Siti su misura:
Realizzazione siti internet Bologna:
a cosa deve servire
Prima di parlare di pagine e di grafica conviene rispondere a una domanda che sembra ovvia e quasi mai lo è: cosa deve fare questo sito.
Portare richieste di preventivo è un obiettivo. Far trovare informazioni ai clienti già acquisiti è un altro. Sostenere i commerciali durante le trattative è un terzo. Sono tre siti diversi, con struttura, contenuti e priorità diverse.
Quando si parte senza questa risposta si finisce a discutere di colori, perché è l’unica cosa su cui tutti hanno un’opinione.
Un progetto di realizzazione siti internet a Bologna che funziona comincia da lì, e la fase costa poco: qualche ora di conversazione con chi conosce i clienti.
Un sito che vuole fare tutto di solito non fa bene niente.
Come lavoriamo:
online prima, perfetto dopo
Preferiamo mettere online un sito solido e completo nelle parti che contano, piuttosto che aspettare che sia perfetto ovunque.
Il motivo è pratico: un sito online produce dati. Si vede da dove arrivano le persone, quali pagine leggono, dove si fermano. Dopo due mesi si sa cosa migliorare, e si migliora con cognizione invece che per opinione.
Aspettare la perfezione significa in genere ritardare di mesi il momento in cui il sito comincia a rendere, e discutere nel frattempo di dettagli che nessuno noterà.
Questo non vuol dire pubblicare cose incomplete: le parti che ci sono devono funzionare bene.
Un sito è un lavoro che continua. Trattarlo come un’opera da inaugurare è il modo più caro di farlo.
Chi lo aggiorna dopo:
la domanda che decide la tecnologia
La scelta tecnica dipende meno da cosa deve fare il sito e più da chi ci metterà le mani fra sei mesi.
Un sito che funziona per un’azienda può essere inutile per un’altra, e il territorio di Bologna le ospita entrambe.
Attorno a Bologna c’è la packaging valley, la meccanica avanzata e l’automotive di alta gamma, e insieme un agroalimentare che esporta il proprio nome prima ancora del prodotto. Due modi di comunicare quasi opposti, spesso nella stessa provincia.
Se il progetto è più ampio di un sito, web agency a Bologna racconta come lavoriamo sull’insieme.
Se in azienda c’è una persona che aggiornerà pagine e contenuti con regolarità, serve un pannello semplice e comprensibile, anche a costo di qualche libertà in meno. È il caso più comune e il motivo per cui usiamo spesso WordPress: lo conoscono in tanti e non vi lega a noi. Su progetti con molti contenuti, più redattori o strutture editoriali articolate lavoriamo con Drupal, che su quel terreno regge meglio.
Se invece il sito cambia una volta l’anno, si può costruire in modo più essenziale e prevedere qualche intervento nostro quando serve.
La domanda va fatta all’inizio, perché la risposta cambia l’impianto.
Un sito che nessuno aggiorna dopo due anni racconta un’azienda che non c’è più.
Come siamo fatti:
Un referente solo,
anche dopo la pubblicazione
Il momento in cui si capisce con chi si ha a che fare non è la consegna: è sei mesi dopo, quando serve una modifica e bisogna trovare qualcuno che risponda.
Da noi ogni progetto ha un referente unico che resta lo stesso nel tempo. È la persona che conosce le scelte fatte e il motivo per cui sono state fatte, e che risponde anche fra tre anni.
Siamo oltre quaranta persone in un unico studio a Sarezzo, vicino a Brescia, e operiamo su Bologna come nel resto d’Italia.
Alcuni clienti sono con noi da vent’anni e hanno rifatto il sito tre volte. Ogni volta si è ripartiti da quello che c’era, non da zero.
La continuità è la parte del servizio che non compare nei preventivi e che si nota dopo.
Cosa chiediamo
prima di preventivare
Quattro risposte, e nessuna richiede documenti.
Cosa deve succedere quando qualcuno visita il sito. Una richiesta di preventivo, una telefonata, un ordine, una visita in azienda. Con un obiettivo si progetta, con “essere presenti online” no.
Chi sono i clienti che volete raggiungere e cosa hanno bisogno di sapere prima di scegliervi.
Cosa avete già. Un sito che porta visite, foto, cataloghi, testi. Spesso c’è più materiale utile di quanto si pensi.
Chi ci metterà le mani dopo. Determina che tipo di pannello serve e quanto deve essere semplice.
Con queste risposte il preventivo è preciso e regge fino alla fine. Senza, è un numero che verrà corretto in corsa.
Dipende da poche variabili, tutte verificabili prima di firmare.
La prima è quante pagine servono e quanto sono diverse fra loro: venti pagine con la stessa struttura costano meno di cinque tutte da progettare. La seconda, che sposta di più il totale, è chi scrive i contenuti: se ci sono già testi e foto usabili il progetto costa sensibilmente meno.
Poi conta cosa deve fare il sito oltre a informare: un’area riservata, un configuratore o un collegamento al gestionale sono progetti dentro il progetto. E conta se c’è un sito da sostituire con traffico da salvaguardare.
Il nostro modo di procedere è definire prima la struttura in un documento, e stimare su quello. La cifra che ne esce non cambia in corsa, che è il punto.
Si può fare in tre modi, e vanno decisi all’inizio perché è la voce che determina i tempi.
Li scriviamo noi, dopo aver intervistato chi in azienda conosce prodotti e clienti. È la strada più veloce e ha un costo. Li scrivete voi, con una traccia che vi diamo: costa meno e richiede tempo vero da parte di qualcuno.
Oppure si parte da quello che avete, cataloghi e presentazioni, e lo si riadatta: è la via di mezzo che usiamo più spesso.
Quello che non funziona è rimandare la decisione: il sito si ferma in attesa di testi che nessuno ha il tempo di scrivere. Succede regolarmente, ed è il motivo per cui certi progetti durano un anno.
Un sito fatto bene parte con le basi a posto: struttura leggibile, pagine veloci, contenuti organizzati come le persone cercano.
Questo non basta a posizionarsi su ricerche competitive. Farsi trovare è un lavoro continuativo: contenuti che rispondono a domande vere, pagine dedicate ai servizi che contano, tempo.
Quello che facciamo in ogni progetto è non partire svantaggiati e impostare le pagine principali su ciò che le persone cercano davvero, non sul linguaggio interno dell’azienda. È una differenza che si vede.
Se poi c’è l’obiettivo di posizionarsi su ricerche specifiche, è un lavoro a parte: se ne parla nella pagina sulla SEO a Bologna, con obiettivi e tempi propri.
Sì, ed è quasi sempre il modo giusto di impostarlo.
Consegniamo i siti con un pannello di gestione da cui modificare testi, immagini e pagine senza competenze tecniche. Usiamo soprattutto WordPress proprio per questo: è diffuso, molte persone lo conoscono già, e non vi lega a noi.
Quando il progetto ha molti contenuti, più persone che pubblicano o permessi differenziati, lavoriamo su Drupal. È meno immediato da usare e più solido su strutture complesse: lo scegliamo per quello, non per gusto.
Facciamo una sessione di affiancamento alla consegna e lasciamo istruzioni scritte sulle operazioni che farete più spesso.
Quello che conviene lasciare a noi sono gli interventi strutturali: pagine nuove di un certo tipo, modifiche al funzionamento, aggiornamenti tecnici. Il confine lo definiamo insieme all’inizio.
Per certe situazioni i servizi che si montano da soli vanno benissimo, e lo diciamo volentieri.
Se serve una presenza semplice, poche pagine, nessuna integrazione e nessun obiettivo commerciale preciso, spendere molto non ha senso.
La differenza si sente quando il sito deve produrre richieste: struttura pensata su come cercano i vostri clienti, testi scritti sul vostro mercato, collegamenti con i sistemi che usate, attenzione a velocità e posizionamento. Sono cose che un modello pronto non fa.
L’altra differenza è avere qualcuno che risponde quando qualcosa non funziona, o quando fra due anni serve cambiare. Dipende da quanto il sito conta per il vostro lavoro.
Sì, e non è un accessorio: per la maggior parte dei siti aziendali la quota più grossa delle visite arriva dal telefono.
Progettiamo partendo dallo schermo piccolo e adattando verso quello grande, non il contrario. È l’ordine che produce siti effettivamente usabili sul telefono, mentre l’abitudine diffusa è ancora quella opposta.
Le prove si fanno su dispositivi veri, non solo ridimensionando la finestra del computer: sono due cose diverse, soprattutto per velocità e comportamento dei moduli.
Controlliamo anche i tempi di caricamento con connessioni lente, perché è la condizione reale in cui molte persone vi visitano.
Rifacimento:
Mappare il sito esistente prima di toccarlo. Le pagine che portano visite si migliorano, non si cancellano.
Redirezioni:
Ogni vecchio indirizzo alla pagina nuova giusta. Mandare tutto alla home è l’errore che costa il posizionamento.
CMS:
WordPress quando deve essere semplice da aggiornare, Drupal quando i contenuti sono molti e i redattori più di uno.
Velocità:
Misurata sul telefono con connessione mediocre, non sul computer dell’ufficio. È lì che si perdono le visite.
Moduli:
Che le richieste arrivino davvero a qualcuno che le legge. Banale, e regolarmente rotto per mesi senza che nessuno lo sappia.
Lingue:
Ogni lingua sono contenuti nuovi, non una traduzione automatica. Si decide quali mercati contano davvero.
Raccontaci cosa fai e a chi lo vendi. Ti diciamo che tipo di sito serve, quanto dura e da cosa dipende il prezzo.
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
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