Sviluppo PrestaShop:
PrestaShop a Asti:
cosa vi date e cosa vi prendete
PrestaShop è una piattaforma che si installa su un server vostro. Da questa scelta discende tutto il resto, nel bene e nel male.
Nel bene: nessun canone di piattaforma, nessuna commissione sulle vendite, libertà completa su come funziona il negozio, e la possibilità di intervenire su qualsiasi cosa. Su cataloghi medi e con esigenze particolari è una libertà che vale.
Nel male: server, aggiornamenti, sicurezza e copie di sicurezza diventano affare vostro, o di chi vi segue. Non è un lavoro enorme, ma qualcuno lo deve fare davvero.
Chi si occupa di ecommerce PrestaShop a Asti dovrebbe spiegarvi questo scambio prima del preventivo, non dopo.
Il canone che risparmiate in parte torna come manutenzione. Il conto va fatto intero.
Quando conviene PrestaShop:
e quando conviene altro
Come per ogni piattaforma, cominciamo da quando non è la scelta giusta.
PrestaShop conviene con cataloghi da qualche centinaio a diverse migliaia di articoli, quando servono funzioni particolari che una piattaforma chiusa non permette, quando volete evitare commissioni sulle vendite, quando avete già qualcuno che vi segue tecnicamente o siete disposti ad averlo. Va bene anche per vendere in più paesi europei.
Conviene meno se cercate soprattutto di non pensare alla tecnica: in quel caso una piattaforma in abbonamento toglie preoccupazioni. E conviene meno su cataloghi enormi con logiche B2B complesse, dove si guarda a Magento o a un portale B2B. Se la piattaforma non l’avete ancora scelta, si parte da vendere online a Asti.
Per un primo negozio essenziale, spesso è più di quanto serva.
Una piattaforma installata senza nessuno che la mantenga diventa un problema di sicurezza nel giro di un paio d’anni.
Manutenzione:
cosa serve ogni anno
Una piattaforma installata richiede attenzione continua. Poca, se fatta con regolarità; molta, se rimandata.
Le esigenze tecniche nascono dal prodotto, e il prodotto attorno a Asti cambia parecchio.
Nell’astigiano il vino guida tutto, accanto a meccanica e agroalimentare. Un territorio che vende all’estero soprattutto raccontando le colline da cui viene il prodotto.
Se la scelta della piattaforma è ancora aperta, si comincia da e-commerce a Asti.
Aggiornamenti di sicurezza. Vanno applicati quando escono, non quando capita. I negozi che vengono violati sono quasi sempre negozi non aggiornati.
Copie di sicurezza verificate. Averle non basta: vanno provate. Una copia che non si riesce a ripristinare non è una copia.
Controllo dei moduli e sostituzione di quelli abbandonati dai loro autori.
Sorveglianza. Che il negozio sia raggiungibile e che gli ordini arrivino: un carrello rotto per due giorni costa più di un anno di manutenzione.
È la voce che manca in quasi tutti i preventivi che ci vengono mostrati per confronto.
Chi ci lavora:
Continuità:
un negozio installato va seguito
Con una piattaforma installata la continuità non è un valore aggiunto: è una necessità tecnica.
Serve qualcuno che applichi gli aggiornamenti quando escono, che si accorga se un modulo è stato abbandonato, che tenga d’occhio le prestazioni mentre il catalogo cresce.
Da noi il progetto ha un referente che resta lo stesso, e la documentazione tecnica è vostra: accessi, configurazioni, elenco dei moduli con il perché di ciascuno.
Siamo oltre quaranta persone in un unico studio a Sarezzo, vicino a Brescia, e operiamo su Asti come nel resto d’Italia.
I negozi che ci arrivano nelle condizioni peggiori sono quelli rimasti senza nessuno per due o tre anni.
Quanto costa un negozio PrestaShop:
le voci da guardare
Il conto si compone diversamente rispetto a una piattaforma in abbonamento, e va guardato su tre anni.
Lo sviluppo iniziale. Tema, configurazione, moduli, caricamento del catalogo, integrazioni. È la voce principale e dipende soprattutto da quanto è su misura il progetto.
Il server. Costo annuale, da dimensionare sul catalogo e sul traffico. Risparmiare qui si paga in lentezza.
I moduli. Acquisto iniziale e in certi casi rinnovo annuale. Poche voci contenute, che però si sommano.
La manutenzione. Aggiornamenti, sicurezza, copie di sicurezza, sorveglianza. Ricorrente e non eliminabile.
Non ci sono canoni di piattaforma né commissioni sulle vendite: è il vantaggio principale, e sui volumi alti si sente parecchio.
Chi confronta PrestaShop con le piattaforme in abbonamento deve mettere nel conto entrambe le colonne.
Il conto ha una struttura diversa rispetto alle piattaforme in abbonamento, e va guardato su almeno tre anni.
C’è lo sviluppo iniziale, che dipende da quanto è su misura il progetto, dal numero di prodotti e dalle integrazioni. Poi ci sono i costi ricorrenti: il server, alcuni moduli con rinnovo annuale, e la manutenzione.
Quello che non c’è sono canoni di piattaforma e commissioni sulle vendite: su volumi consistenti è un risparmio che pesa parecchio e che spesso ribalta il confronto.
La voce che manca in quasi tutti i preventivi che ci vengono mostrati è la manutenzione. Su una piattaforma installata non è opzionale: aggiornamenti di sicurezza, copie di sicurezza verificate e sorveglianza sono la condizione per dormire tranquilli.
Sì, ed è uno dei motivi per cui molte aziende la scelgono: essendo installata, si può collegare a quasi tutto.
Il collegamento fa viaggiare giacenze, anagrafiche, prezzi e ordini senza inserimenti manuali. Per i gestionali diffusi esistono moduli già pronti; per sistemi personalizzati o datati si costruisce un collegamento su misura.
La verifica va fatta prima del preventivo, perché la differenza fra le due situazioni è notevole.
Una raccomandazione: quando il collegamento è su misura, va documentato bene. È la parte che crea più problemi quando cambia il fornitore o quando si aggiorna la versione del negozio.
Sì, con i dovuti moduli e configurazioni, e con qualche limite da conoscere.
Si possono gestire gruppi di clienti con prezzi diversi, listini dedicati, sconti per quantità, prezzi visibili solo dopo l’accesso, e vendita mista al pubblico e alle aziende sullo stesso negozio.
Dove diventa faticoso è con logiche molto articolate: condizioni negoziate cliente per cliente, fidi con controllo dell’esposizione, approvazioni interne agli ordini, integrazione profonda con l’ERP per le condizioni commerciali. Si può fare, ma si accumula complessità.
Se la vendita alle aziende è il grosso del vostro fatturato, conviene valutare un impianto pensato per quello. Ne parliamo guardando come sono fatte le vostre condizioni commerciali.
Qualcuno lo deve fare, ed è il punto su cui una piattaforma installata si differenzia da una in abbonamento.
Possiamo occuparcene noi con un servizio di manutenzione: aggiornamenti applicati quando escono, copie di sicurezza verificate periodicamente, sorveglianza sulla raggiungibilità del negozio e sull’arrivo degli ordini.
Oppure può farlo il vostro reparto tecnico, se c’è, e in quel caso lasciamo documentazione e procedure.
Quello che non funziona è l’assenza di una risposta. I negozi violati che ci chiedono di recuperare sono quasi sempre negozi rimasti senza nessuno per un paio d’anni, con aggiornamenti mai applicati.
Sì, PrestaShop lo prevede e in certe situazioni è molto comodo.
Serve quando avete più marchi, o lo stesso catalogo su mercati diversi, o un negozio al pubblico e uno riservato ai rivenditori. Si condividono prodotti e giacenze, mentre prezzi, aspetto e regole possono essere diversi per ciascun negozio.
Il vantaggio è gestire un catalogo solo. Lo svantaggio è che tutto è legato: un aggiornamento riguarda tutti i negozi insieme, e un problema si propaga.
Conviene quando i negozi condividono davvero il catalogo. Se invece sono attività separate con prodotti diversi, spesso è più semplice tenerli distinti.
No, e su una piattaforma installata è più semplice che altrove: il negozio è su un vostro server e i dati sono vostri.
Quello che rende difficili certi passaggi non è la tecnologia ma la documentazione: se nessuno ha lasciato scritto cosa fa ciascun modulo, quali personalizzazioni sono state fatte e dove, chi subentra impiega settimane solo per orientarsi.
Quando lavoriamo su un negozio lasciamo un documento con accessi, elenco dei moduli con il motivo di ciascuno, e le modifiche fatte. Serve a voi, e serve anche a noi quando riprendiamo in mano un progetto dopo un anno.
Se state valutando di cambiare, chiedete al fornitore attuale questa documentazione prima di chiudere il rapporto.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo progetti in tutta Italia. Su una piattaforma web il lavoro si fa a distanza senza perdere niente: si lavora su server, catalogo e configurazioni.
Gli incontri servono all’inizio, quando bisogna capire i prodotti e vedere come funzionano magazzino e preparazione degli ordini.
Per la manutenzione e gli interventi ordinari la distanza è del tutto irrilevante: conta che qualcuno risponda in fretta quando il negozio ha un problema.
PrestaShop ha una base tecnica adeguata e permette il controllo su quasi tutti gli aspetti che contano, il che è un vantaggio rispetto alle piattaforme chiuse.
Gli indirizzi delle pagine si possono impostare come serve, le informazioni per i motori si gestiscono in dettaglio, e si può intervenire su struttura e prestazioni.
I punti di attenzione tipici sono due: la gestione dei contenuti duplicati, che sui cataloghi con molte varianti e filtri va impostata con cura, e la velocità, che su installazioni trascurate è spesso il problema principale.
Quello che la piattaforma non fa da sola è scrivere schede prodotto che valga la pena leggere. Quella parte resta il lavoro che fa la differenza, su PrestaShop come su qualsiasi altra piattaforma.
B2B:
Gruppi di clienti, listini dedicati, prezzi dopo l’accesso. Fattibile, con qualche limite sulle logiche più complesse.
Multinegozio:
Più negozi con un catalogo solo. Comodo per più marchi o più mercati, con la contropartita che tutto è legato.
Estero:
Lingue, valute e imposte. PrestaShop è nata in Europa e su questo terreno se la cava bene.
Sicurezza:
Aggiornamenti applicati quando escono. I negozi violati sono quasi sempre negozi rimasti senza nessuno.
Backup:
Copie verificate, non solo programmate. Una copia che non si riesce a ripristinare non è una copia.
Prove:
Ogni intervento su una copia prima della produzione. Su un negozio che vende non si lavora in diretta.
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