Negozi Shopify:
Shopify a Bologna:
partire in fretta senza pentirsene
La ragione più comune per cui un’azienda sceglie Shopify è la velocità: si apre prima e si spende meno all’inizio.
È vero, e non è una scorciatoia da disprezzare. Per molti prodotti la cosa sensata è partire con un impianto essenziale, vedere se il mercato risponde e investire dopo, quando si sa cosa vende.
Il rischio è un altro: che “partire in fretta” diventi “partire senza pensarci”, con un tema comprato, le descrizioni del fornitore e nessuno che si sia chiesto come arriveranno le persone.
Quel negozio apre in due settimane e resta fermo per due anni.
La fretta va bene sulla tecnologia. Non sulle domande che vengono prima.
Quando ha senso:
quattro situazioni in cui lo consigliamo
Nei progetti che seguiamo Shopify è la risposta giusta soprattutto in quattro casi.
Primo negozio dell’azienda. Si vuole capire se il prodotto vende online prima di investire seriamente. Shopify permette di scoprirlo con una spesa contenuta e tempi corti.
Marchio che punta sull’immagine. Catalogo ristretto, cura grafica, molte campagne. Qui la piattaforma basta e avanza, e il lavoro vero è su contenuti e traffico.
Azienda senza tecnici interni. Nessuno che possa occuparsi di aggiornamenti e sicurezza. Il canone compra tranquillità.
Negozio già su Shopify che non rende. Spesso non va rifatto: va sistemato dove perde, e si può fare in poche settimane.
Fuori da questi casi la valutiamo insieme, e ogni tanto la risposta è un’altra piattaforma. Non ci dispiace dirlo.
I costi che non si leggono
nella pagina dei prezzi
Il canone di Shopify è pubblico e sembra poco. Il costo reale di un negozio è un’altra cosa, e si compone di quattro voci.
Se Shopify sia la scelta giusta dipende da cosa vendete, e il tessuto produttivo attorno a Bologna è vario.
Attorno a Bologna c’è la packaging valley, la meccanica avanzata e l’automotive di alta gamma, e insieme un agroalimentare che esporta il proprio nome prima ancora del prodotto. Due modi di comunicare quasi opposti, spesso nella stessa provincia.
Se la piattaforma non l’avete ancora scelta, conviene partire da e-commerce a Bologna.
Il canone. Prevedibile, cresce con il piano. Comprende hosting, sicurezza e aggiornamenti, che altrove pagate a parte.
Le commissioni sulle transazioni. Una percentuale su ogni ordine, più bassa se usate il sistema di pagamento della piattaforma. Su volumi alti questa voce supera tutto il resto.
Le app. Qui si nascondono le sorprese. Ogni funzione che manca si compra, quasi sempre con un abbonamento mensile. Dieci app da venti euro fanno duecento euro al mese, per sempre.
Il lavoro su misura. Tema, integrazioni, migrazione dei dati. È una spesa iniziale, non ricorrente.
Il conto da fare è a tre anni, non al primo mese. Su quell’orizzonte le classifiche a volte si ribaltano.
Chi ci lavora:
Squadre piccole,
sempre le stesse persone
Preferiamo gruppi di lavoro ristretti e stabili. Chi conosce il vostro catalogo lavora al doppio della velocità di chi lo scopre ogni volta.
Su un progetto Shopify siamo di solito in tre o quattro: chi progetta e sviluppa, chi cura contenuti e posizionamento, chi segue le campagne, più il referente.
In tutto siamo oltre quaranta, quindi quando serve una competenza particolare, una lingua in più o un’integrazione insolita, si aggiunge senza cercarla fuori.
Operiamo sul territorio di Bologna e in tutta Italia; la sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia.
Il metro con cui ci giudichiamo è quanti negozi aperti con noi vendono ancora dopo tre anni.
Quanto costa un negozio Shopify:
come si costruisce il preventivo
Il prezzo di un progetto Shopify dipende da poche variabili, e sono tutte verificabili prima di firmare.
Il tema. Pronto, adattato o su misura: è la scelta che sposta di più la spesa iniziale.
I prodotti. Quanti sono, come sono fatti, e soprattutto se le schede esistono già. Caricare e scrivere un catalogo è spesso la voce più pesante e la meno preventivata.
Le integrazioni. Gestionale, corrieri, fatturazione. Se esiste un collegamento pronto è una cifra modesta, se va costruito è tutto un altro conto.
Le lingue e i mercati. Ogni mercato in più aggiunge contenuti, regole fiscali e spedizioni.
Poi ci sono i costi ricorrenti: canone, app, commissioni. Li mettiamo nel preventivo, perché è il totale a tre anni che dice se conviene.
Ci sono due conti da fare e vanno tenuti separati, altrimenti il preventivo inganna.
Il primo è la realizzazione: tema, caricamento del catalogo, integrazioni, migrazione se c’è un negozio da spostare. Dipende soprattutto da quanti prodotti avete e in che stato sono le schede. Un catalogo pronto e uno da scrivere da zero fanno una differenza enorme.
Il secondo è quanto costa ogni mese: canone della piattaforma, app, commissioni sugli ordini. Su volumi importanti le commissioni diventano la voce principale, più del resto messo insieme.
Quando prepariamo un preventivo li mettiamo tutti e due, con una proiezione a tre anni. È l’unico modo per confrontare Shopify con le altre piattaforme in modo onesto.
Sì, ed è un lavoro che facciamo spesso. La parte tecnica è ordinata, quella delicata riguarda il posizionamento.
Prodotti, clienti e storico ordini si esportano e si portano dentro. Il punto critico sono gli indirizzi delle pagine: Shopify usa una sua struttura, quindi cambiano quasi sempre.
Senza una mappa di corrispondenze fra vecchi e nuovi indirizzi, le visite da Google crollano nel giro di poche settimane. È il danno più comune delle migrazioni fatte in fretta, e recuperare costa mesi.
Per questo la mappa la prepariamo prima di toccare la grafica, e teniamo sotto controllo il traffico per i due mesi successivi al passaggio.
Meno di quante ne suggerisce il negozio delle app, ed è una delle cose su cui insistiamo di più.
Ogni app aggiunge un costo mensile e un pezzo di codice che rallenta il sito. Venti app rendono il negozio lento, e la lentezza sui telefoni si traduce in ordini persi.
Nei progetti che seguiamo cerchiamo di stare sotto le cinque o sei, coprendo le funzioni che servono davvero: recensioni, spedizioni, fatturazione, forse un canale di vendita in più.
Prima di aggiungerne una guardiamo se la funzione si può ottenere con il tema. Costa un po’ di lavoro una volta invece di un abbonamento per sempre.
Si decide all’inizio e va messo nero su bianco, perché è la voce che fa slittare i tempi più di ogni altra.
Se avete già foto e descrizioni decenti, il caricamento è un lavoro meccanico e si può fare in buona parte in automatico, anche su cataloghi grandi.
Se il materiale non c’è, qualcuno lo deve produrre: possiamo occuparcene noi, oppure lo fate voi con un modello che vi diamo. In entrambi i casi va messo a preventivo, perché le schede prodotto non sono un dettaglio: sono anche il contenuto che vi fa trovare su Google.
La strada che sconsigliamo è incollare le descrizioni del fornitore, identiche a quelle di altri cento negozi.
Shopify ha una base tecnica solida, quindi non parte svantaggiato. Ma la piattaforma non posiziona niente da sola.
Quello che fa la differenza sono le schede prodotto scritte per chi cerca, le categorie organizzate come le persone cercano davvero, e contenuti che rispondano alle domande prima dell’acquisto.
Ci sono limiti da conoscere: la struttura degli indirizzi è in parte imposta e alcune scelte tecniche non si possono cambiare. Sono limiti gestibili, non decisivi.
Nei progetti dove ce ne occupiamo, questa parte comincia durante lo sviluppo, non dopo l’apertura. Rimediare a catalogo già caricato costa di più.
App:
Poche e scelte. Ognuna è un costo mensile e un pezzo di codice: venti app fanno un negozio lento, e la lentezza costa ordini.
Gestionale:
Collegamento con il programma che usate già. Con i gestionali diffusi è questione di configurazione, altrimenti è lavoro su misura.
Pagamenti:
Metodi disponibili e commissioni. Il sistema di pagamento della piattaforma costa meno, gli altri vanno valutati sul volume.
Spedizioni:
Corrieri, tempi e soglie di gratuità. La spedizione gratis è un calcolo sul margine, non una cortesia.
Estero:
Lingue, valute e regole fiscali. Ogni mercato aggiunto porta contenuti nuovi e adempimenti da verificare prima.
Velocità:
Quanto è rapido il negozio sul telefono. È lì che arriva la maggior parte delle visite, ed è lì che si perdono gli ordini.
Raccontaci cosa vendi e a chi. Ti diciamo se Shopify è la scelta giusta, e se non lo è ti diciamo anche quello.
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