Siti aziendali:
Realizzazione siti internet Milano:
il lavoro lungo sono i contenuti
Nei progetti che ritardano, e sono tanti, la causa è quasi sempre la stessa: i contenuti.
Lo sviluppo ha tempi prevedibili. Testi, foto e materiali no, perché dipendono da persone che hanno anche un altro lavoro da fare. Il sito resta fermo per settimane in attesa delle descrizioni dei prodotti o delle foto dello stabilimento.
Per questo, quando affrontiamo la realizzazione di siti internet a Milano, i contenuti si decidono all’inizio: chi li produce, con che tempi, e cosa succede se non arrivano.
Possiamo scriverli noi, o lavorare su quello che avete. Quello che non funziona è rimandare la decisione a dopo la grafica.
Un sito bellissimo senza testi resta offline esattamente come uno non fatto.
Come nasce un sito:
cinque fasi, in quest’ordine
Un progetto web è una sequenza. Saltare un passaggio si paga più avanti, di solito raddoppiato.
Obiettivi e struttura. Cosa deve ottenere il sito e come si organizzano le pagine. Qui si decide quasi tutto, e costa poco.
Contenuti. Testi, foto, materiali. Si parte adesso, non dopo, perché è la fase più lenta.
Progettazione. Come sono fatte le pagine principali, prima su schermo piccolo. La maggior parte delle visite arriva da lì.
Sviluppo. La parte con i tempi più prevedibili di tutte.
Messa online e controlli. Redirezioni dal vecchio sito, prove sui dispositivi veri, velocità, moduli che funzionano davvero.
Chi salta la prima fase la ritrova alla quarta, quando cambiare costa dieci volte tanto.
Quello che serve comunque:
velocità, telefoni, moduli che arrivano
Ci sono tre cose che valgono per ogni sito aziendale, qualunque sia il settore, e che vengono controllate troppo poco.
Chi esporta ha bisogno di cose diverse da chi vende entro cinquanta chilometri, e a Milano ci sono gli uni e gli altri.
Attorno a Milano convivono terziario avanzato, moda, editoria, finanza e un tessuto manifatturiero che nell’hinterland resta solidissimo. È anche il mercato più affollato d’Italia: qui la differenza non la fa esserci, la fa distinguersi.
Se il progetto è più ampio di un sito, web agency a Milano racconta come lavoriamo sull’insieme.
La velocità. Un sito lento perde visite prima ancora di essere letto, e la lentezza si misura sul telefono con una connessione mediocre, non sul computer dell’ufficio.
Il telefono. La maggior parte delle visite arriva da lì. Progettare prima per lo schermo grande e adattare dopo produce siti che sul telefono funzionano male, ed è ancora la prassi in molti progetti.
I moduli. Sembra banale e non lo è: capita regolarmente che le richieste finiscano in una casella che nessuno guarda o nella posta indesiderata. Si controlla, e si ricontrolla ogni tanto.
Un modulo rotto per tre mesi costa più di qualsiasi errore grafico.
Il team:
Un referente solo,
anche dopo la pubblicazione
Il momento in cui si capisce con chi si ha a che fare non è la consegna: è sei mesi dopo, quando serve una modifica e bisogna trovare qualcuno che risponda.
Da noi ogni progetto ha un referente unico che resta lo stesso nel tempo. È la persona che conosce le scelte fatte e il motivo per cui sono state fatte, e che risponde anche fra tre anni.
Siamo oltre quaranta persone in un unico studio a Sarezzo, vicino a Brescia, e operiamo su Milano come nel resto d’Italia.
Alcuni clienti sono con noi da vent’anni e hanno rifatto il sito tre volte. Ogni volta si è ripartiti da quello che c’era, non da zero.
La continuità è la parte del servizio che non compare nei preventivi e che si nota dopo.
Quanto costa un sito:
le variabili che contano
Non esiste un listino, e chi ne ha uno vi sta vendendo un prodotto, non un progetto. Le variabili però sono poche e verificabili.
Quante pagine e quanto diverse fra loro. Venti pagine tutte uguali costano meno di cinque tutte diverse.
Chi scrive i contenuti. È la voce che sposta di più il preventivo, e la più sottovalutata.
Cosa deve fare oltre a informare. Area riservata, preventivatore, prenotazioni, collegamenti al gestionale: ognuna è un progetto dentro il progetto.
Se c’è un sito da sostituire con traffico da salvaguardare, va messo in conto il lavoro di analisi e redirezione.
Quante lingue. Ogni lingua è contenuti nuovi, non una traduzione automatica.
Chiedete sempre cosa non è compreso. È lì che stanno le sorprese.
Dipende da poche variabili, tutte verificabili prima di firmare.
La prima è quante pagine servono e quanto sono diverse fra loro: venti pagine con la stessa struttura costano meno di cinque tutte da progettare. La seconda, che sposta di più il totale, è chi scrive i contenuti: se ci sono già testi e foto usabili il progetto costa sensibilmente meno.
Poi conta cosa deve fare il sito oltre a informare: un’area riservata, un configuratore o un collegamento al gestionale sono progetti dentro il progetto. E conta se c’è un sito da sostituire con traffico da salvaguardare.
Il nostro modo di procedere è definire prima la struttura in un documento, e stimare su quello. La cifra che ne esce non cambia in corsa, che è il punto.
Per certe situazioni i servizi che si montano da soli vanno benissimo, e lo diciamo volentieri.
Se serve una presenza semplice, poche pagine, nessuna integrazione e nessun obiettivo commerciale preciso, spendere molto non ha senso.
La differenza si sente quando il sito deve produrre richieste: struttura pensata su come cercano i vostri clienti, testi scritti sul vostro mercato, collegamenti con i sistemi che usate, attenzione a velocità e posizionamento. Sono cose che un modello pronto non fa.
L’altra differenza è avere qualcuno che risponde quando qualcosa non funziona, o quando fra due anni serve cambiare. Dipende da quanto il sito conta per il vostro lavoro.
Sì, e non è un accessorio: per la maggior parte dei siti aziendali la quota più grossa delle visite arriva dal telefono.
Progettiamo partendo dallo schermo piccolo e adattando verso quello grande, non il contrario. È l’ordine che produce siti effettivamente usabili sul telefono, mentre l’abitudine diffusa è ancora quella opposta.
Le prove si fanno su dispositivi veri, non solo ridimensionando la finestra del computer: sono due cose diverse, soprattutto per velocità e comportamento dei moduli.
Controlliamo anche i tempi di caricamento con connessioni lente, perché è la condizione reale in cui molte persone vi visitano.
Tre cose, e conviene metterle a budget dall’inizio.
Lo spazio dove sta il sito e il nome di dominio, con i relativi rinnovi. Sono costi annuali contenuti ma vanno intestati a voi, non al fornitore.
La manutenzione tecnica. Aggiornamenti, sicurezza, copie di sicurezza. Su un sito WordPress non è opzionale: un sito non aggiornato diventa un problema, prima o poi.
Il lavoro sui contenuti. Un sito che non cambia mai comunica un’azienda ferma. Non serve molto, serve regolarità.
Nei nostri preventivi queste voci sono separate, così vedete cosa è una tantum e cosa torna ogni anno.
Sì, e insistiamo che sia così anche quando all’inizio sembra un dettaglio burocratico.
Il dominio va intestato alla vostra azienda, non all’agenzia. Lo stesso per lo spazio dove sta il sito e per gli accessi. È la vostra presenza online: dovete poterla portare altrove in qualsiasi momento.
Le situazioni peggiori che ci capita di sistemare sono aziende che non riescono a recuperare il proprio dominio da un fornitore con cui hanno litigato, o che non sanno nemmeno dove sia ospitato il sito.
Alla consegna vi diamo l’elenco completo di accessi e servizi, in forma scritta.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo progetti in tutta Italia. Progettazione, sviluppo e revisioni si fanno benissimo a distanza, con qualche incontro nei momenti che contano.
Veniamo in azienda quando serve capire come lavorate, o quando ci sono da fare fotografie e riprese: quelle si fanno dove stanno i prodotti e le persone.
Per il resto, un progetto web non richiede vicinanza fisica. Richiede che qualcuno risponda quando scrivete, e quello vale a qualsiasi distanza.
Dominio:
Intestato a voi, insieme a spazio e accessi. La vostra presenza online deve poter cambiare fornitore quando volete.
Manutenzione:
Aggiornamenti, sicurezza, copie di sicurezza. Su WordPress non è un extra: è la condizione per stare tranquilli.
Misura:
Da dove arrivano le persone e cosa fanno. Dopo due mesi si migliora con i dati, non con le opinioni.
Obiettivo:
Cosa deve ottenere il sito: richieste, telefonate, ordini. Deciso prima, altrimenti si discute solo di colori.
Struttura:
Quali pagine e cosa contiene ciascuna, scritto anche nelle esclusioni. È il documento che evita le discussioni a metà lavoro.
Contenuti:
Testi e foto: la fase più lenta di ogni progetto. Chi li produce si decide all’inizio, non dopo la grafica.
Hai un sito che non porta richieste? Guardiamo insieme se il problema è il sito o il fatto che non ci arriva nessuno. Sono due lavori diversi.
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
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