Canali online:
Agenzia web marketing Lodi:
meno canali, presidiati meglio
C’è un’idea diffusa e costosa: che bisogna esserci ovunque. Il sito, i social, le campagne, la newsletter, il video, il blog.
Con un budget da PMI questo significa essere presenti su sei canali con un impegno insufficiente su ciascuno. Nessuno produce abbastanza per contare, e alla fine dell’anno il totale speso è consistente e i risultati no.
Il lavoro utile è quasi sempre il contrario: capire quali due o tre canali portano davvero clienti nel vostro mercato, concentrarci sopra il budget, e lasciare perdere gli altri senza sensi di colpa.
Per questo un’agenzia web marketing a Lodi dovrebbe proporvi anche cosa smettere di fare.
La lista delle cose da non fare è la parte più utile di un piano, e la meno richiesta.
Come si mettono in fila i canali:
quattro passaggi
È un lavoro ordinato e si fa nello stesso modo in quasi tutte le aziende.
Si misura quello che c’è. Tutti i canali attivi, quanto costano davvero compreso il lavoro interno, quante richieste portano. Già questo passaggio riserva sorprese.
Si traccia il percorso. Dal primo contatto alla vendita: quante persone arrivano, quante lasciano i dati, quante diventano trattative, quante chiudono. I numeri centrali quasi sempre mancano.
Si calcola il costo per cliente per ciascun canale. È il numero che permette di decidere invece di discutere.
Si sposta il budget verso quello che funziona e si tolgono i canali che non reggono il confronto.
I primi due passaggi da soli di solito trovano abbastanza sprechi da pagare il lavoro.
I numeri che servono:
e quelli che ingombrano
Gli strumenti digitali producono una quantità di dati che serve soprattutto a riempire rapporti.
Quanto vale un cliente cambia con la filiera, e attorno a Lodi le filiere sono diverse.
Il lodigiano vive di agroalimentare, lattiero-caseario e logistica, favorita dalla posizione sulle direttrici verso Milano. Settori dove la fiducia si costruisce sulla continuità, non sulla campagna.
Se la parte che manca è la strategia commerciale a monte, la pagina è agenzia marketing a Lodi.
Numeri che non fanno decidere: visualizzazioni, copertura, interazioni, tempo medio sul sito, numero di seguaci. Descrivono attività, non risultati.
Numeri che fanno decidere: quante richieste arrivano da ciascun canale, quanto costa ciascuna, quante diventano trattative, quante si chiudono e con che margine.
Gli ultimi due li conosce solo l’azienda, ed è il motivo per cui vanno condivisi con chi si occupa del marketing. Senza, si ottimizza sul numero di contatti, che è il numero sbagliato: cento contatti che non chiudono costano più di dieci che chiudono.
Nei rapporti che facciamo i numeri sono pochi e sempre gli stessi, così si vedono i cambiamenti.
Un rapporto di venti pagine di solito serve a non dire che il costo per cliente è salito.
Chi ci lavora:
Come lavoriamo:
i dati sono vostri e li vedete
Gli strumenti di misura restano intestati alla vostra azienda, e vi mostriamo come leggerli.
Costruiamo un quadro con i pochi numeri che contano, aggiornato, a cui accedete quando volete: quante richieste per canale, quanto costano, come procedono. Non serve aspettare il rapporto mensile per sapere come sta andando.
Il nostro incontro periodico serve a decidere cosa cambiare, non a comunicarvi dei numeri che potete già vedere.
In tutto siamo più di quaranta, e operiamo sul territorio di Lodi e in tutta Italia; la sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia.
Quando un trimestre va male lo sapete prima che ve lo diciamo. Ci sembra il modo corretto di lavorare.
Il preventivo:
si comincia sempre dall’analisi
Non facciamo firmare impegni annuali prima di aver guardato i numeri, e il motivo è pratico.
Senza sapere quanto vi costa oggi un cliente e da quali canali arriva, qualsiasi piano è una serie di attività generiche. Sono quelle che riempiono i contratti annuali e producono rapporti soddisfacenti senza spostare niente.
L’analisi costa poco, dura poche settimane e produce tre cose: il quadro di quello che è attivo con i relativi costi, il percorso dal contatto alla vendita con i punti dove si perde, e una proposta di dove spostare il budget.
Da lì decidete voi: si prosegue insieme, oppure prendete il documento e lo eseguite con chi già vi segue.
È un lavoro che a volte conclude che non serviamo. Va bene così.
Dipende da come è impostato il rapporto, e vale la pena chiarirlo perché sotto questo nome si vendono cose molto diverse.
C’è chi esegue attività su singoli canali: campagne, social, contenuti. È lavoro operativo e serve, ma può farlo anche un professionista specializzato.
Quello di cui ci occupiamo noi è il livello sopra: capire quali canali hanno senso per voi, come dividere il budget, misurare quanto costa acquisire un cliente su ciascuno, e trovare dove si perdono le richieste lungo il percorso.
Poi, se serve, eseguiamo anche. Ma il valore sta nel coordinamento: è la parte che manca nella maggior parte delle aziende che hanno tre o quattro fornitori diversi, ognuno bravo nel suo pezzo e nessuno che guardi il totale.
È la situazione più frequente, e le cause sono due, molto diverse fra loro.
La prima: le campagne portano le persone sbagliate. Succede quando sono impostate su parole troppo generiche, o quando l’annuncio promette qualcosa che voi non fate esattamente. Si vede subito guardando cosa cercavano quelle persone.
La seconda: i contatti sono buoni ma si perdono dopo. Tempi di risposta lunghi, richieste che nessuno prende in carico, nessun secondo tentativo con chi non era pronto subito.
La seconda causa è più comune della prima e costa di più, perché state già pagando per quei contatti. Il tempo di risposta in particolare è la leva più sottovalutata: la differenza fra richiamare in un’ora e richiamare in tre giorni è enorme.
Si capisce quale delle due è guardando i dati per un paio di settimane.
Dipende da cosa si mette in moto, e conviene distinguere.
Le correzioni sul percorso, cioè pagine, moduli, tempi di risposta, gestione dei contatti, danno effetti in poche settimane. Sono anche le meno costose, ed è il motivo per cui partiamo da lì.
Le campagne producono subito, ma i primi due mesi servono a capire cosa funziona: prima di allora i numeri non sono ancora affidabili.
Il posizionamento sui motori richiede mesi, con risultati consistenti fra sei e dodici, e la misurazione di tutto questo è un lavoro a sé: web analytics a Lodi.
Un piano ragionevole mette insieme le tre cose: si sistemano le perdite subito perché si vede in fretta, si usano le campagne per avere volume nel frattempo, e si costruisce il posizionamento che a un anno riduce la dipendenza dalla pubblicità.
Pochi numeri, sempre gli stessi, così i cambiamenti si vedono.
Quante richieste sono arrivate e da quale canale. Quanto è costata ciascuna, considerando budget e lavoro. Quante sono diventate trattative e quante si sono chiuse.
Gli ultimi due li dovete fornire voi: nessuna agenzia può saperli. Ed è il motivo per cui molti rapporti si fermano al numero di contatti, che preso da solo dice poco.
Quello che potete ignorare tranquillamente: visualizzazioni, copertura, interazioni, tempo medio sulle pagine, numero di seguaci. Descrivono attività, non risultati.
Un segnale pratico: se il rapporto è lungo venti pagine e il costo per cliente non compare, di solito è perché è salito.
Sì, e va verificato con qualsiasi fornitore, non solo con noi.
Gli strumenti di analisi, Search Console, gli account pubblicitari e i profili social devono essere intestati alla vostra azienda. Chi vi segue lavora con permessi che gli concedete e che potete revocare.
La ragione è concreta: quei sistemi contengono lo storico dei vostri dati e delle vostre campagne. Se sono sull’account di un fornitore, il giorno che cambiate ricominciate da zero, e nella pubblicità lo storico ha un valore reale.
Capita di trovare aziende che hanno perso anni di dati in un passaggio di fornitore. Non è raro come sembra.
Dipende da quanto piccoli, e preferiamo dirlo prima.
Sotto una certa soglia il coordinamento non ha senso: se avete un solo canale attivo e una spesa contenuta, non serve qualcuno che metta in fila i pezzi, perché il pezzo è uno.
In quelle situazioni la cosa più utile è un intervento breve: si guarda com’è impostato, si sistemano le perdite evidenti sul sito e nella gestione dei contatti, si lasciano istruzioni. Poi ci si risente quando il budget cresce.
Il coordinamento diventa utile quando ci sono più canali attivi, più fornitori, o quando la spesa complessiva è abbastanza alta che una decisione sbagliata costa più dell’analisi.
Ripresa:
Chi non era pronto al primo contatto e che nessuno risente più. Contatti già pagati, lasciati raffreddare.
Origine:
L’informazione di dove arrivava una persona deve arrivare fino alla firma. Serve poco per farlo funzionare.
Numeri:
Richieste, costo, trattative, chiusure. Visualizzazioni e interazioni descrivono attività, non risultati.
Revisione:
Ogni trimestre si sposta il budget su quello che funziona. Ogni settimana è troppo presto per capire.
Fornitori:
Chi lavora bene resta. Ci occupiamo del quadro, non di prendere il posto di chi sta già facendo il suo pezzo.
Accessi:
Strumenti e account intestati a voi. Cambiare fornitore non deve significare perdere anni di storico.
Se non sai da dove arrivano i clienti che chiudono davvero, quello è il punto di partenza. Raccontaci cosa stai facendo online e da dove pensi che arrivino.
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
Sviluppiamo strategie di comunicazione, marketing digitale, branding e innovazione su misura, integrando competenze creative e tecnologiche per accompagnare aziende e organizzazioni nel raggiungimento dei propri obiettivi.
Diventa il nostro prossimo cliente soddisfatto
