Siti aziendali:
Realizzazione siti internet Cuneo:
rifare senza buttare via
Molti dei progetti che seguiamo non sono siti nuovi: sono siti da rifare che però portano già visite.
È una situazione delicata. Un sito online da anni ha pagine posizionate su Google, indirizzi conosciuti e una fiducia accumulata che non si vede ma esiste. Rifarlo senza tenerne conto significa ripartire da zero, e i risultati si vedono un mese dopo, quando le visite crollano.
La differenza fra un rifacimento fatto bene e uno fatto in fretta sta in un lavoro poco appariscente: mappare le pagine esistenti, capire quali portano traffico e assicurarsi che ogni vecchio indirizzo porti al posto giusto.
È la prima cosa che prepariamo in un progetto di realizzazione siti internet a Cuneo, prima della grafica.
Perdere cinque anni di posizionamento richiede due settimane di disattenzione.
Come lavoriamo:
online prima, perfetto dopo
Preferiamo mettere online un sito solido e completo nelle parti che contano, piuttosto che aspettare che sia perfetto ovunque.
Il motivo è pratico: un sito online produce dati. Si vede da dove arrivano le persone, quali pagine leggono, dove si fermano. Dopo due mesi si sa cosa migliorare, e si migliora con cognizione invece che per opinione.
Aspettare la perfezione significa in genere ritardare di mesi il momento in cui il sito comincia a rendere, e discutere nel frattempo di dettagli che nessuno noterà.
Questo non vuol dire pubblicare cose incomplete: le parti che ci sono devono funzionare bene.
Un sito è un lavoro che continua. Trattarlo come un’opera da inaugurare è il modo più caro di farlo.
Quello che serve comunque:
velocità, telefoni, moduli che arrivano
Ci sono tre cose che valgono per ogni sito aziendale, qualunque sia il settore, e che vengono controllate troppo poco.
Chi esporta ha bisogno di cose diverse da chi vende entro cinquanta chilometri, e a Cuneo ci sono gli uni e gli altri.
Il cuneese è un polo agroalimentare di livello nazionale, dal dolciario al vino di Langa, accanto a meccanica e turismo di montagna. Marchi noti in tutto il mondo e centinaia di produttori che non lo sono.
Se il progetto è più ampio di un sito, web agency a Cuneo racconta come lavoriamo sull’insieme.
La velocità. Un sito lento perde visite prima ancora di essere letto, e la lentezza si misura sul telefono con una connessione mediocre, non sul computer dell’ufficio.
Il telefono. La maggior parte delle visite arriva da lì. Progettare prima per lo schermo grande e adattare dopo produce siti che sul telefono funzionano male, ed è ancora la prassi in molti progetti.
I moduli. Sembra banale e non lo è: capita regolarmente che le richieste finiscano in una casella che nessuno guarda o nella posta indesiderata. Si controlla, e si ricontrolla ogni tanto.
Un modulo rotto per tre mesi costa più di qualsiasi errore grafico.
Come siamo fatti:
Un referente solo,
anche dopo la pubblicazione
Il momento in cui si capisce con chi si ha a che fare non è la consegna: è sei mesi dopo, quando serve una modifica e bisogna trovare qualcuno che risponda.
Da noi ogni progetto ha un referente unico che resta lo stesso nel tempo. È la persona che conosce le scelte fatte e il motivo per cui sono state fatte, e che risponde anche fra tre anni.
Siamo oltre quaranta persone in un unico studio a Sarezzo, vicino a Brescia, e operiamo su Cuneo come nel resto d’Italia.
Alcuni clienti sono con noi da vent’anni e hanno rifatto il sito tre volte. Ogni volta si è ripartiti da quello che c’era, non da zero.
La continuità è la parte del servizio che non compare nei preventivi e che si nota dopo.
Quanto costa un sito:
le variabili che contano
Non esiste un listino, e chi ne ha uno vi sta vendendo un prodotto, non un progetto. Le variabili però sono poche e verificabili.
Quante pagine e quanto diverse fra loro. Venti pagine tutte uguali costano meno di cinque tutte diverse.
Chi scrive i contenuti. È la voce che sposta di più il preventivo, e la più sottovalutata.
Cosa deve fare oltre a informare. Area riservata, preventivatore, prenotazioni, collegamenti al gestionale: ognuna è un progetto dentro il progetto.
Se c’è un sito da sostituire con traffico da salvaguardare, va messo in conto il lavoro di analisi e redirezione.
Quante lingue. Ogni lingua è contenuti nuovi, non una traduzione automatica.
Chiedete sempre cosa non è compreso. È lì che stanno le sorprese.
Dipende da poche variabili, tutte verificabili prima di firmare.
La prima è quante pagine servono e quanto sono diverse fra loro: venti pagine con la stessa struttura costano meno di cinque tutte da progettare. La seconda, che sposta di più il totale, è chi scrive i contenuti: se ci sono già testi e foto usabili il progetto costa sensibilmente meno.
Poi conta cosa deve fare il sito oltre a informare: un’area riservata, un configuratore o un collegamento al gestionale sono progetti dentro il progetto. E conta se c’è un sito da sostituire con traffico da salvaguardare.
Il nostro modo di procedere è definire prima la struttura in un documento, e stimare su quello. La cifra che ne esce non cambia in corsa, che è il punto.
Sì, ed è quasi sempre il modo giusto di impostarlo.
Consegniamo i siti con un pannello di gestione da cui modificare testi, immagini e pagine senza competenze tecniche. Usiamo soprattutto WordPress proprio per questo: è diffuso, molte persone lo conoscono già, e non vi lega a noi.
Quando il progetto ha molti contenuti, più persone che pubblicano o permessi differenziati, lavoriamo su Drupal. È meno immediato da usare e più solido su strutture complesse: lo scegliamo per quello, non per gusto.
Facciamo una sessione di affiancamento alla consegna e lasciamo istruzioni scritte sulle operazioni che farete più spesso.
Quello che conviene lasciare a noi sono gli interventi strutturali: pagine nuove di un certo tipo, modifiche al funzionamento, aggiornamenti tecnici. Il confine lo definiamo insieme all’inizio.
Per certe situazioni i servizi che si montano da soli vanno benissimo, e lo diciamo volentieri.
Se serve una presenza semplice, poche pagine, nessuna integrazione e nessun obiettivo commerciale preciso, spendere molto non ha senso.
La differenza si sente quando il sito deve produrre richieste: struttura pensata su come cercano i vostri clienti, testi scritti sul vostro mercato, collegamenti con i sistemi che usate, attenzione a velocità e posizionamento. Sono cose che un modello pronto non fa.
L’altra differenza è avere qualcuno che risponde quando qualcosa non funziona, o quando fra due anni serve cambiare. Dipende da quanto il sito conta per il vostro lavoro.
Sì, e non è un accessorio: per la maggior parte dei siti aziendali la quota più grossa delle visite arriva dal telefono.
Progettiamo partendo dallo schermo piccolo e adattando verso quello grande, non il contrario. È l’ordine che produce siti effettivamente usabili sul telefono, mentre l’abitudine diffusa è ancora quella opposta.
Le prove si fanno su dispositivi veri, non solo ridimensionando la finestra del computer: sono due cose diverse, soprattutto per velocità e comportamento dei moduli.
Controlliamo anche i tempi di caricamento con connessioni lente, perché è la condizione reale in cui molte persone vi visitano.
Tre cose, e conviene metterle a budget dall’inizio.
Lo spazio dove sta il sito e il nome di dominio, con i relativi rinnovi. Sono costi annuali contenuti ma vanno intestati a voi, non al fornitore.
La manutenzione tecnica. Aggiornamenti, sicurezza, copie di sicurezza. Su un sito WordPress non è opzionale: un sito non aggiornato diventa un problema, prima o poi.
Il lavoro sui contenuti. Un sito che non cambia mai comunica un’azienda ferma. Non serve molto, serve regolarità.
Nei nostri preventivi queste voci sono separate, così vedete cosa è una tantum e cosa torna ogni anno.
Sì, e insistiamo che sia così anche quando all’inizio sembra un dettaglio burocratico.
Il dominio va intestato alla vostra azienda, non all’agenzia. Lo stesso per lo spazio dove sta il sito e per gli accessi. È la vostra presenza online: dovete poterla portare altrove in qualsiasi momento.
Le situazioni peggiori che ci capita di sistemare sono aziende che non riescono a recuperare il proprio dominio da un fornitore con cui hanno litigato, o che non sanno nemmeno dove sia ospitato il sito.
Alla consegna vi diamo l’elenco completo di accessi e servizi, in forma scritta.
Velocità:
Misurata sul telefono con connessione mediocre, non sul computer dell’ufficio. È lì che si perdono le visite.
Moduli:
Che le richieste arrivino davvero a qualcuno che le legge. Banale, e regolarmente rotto per mesi senza che nessuno lo sappia.
Lingue:
Ogni lingua sono contenuti nuovi, non una traduzione automatica. Si decide quali mercati contano davvero.
Dominio:
Intestato a voi, insieme a spazio e accessi. La vostra presenza online deve poter cambiare fornitore quando volete.
Manutenzione:
Aggiornamenti, sicurezza, copie di sicurezza. Su WordPress non è un extra: è la condizione per stare tranquilli.
Misura:
Da dove arrivano le persone e cosa fanno. Dopo due mesi si migliora con i dati, non con le opinioni.
Devi rifare un sito che porta già visite? La prima cosa che guardiamo sono i dati di quello attuale: dicono cosa va conservato.
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
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