Posizionamento:
Agenzia SEO Cuneo:
lento all’inizio, poi rende da solo
La SEO ha un difetto che va detto subito: è lenta. I primi movimenti si vedono in qualche mese, i risultati veri più avanti.
Ha però una qualità che le campagne a pagamento non hanno: quando una pagina si posiziona, continua a portare visite anche quando smettete di investire. È un patrimonio che resta, mentre la pubblicità smette il giorno stesso in cui chiudete il rubinetto.
Per questo la domanda giusta da farsi non è quale delle due conviene, ma quanto tempo avete davanti.
Se servono contatti entro il mese, un’agenzia SEO a Cuneo non è la risposta: serve una campagna, e lo diciamo.
Le due cose insieme funzionano meglio: la pubblicità copre l’attesa, la SEO riduce la dipendenza.
Il metodo:
prima si guarda cosa c’è già
Il primo lavoro su un sito esistente non è produrre: è capire cosa sta già funzionando.
Quasi tutti i siti con qualche anno di vita hanno pagine che portano visite senza che nessuno lo sappia, e pagine su cui si è investito molto e che non vede nessuno. Il primo mese serve a separare le due cose.
Spesso il risultato più rapido non arriva creando contenuti nuovi, ma sistemando pagine che stanno già in seconda pagina: sono vicine, e portarle sopra costa poco.
Un’agenzia SEO a Cuneo che propone subito venti articoli nuovi senza aver guardato questi dati sta lavorando a caso.
I primi risultati stanno quasi sempre in quello che avete già.
I contenuti:
rispondere meglio di chi c’è già
Per superare una pagina che sta davanti a voi bisogna rispondere alla stessa domanda in modo più utile. Non ci sono altre strade sostenibili.
Le parole con cui vi cercano nascono dal mercato in cui state, e quello di Cuneo ha più facce.
Il cuneese è un polo agroalimentare di livello nazionale, dal dolciario al vino di Langa, accanto a meccanica e turismo di montagna. Marchi noti in tutto il mondo e centinaia di produttori che non lo sono.
Se il problema è come sono fatte le pagine prima ancora di come si trovano, si parte da realizzazione siti internet a Cuneo.
Questo significa contenuti che dicano qualcosa di concreto: come funziona un prodotto, quanto costa e perché, cosa succede se si sbaglia, quali alternative esistono. Le informazioni che l’azienda conosce e che di solito non scrive da nessuna parte, perché le sembrano ovvie.
Non significa pubblicare articoli ogni settimana per riempire un calendario. Dieci pagine buone valgono più di cento generiche, e costano meno a produrre.
Il materiale migliore di solito è già in azienda: nelle risposte dei commerciali, nelle domande ricorrenti dei clienti, nell’assistenza.
Chi scrive per riempire si vede, e da qualche anno si vede anche a Google.
Come siamo fatti:
Chi lavora
al posizionamento
La SEO fatta seriamente mette insieme tre mestieri, e raramente stanno nella stessa persona.
Serve chi analizza le ricerche e i dati, chi sa mettere le mani sul sito per la parte tecnica, chi scrive contenuti che una persona legga volentieri.
In Dexa siamo oltre quaranta persone nello stesso studio, quindi quando una sistemazione tecnica va fatta non si apre una pratica con un altro fornitore: si fa.
Siamo attivi a Cuneo e in tutta Italia. La nostra sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia, e i clienti che seguiamo sono quasi tutti altrove.
È un lavoro che si fa interamente a distanza, tranne le conversazioni iniziali che servono a capire il mercato.
Quanto costa la SEO:
da cosa dipende
Il costo dipende da poche variabili, e la prima non riguarda voi ma il vostro mercato.
Quanto è competitivo il settore. Posizionarsi su una nicchia tecnica richiede una frazione del lavoro necessario in un mercato affollato. È la variabile che pesa di più e si valuta prima, guardando chi c’è davanti.
In che stato è il sito. Un sito con problemi tecnici seri richiede una fase iniziale di sistemazione. Un sito sano parte avvantaggiato.
Quanti contenuti servono e chi li scrive. È la voce ricorrente principale.
Su quante aree volete lavorare. Una città, una regione o tutta Italia sono impegni diversi.
Diciamo prima se il vostro settore è fuori portata per il budget disponibile. Capita, ed è meglio saperlo subito.
Dipende soprattutto da quanto è competitivo il vostro settore, che è una variabile che non dipende da voi.
Posizionarsi su una nicchia tecnica con pochi concorrenti richiede un impegno molto inferiore rispetto a un mercato affollato dove tutti investono da anni. Per questo la prima cosa che facciamo è guardare chi c’è davanti e con cosa.
Le altre variabili sono lo stato del sito, quanti contenuti servono e chi li scrive, e su quante aree geografiche volete lavorare.
Il nostro modo di procedere è partire da un’analisi di poche settimane che produce priorità e una stima realistica. Solo dopo si definisce un impegno continuativo. Se dall’analisi risulta che il budget disponibile non basta per competere nel vostro settore, ve lo diciamo invece di prendervi i soldi per un anno.
No, e vale la pena spiegare perché al di là del principio.
L’acquisto di collegamenti è contro le regole dei motori di ricerca, e le penalizzazioni quando arrivano sono difficili da rimuovere: si perde in poche settimane il lavoro di anni. È un rischio che si assume il cliente, non chi lo ha venduto.
C’è poi una ragione pratica: i collegamenti comprati provengono quasi sempre da siti costruiti apposta, che non portano nessuna visita reale.
Quello che facciamo è diverso e più lento: creare contenuti che abbia senso citare, lavorare su rapporti reali del vostro settore, associazioni, fornitori, clienti, pubblicazioni di categoria. Rende meno in fretta e non si porta dietro rischi.
Sì, e per molte attività è la parte che rende di più.
Le ricerche fatte con un’indicazione di luogo o da un telefono in zona hanno una classifica propria, con criteri diversi dal posizionamento generale. Contano la scheda dell’attività su Google, la coerenza dei dati aziendali nei vari elenchi, le recensioni e come vengono gestite, e pagine che parlino davvero di quella zona.
È un terreno meno affollato: molti concorrenti locali non se ne occupano affatto, quindi i risultati arrivano prima e costano meno.
Per un’attività che lavora su un territorio, questo è spesso il primo intervento da fare, prima di pensare a posizionamenti nazionali: ne parliamo in dettaglio nella pagina su Google My Business a Cuneo.
Sì, sempre, e su questo non facciamo eccezioni.
Search Console, gli strumenti di analisi delle visite e la scheda dell’attività vanno intestati alla vostra azienda. Noi lavoriamo con le autorizzazioni che ci date, e che potete togliere quando volete.
Il motivo è pratico prima che etico: sono i vostri dati storici. Se un domani cambiate fornitore, chi arriva deve poter vedere cosa è successo negli anni precedenti. Ricominciare senza storico è un danno concreto.
Lo stesso vale per il lavoro fatto: analisi e documenti sono vostri, scritti in modo che un’altra agenzia possa riprenderli.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo progetti in tutta Italia. È un lavoro che si fa a distanza senza perdere niente: si lavora su dati, sito e contenuti.
L’unica parte che richiede conversazione vera è l’inizio, quando bisogna capire il mercato, i prodotti e chi sono i concorrenti che contano. Quella si può fare in videochiamata, ma va fatta con calma e con le persone giuste, di solito chi vende.
Se si lavora sulla ricerca locale per una zona specifica, la conoscenza del territorio conta, e la costruiamo con voi.
Guardando tre cose, e nessuna richiede competenze tecniche.
Le visite dalla ricerca, escluse quelle di marca. Se il rapporto mescola chi cercava già il vostro nome con chi vi ha scoperto, i numeri sono gonfiati. La distinzione si vede in Search Console.
Quante pagine portano almeno una visita. Se cresce, il sito nel suo insieme sta migliorando. Se tutto dipende da due pagine, la situazione è fragile.
Cosa fanno le persone che arrivano. Le visite servono se producono richieste. Un aumento di visite senza aumento di contatti significa che si sta lavorando sulle ricerche sbagliate.
Se chiedete queste tre cose e ricevete grafici di visibilità e punteggi di strumenti, avete già una risposta. Sulla misurazione in sé c’è una pagina a parte: web analytics a Cuneo.
I primi movimenti in tre o quattro mesi, risultati consistenti fra i sei e i dodici.
Non è un modo di dire prudente: i motori devono accorgersi delle modifiche, rivalutare le pagine, e confrontarle con quelle già posizionate. È un processo che ha i suoi tempi indipendentemente da quanto si lavora bene.
Ci sono eccezioni in meglio: se il sito ha problemi tecnici che bloccano l’indicizzazione, sistemarli può produrre effetti in poche settimane. Lo stesso vale per pagine già in seconda pagina, che a volte salgono in fretta.
Se avete bisogno di contatti entro il mese, la SEO non è lo strumento giusto e conviene usare una campagna a pagamento. Le due cose insieme funzionano bene: la pubblicità copre l’attesa, la SEO riduce col tempo la dipendenza dalla pubblicità.
Accessi:
Search Console e analisi intestati a voi. I dati storici sono vostri e servono a chiunque ci lavori in futuro.
Rapporti:
Cosa è stato fatto e cosa proponiamo. I risultati li vedete dal vostro pannello, non solo dal nostro documento.
Tempi:
Primi movimenti in tre o quattro mesi, risultati fra sei e dodici. Chi promette settimane sta parlando d’altro.
Limiti:
Nessuno garantisce posizioni. Si lavora perché il sito meriti di salire e si misura se succede.
Insieme:
SEO e campagne a pagamento si sostengono: la pubblicità copre l’attesa, il posizionamento riduce la dipendenza.
Analisi:
Cosa cercano le persone del vostro mercato e con che parole. Quasi mai sono quelle che usa l’azienda al proprio interno.
Se ti hanno già promesso la prima posizione e non è arrivata, raccontaci com’è andata. Capire cosa è stato fatto prima serve più di qualsiasi analisi.
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