Progetti web:
Realizzazione siti internet Bolzano:
il lavoro lungo sono i contenuti
Nei progetti che ritardano, e sono tanti, la causa è quasi sempre la stessa: i contenuti.
Lo sviluppo ha tempi prevedibili. Testi, foto e materiali no, perché dipendono da persone che hanno anche un altro lavoro da fare. Il sito resta fermo per settimane in attesa delle descrizioni dei prodotti o delle foto dello stabilimento.
Per questo, quando affrontiamo la realizzazione di siti internet a Bolzano, i contenuti si decidono all’inizio: chi li produce, con che tempi, e cosa succede se non arrivano.
Possiamo scriverli noi, o lavorare su quello che avete. Quello che non funziona è rimandare la decisione a dopo la grafica.
Un sito bellissimo senza testi resta offline esattamente come uno non fatto.
Come lavoriamo:
online prima, perfetto dopo
Preferiamo mettere online un sito solido e completo nelle parti che contano, piuttosto che aspettare che sia perfetto ovunque.
Il motivo è pratico: un sito online produce dati. Si vede da dove arrivano le persone, quali pagine leggono, dove si fermano. Dopo due mesi si sa cosa migliorare, e si migliora con cognizione invece che per opinione.
Aspettare la perfezione significa in genere ritardare di mesi il momento in cui il sito comincia a rendere, e discutere nel frattempo di dettagli che nessuno noterà.
Questo non vuol dire pubblicare cose incomplete: le parti che ci sono devono funzionare bene.
Un sito è un lavoro che continua. Trattarlo come un’opera da inaugurare è il modo più caro di farlo.
Rifare un sito che porta già visite:
come si fa senza danni
È la situazione più delicata che incontriamo, e quella dove si fanno più danni per fretta.
Cosa deve fare un sito dipende da come si vende in quel mercato, e attorno a Bolzano i mercati sono diversi.
In Alto Adige turismo, agroalimentare e legno-arredo convivono con un bilinguismo che condiziona ogni scelta di comunicazione: quasi tutto va pensato in due lingue fin dall’inizio.
Se il progetto è più ampio di un sito, web agency a Bolzano racconta come lavoriamo sull’insieme.
Prima si misura. Quali pagine portano visite, da quali ricerche, quali generano contatti. Senza questi dati si rifà alla cieca e si buttano via pagine che funzionavano.
Poi si mappa. Ogni vecchio indirizzo deve puntare al nuovo corrispondente. Le pagine che spariscono vanno indirizzate alla cosa più simile, non tutte alla pagina iniziale, che è l’errore classico.
Si conservano i contenuti che rendono. Se una pagina porta visite da anni, si migliora, non si cancella perché il testo è vecchio.
Si controlla dopo. Nelle sei settimane successive si guarda se qualcosa è calato, e si corregge subito.
Il calo dopo un rifacimento non è normale. È un errore, ed è quasi sempre nelle redirezioni.
Il team:
Un referente solo,
anche dopo la pubblicazione
Il momento in cui si capisce con chi si ha a che fare non è la consegna: è sei mesi dopo, quando serve una modifica e bisogna trovare qualcuno che risponda.
Da noi ogni progetto ha un referente unico che resta lo stesso nel tempo. È la persona che conosce le scelte fatte e il motivo per cui sono state fatte, e che risponde anche fra tre anni.
Siamo oltre quaranta persone in un unico studio a Sarezzo, vicino a Brescia, e operiamo su Bolzano come nel resto d’Italia.
Alcuni clienti sono con noi da vent’anni e hanno rifatto il sito tre volte. Ogni volta si è ripartiti da quello che c’era, non da zero.
La continuità è la parte del servizio che non compare nei preventivi e che si nota dopo.
Il preventivo:
come lo costruiamo
Prima di dare una cifra facciamo un passaggio che costa poco e che evita quasi tutti i problemi successivi.
Definiamo insieme la struttura del sito: quali pagine, cosa contiene ciascuna, cosa deve ottenere. Ne esce un documento che elenca anche quello che il sito non farà, che è la parte che evita le discussioni a metà lavoro.
Su quel documento la stima è affidabile. Nel preventivo teniamo separate le voci: progettazione, sviluppo, contenuti, posizionamento, e la gestione annuale.
Separarle serve a voi: potete decidere di scrivere i testi internamente, o di rimandare una parte al secondo anno, e sapete esattamente quanto risparmiate.
Una cifra unica senza dettaglio è comoda da leggere e impossibile da confrontare.
Dipende da poche variabili, tutte verificabili prima di firmare.
La prima è quante pagine servono e quanto sono diverse fra loro: venti pagine con la stessa struttura costano meno di cinque tutte da progettare. La seconda, che sposta di più il totale, è chi scrive i contenuti: se ci sono già testi e foto usabili il progetto costa sensibilmente meno.
Poi conta cosa deve fare il sito oltre a informare: un’area riservata, un configuratore o un collegamento al gestionale sono progetti dentro il progetto. E conta se c’è un sito da sostituire con traffico da salvaguardare.
Il nostro modo di procedere è definire prima la struttura in un documento, e stimare su quello. La cifra che ne esce non cambia in corsa, che è il punto.
Non necessariamente, ed è la prima cosa che verifichiamo.
Guardiamo quante visite arrivano e da dove. Se il sito riceve poche visite, il problema non è il sito: è che non vi trova nessuno, e rifarlo non cambierà niente.
Se invece le visite ci sono ma non si trasformano in contatti, si guarda dove si fermano le persone. Spesso la causa è circoscritta: una pagina che non spiega cosa fate, un modulo troppo lungo, un numero di telefono difficile da trovare, tempi di caricamento lunghi sul telefono.
In parecchi casi si sistema con interventi mirati che costano una frazione di un sito nuovo. Se invece il problema è che non vi trova nessuno, il lavoro è un altro: lo trovate descritto in web agency a Bolzano.
Per un sito aziendale di media dimensione, dalle otto alle sedici settimane.
Lo sviluppo in sé ha tempi prevedibili. Quello che fa slittare i progetti sono quasi sempre i contenuti: testi da approvare, foto da fare, materiali da recuperare. È la parte che dipende da persone che hanno anche un altro lavoro.
Per questo all’inizio decidiamo chi produce cosa e con che tempi. Se i contenuti li scriviamo noi, i tempi sono più prevedibili ma il costo sale. Se li scrivete voi, costa meno e serve che qualcuno ci dedichi tempo davvero.
Per i rifacimenti va aggiunta la fase di analisi e mappatura del sito esistente, che richiede una o due settimane e ne fa risparmiare molte dopo.
Il rischio c’è ed è concreto, ma è evitabile quasi del tutto: quando succede è per un errore, non per fatalità.
Prima di rifare misuriamo quali pagine portano visite e da quali ricerche. Poi si costruisce la mappa delle redirezioni: ogni vecchio indirizzo deve portare alla pagina nuova corrispondente. Le pagine che spariscono si indirizzano al contenuto più vicino, non tutte alla home, che è l’errore più diffuso.
I contenuti che portano traffico da anni si conservano e si migliorano, invece di essere cancellati perché sembrano vecchi.
Dopo la pubblicazione teniamo sotto controllo le visite per sei settimane: se qualcosa cala, si individua subito dove. È la differenza fra un calo di una settimana e un danno di sei mesi.
Si può fare in tre modi, e vanno decisi all’inizio perché è la voce che determina i tempi.
Li scriviamo noi, dopo aver intervistato chi in azienda conosce prodotti e clienti. È la strada più veloce e ha un costo. Li scrivete voi, con una traccia che vi diamo: costa meno e richiede tempo vero da parte di qualcuno.
Oppure si parte da quello che avete, cataloghi e presentazioni, e lo si riadatta: è la via di mezzo che usiamo più spesso.
Quello che non funziona è rimandare la decisione: il sito si ferma in attesa di testi che nessuno ha il tempo di scrivere. Succede regolarmente, ed è il motivo per cui certi progetti durano un anno.
Un sito fatto bene parte con le basi a posto: struttura leggibile, pagine veloci, contenuti organizzati come le persone cercano.
Questo non basta a posizionarsi su ricerche competitive. Farsi trovare è un lavoro continuativo: contenuti che rispondono a domande vere, pagine dedicate ai servizi che contano, tempo.
Quello che facciamo in ogni progetto è non partire svantaggiati e impostare le pagine principali su ciò che le persone cercano davvero, non sul linguaggio interno dell’azienda. È una differenza che si vede.
Se poi c’è l’obiettivo di posizionarsi su ricerche specifiche, è un lavoro a parte: se ne parla nella pagina sulla SEO a Bolzano, con obiettivi e tempi propri.
Contenuti:
Testi e foto: la fase più lenta di ogni progetto. Chi li produce si decide all’inizio, non dopo la grafica.
Progettazione:
Le pagine che contano, prima sullo schermo del telefono. Da lì arriva la maggior parte delle visite.
Sviluppo:
La fase con i tempi più prevedibili. Se un progetto ritarda, quasi mai è per colpa di questa.
Rifacimento:
Mappare il sito esistente prima di toccarlo. Le pagine che portano visite si migliorano, non si cancellano.
Redirezioni:
Ogni vecchio indirizzo alla pagina nuova giusta. Mandare tutto alla home è l’errore che costa il posizionamento.
CMS:
WordPress quando deve essere semplice da aggiornare, Drupal quando i contenuti sono molti e i redattori più di uno.
Raccontaci cosa fai e a chi lo vendi. Ti diciamo che tipo di sito serve, quanto dura e da cosa dipende il prezzo.
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
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