Web analytics a Asti. Pochi numeri, quelli che contano.

Consulenza Web Analytics Asti.
Misurare quello che serve a decidere, non tutto il misurabile.
Un pannello con quaranta grafici non lo guarda nessuno. Quattro numeri giusti li guardano tutti.
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piazza san secondo asti

Dati del sito:

Web analytics Asti:
misurare meno, ma bene


Si può misurare quasi tutto, e questa possibilità è diventata un problema.

Si finisce a tracciare decine di comportamenti, accumulare eventi che nessuno guarderà mai, costruire rapporti che richiedono venti minuti per essere letti. Il risultato è un impianto costoso che non aiuta a decidere.

L’approccio opposto funziona meglio: si decide prima quali decisioni si devono prendere, si misurano solo i dati che servono a prenderle, e si butta il resto.

Per un’azienda che vende su preventivo di solito bastano cinque cose. Per un negozio online, sei o sette.

Il resto è rumore che rende più difficile vedere quello che conta.

Cosa controlliamo per primo:
la verifica dei dati

Prima di analizzare qualsiasi cosa, verifichiamo che i numeri siano affidabili. È un lavoro di qualche giorno e cambia spesso il quadro.

Il tracciamento è attivo ovunque. Capita che manchi su alcune pagine, tipicamente quelle aggiunte dopo, o che sia presente due volte, il che raddoppia i conteggi.

Le conversioni contano quello che dovrebbero. Un invio di modulo, non un caricamento di pagina che avviene anche per altri motivi.

Il traffico interno è escluso. Altrimenti l’azienda gonfia le proprie statistiche, e sulle aziende piccole la distorsione è notevole.

Il consenso è configurato bene. Se è troppo restrittivo si perdono dati; se è troppo permissivo è un problema legale.

I numeri tornano con la realtà. Il confronto con ordini e richieste vere è la prova definitiva.

Il consenso:
fra dati mancanti e regole da rispettare

La gestione del consenso ai cookie è il punto dove si sbaglia di più, in entrambe le direzioni.

Quali numeri servano dipende da come si vende, e attorno a Asti si vende in modi diversi.

Nell’astigiano il vino guida tutto, accanto a meccanica e agroalimentare. Un territorio che vende all’estero soprattutto raccontando le colline da cui viene il prodotto.

Se oltre ai numeri serve chi coordina i canali, la pagina è web marketing a Asti.

Configurazione troppo permissiva. Strumenti che partono prima del consenso, o che lo ignorano. È il caso più rischioso sul piano legale, e capita con installazioni fatte in fretta o mai riviste.

Configurazione troppo restrittiva o sbagliata. Il banner blocca cose che potrebbe non bloccare, oppure è impostato male e si perdono dati anche da chi aveva accettato. Il risultato è un calo apparente del traffico che non corrisponde a un calo reale.

Nel mezzo c’è una configurazione corretta: rispetta le scelte delle persone e conserva i dati di chi ha acconsentito, senza buchi tecnici.

Va verificata, perché il comportamento del banner cambia quando si aggiorna il sito o gli strumenti.

Un calo improvviso dei dati è quasi sempre un problema di configurazione, non di mercato.

Chi ci lavora:

Come lavoriamo:
vi insegniamo a leggerli


L’obiettivo non è che dipendiate da noi per sapere come va: è che possiate guardare i numeri quando volete.

Per questo il pannello che costruiamo è fatto per essere letto da voi, con una spiegazione scritta di cosa significa ciascun dato e quale decisione dovrebbe orientare.

Facciamo anche una sessione di affiancamento con chi in azienda userà quei numeri, di solito chi segue il commerciale o la direzione.

In tutto siamo più di quaranta, e operiamo sul territorio di Asti e in tutta Italia; la sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia.

Se per sapere come va il sito dovete chiamare noi, il lavoro non è finito bene.

Quanto costa:
due modi di impostarlo

Questo servizio si affronta in due modi, e il primo basta a parecchie aziende.

Intervento una tantum. Verifica dei dati, correzione dei tracciamenti, configurazione delle conversioni che contano, controllo del consenso, costruzione del pannello e istruzioni per leggerlo. Poche settimane e finisce lì.

Affiancamento continuativo. Ha senso quando ci sono campagne attive da ottimizzare, un negozio online con volumi, o cambiamenti frequenti al sito che rischiano di rompere i tracciamenti. Comprende letture periodiche e controlli.

Su siti semplici e senza campagne, la prima strada è quasi sempre sufficiente: si sistema, si impara a leggere, e si torna quando cambia qualcosa.

Se basta l’intervento singolo lo diciamo, anche se un canone sarebbe più comodo per noi.

A cosa serve la consulenza web analytics?

A tre cose, in quest’ordine.

Verificare che i dati che avete siano veri. È il punto di partenza, ed è quello che salta fuori più spesso: tracciamenti rotti dopo un rifacimento, conversioni contate due volte, traffico interno mai escluso.

Misurare le poche cose che servono a decidere, invece di tutto quello che è tecnicamente misurabile.

Rendere quei numeri leggibili a chi deve prendere decisioni e non ha tempo di navigare fra i rapporti.

Quello che non serve è produrre analisi lunghe che nessuno legge. Se alla fine del lavoro non ci sono quattro o cinque numeri che qualcuno guarda ogni mese, il lavoro non è servito.

Come faccio a sapere se i miei dati sono sbagliati?

Confrontandoli con quello che sapete già, ed è un controllo che potete fare anche da soli.

Prendete un mese e contate le richieste arrivate davvero: email, moduli, telefonate tracciabili. Poi guardate cosa dice lo strumento per lo stesso periodo. Se i due numeri sono molto diversi, c’è un problema.

Gli scarti tipici hanno cause riconoscibili: conversioni gonfiate perché contano ogni visita a una pagina di ringraziamento invece dell’invio del modulo; traffico gonfiato perché l’azienda non è esclusa; dati mancanti perché il tracciamento non è su tutte le pagine o perché il banner del consenso li blocca male.

Questa verifica è la prima cosa che facciamo, e nella maggior parte dei casi trova almeno un problema.

Quanto costa una consulenza di web analytics?

Dipende da quale delle due strade serve.

Un intervento una tantum comprende verifica, correzione dei tracciamenti, configurazione delle conversioni, controllo del consenso, costruzione di un pannello e istruzioni. Si esaurisce in poche settimane e non lascia canoni.

Un affiancamento continuativo ha senso quando ci sono campagne attive, un negozio online con volumi, o un sito che cambia spesso. Comprende letture periodiche e controlli che i tracciamenti non si siano rotti.

Per un sito aziendale senza campagne, la prima strada è quasi sempre sufficiente. Lo diciamo anche se il canone sarebbe più comodo per noi: proporre un affiancamento mensile a chi ha un sito che cambia una volta l’anno non ha senso.

Il banner dei cookie mi fa perdere dati?

Una parte sì, ed è fisiologico: chi rifiuta non viene tracciato, ed è giusto così.

Il problema è quando si perde più del necessario per una configurazione sbagliata. Succede spesso: il banner blocca cose che potrebbe non bloccare, oppure è impostato in modo che i dati non vengano raccolti nemmeno da chi ha accettato.

Il segnale tipico è un calo improvviso e consistente dei dati dopo l’installazione o l’aggiornamento del banner, che non corrisponde a un calo reale di attività.

La configurazione corretta rispetta le scelte delle persone e conserva i dati di chi ha acconsentito. Va verificata periodicamente, perché il comportamento cambia quando si aggiornano il sito o gli strumenti. È uno dei controlli che facciamo per primi.

Quali numeri dovrei guardare?

Pochi, e dipendono da come vendete.

Se vendete su preventivo: quante richieste arrivano e da dove, quanto costa ciascuna, quante diventano trattative, quante si chiudono. Gli ultimi due li sapete voi, non lo strumento, ed è il motivo per cui il collegamento con i dati aziendali è così importante.

Se vendete online: quanti visitatori acquistano, il valore medio dell’ordine, quanto costa ottenere un ordine per canale, dove si abbandona il carrello, quanti clienti tornano.

Quello che potete ignorare: numero di utenti, sessioni, tempo medio sulla pagina, frequenza di rimbalzo. Sono numeri che descrivono il traffico, non i risultati, e cambiano per motivi che non dipendono da voi.

Serve collegare Analytics al CRM?

Non è indispensabile, ma è il passaggio che rende davvero utile la misurazione.

Lo strumento di analisi sa che è arrivata una richiesta. Non sa se quella richiesta è diventata un cliente e per quale importo: quello lo sa l’azienda.

Collegare le due cose permette di rispondere alla domanda che conta: quale canale porta i clienti che chiudono, non solo quello che porta più contatti. Sono spesso canali diversi, e la differenza cambia dove si investe.

Non serve un impianto complicato: basta che l’origine di ogni richiesta venga conservata e che qualcuno segni cosa ne è stato. Si può partire anche con un foglio ben tenuto, e strutturarlo dopo.

Ho rifatto il sito e i dati sono crollati. Perché?

Nella quasi totalità dei casi non sono crollate le visite: si è rotto il tracciamento.

Durante un rifacimento capita che il codice di tracciamento non venga riportato su tutte le pagine, che le conversioni configurate sul vecchio sito non esistano più perché gli indirizzi sono cambiati, o che il banner del consenso sia stato reinstallato con impostazioni diverse.

Si verifica in poche ore: si controlla la presenza del tracciamento su un campione di pagine, si confrontano i numeri con le richieste reali arrivate, si guarda quando esattamente è avvenuto il calo.

Se il calo coincide con il giorno della pubblicazione, è tecnico. Se è graduale nelle settimane successive, può essere un problema di posizionamento, ed è un’altra cosa.

Gli account restano di nostra proprietà?

Sì, ed è una condizione su cui non transigiamo.

Gli strumenti di analisi, Search Console e gli account pubblicitari vanno intestati alla vostra azienda. Noi lavoriamo con permessi che potete revocare.

Il motivo è il valore dello storico: senza confronto con l’anno precedente metà delle analisi non si possono fare, e quel confronto si costruisce solo con il tempo.

Capita ancora di trovare aziende che hanno perso anni di dati perché tutto era sull’account di un fornitore. È un danno che non si recupera in alcun modo: i dati non si possono ricostruire a posteriori.

Se oggi non sapete a chi sono intestati i vostri strumenti, è la prima cosa da verificare.

Controlli:

I tracciamenti si rompono quando il sito cambia. Un controllo periodico evita di scoprirlo dopo sei mesi.

Proprietà:

Strumenti e storico intestati a voi. I dati persi in un cambio di fornitore non si ricostruiscono.

Correzione:

Trovare il problema è metà del lavoro. L’altra metà è sistemarlo, e conviene che lo faccia chi è nella stanza accanto.

Verifica:

I numeri corrispondono alla realtà? Si confronta con ordini e richieste vere. Quasi sempre salta fuori qualcosa.

Tracciamento:

Presente su tutte le pagine, una volta sola. Mancante o duplicato sono i due errori più comuni.

Conversioni:

Devono contare l’invio di un modulo, non il caricamento di una pagina che avviene anche per altro.

Hai rifatto il sito e i dati sono crollati? Nella quasi totalità dei casi non sono crollate le visite: si è rotto il tracciamento. Si verifica in poche ore.

Dicono di noi:
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
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K Koci
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Professionisti ... consigliatissimo.
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Ho lavorato con Dexa in tutto il 2025 in qualita' di Marketing Director per Dalla Corte macchine caffe' professionali. Insieme abbiamo realizzato molti progetti entusiasmanti dal lancio nuovi prodotti ad attività' di Brand Identity e social media management. Una realta' molto strutturata e professionale.
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Roseanna
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Abbiamo collaborato con Dexa per la realizzazione della campagna di lancio di due prodotti Dalla Corte, il team è molto competente.
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Lavorare con Loris e il suo team e’ un vero piacere.Dei veri professionisti!!
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Collaboriamo con questa società per le attività di marketing e comunicazione e la nostra esperienza è molto positiva. Il team è professionale, disponibile e sempre pronto a fornire risposte chiare e soluzioni efficaci. Apprezziamo la loro preparazione e l’impegno nella formazione continua, che consente di rimanere aggiornati anche sull’utilizzo delle nuove tecnologie, oltre al fatto che si tratta di un gruppo creativo e molto piacevole con cui lavorare, in cui si percepisce un clima positivo e una buona valorizzazione delle persone. Una collaborazione che apprezziamo e che consigliamo.
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M Lazzaroni
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Lavorare con la squadra di Loris è un vero piacere, oltre alla competenza tecnica, quello che colpisce è l'entusiasmo che mettono in ogni progetto. Sono sempre disponibili e hanno l'ottima capacità di comprendere le necessità del cliente senza perdite di tempo. Pienamente soddisfatto del lavoro svolto!
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