Marketing automation a Rovigo. Prima il processo, poi l’automazione.

Agenzia Marketing Automation Rovigo.
Sequenze, segmentazione e recupero dei contatti fermi.
Automatizzare qualcosa che non funziona lo rende solo più veloce. E più visibile.
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piazza vittorio emanuele ii rovigo

Automazioni:

Marketing automation Rovigo:
tre automazioni, non venti


Le piattaforme permettono di costruire percorsi complicatissimi. Quasi nessuna azienda ne ha bisogno.

Nella pratica, la quasi totalità del risultato arriva da poche automazioni semplici: il messaggio di benvenuto a chi lascia i dati, il recupero di chi ha abbandonato un acquisto a metà, il richiamo a chi non compra da un po’.

Sono tre cose che si impostano in poche settimane e che continuano a produrre per anni.

I percorsi complessi con decine di diramazioni sono affascinanti da disegnare, difficili da mantenere e quasi impossibili da correggere quando smettono di funzionare, perché nessuno si ricorda più come erano stati pensati.

Un’agenzia marketing automation a Rovigo utile parte dal poco che rende.

Venti automazioni impostate e mai riviste valgono meno di tre curate.

Il metodo:
si comincia da un percorso solo

Impostiamo una automazione per volta, la lasciamo girare qualche settimana e ne misuriamo il risultato prima di aggiungerne un’altra.

Il motivo è pratico: se si accendono cinque percorsi insieme e i numeri si muovono, non si sa quale ha funzionato. E se qualcosa va storto, non si sa dove guardare.

Si parte da quella con il ritorno più rapido, che dipende da cosa fate: per chi vende online è quasi sempre il carrello abbandonato, per chi vende servizi è la sequenza dopo una richiesta.

Ogni percorso ha un numero da raggiungere, deciso prima. Se dopo sei settimane non lo raggiunge, si corregge o si spegne.

Un’automazione che gira da due anni e che nessuno ha mai riletto di solito manda messaggi imbarazzanti.

Cosa mandare:
il problema vero

Le piattaforme si configurano in qualche giorno. Trovare qualcosa da dire ogni volta è la parte difficile, ed è dove i progetti si arenano.

Il valore di una lista dipende dal mercato che rappresenta, e quello di Rovigo ha più anime.

Il polesano vive di agroalimentare, pesca, meccanica leggera e itticoltura, con un turismo naturalistico del Delta in crescita. Un tessuto di piccole imprese dove la reputazione locale conta moltissimo.

Se prima dei messaggi automatici serve mettere ordine nei contatti, la pagina è CRM a Rovigo.

Il materiale che funziona non sono le promozioni continue: sono informazioni utili per chi riceve. Come si usa meglio un prodotto, cosa considerare prima di un acquisto, un caso reale, un avviso su una scadenza che li riguarda.

Le promozioni funzionano se sono poche e se arrivano a chi ha senso riceverle. Mandate tutte le settimane a tutti, insegnano alle persone che il vostro messaggio si può ignorare.

Quando un progetto si ferma, il motivo è quasi sempre questo: la piattaforma c’è, le automazioni sono impostate, ma nessuno ha tempo di produrre qualcosa che valga la pena leggere.

Va deciso prima chi scrive, con che ritmo, e da dove arrivano gli argomenti.

Il team:

Continuità:
le automazioni invecchiano


Un percorso automatico impostato e dimenticato diventa un problema, e nessuno se ne accorge finché qualcuno non si lamenta.

Capita di trovare sequenze che citano promozioni finite due anni prima, messaggi che rimandano a pagine che non esistono più, percorsi che continuano a scrivere a chi nel frattempo è diventato cliente.

Per questo ogni automazione attiva va riletta periodicamente, almeno un paio di volte l’anno. È un lavoro breve che evita figure sgradevoli.

Siamo oltre quaranta persone in un unico studio a Sarezzo, vicino a Brescia, e operiamo su Rovigo come nel resto d’Italia.

La domanda da farsi ogni sei mesi: se ricevessi questo messaggio oggi, cosa penserei?

Cosa chiediamo
prima di cominciare

Quattro informazioni, e la terza è quella che decide se il progetto regge.

Quanti contatti avete e in che stato sono: da dove arrivano, con quale consenso, quanti sono ancora attivi.

Cosa usate oggi per inviare comunicazioni, anche se è poco.

Chi scriverà i contenuti. Se la risposta non c’è, il progetto si ferma al secondo mese: la piattaforma resta accesa e non parte niente.

Cosa deve parlare con cosa. Sito, negozio online, gestionale, sistema di gestione clienti: le automazioni utili si basano su comportamenti reali.

Con queste risposte si capisce subito da dove partire. E se la lista è piccola e non c’è chi scrive, lo diciamo: conviene aspettare.

Cos’è la marketing automation, in pratica?

È far partire da sole le comunicazioni giuste al momento giusto, in base a quello che le persone fanno.

Gli esempi concreti sono semplici: chi lascia i dati riceve subito un messaggio di benvenuto e nei giorni successivi altri due o tre; chi abbandona un acquisto a metà riceve un promemoria; chi non compra da un tempo insolito viene ricontattato; chi ha comprato un prodotto riceve consigli su come usarlo.

Non è niente di misterioso: sono cose che un’azienda piccola farebbe a mano se avesse tempo, e che su numeri grandi si possono far succedere in automatico.

La parte difficile non è la tecnologia. È decidere cosa mandare, a chi e quando, e avere qualcosa di utile da dire.

Le email finiscono nello spam. Cosa si fa?

È un problema tecnico e di comportamento insieme, e va affrontato su entrambi i fronti.

Sul piano tecnico ci sono configurazioni del dominio che autorizzano chi invia per vostro conto. Se non sono impostate correttamente, una parte dei messaggi non arriva, indipendentemente da cosa contengono. È un lavoro una tantum che va fatto bene.

Sul piano del comportamento contano la pulizia della lista e quante persone aprono. Se inviate a migliaia di indirizzi di cui pochi aprono, i fornitori di posta lo notano e cominciano a filtrarvi.

Per questo togliere periodicamente chi non apre da molto tempo migliora la consegna a chi resta. Sembra controintuitivo ridurre la lista, ed è la cosa più utile da fare.

Serve il CRM per fare marketing automation?

Non è indispensabile all’inizio, ma la combinazione rende molto di più.

Si può partire con una piattaforma di invio collegata al sito o al negozio online: bastano per benvenuto, carrelli abbandonati e riacquisto, che sono già le automazioni con il ritorno migliore.

Il sistema di gestione clienti serve quando la vendita passa da persone: sapere che un contatto è diventato trattativa, o cliente, permette di smettere di mandargli comunicazioni da estraneo, che è uno degli errori più visibili.

Se dovete scegliere da cosa partire e la vostra vendita è gestita dai commerciali, di solito conviene prima il CRM. Se vendete online, prima le automazioni.

Chi scrive i messaggi?

Possiamo scriverli noi, o lavorare su quello che producete voi, ma la domanda va risolta prima di cominciare.

È il punto dove questi progetti si fermano più spesso: la piattaforma è configurata, i percorsi sono pronti, e non parte niente perché nessuno ha tempo di scrivere.

Per le automazioni il lavoro è contenuto: sono messaggi che si scrivono una volta e girano per anni. Il problema sono le comunicazioni periodiche, che richiedono argomenti nuovi ogni volta.

La soluzione che funziona è decidere all’inizio da dove arrivano gli argomenti: le domande dei clienti, le novità di prodotto, quello che i tecnici spiegano tutti i giorni. Senza una fonte stabile, dopo due mesi si finisce a mandare promozioni perché è l’unica cosa che si riesce a produrre.

Da quale automazione conviene partire?

Dipende da come vendete, e la risposta è quasi sempre una di queste due.

Se vendete online, dal recupero dei carrelli abbandonati: è la più rapida da attivare e quella che produce prima. Subito dopo viene il riacquisto, cioè ricontattare chi ha comprato e non torna da un tempo insolito per quel prodotto.

Se vendete servizi o prodotti su preventivo, dalla sequenza che parte dopo una richiesta: un messaggio immediato che conferma e dice cosa succederà, poi due o tre comunicazioni utili nei giorni successivi mentre la persona sta valutando.

In entrambi i casi si parte da una sola, si misura per sei settimane, e solo dopo si aggiunge la seconda. Accenderne cinque insieme rende impossibile capire cosa ha funzionato.

Lavorate anche con aziende fuori dal vostro territorio?

Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.

Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo progetti in tutta Italia. Questo lavoro si fa interamente a distanza: configurazioni, percorsi, contenuti e misura.

Serve una conversazione iniziale con chi conosce i clienti e con chi vende, per capire cosa ha senso comunicare e in che momenti. Quella si fa in videochiamata senza perdere nulla.

Se c’è già una piattaforma attiva, il primo passo è un accesso in lettura per vedere com’è impostata: in mezza giornata si capisce cosa recuperare.

Come faccio a sapere se sta funzionando?

Guardando pochi numeri, e non quelli che si guardano di solito.

Le aperture sono un dato poco affidabile, perché i sistemi di posta le contano in modo scorretto. I clic dicono qualcosa di più, ma restano un passaggio intermedio.

Quello che conta è cosa è successo dopo: quanti acquisti sono stati recuperati, quante richieste di preventivo sono arrivate da una sequenza, quanti contatti fermi sono tornati attivi, e quanto valgono in euro.

Per ogni automazione che accendiamo definiamo prima questo numero e lo confrontiamo con la situazione precedente. È l’unico modo per sapere se il canone della piattaforma si ripaga, che è la domanda vera.

Consegna:

Configurazioni del dominio fatte come si deve. Senza, una parte dei messaggi non arriva e non lo sapete.

Consenso:

Raccolto in modo valido e dimostrabile. Le liste comprate danneggiano anche gli invii legittimi.

Contenuti:

Il vero collo di bottiglia. Va deciso prima chi scrive e da dove arrivano gli argomenti.

Revisione:

Rileggere le automazioni attive due volte l’anno. Capita di trovarne che citano promozioni finite nel 2022.

Numeri:

Acquisti recuperati, richieste generate, contatti riattivati. Le aperture non sono un risultato.

Gradualità:

Una automazione per volta, misurata sei settimane. Accenderne cinque insieme impedisce di capire cosa funziona.

Dicci quanti contatti hai in archivio e cosa usi per scrivergli. Ti diciamo da quale automazione partire e quanto potrebbe valere.

Dicono di noi:
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
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K Koci
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Professionisti ... consigliatissimo.
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F Bolasco
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Ho lavorato con Dexa in tutto il 2025 in qualita' di Marketing Director per Dalla Corte macchine caffe' professionali. Insieme abbiamo realizzato molti progetti entusiasmanti dal lancio nuovi prodotti ad attività' di Brand Identity e social media management. Una realta' molto strutturata e professionale.
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Roseanna
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Abbiamo collaborato con Dexa per la realizzazione della campagna di lancio di due prodotti Dalla Corte, il team è molto competente.
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G veraldi
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Lavorare con Loris e il suo team e’ un vero piacere.Dei veri professionisti!!
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P POLIGNANO
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Collaboriamo con questa società per le attività di marketing e comunicazione e la nostra esperienza è molto positiva. Il team è professionale, disponibile e sempre pronto a fornire risposte chiare e soluzioni efficaci. Apprezziamo la loro preparazione e l’impegno nella formazione continua, che consente di rimanere aggiornati anche sull’utilizzo delle nuove tecnologie, oltre al fatto che si tratta di un gruppo creativo e molto piacevole con cui lavorare, in cui si percepisce un clima positivo e una buona valorizzazione delle persone. Una collaborazione che apprezziamo e che consigliamo.
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M Lazzaroni
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Lavorare con la squadra di Loris è un vero piacere, oltre alla competenza tecnica, quello che colpisce è l'entusiasmo che mettono in ogni progetto. Sono sempre disponibili e hanno l'ottima capacità di comprendere le necessità del cliente senza perdite di tempo. Pienamente soddisfatto del lavoro svolto!
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