Marketing digitale:
Agenzia web marketing Rovigo:
meno canali, presidiati meglio
C’è un’idea diffusa e costosa: che bisogna esserci ovunque. Il sito, i social, le campagne, la newsletter, il video, il blog.
Con un budget da PMI questo significa essere presenti su sei canali con un impegno insufficiente su ciascuno. Nessuno produce abbastanza per contare, e alla fine dell’anno il totale speso è consistente e i risultati no.
Il lavoro utile è quasi sempre il contrario: capire quali due o tre canali portano davvero clienti nel vostro mercato, concentrarci sopra il budget, e lasciare perdere gli altri senza sensi di colpa.
Per questo un’agenzia web marketing a Rovigo dovrebbe proporvi anche cosa smettere di fare.
La lista delle cose da non fare è la parte più utile di un piano, e la meno richiesta.
Come lavoriamo:
prima l’analisi, poi si decide
Non proponiamo un piano prima di aver guardato i numeri. Non sapremmo su cosa basarlo.
Le prime settimane servono a mettere insieme la situazione: cosa è attivo, quanto costa, cosa produce. Ne esce un quadro che di solito nessuno in azienda aveva mai visto tutto insieme, e quasi sempre contiene almeno una sorpresa: un canale che costa molto e porta poco, o uno trascurato che porta clienti da anni.
Solo dopo si costruisce il piano, e a quel punto è fatto di decisioni motivate invece che di buone intenzioni.
Se dall’analisi risulta che quello che state facendo va bene, lo diciamo.
Non tutti i clienti hanno bisogno di un’agenzia in più. Alcuni hanno bisogno di averne una in meno.
Il budget:
come si divide fra i canali
Non esiste una ripartizione giusta a priori. Esiste un modo di arrivarci.
Il percorso che porta a un ordine è lungo in certi settori e corto in altri: a Rovigo ci sono gli uni e gli altri.
Il polesano vive di agroalimentare, pesca, meccanica leggera e itticoltura, con un turismo naturalistico del Delta in crescita. Un tessuto di piccole imprese dove la reputazione locale conta moltissimo.
Se la parte che manca è la strategia commerciale a monte, la pagina è agenzia marketing a Rovigo.
Si parte da quanto potete permettervi di spendere per acquisire un cliente, che dipende dal margine e da quanto quel cliente vale nel tempo. È il tetto contro cui si misura ogni canale.
Poi si guarda quanto costa un cliente su ciascun canale oggi. Quelli che stanno sotto il tetto meritano più budget, quelli sopra vanno sistemati o chiusi.
C’è un’eccezione da tenere presente: alcuni canali non portano richieste dirette ma fanno funzionare gli altri. Chiuderli guardando solo il loro numero è un errore che si paga qualche mese dopo.
Per questo la revisione si fa ogni trimestre, non ogni settimana.
Spostare budget è una decisione, e va presa con i numeri davanti.
Il team:
Come lavoriamo:
i dati sono vostri e li vedete
Gli strumenti di misura restano intestati alla vostra azienda, e vi mostriamo come leggerli.
Costruiamo un quadro con i pochi numeri che contano, aggiornato, a cui accedete quando volete: quante richieste per canale, quanto costano, come procedono. Non serve aspettare il rapporto mensile per sapere come sta andando.
Il nostro incontro periodico serve a decidere cosa cambiare, non a comunicarvi dei numeri che potete già vedere.
In tutto siamo più di quaranta, e operiamo sul territorio di Rovigo e in tutta Italia; la sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia.
Quando un trimestre va male lo sapete prima che ve lo diciamo. Ci sembra il modo corretto di lavorare.
Quanto costa:
tre voci da tenere distinte
In un progetto di marketing digitale le voci sono tre e mescolarle rende impossibile capire cosa si sta pagando.
L’analisi iniziale. Una volta sola: si mette insieme la situazione, si traccia il percorso, si calcola il costo per cliente per canale. Poche settimane, e il documento che ne esce è vostro.
Il budget da investire nei canali. Soldi che vanno alle piattaforme pubblicitarie, non a noi. Devono essere sempre visibili come voce separata.
Il lavoro continuativo. Coordinamento, gestione dei canali che seguiamo noi, misura e revisioni periodiche. Si dimensiona su quanti canali e quanta operatività.
Una PMI che parte spende quasi sempre più in budget che in lavoro. Se il rapporto è rovesciato, conviene chiedersi perché.
Chiedete sempre quanto del totale arriva davvero al pubblico.
Dipende da come è impostato il rapporto, e vale la pena chiarirlo perché sotto questo nome si vendono cose molto diverse.
C’è chi esegue attività su singoli canali: campagne, social, contenuti. È lavoro operativo e serve, ma può farlo anche un professionista specializzato.
Quello di cui ci occupiamo noi è il livello sopra: capire quali canali hanno senso per voi, come dividere il budget, misurare quanto costa acquisire un cliente su ciascuno, e trovare dove si perdono le richieste lungo il percorso.
Poi, se serve, eseguiamo anche. Ma il valore sta nel coordinamento: è la parte che manca nella maggior parte delle aziende che hanno tre o quattro fornitori diversi, ognuno bravo nel suo pezzo e nessuno che guardi il totale.
È la situazione più frequente, e le cause sono due, molto diverse fra loro.
La prima: le campagne portano le persone sbagliate. Succede quando sono impostate su parole troppo generiche, o quando l’annuncio promette qualcosa che voi non fate esattamente. Si vede subito guardando cosa cercavano quelle persone.
La seconda: i contatti sono buoni ma si perdono dopo. Tempi di risposta lunghi, richieste che nessuno prende in carico, nessun secondo tentativo con chi non era pronto subito.
La seconda causa è più comune della prima e costa di più, perché state già pagando per quei contatti. Il tempo di risposta in particolare è la leva più sottovalutata: la differenza fra richiamare in un’ora e richiamare in tre giorni è enorme.
Si capisce quale delle due è guardando i dati per un paio di settimane.
Dipende da cosa si mette in moto, e conviene distinguere.
Le correzioni sul percorso, cioè pagine, moduli, tempi di risposta, gestione dei contatti, danno effetti in poche settimane. Sono anche le meno costose, ed è il motivo per cui partiamo da lì.
Le campagne producono subito, ma i primi due mesi servono a capire cosa funziona: prima di allora i numeri non sono ancora affidabili.
Il posizionamento sui motori richiede mesi, con risultati consistenti fra sei e dodici, e la misurazione di tutto questo è un lavoro a sé: web analytics a Rovigo.
Un piano ragionevole mette insieme le tre cose: si sistemano le perdite subito perché si vede in fretta, si usano le campagne per avere volume nel frattempo, e si costruisce il posizionamento che a un anno riduce la dipendenza dalla pubblicità.
Pochi numeri, sempre gli stessi, così i cambiamenti si vedono.
Quante richieste sono arrivate e da quale canale. Quanto è costata ciascuna, considerando budget e lavoro. Quante sono diventate trattative e quante si sono chiuse.
Gli ultimi due li dovete fornire voi: nessuna agenzia può saperli. Ed è il motivo per cui molti rapporti si fermano al numero di contatti, che preso da solo dice poco.
Quello che potete ignorare tranquillamente: visualizzazioni, copertura, interazioni, tempo medio sulle pagine, numero di seguaci. Descrivono attività, non risultati.
Un segnale pratico: se il rapporto è lungo venti pagine e il costo per cliente non compare, di solito è perché è salito.
Sì, e va verificato con qualsiasi fornitore, non solo con noi.
Gli strumenti di analisi, Search Console, gli account pubblicitari e i profili social devono essere intestati alla vostra azienda. Chi vi segue lavora con permessi che gli concedete e che potete revocare.
La ragione è concreta: quei sistemi contengono lo storico dei vostri dati e delle vostre campagne. Se sono sull’account di un fornitore, il giorno che cambiate ricominciate da zero, e nella pubblicità lo storico ha un valore reale.
Capita di trovare aziende che hanno perso anni di dati in un passaggio di fornitore. Non è raro come sembra.
Ripresa:
Chi non era pronto al primo contatto e che nessuno risente più. Contatti già pagati, lasciati raffreddare.
Origine:
L’informazione di dove arrivava una persona deve arrivare fino alla firma. Serve poco per farlo funzionare.
Numeri:
Richieste, costo, trattative, chiusure. Visualizzazioni e interazioni descrivono attività, non risultati.
Revisione:
Ogni trimestre si sposta il budget su quello che funziona. Ogni settimana è troppo presto per capire.
Fornitori:
Chi lavora bene resta. Ci occupiamo del quadro, non di prendere il posto di chi sta già facendo il suo pezzo.
Accessi:
Strumenti e account intestati a voi. Cambiare fornitore non deve significare perdere anni di storico.
Se non sai da dove arrivano i clienti che chiudono davvero, quello è il punto di partenza. Raccontaci cosa stai facendo online e da dove pensi che arrivino.
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
Sviluppiamo strategie di comunicazione, marketing digitale, branding e innovazione su misura, integrando competenze creative e tecnologiche per accompagnare aziende e organizzazioni nel raggiungimento dei propri obiettivi.
Diventa il nostro prossimo cliente soddisfatto














