove arrivano, quanto costa oggi acquisirne uno. Metterli insieme richiede qualche giorno e cambia tutte le conversazioni successive.
Senza quei numeri qualsiasi discussione sul budget è una scommessa: non si può dire se un contatto a ottanta euro sia caro o economico.
Posizione:
Cosa vendete davvero e a chi conviene proporlo. La decisione che rende facili tutte le altre, e quella che si rimanda più spesso.
Piano:
Cosa si fa nei prossimi dodici mesi, con che budget e per ottenere cosa. Con numeri di riferimento, non con auspici.
Contatti:
Generazione di richieste qualificate, non di volume. Cento contatti che non chiudono costano più di dieci che chiudono.
Canali:
Dove investire e dove smettere. Presidiarne pochi e bene rende più che esserci ovunque a metà.
Prezzo:
Quanto potete chiedere e perché. È la leva più veloce sul margine e la meno usata, per timore più che per analisi.
Lancio:
Portare sul mercato un prodotto nuovo o entrare in un mercato nuovo. La fase in cui gli errori costano di più e si recuperano peggio.
Hai un obiettivo commerciale per il prossimo anno e non sai come arrivarci? La prima conversazione serve a capire se possiamo esserti utili.
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