Presenza locale:
Google My Business Milano:
la scheda conta più del sito
Per molte attività che lavorano su un territorio, la maggior parte dei contatti passa dalla scheda su Google e non dal sito.
Il motivo è come cercano le persone: dal telefono, spesso in movimento, con una richiesta concreta. Compare la mappa con tre o quattro attività, si guardano recensioni e orari, si chiama. Il sito, quando va bene, si apre dopo.
Eppure la scheda è quasi sempre la cosa meno curata: categoria scelta a caso anni fa, orari sbagliati, due foto sfocate, recensioni senza risposta.
Lavorare sul Google My Business a Milano significa occuparsi del punto dove le persone decidono davvero. Il posizionamento del sito sui motori e un lavoro diverso e piu lento, e ne parliamo in SEO a Milano.
È anche il lavoro con il ritorno più rapido: i movimenti si vedono in settimane, non in mesi.
Il metodo:
prima si guarda chi vi batte
Quando un’attività non compare nelle prime posizioni della mappa, la risposta sta quasi sempre nel confronto con chi c’è.
Si prendono le ricerche che contano per voi e si guarda chi esce sopra: che categoria ha scelto, quante recensioni ha e di che periodo, quanto è distante dal punto in cui la persona cerca, quanto è completa la sua scheda.
Dal confronto emerge quasi sempre una differenza specifica e recuperabile: una categoria diversa, recensioni molto più recenti, campi compilati che voi avete lasciati vuoti.
La distanza è l’unico fattore su cui non si può intervenire, ed è bene saperlo: se il concorrente è in centro e voi in periferia, su certe ricerche non lo prenderete.
Meglio dirlo prima che vendere un lavoro che non può funzionare.
Le recensioni:
come si gestiscono senza scorciatoie
Le recensioni sono il fattore che le persone guardano per primo e uno di quelli che pesano di più per comparire in alto.
Quanto pesi la ricerca locale dipende da cosa fate, e attorno a Milano le attività sono di generi diversi.
Attorno a Milano convivono terziario avanzato, moda, editoria, finanza e un tessuto manifatturiero che nell’hinterland resta solidissimo. È anche il mercato più affollato d’Italia: qui la differenza non la fa esserci, la fa distinguersi.
Sul posizionamento del sito, che è un lavoro diverso, c’è SEO a Milano.
Chiederle è lecito e funziona. Va fatto con metodo: al momento giusto, cioè quando il cliente è soddisfatto e se lo ricorda, con un modo semplice per farlo, un collegamento diretto o un codice da inquadrare.
Comprarle è una pessima idea. Si riconoscono, vengono rimosse, e nei casi peggiori la scheda viene penalizzata.
Rispondere conta. A tutte, anche alle positive, con poche righe che non sembrino scritte da un modello.
Le recensioni negative non si cancellano su richiesta, salvo violino le regole. Si risponde con calma, dando la propria versione: chi legge valuta più la risposta della recensione.
Un’attività con solo recensioni entusiaste insospettisce. Qualche critica gestita bene rassicura.
Come siamo fatti:
Chi lavora
alla vostra presenza locale
È un lavoro che richiede meno persone di altri, ma competenze precise.
Serve chi conosce le regole di Google e i loro cambiamenti, chi sa scrivere risposte alle recensioni che non sembrino automatiche, chi può fare o coordinare fotografie decenti, chi legge i dati della scheda e li mette in relazione con quelli del sito.
In Dexa siamo oltre quaranta persone, quindi quando serve una fotografia o un intervento sul sito non si cerca fuori.
Siamo attivi a Milano e in tutta Italia. La nostra sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo attività in tutto il paese.
Per le fotografie, se servono, si viene sul posto.
Cosa serve
per cominciare
Poche cose, e nessuna complicata.
L’accesso alla scheda, o l’informazione su chi ce l’ha. Se nessuno in azienda lo sa, il primo lavoro è recuperare la proprietà, e capita spesso.
Quali ricerche vi interessano davvero. Le parole con cui un cliente vi cercherebbe, non il nome tecnico dei vostri servizi.
La zona che vi interessa. Il raggio entro cui un cliente viene da voi o voi andate da lui.
Chi in azienda potrà dedicare mezz’ora a settimana alla scheda. Determina se serve una gestione continuativa o no.
Con questo si parte. Il resto lo dicono i dati della scheda, che sono già lì e quasi nessuno guarda.
Dipende da quale delle due strade serve, e la prima basta a molte attività.
Un intervento una tantum comprende analisi, confronto con i concorrenti locali, sistemazione completa della scheda e istruzioni per mantenerla. Si esaurisce in poche settimane e non lascia canoni.
Una gestione continuativa ha senso con più sedi, con concorrenza locale forte, o se in azienda nessuno può occuparsene con regolarità. Comprende aggiornamenti, recensioni, foto e lettura dei numeri.
I casi problematici, schede sospese o doppioni complessi da unire, si valutano a parte perché richiedono tempi difficili da prevedere.
Guardiamo la scheda prima di fare qualsiasi proposta: in parecchi casi la risposta onesta è che basta l’intervento singolo.
Sì, e su questo non facciamo eccezioni.
L’account proprietario deve essere intestato alla vostra azienda. Noi lavoriamo come gestori aggiunti, con i permessi che ci date e che potete togliere quando volete.
Il motivo è concreto: se la scheda è stata creata sull’account di un fornitore, il giorno che cambiate vi trovate senza accesso a una cosa che è vostra, con recensioni e storico dentro. Si recupera, ma è una procedura lunga.
Se oggi non sapete chi è il proprietario della vostra scheda, è la prima cosa da verificare. Capita più spesso di quanto si immagini, anche in aziende strutturate.
I dati ci sono già nella scheda e quasi nessuno li guarda.
Si vede quante persone l’hanno vista, con quali ricerche vi hanno trovato, quante hanno chiamato dal pulsante, quante hanno chiesto indicazioni stradali, quante hanno aperto il sito.
Le chiamate e le richieste di indicazioni sono i numeri più concreti: sono persone che stavano venendo da voi.
Un consiglio utile: le ricerche con cui vi trovano dicono molto anche per il sito. Spesso sono parole diverse da quelle che l’azienda si aspetta, e vale la pena usarle anche altrove.
Vi mostriamo dove guardare, così potete controllare senza dipendere da un rapporto mensile.
Sì, seguiamo attività in tutta Italia. Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia.
Questo lavoro si fa quasi interamente a distanza: la scheda si gestisce online e i dati sono gli stessi ovunque.
L’unica parte per cui vale la pena esserci sono le fotografie, quando servono: foto vere del locale, delle persone e dei lavori fatti valgono molto più di immagini generiche, e si vede.
Per la verifica di una scheda nuova o per un ripristino dopo una sospensione, a volte Google richiede riscontri sul posto: in quei casi si organizza con voi cosa serve, ed è materiale che dovete avere voi.
Sì. Google ha cambiato il nome nel 2021 e ha chiuso l’applicazione dedicata: adesso la scheda si gestisce direttamente dalla ricerca o dalle mappe, accedendo con l’account proprietario.
Lo strumento e le regole sono gli stessi. Quasi tutti continuano a chiamarlo con il nome vecchio, noi compresi quando parliamo con i clienti, perché è quello che si è fissato.
La cosa a cui fare attenzione è un’altra: molte guide che si trovano in rete fanno riferimento a funzioni che non esistono più, o a pratiche che un tempo funzionavano e oggi fanno danni.
Le regole su questo strumento cambiano spesso, ed è una delle poche ragioni serie per farsi affiancare.
I motivi sono pochi e si individuano in poco tempo confrontando le schede.
Il primo è la categoria scelta: se la vostra è generica e la loro è specifica, escono loro. Il secondo sono le recensioni, e conta anche quanto sono recenti: dieci recensioni degli ultimi mesi pesano più di cinquanta di cinque anni fa. Il terzo è la completezza della scheda.
Il quarto è la distanza dal punto in cui la persona cerca, e su quello non si può fare niente. Se un concorrente è in centro e voi in zona industriale, su certe ricerche fatte dal centro non lo supererete.
Guardiamo tutte e quattro e vi diciamo quanto margine c’è. Se il divario è solo di distanza, lo diciamo invece di vendervi un lavoro che non può dare risultati.
Foto:
Il locale, le persone, i lavori. Le immagini di repertorio si riconoscono e non aiutano nessuno.
Servizi:
I campi di prodotti e servizi compilati per intero. Noioso, e alimenta le corrispondenze con le ricerche.
Orari:
Compresi i festivi e le chiusure straordinarie. Un orario sbagliato fa perdere un cliente e guadagnare una recensione negativa.
Doppioni:
Più schede per la stessa attività dividono recensioni e visibilità. Si uniscono, e prima si fa meglio è.
Sospensioni:
Capitano, spesso dopo un cambio di dati. Si recuperano con una richiesta documentata, e va fatta bene al primo tentativo.
Proprietà:
L’account principale intestato a voi. Se la scheda è sull’account di un fornitore, il giorno che cambiate è un problema.
Mandaci il nome della tua attività. Guardiamo la scheda, la confrontiamo con chi ti sta davanti sulla mappa e ti diciamo cosa cambierebbe qualcosa.
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
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