Comunicazione d’impresa:
Agenzia di comunicazione Bolzano:
quando conviene chiamarne una
Non serve un’agenzia per fare un volantino. Serve quando le cose che produci hanno smesso di parlare la stessa lingua.
Il sito dice una cosa, il catalogo un’altra, il profilo social sembra di un’altra azienda e il commerciale in fiera ne racconta una terza. Ognuno dei tre pezzi preso da solo va bene. Insieme non costruiscono niente.
Il lavoro di un’agenzia di comunicazione a Bolzano è rimettere tutto sullo stesso binario, partendo da una definizione chiara di cosa siete e per chi.
A volte il risultato è un progetto grosso. Altre volte è scoprire che il materiale c’è già e va solo riordinato.
La cosa più costosa non è produrre. È produrre senza un criterio e rifare tutto due anni dopo.
Il nostro ordine di lavoro:
si capisce, si decide, si produce
La parte che fa la differenza è quella che nessuno vede, e viene prima di ogni file consegnato.
Si capisce. Come nasce il vostro prodotto, chi lo compra e perché sceglie voi invece del concorrente a dieci chilometri. Questa risposta quasi mai è quella che ci si aspetta, e quasi sempre la conoscono i commerciali.
Si decide. Un messaggio, non cinque. Un pubblico prioritario, non tutti. È il passaggio più scomodo, perché scegliere vuol dire rinunciare a qualcosa, ed è per questo che tante aziende non lo fanno mai.
Si produce. Marchio, testi, foto, video, sito, campagne. Con una regola: ogni pezzo deve poter stare accanto agli altri senza sembrare di un’altra azienda.
Si controlla. Non i like: le richieste che arrivano, le trattative che si aprono, le domande che i clienti smettono di fare perché hanno già trovato la risposta.
Sembra lento. È l’opposto. Quello che fa perdere tempo è produrre per due anni senza una direzione.
Conoscere il mercato di Bolzano:
perché cambia il progetto
Il territorio non è un dettaglio di colore da mettere in fondo alla pagina. Cambia le scelte concrete.
In Alto Adige turismo, agroalimentare e legno-arredo convivono con un bilinguismo che condiziona ogni scelta di comunicazione: quasi tutto va pensato in due lingue fin dall’inizio.
Sulla parte di analisi commerciale e piano c’è agenzia marketing a Bolzano.
Da questo dipendono cose molto pratiche: se servono materiali in più lingue, se la fiera vale più di una campagna, se il sito deve convincere un ufficio tecnico o una persona che compra d’impulso, se la stagionalità concentra tutto in pochi mesi.
Sono decisioni che si prendono all’inizio, e che cambiano il preventivo molto più di qualsiasi scelta grafica.
Come siamo fatti:
Cosa vuol dire
avere tutto in casa
Capita spesso che un progetto parta da una richiesta precisa e finisca da un’altra parte.
Un’azienda ci chiama per il catalogo nuovo. Guardando il materiale si scopre che il problema non è il catalogo: è che il marchio non regge più e il sito racconta un’azienda di dieci anni fa. A quel punto o si dice al cliente che il catalogo da solo non serve, o si incassa e si tace.
Noi possiamo permetterci di dirlo perché il pezzo successivo lo facciamo comunque noi: fra le oltre quaranta persone di Dexa ci sono i grafici, i copywriter, i fotografi e i dodici sviluppatori.
Chi fa solo una cosa ha un interesse a trovarci sempre quella cosa. È umano, ed è anche il motivo per cui tanti progetti partono dal mezzo sbagliato.
Ci sentiamo arrivati? No. Navigati sì. Dopo vent’anni la parte difficile è restare curiosi.
Quanto costa la comunicazione:
come si costruisce un preventivo
Non c’è un listino, perché non c’è un lavoro standard. Ma le voci che compongono un preventivo sono sempre le stesse quattro, e puoi valutarle anche da solo.
Quanto c’è da capire prima. Un’azienda che ha già chiaro il proprio posizionamento parte da un punto diverso rispetto a una che deve ancora definirlo. La fase di ascolto è la più sottovalutata e la più decisiva.
Quanto materiale va prodotto. Un marchio, un’immagine coordinata, un servizio fotografico, un video, i testi. È la voce che pesa di più, e cambia molto a seconda di cosa avete già di utilizzabile.
Su quanti canali. Presidiarne tre costa più che presidiarne uno, e quasi sempre rende meno che farne uno bene.
Per quanto tempo. Una campagna ha una durata. Un lavoro di identità si giudica su almeno un anno.
Prima di qualsiasi cifra ti diciamo cosa faremmo e perché, in modo che tu possa confrontarlo con altri preventivi. Se una proposta non si riesce a confrontare, di solito è fatta apposta.
Dipende da quattro voci, e conviene tenerle separate nel preventivo:
- L’analisi iniziale: quanto c’è da capire prima di produrre qualsiasi cosa.
- La produzione: marchio, immagine coordinata, foto, video, testi. È la voce più pesante.
- I canali da presidiare: ognuno aggiunge lavoro ricorrente, tutti i mesi.
- La durata: una campagna si misura in settimane, un lavoro di identità in anni.
Chiedi sempre che siano separate. Un preventivo a corpo unico non lo puoi confrontare con nessun altro.
Sì, e la maggior parte dei nostri clienti non è a due passi da noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo aziende in tutta Italia. Le riunioni operative si fanno in videoconferenza, ma quando serve capire come lavorate veniamo in azienda: fotografare un reparto o parlare con chi sta in produzione non si fa da remoto.
Di solito le trasferte si concentrano nella fase iniziale, poi il lavoro prosegue a distanza senza perdere niente.
Una web agency costruisce e gestisce la presenza digitale: sito, e-commerce, campagne online. Un’agenzia di comunicazione parte più a monte, dal messaggio, e poi sceglie i canali, digitali e non.
Noi abbiamo fatto il percorso dalla prima alla seconda, e per questo la parte tecnica non la subappaltiamo: quando il progetto arriva al sito o alle campagne, lo sviluppa lo stesso studio che ha definito il messaggio.
Sì, ed è spesso la scelta più sensata.
Un primo lavoro circoscritto, con un obiettivo chiaro e una scadenza, serve a due cose: a te per capire come lavoriamo prima di impegnarti, a noi per conoscere davvero l’azienda.
Quello che chiediamo è che sia un progetto vero e non un test: un lavoro senza obiettivo non dice niente a nessuno dei due.
I copywriter interni, dopo aver parlato con voi. Non li scrive chi fa la grafica nei ritagli di tempo, e non li scrive un software.
La parte che richiede più lavoro non è scrivere: è capire cosa avete da dire. Un testo di mezza pagina su un prodotto tecnico può richiedere un’ora di conversazione con chi quel prodotto lo costruisce.
Quando serve, i testi li facciamo rileggere ai vostri tecnici prima di pubblicarli. Un errore di sostanza lo vede subito il cliente esperto.
Naming:
Trovare il nome di un’azienda, di una linea o di un prodotto. È la decisione più difficile da correggere dopo, e quella su cui si improvvisa di più.
Video:
Dallo spot al video di prodotto fino alle riprese in reparto. Su prodotti complessi un minuto girato bene sostituisce tre pagine che nessuno legge.
Stampa:
Cataloghi, brochure, materiali per la rete vendita. Nel B2B la carta non è morta: è quello che resta sulla scrivania dopo che il commerciale è uscito.
Coerenza:
Sito, catalogo, social e materiali di vendita devono sembrare della stessa azienda. Sembra ovvio, ed è la cosa che manca più spesso.
Ascolto:
Veniamo a vedere come lavorate e parliamo con chi vende e con chi produce. Le cose interessanti da raccontare escono quasi sempre dal reparto, non dalla sala riunioni.
Posizione:
Che cosa siete, per chi e contro chi. Tre domande che quasi nessuna azienda ha messo per iscritto, e senza le quali ogni scelta successiva diventa arbitraria.
Raccontaci cosa fai e a chi vuoi arrivare. Ti diciamo cosa faremmo, in che ordine e perché, prima di parlare di cifre. Al telefono o in videoconferenza, come preferisci.
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
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