Negozi online:
E-commerce Bologna:
la piattaforma è l’ultima decisione
Quasi tutti ci chiamano avendo già deciso la tecnologia. Un conoscente ha consigliato Shopify, il commercialista ha sentito parlare di WooCommerce, il fornitore usa Magento.
È una decisione che arriva troppo presto. Quale piattaforma convenga dipende da cose che vengono prima: quanti prodotti hai, quanto cambiano nel tempo, se vendi ai privati o alle aziende, se hai un gestionale che deve parlare con il sito, se spedisci in Italia o anche fuori.
Chi si occupa di e-commerce a Bologna dovrebbe farti queste domande prima di nominare un software.
Su duecento prodotti stabili e clienti privati vanno bene quasi tutte. Su quindicimila codici con listini diversi per cliente, la scelta si riduce a due e sbagliarla costa il doppio del progetto.
La tecnologia è una conseguenza. Metterla in cima è il modo più comune di pagarla due volte.
Prima della piattaforma:
il catalogo e chi lo aggiorna
La domanda che spacca i progetti a metà non è tecnica: chi aggiorna il sito fra sei mesi?
Nei progetti che funzionano c’è una persona in azienda che ci mette mano ogni settimana. Nei progetti che si spengono non c’è nessuno, e dopo un anno il catalogo mostra prodotti finiti e prezzi vecchi.
Per questo quando lavoriamo a un e-commerce a Bologna guardiamo prima come nascono i dati dei prodotti: dove stanno le schede, chi fa le foto, come si aggiornano i prezzi, se esiste un gestionale da cui pescare.
Se i dati arrivano da un gestionale conviene automatizzare e la piattaforma si sceglie in base a quanto è facile collegarla. Se i dati li scrive una persona, conviene una piattaforma semplice da usare, anche a costo di qualche funzione in meno.
Un negozio che nessuno aggiorna smette di vendere, qualunque tecnologia ci sia sotto.
Quello che sta sotto:
gestionale, magazzino, spedizioni
La parte che si vede di un negozio online è meno della metà del lavoro.
Quanto sia adatto un prodotto alla vendita online dipende dal prodotto, e intorno a Bologna se ne fanno di generi molto diversi.
Attorno a Bologna c’è la packaging valley, la meccanica avanzata e l’automotive di alta gamma, e insieme un agroalimentare che esporta il proprio nome prima ancora del prodotto. Due modi di comunicare quasi opposti, spesso nella stessa provincia.
Se invece il sito deve informare e non vendere, la pagina è realizzazione siti internet a Bologna.
Il gestionale. Giacenze, anagrafiche, prezzi e ordini devono viaggiare nei due sensi, possibilmente da soli. Senza questo dialogo qualcuno passa le giornate a ricopiare dati, e prima o poi vende un prodotto che non c’è.
La logistica. Chi prepara i pacchi, con che tempi, con quale corriere e a che costo. Le spedizioni gratuite sopra una certa soglia non sono un gesto di generosità: sono un calcolo sul margine, e va fatto prima.
I pagamenti. Carta, PayPal, bonifico, pagamento alla consegna dove serve ancora. Ogni metodo ha una commissione e un tasso di abbandono diverso.
I resi. Non sono un dettaglio legale: sono una voce di costo e un motivo di acquisto. Un reso facile fa vendere di più, però qualcuno lo deve gestire.
Il negozio è il lato visibile di un processo aziendale. Se il processo non c’è, il sito lo mette solo in mostra.
Il team:
Un e-commerce
non lo fa una persona sola
Su un progetto di vendita online lavorano mestieri diversi, e questo è il motivo principale per cui ci si rivolge a una struttura invece che a un singolo.
Serve chi progetta il percorso di acquisto, chi sviluppa, chi fa parlare il sito con il gestionale, chi scrive le schede prodotto in modo che siano leggibili e trovabili, chi imposta le campagne e chi legge i numeri dopo.
In Dexa siamo oltre quaranta persone e lavoriamo tutti nello stesso posto, il che accorcia parecchio i tempi quando qualcosa va sistemato.
Siamo attivi a Bologna e in tutta Italia. La nostra sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia, e le aziende che seguiamo sono quasi tutte altrove.
Il lavoro si fa in buona parte a distanza, con qualche incontro nei momenti che contano: l’avvio e le decisioni grosse.
Quanto costa un e-commerce:
come si costruisce il preventivo
Un prezzo di listino non esiste, e chi lo dà senza aver visto il catalogo lo cambierà in corsa.
Il costo dipende da cose misurabili: quanti prodotti e come sono fatti, quante integrazioni servono con gestionale, magazzino o corrieri, che tipo di vendita è, ai privati o alle aziende con listini differenziati, quante lingue e quanti mercati.
A queste si aggiungono due voci che quasi nessuno mette nel preventivo iniziale: i contenuti, cioè foto e schede prodotto, e il budget per farsi trovare dopo l’apertura.
Il modo onesto di fare un preventivo è dividerlo: cosa serve per aprire, cosa può aspettare il secondo anno, quanto costa tenerlo in piedi ogni mese.
Il conto che conta non è il prezzo del sito. È quanto ti costa ottenere un ordine e quanto ci guadagni sopra.
Dipende da quattro cose: quanti prodotti, quante integrazioni con i sistemi che già usate, se vendete ai privati o alle aziende, quante lingue.
Un negozio essenziale con catalogo contenuto e nessuna integrazione sta su cifre molto diverse da un progetto collegato al gestionale con listini differenziati. Fra i due estremi il rapporto è facilmente di uno a dieci, quindi un prezzo dato al telefono non vuol dire niente.
Quello che possiamo fare subito è dirvi in quale fascia siete e quali voci peseranno di più. Di solito sono le integrazioni e i contenuti dei prodotti, non la grafica.
Nel preventivo mettiamo anche il costo di gestione annuale e quello per farsi trovare: senza quelle due voci il conto è incompleto e si scopre dopo.
Dipende da chi sei e da cosa vendi, e sono due risposte diverse.
Shopify conviene quando vuoi partire in fretta, hai un catalogo gestibile e preferisci un canone che comprende hosting, aggiornamenti e sicurezza. In cambio hai meno libertà su integrazioni e logiche di prezzo particolari.
WooCommerce conviene quando hai già un sito WordPress, il contenuto conta quanto il prodotto e vuoi controllo pieno. In cambio la manutenzione è a carico tuo o di chi ti segue, e va fatta davvero.
Se il catalogo è grande o vendi alle aziende con listini differenziati, la domanda giusta di solito non è questa: si guarda a PrestaShop o Magento.
Quasi sempre sì, e nella maggior parte dei casi conviene.
Il collegamento serve a far viaggiare giacenze, anagrafiche, prezzi e ordini senza che qualcuno li ricopi a mano. Il risparmio non è tanto di tempo quanto di errori: vendere un prodotto esaurito costa un cliente.
Quanto costa dipende dal gestionale. Alcuni hanno già un modo pulito per scambiare dati, altri richiedono un lavoro su misura che può pesare quanto il resto del progetto.
È una delle prime cose che verifichiamo, perché cambia il preventivo più di quasi ogni altra scelta.
Cambia parecchio, al punto che è un altro progetto.
Nella vendita alle aziende servono prezzi diversi per cliente, sconti a scaglioni, ordini ripetuti e riordini rapidi, pagamenti differiti, gestione di più utenti della stessa azienda. Il percorso di acquisto somiglia più a un portale che a un negozio.
Anche l’obiettivo è diverso: non si cerca il cliente nuovo a ogni ordine, si rende comodo riordinare a chi già compra. Spesso il risultato più concreto è che i commerciali smettono di prendere ordini per telefono.
Ce ne occupiamo, e in quel caso l’impianto e la piattaforma si scelgono di conseguenza.
Spesso no, ed è la prima cosa che verifichiamo.
Prima di proporre di rifare guardiamo i numeri: quante visite arrivano, da dove, quante persone mettono qualcosa nel carrello e in che punto si fermano. Da lì si capisce se il problema è il traffico, il tipo di traffico o il sito.
Nella maggior parte dei casi il problema è a monte: non ci arriva nessuno, oppure arrivano persone che non cercavano quel prodotto. Rifare il sito in quelle condizioni non cambia niente e costa parecchio.
Quando invece il sito perde le persone in fase di acquisto, si interviene su quei passaggi, che di solito sono pochi e identificabili.
Estero:
Lingue, valute, imposte e spedizioni fuori dall’Italia. Ogni mercato aggiunge regole, e vanno verificate prima di aprirlo.
Traffico:
Posizionamento e campagne. Un negozio nuovo ha zero visitatori il primo giorno e nessuno passa per caso.
Carrello:
Dove le persone si fermano e perché. Costi a sorpresa e registrazione obbligatoria sono i due motivi più comuni di abbandono.
Clienti:
Far tornare chi ha già comprato costa una frazione rispetto a trovarne di nuovi. È la leva più redditizia e la meno usata.
Numeri:
Visite, conversione, valore medio dell’ordine, costo per ordine acquisito. Senza questi quattro si naviga a sensazione.
Analisi:
Se il prodotto regge la vendita online e a quali condizioni. Margine, peso, concorrenza e costo di spedizione dicono quasi tutto prima di spendere una riga di codice.
Raccontaci cosa vendi e a chi. Ti diciamo se ha senso venderlo online, con quale piattaforma e cosa serve davvero per partire.
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
Sviluppiamo strategie di comunicazione, marketing digitale, branding e innovazione su misura, integrando competenze creative e tecnologiche per accompagnare aziende e organizzazioni nel raggiungimento dei propri obiettivi.
Diventa il nostro prossimo cliente soddisfatto
