Sviluppo Shopify:
Shopify a Parma:
quello che risolve davvero
Shopify ha un vantaggio concreto: toglie dal tavolo una serie di problemi che su altre piattaforme restano vostri.
Non c’è un server da gestire, non ci sono aggiornamenti da installare la domenica, non c’è il rischio che un modulo aggiornato rompa il carrello. La piattaforma regge i picchi di traffico senza che nessuno debba intervenire, e i pagamenti funzionano il giorno uno.
Per un’azienda senza reparto tecnico interno è il motivo per cui vale il canone.
Chi lavora come agenzia ecommerce Shopify Parma dovrebbe però dirvi anche l’altra metà: quello che Shopify non fa, o fa a caro prezzo, e che su altre piattaforme sarebbe compreso.
Si compra semplicità. Si paga in libertà, e per molti negozi è uno scambio conveniente.
Quando conviene Shopify:
e quando conviene un’altra strada
Diciamo prima la parte scomoda, così il resto si legge con più fiducia.
Shopify conviene se vendete ai privati, se il catalogo sta sotto qualche migliaio di codici con varianti ordinarie, se non avete tecnici interni e volete che qualcun altro si occupi di server, aggiornamenti e sicurezza. E conviene se contate di aprire in fretta.
Shopify conviene meno se vendete alle aziende con listini personalizzati e pagamenti differiti, se avete decine di migliaia di codici che cambiano di continuo, se il gestionale deve scambiare dati in modo profondo, se il percorso di acquisto deve fare qualcosa che la piattaforma non prevede.
In quei casi PrestaShop o Magento costano di più all’inizio e meno nel tempo. Se non avete ancora scelto la piattaforma, conviene partire dalla pagina sul commercio elettronico a Parma.
Se un fornitore risponde Shopify prima di aver visto il catalogo, sta descrivendo sé stesso, non il vostro progetto.
Il tema:
comprato, modificato o su misura
Ci sono tre strade e costano in modo molto diverso. Tutte e tre possono andare bene.
La piattaforma si sceglie sul prodotto, e i prodotti che si fanno attorno a Parma non sono tutti uguali.
Parma tiene insieme il food più riconoscibile d’Italia e un comparto di impiantistica alimentare che esporta in tutto il mondo. Chi produce il prosciutto e chi produce le macchine per affettarlo hanno pubblici opposti.
Se la piattaforma non l’avete ancora scelta, conviene partire da e-commerce a Parma.
Tema pronto, usato com’è. Spesa minima, apertura rapidissima. Il negozio somiglia ad altri mille, che per certi prodotti non è un problema e per un marchio che punta sull’immagine lo è.
Tema pronto, adattato. La strada che consigliamo più spesso: si parte da una base solida e si lavora sui punti che contano, cioè scheda prodotto e carrello. Buon rapporto fra spesa e risultato.
Tema su misura. Ha senso quando il marchio è l’elemento di vendita o quando il percorso di acquisto è particolare. Costa di più e va mantenuto.
Il consiglio che diamo quasi sempre: mettete i soldi sulla scheda prodotto e sul carrello, non sulla pagina iniziale. Le persone comprano lì, non nella home.
Il team:
Chi lavora
al tuo negozio Shopify
Su un progetto Shopify servono meno persone che su una piattaforma installata, ma servono comunque mestieri diversi.
Chi imposta la piattaforma e il tema, chi scrive schede prodotto che vendono e si trovano su Google, chi collega gestionale e corrieri, chi imposta le campagne e legge i numeri dopo l’apertura.
In Dexa siamo oltre quaranta persone e lavoriamo tutte nello stesso studio, quindi queste figure si parlano invece di scriversi.
Siamo attivi a Parma e in tutta Italia: la nostra sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia, e la maggior parte dei clienti è altrove.
Su Shopify il grosso si segue a distanza senza perdere nulla.
Il preventivo:
quello che chiediamo prima di farlo
Per dare un numero che regga nel tempo servono quattro risposte.
Quanti prodotti e in che stato sono. Con foto e descrizioni pronte il progetto costa una frazione rispetto a partire da un listino in Excel.
Cosa deve fare il negozio oltre a vendere. Abbonamenti, prenotazioni, configuratori, vendita anche alle aziende. Ogni “oltre” va verificato sulla piattaforma prima di prometterlo.
Con cosa deve parlare. Gestionale, magazzino, corrieri, programma di fatturazione.
Quanto budget resta per farsi trovare. Se il progetto consuma tutto, il negozio apre e resta vuoto: succede più spesso di quanto si creda.
Con queste risposte il preventivo è preciso e non cambia in corsa. Senza, è un numero messo lì per far firmare.
Ci sono due conti da fare e vanno tenuti separati, altrimenti il preventivo inganna.
Il primo è la realizzazione: tema, caricamento del catalogo, integrazioni, migrazione se c’è un negozio da spostare. Dipende soprattutto da quanti prodotti avete e in che stato sono le schede. Un catalogo pronto e uno da scrivere da zero fanno una differenza enorme.
Il secondo è quanto costa ogni mese: canone della piattaforma, app, commissioni sugli ordini. Su volumi importanti le commissioni diventano la voce principale, più del resto messo insieme.
Quando prepariamo un preventivo li mettiamo tutti e due, con una proiezione a tre anni. È l’unico modo per confrontare Shopify con le altre piattaforme in modo onesto.
Sì, e vale la pena sapere in anticipo cosa comporta.
I dati sono vostri e si esportano: prodotti, clienti, ordini. La difficoltà non sta lì, sta in due punti.
Il primo sono gli indirizzi delle pagine, che cambiano di nuovo e vanno mappati con cura per non perdere il posizionamento. Il secondo sono le funzioni ottenute con le app: sulla piattaforma nuova vanno ritrovate o rifatte, e a volte è un lavoro consistente.
Per questo insistiamo sulla verifica iniziale. Cambiare piattaforma due volte in tre anni è il modo più caro di gestire un negozio online, e succede quasi sempre per una scelta fatta in fretta all’inizio.
Non c’è una piattaforma migliore in assoluto: ci sono scelte adatte a situazioni diverse.
Shopify conviene se non avete tecnici interni, volete partire in fretta e preferite un canone che comprende hosting, sicurezza e aggiornamenti. Paghi di più ogni mese e pensi a meno cose.
WooCommerce conviene se avete già un sito WordPress e il contenuto conta quanto il prodotto. Costa meno di canone e di più di manutenzione, che qualcuno deve fare davvero.
PrestaShop e Magento entrano in gioco su cataloghi grandi, listini differenziati e vendita alle aziende.
Le usiamo tutte e quattro, quindi non abbiamo una piattaforma da difendere: guardiamo il catalogo e diciamo quale regge meglio.
Con catalogo pronto e tema adattato, dalle quattro alle otto settimane.
Se il catalogo va costruito, cioè servono foto e descrizioni, i tempi li determina quello: è la parte lunga di ogni progetto e non dipende dalla piattaforma.
Per una migrazione da un’altra piattaforma si va dalle sei alle dodici settimane, perché prima dello sviluppo va preparata la mappa degli indirizzi e verificata ogni funzione esistente.
I ritardi tipici hanno quasi sempre la stessa origine: il materiale sui prodotti che arriva a pezzi. Se lo si prepara prima di partire, i tempi si accorciano di parecchio.
Nella maggior parte dei casi sì, ma il costo cambia molto da gestionale a gestionale.
Per i programmi più diffusi esistono collegamenti già pronti: si configurano e viaggiano giacenze, anagrafiche, prezzi e ordini. È la situazione migliore, e costa poco.
Per i gestionali meno comuni o per le versioni personalizzate serve un lavoro su misura, che a volte pesa quanto il resto del progetto.
È la prima cosa che verifichiamo, prima di fare il preventivo: se il collegamento è complicato, può essere il motivo per cui conviene un’altra piattaforma.
Si può, entro certi limiti, ed è bene conoscerli prima.
Shopify ha funzioni pensate per la vendita alle aziende: listini dedicati, clienti con condizioni proprie, accesso riservato. Per un catalogo B2B semplice bastano.
Diventa stretto quando servono sconti a scaglioni complessi, condizioni negoziate cliente per cliente, pagamenti differiti con fidi, ordini che devono passare da un’approvazione interna. Lì si finisce a forzare la piattaforma con app che si sovrappongono.
In quei casi guardiamo altre strade e ve lo diciamo apertamente, anche se il progetto diventa più caro.
Spedizioni:
Corrieri, tempi e soglie di gratuità. La spedizione gratis è un calcolo sul margine, non una cortesia.
Estero:
Lingue, valute e regole fiscali. Ogni mercato aggiunto porta contenuti nuovi e adempimenti da verificare prima.
Velocità:
Quanto è rapido il negozio sul telefono. È lì che arriva la maggior parte delle visite, ed è lì che si perdono gli ordini.
Traffico:
Posizionamento e campagne dopo l’apertura. Un negozio nuovo ha zero visitatori: nessuno ci passa davanti per caso.
Numeri:
Visite, conversione, valore medio dell’ordine, costo per ordine. Quattro numeri bastano per capire dove intervenire.
Verifica:
Se Shopify sia la piattaforma giusta per quello che vendete. Mezz’ora di domande prima, invece di una migrazione fra due anni.
Raccontaci cosa vendi e a chi. Ti diciamo se Shopify è la scelta giusta, e se non lo è ti diciamo anche quello.
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
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