Ricerche sulla mappa:
Google My Business Rovigo:
oggi si chiama in un altro modo
Una precisazione utile, perché genera confusione: Google My Business non esiste più con quel nome. Dal 2021 si chiama Profilo dell’attività su Google, e si gestisce direttamente dalla ricerca o dalle mappe.
Lo strumento è lo stesso, le regole sono le stesse, e quasi tutti continuano a chiamarlo con il nome vecchio, noi compresi quando parliamo con i clienti.
La cosa che conta è un’altra: chi si occupa di Google My Business a Rovigo deve conoscere regole che cambiano spesso, e distinguere quello che funziona da quello che funzionava tre anni fa.
Buona parte dei consigli che si trovano in rete riguarda una versione dello strumento che non c’è più.
Le regole cambiano. I principi, quelli restano: dati veri, aggiornati, coerenti ovunque.
Come lavoriamo:
sistemare, misurare, poi decidere
Partiamo sempre con un intervento di sistemazione, che è una cosa sola e finita.
Si mette a posto tutto quello che è sbagliato o incompleto: categorie, dati, orari compresi i festivi, servizi, foto, collegamenti al sito. Si cercano eventuali schede doppie da unire, che sono un problema più frequente di quanto si pensi.
Poi si aspetta qualche settimana e si guardano i numeri: quante persone vi trovano, con che ricerche, quante chiamano o chiedono indicazioni.
A quel punto si decide se serve un lavoro continuativo o se basta che qualcuno in azienda tenga la scheda aggiornata con un po’ di metodo.
In parecchi casi basta la sistemazione e qualche istruzione. Lo diciamo.
Quando la scheda sparisce:
sospensioni e doppioni
Sono i due problemi che mettono davvero in difficoltà un’attività locale, e di cui non parla quasi nessuno.
Certe attività vivono di clienti del posto, altre no: il tessuto di Rovigo le contiene tutte e due.
Il polesano vive di agroalimentare, pesca, meccanica leggera e itticoltura, con un turismo naturalistico del Delta in crescita. Un tessuto di piccole imprese dove la reputazione locale conta moltissimo.
Sul posizionamento del sito, che è un lavoro diverso, c’è SEO a Rovigo.
La sospensione. La scheda smette di comparire, all’improvviso. Le cause tipiche sono un cambio di dati importanti fatto tutto insieme, un indirizzo che non corrisponde a una sede visitabile, categorie non coerenti con l’attività, o una segnalazione da parte di terzi. Si recupera con una richiesta di ripristino documentata: servono prove dell’esistenza dell’attività a quell’indirizzo. Richiede settimane e va fatta bene al primo tentativo.
I doppioni. Più schede per la stessa attività, spesso create anni prima o generate in automatico. Dividono recensioni e visibilità. Si uniscono, con una procedura non immediata.
In entrambi i casi l’errore comune è continuare a inviare richieste sbagliate, che peggiorano la situazione.
Per un’attività locale una scheda sospesa è come avere la saracinesca abbassata.
Come siamo fatti:
Come lavoriamo:
vi insegniamo a farlo
Su questo servizio più che su altri, l’obiettivo è lasciarvi autonomi sulle cose semplici.
Dopo la sistemazione iniziale lasciamo istruzioni pratiche: come aggiornare gli orari prima dei festivi, come caricare foto, come rispondere a una recensione difficile, cosa non toccare mai per non rischiare una sospensione.
Restiamo noi sulle cose che hanno un rischio: modifiche ai dati principali, unione di schede doppie, richieste di ripristino, gestione di più sedi.
In tutto siamo più di quaranta, e operiamo sul territorio di Rovigo e in tutta Italia; la sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia.
Una scheda aggiornata da chi lavora lì è più credibile di una gestita a distanza. Anche per Google.
Cosa serve
per cominciare
Poche cose, e nessuna complicata.
L’accesso alla scheda, o l’informazione su chi ce l’ha. Se nessuno in azienda lo sa, il primo lavoro è recuperare la proprietà, e capita spesso.
Quali ricerche vi interessano davvero. Le parole con cui un cliente vi cercherebbe, non il nome tecnico dei vostri servizi.
La zona che vi interessa. Il raggio entro cui un cliente viene da voi o voi andate da lui.
Chi in azienda potrà dedicare mezz’ora a settimana alla scheda. Determina se serve una gestione continuativa o no.
Con questo si parte. Il resto lo dicono i dati della scheda, che sono già lì e quasi nessuno guarda.
Dipende da quale delle due strade serve, e la prima basta a molte attività.
Un intervento una tantum comprende analisi, confronto con i concorrenti locali, sistemazione completa della scheda e istruzioni per mantenerla. Si esaurisce in poche settimane e non lascia canoni.
Una gestione continuativa ha senso con più sedi, con concorrenza locale forte, o se in azienda nessuno può occuparsene con regolarità. Comprende aggiornamenti, recensioni, foto e lettura dei numeri.
I casi problematici, schede sospese o doppioni complessi da unire, si valutano a parte perché richiedono tempi difficili da prevedere.
Guardiamo la scheda prima di fare qualsiasi proposta: in parecchi casi la risposta onesta è che basta l’intervento singolo.
I motivi sono pochi e si individuano in poco tempo confrontando le schede.
Il primo è la categoria scelta: se la vostra è generica e la loro è specifica, escono loro. Il secondo sono le recensioni, e conta anche quanto sono recenti: dieci recensioni degli ultimi mesi pesano più di cinquanta di cinque anni fa. Il terzo è la completezza della scheda.
Il quarto è la distanza dal punto in cui la persona cerca, e su quello non si può fare niente. Se un concorrente è in centro e voi in zona industriale, su certe ricerche fatte dal centro non lo supererete.
Guardiamo tutte e quattro e vi diciamo quanto margine c’è. Se il divario è solo di distanza, lo diciamo invece di vendervi un lavoro che non può dare risultati.
Chiedendole, con metodo e senza comprarle.
Quello che funziona è chiedere nel momento giusto, cioè quando il cliente è soddisfatto e il servizio è fresco, rendendo il passaggio semplicissimo: un collegamento diretto, un codice da inquadrare sullo scontrino o sul documento, un messaggio breve.
Quello che non funziona, e che può costare caro, è comprare recensioni o farle scrivere da conoscenti. Si riconoscono, vengono rimosse e nei casi peggiori la scheda viene penalizzata.
Un consiglio pratico: non chiedetele tutte insieme una volta all’anno. Un flusso regolare vale più di un picco, che oltretutto insospettisce.
Solo se viola le regole: offese, contenuti fuori tema, recensioni palesemente false, conflitti di interesse. In quei casi si segnala e a volte viene rimossa, con tempi non brevi.
Una recensione negativa ma legittima non si cancella, anche quando è ingiusta o esagerata.
La cosa utile da fare è rispondere: con calma, senza polemica, dando la propria versione dei fatti e indicando cosa avete fatto o siete disposti a fare. Chi legge valuta più la risposta che la recensione.
Le attività con qualche critica gestita bene risultano più credibili di quelle con sole valutazioni entusiaste, che fanno pensare a recensioni comprate.
Sì, nella maggior parte dei casi, ma va fatto bene al primo tentativo.
Le sospensioni arrivano quasi sempre dopo un cambiamento: indirizzo modificato, nome cambiato, categoria nuova, tutto insieme. Oppure per un indirizzo che non corrisponde a una sede visitabile, o per una segnalazione di terzi.
Il recupero avviene con una richiesta di ripristino documentata: servono prove che l’attività esista a quell’indirizzo, come visure, utenze, insegne, documenti. Più la documentazione è completa al primo invio, più è probabile che vada a buon fine.
L’errore che peggiora le cose è insistere con richieste generiche una dopo l’altra. I tempi sono di settimane, e per un’attività locale sono settimane pesanti: per questo conviene non improvvisare.
Foto:
Il locale, le persone, i lavori. Le immagini di repertorio si riconoscono e non aiutano nessuno.
Servizi:
I campi di prodotti e servizi compilati per intero. Noioso, e alimenta le corrispondenze con le ricerche.
Orari:
Compresi i festivi e le chiusure straordinarie. Un orario sbagliato fa perdere un cliente e guadagnare una recensione negativa.
Doppioni:
Più schede per la stessa attività dividono recensioni e visibilità. Si uniscono, e prima si fa meglio è.
Sospensioni:
Capitano, spesso dopo un cambio di dati. Si recuperano con una richiesta documentata, e va fatta bene al primo tentativo.
Proprietà:
L’account principale intestato a voi. Se la scheda è sull’account di un fornitore, il giorno che cambiate è un problema.
Scheda sospesa, doppioni o dati che non riesci a correggere? Sono i casi in cui conviene non improvvisare: raccontaci cosa è successo.
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