Shopify per le aziende:
Shopify a Bolzano:
quello che risolve davvero
Shopify ha un vantaggio concreto: toglie dal tavolo una serie di problemi che su altre piattaforme restano vostri.
Non c’è un server da gestire, non ci sono aggiornamenti da installare la domenica, non c’è il rischio che un modulo aggiornato rompa il carrello. La piattaforma regge i picchi di traffico senza che nessuno debba intervenire, e i pagamenti funzionano il giorno uno.
Per un’azienda senza reparto tecnico interno è il motivo per cui vale il canone.
Chi lavora come agenzia ecommerce Shopify Bolzano dovrebbe però dirvi anche l’altra metà: quello che Shopify non fa, o fa a caro prezzo, e che su altre piattaforme sarebbe compreso.
Si compra semplicità. Si paga in libertà, e per molti negozi è uno scambio conveniente.
La verifica prima del preventivo:
cinque domande
Prima di confermare che Shopify sia la scelta giusta chiediamo cinque cose. Sono le stesse che dovrebbe chiedervi chiunque.
A chi vendete. Privati o aziende. Con le aziende servono listini dedicati e condizioni di pagamento, e Shopify ci arriva ma con dei limiti.
Quanti prodotti e quante varianti. Il numero conta meno di come sono fatti: taglie e colori sono normali, configurazioni su misura no.
Che gestionale usate. Se deve scambiare dati con il negozio, verifichiamo subito se esiste un collegamento pronto o va costruito.
Chi aggiornerà il catalogo. Se è una persona non tecnica, questo sposta la scelta verso Shopify più di ogni altra considerazione.
Quanto potete investire per farvi trovare. Perché un negozio nuovo non ha visitatori, su qualunque piattaforma sia.
Mezz’ora di domande evita due anni sulla piattaforma sbagliata.
I costi che non si leggono
nella pagina dei prezzi
Il canone di Shopify è pubblico e sembra poco. Il costo reale di un negozio è un’altra cosa, e si compone di quattro voci.
Se Shopify sia la scelta giusta dipende da cosa vendete, e il tessuto produttivo attorno a Bolzano è vario.
In Alto Adige turismo, agroalimentare e legno-arredo convivono con un bilinguismo che condiziona ogni scelta di comunicazione: quasi tutto va pensato in due lingue fin dall’inizio.
Se la piattaforma non l’avete ancora scelta, conviene partire da e-commerce a Bolzano.
Il canone. Prevedibile, cresce con il piano. Comprende hosting, sicurezza e aggiornamenti, che altrove pagate a parte.
Le commissioni sulle transazioni. Una percentuale su ogni ordine, più bassa se usate il sistema di pagamento della piattaforma. Su volumi alti questa voce supera tutto il resto.
Le app. Qui si nascondono le sorprese. Ogni funzione che manca si compra, quasi sempre con un abbonamento mensile. Dieci app da venti euro fanno duecento euro al mese, per sempre.
Il lavoro su misura. Tema, integrazioni, migrazione dei dati. È una spesa iniziale, non ricorrente.
Il conto da fare è a tre anni, non al primo mese. Su quell’orizzonte le classifiche a volte si ribaltano.
Chi ci lavora:
Un referente solo,
anche fra tre anni
La differenza fra un negozio che cresce e uno che si ferma sta quasi sempre in chi lo segue dopo l’apertura.
Da noi ogni progetto ha un referente che resta lo stesso nel tempo: è la persona che risponde quando serve aggiungere un metodo di spedizione, aprire un mercato nuovo o capire perché un ordine si è bloccato.
Siamo più di quaranta persone in un unico studio a Sarezzo, vicino a Brescia, e operiamo su Bolzano come nel resto d’Italia.
Alcuni clienti ci seguono da vent’anni e nel frattempo hanno cambiato piattaforma due volte. Quella continuità è la parte che non si vede nel preventivo.
Chi ha costruito il negozio è ancora raggiungibile, e sui progetti lunghi è quello che conta di più.
Tre fasce di spesa:
dove sta di solito un progetto
Per dare un ordine di grandezza, i progetti Shopify si dividono in tre gruppi abbastanza netti.
Apertura essenziale. Tema pronto adattato, catalogo contenuto già disponibile, nessuna integrazione, spedizioni standard. Poche settimane di lavoro, serve a validare il prodotto sul mercato.
Negozio di un’azienda avviata. Tema lavorato sulle pagine che contano, centinaia o migliaia di prodotti, collegamento con il gestionale, più metodi di spedizione, magari una seconda lingua. È la fascia della maggior parte dei nostri progetti.
Progetto articolato. Più mercati, vendita anche alle aziende, funzioni su misura, migrazione da un’altra piattaforma con recupero del posizionamento. Qui il lavoro grosso non è grafico.
Dentro ogni fascia la variabile che pesa di più sono i contenuti dei prodotti.
Vi diciamo in quale fascia siete prima di preventivare, così si ragiona su numeri reali.
Ci sono due conti da fare e vanno tenuti separati, altrimenti il preventivo inganna.
Il primo è la realizzazione: tema, caricamento del catalogo, integrazioni, migrazione se c’è un negozio da spostare. Dipende soprattutto da quanti prodotti avete e in che stato sono le schede. Un catalogo pronto e uno da scrivere da zero fanno una differenza enorme.
Il secondo è quanto costa ogni mese: canone della piattaforma, app, commissioni sugli ordini. Su volumi importanti le commissioni diventano la voce principale, più del resto messo insieme.
Quando prepariamo un preventivo li mettiamo tutti e due, con una proiezione a tre anni. È l’unico modo per confrontare Shopify con le altre piattaforme in modo onesto.
Si decide all’inizio e va messo nero su bianco, perché è la voce che fa slittare i tempi più di ogni altra.
Se avete già foto e descrizioni decenti, il caricamento è un lavoro meccanico e si può fare in buona parte in automatico, anche su cataloghi grandi.
Se il materiale non c’è, qualcuno lo deve produrre: possiamo occuparcene noi, oppure lo fate voi con un modello che vi diamo. In entrambi i casi va messo a preventivo, perché le schede prodotto non sono un dettaglio: sono anche il contenuto che vi fa trovare su Google.
La strada che sconsigliamo è incollare le descrizioni del fornitore, identiche a quelle di altri cento negozi.
Shopify ha una base tecnica solida, quindi non parte svantaggiato. Ma la piattaforma non posiziona niente da sola.
Quello che fa la differenza sono le schede prodotto scritte per chi cerca, le categorie organizzate come le persone cercano davvero, e contenuti che rispondano alle domande prima dell’acquisto.
Ci sono limiti da conoscere: la struttura degli indirizzi è in parte imposta e alcune scelte tecniche non si possono cambiare. Sono limiti gestibili, non decisivi.
Nei progetti dove ce ne occupiamo, questa parte comincia durante lo sviluppo, non dopo l’apertura. Rimediare a catalogo già caricato costa di più.
Comincia la parte che decide se il progetto rende.
Un negozio nuovo ha zero visitatori: nessuno ci passa davanti per caso. Il traffico si costruisce con posizionamento, campagne a pagamento e lavoro su chi ha già comprato. Servono quasi sempre tutte e tre le cose.
Nei primi mesi guardiamo pochi numeri ma buoni: da dove arrivano le visite, quante persone mettono qualcosa nel carrello, dove si fermano, quanto costa ottenere un ordine.
Da lì si capisce dove intervenire. Quasi mai la risposta è rifare il sito: di solito è una cosa sola, e si sistema in poco tempo.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo progetti in tutta Italia. Su Shopify la distanza conta poco: non ci sono server da toccare e il lavoro si fa su catalogo, contenuti e configurazioni.
Gli incontri in azienda servono soprattutto all’inizio, quando bisogna vedere come funzionano magazzino e preparazione degli ordini, oppure quando si fotografano i prodotti.
Dopo l’avvio ci si vede quando c’è da decidere qualcosa di importante, non per abitudine.
App:
Poche e scelte. Ognuna è un costo mensile e un pezzo di codice: venti app fanno un negozio lento, e la lentezza costa ordini.
Gestionale:
Collegamento con il programma che usate già. Con i gestionali diffusi è questione di configurazione, altrimenti è lavoro su misura.
Pagamenti:
Metodi disponibili e commissioni. Il sistema di pagamento della piattaforma costa meno, gli altri vanno valutati sul volume.
Spedizioni:
Corrieri, tempi e soglie di gratuità. La spedizione gratis è un calcolo sul margine, non una cortesia.
Estero:
Lingue, valute e regole fiscali. Ogni mercato aggiunto porta contenuti nuovi e adempimenti da verificare prima.
Velocità:
Quanto è rapido il negozio sul telefono. È lì che arriva la maggior parte delle visite, ed è lì che si perdono gli ordini.
Stai valutando di migrare su Shopify? La prima conversazione serve a capire cosa si sposta, cosa va rifatto e come non perdere il posizionamento.
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