Applicazioni mobile:
Sviluppo app Lecco:
per i clienti o per chi ci lavora
Le app aziendali si dividono in due famiglie che hanno poco in comune, e conviene capire subito in quale si sta.
Ci sono le app rivolte al pubblico: fidelizzazione, ordini, prenotazioni, servizi. Vivono negli store, competono con tutto il resto, e il problema principale è convincere qualcuno a installarle.
Poi ci sono le app per chi lavora in azienda: raccolta dati in cantiere, magazzino, assistenza tecnica sul campo, ordini per i venditori. Qui il problema di farsi installare non esiste, e il valore si misura in tempo risparmiato.
Le seconde sono meno affascinanti e rendono quasi sempre di più. Sono anche la parte di sviluppo app a Lecco che ci viene chiesta più spesso dalle aziende che ci conoscono.
Un’app che fa risparmiare mezz’ora al giorno a venti persone si ripaga da sola, e non deve piacere a nessuno.
La verifica iniziale:
tre domande prima di preventivare
Prima di stimare qualsiasi cosa chiediamo tre risposte. Sono le stesse che ci facciamo noi.
Quante volte una persona aprirà questa app in un mese. Se la risposta è una o due, l’app non ce la farà: verrà disinstallata quando serve spazio. Questo numero da solo decide molti progetti.
Cosa succede se non c’è connessione. Se la risposta è “niente, si aspetta”, forse basta un sito. Se invece il lavoro deve continuare lo stesso, serve un’app vera.
Chi la userà e in che condizioni. Un tecnico con i guanti su un tetto e un cliente sul divano richiedono due progetti diversi, e il primo è quello dove i dettagli contano.
Con queste risposte si capisce in mezz’ora se il progetto sta in piedi.
Il momento più economico per fermarsi è prima di cominciare.
Il mantenimento:
il costo che non si può evitare
Un sito fermo continua a funzionare per anni. Un’app ferma smette di funzionare, ed è la differenza più importante fra le due cose.
Il valore di un’app si misura sul processo che semplifica, e i processi cambiano da filiera a filiera.
Il lecchese vive di metallurgia, trafilerie e meccanica, con il turismo del lago come seconda gamba. Aziende storiche, spesso familiari, che comunicano ancora poco rispetto a quanto valgono.
Se quello che serve è un sito e non un’applicazione, la pagina giusta è realizzazione siti internet a Lecco.
I sistemi operativi si aggiornano una o due volte l’anno, e a ogni giro qualcosa cambia: regole sui permessi, requisiti minimi, componenti che vengono dismessi. Gli store impongono scadenze per adeguarsi, e un’app non aggiornata viene rimossa.
Questo significa che serve un budget annuale anche se non aggiungete nulla. Non è un contratto di assistenza opzionale: è una condizione per restare pubblicati.
Lo scriviamo nel preventivo iniziale con una cifra indicativa. Scoprirlo due anni dopo, quando l’app sparisce dallo store, è la situazione che vediamo più spesso arrivare da fuori.
Se un preventivo non parla di mantenimento, è incompleto.
Chi ci lavora:
Continuità:
l’app vive finché qualcuno la segue
Su un’app la continuità non è un valore aggiunto, è un requisito tecnico.
Ogni anno arrivano nuove versioni dei sistemi operativi e nuove regole degli store. Serve qualcuno che se ne accorga per tempo e intervenga prima che l’app venga rimossa o smetta di aprirsi sui telefoni nuovi.
Da noi il progetto ha un referente che resta lo stesso, e il codice è vostro e documentato: se un domani volete portarlo altrove, potete farlo senza ricominciare.
Siamo oltre quaranta persone in un unico studio a Sarezzo, vicino a Brescia, e operiamo su Lecco come nel resto d’Italia.
Un’app abbandonata dal suo sviluppatore ha una vita di circa due anni. Poi va rifatta.
Quanto costa sviluppare un’app:
da cosa dipende il preventivo
Le variabili sono poche e sono tutte verificabili prima di firmare.
Quante funzioni deve avere. È di gran lunga la voce principale. Ogni schermata è progettazione, sviluppo e prove su due sistemi.
Nativa o multipiattaforma. La prima significa due lavori, e si sente sul totale.
Cosa c’è dietro. Se l’app deve parlare con i vostri gestionali, il lavoro sul server può pesare quanto l’app stessa. È la voce che viene sottovalutata più spesso.
Chi la userà. Un’app per il pubblico richiede più cura sull’aspetto e sui casi limite; una per venti tecnici interni può essere più essenziale.
A parte va il mantenimento annuale, che non è opzionale. Il conto va fatto a tre anni, perché è la vita minima di un’app che ha senso.
Dipende quasi tutto da una cosa: quante funzioni deve avere. Ogni schermata è progettazione, sviluppo e prove su due sistemi operativi.
Le altre variabili che pesano sono la scelta fra nativa e multipiattaforma, e soprattutto cosa c’è dietro: se l’app deve dialogare con i vostri gestionali, il lavoro sul server può costare quanto l’app.
C’è poi una voce che va tenuta separata e che quasi nessuno mette nel primo preventivo: il mantenimento annuale. Non è assistenza opzionale, è quello che tiene l’app pubblicata quando i sistemi si aggiornano.
Il nostro modo di lavorare è definire prima cosa deve fare l’app, schermata per schermata, e stimare su quello. Una cifra data prima di quel passaggio è un’ipotesi che cambierà.
È la prima domanda che facciamo, e in parecchi casi la risposta onesta è che basta un sito.
Un sito moderno si apre senza installare niente, si trova su Google e fa quasi tutto: informare, prenotare, vendere, farsi contattare. Installare un’app invece è un ostacolo, e chi lo supera vuole qualcosa in più.
Un’app serve quando c’è uso frequente e ripetuto, quando deve funzionare senza connessione, quando usa in modo intensivo fotocamera, posizione o lettore di codici, quando le notifiche devono arrivare davvero, o quando la usano persone che lavorano sul campo.
Se il vostro caso non rientra in questi, l’app diventa un costo che si aggiunge al sito invece di sostituirlo, e la strada giusta è la realizzazione di un sito fatta bene. Preferiamo dirlo prima di prendere il lavoro.
Per la maggior parte dei progetti aziendali oggi la multipiattaforma è la scelta giusta.
Si scrive un codice solo che diventa sia l’app iOS sia quella Android: il costo scende in modo sensibile e la manutenzione è una invece di due. Per app gestionali, di servizio e di raccolta dati la differenza di qualità non si percepisce.
La nativa resta necessaria quando servono prestazioni grafiche spinte, uso molto intensivo di funzioni specifiche del telefono, o integrazioni profonde con il sistema operativo.
Non abbiamo una preferenza da difendere: valutiamo sul progetto. Quello che consigliamo è di chiedere sempre perché vi viene proposta una strada, e diffidare se la risposta parla della tecnologia invece che del vostro caso.
Per un’app essenziale, poche schermate e nessun collegamento con i vostri sistemi, dalle otto alle dodici settimane.
Per un’app aziendale con parte server, accesso utenti e dialogo con il gestionale, dai quattro ai sei mesi. La parte lunga raramente è l’app: sono i collegamenti e le prove sul campo.
A questi tempi va aggiunta la pubblicazione sugli store, che richiede una revisione da parte loro. Di solito è questione di giorni, ma può capitare un rifiuto da correggere, quindi conviene non fissare il lancio con margini stretti.
Lavoriamo per versioni successive: si mette in mano alle persone qualcosa di funzionante presto, così se serve cambiare direzione lo si scopre al secondo mese e non al quinto.
È la domanda giusta, e va fatta prima di firmare.
Un’app, a differenza di un sito, si degrada se nessuno la tocca. I sistemi operativi si aggiornano una o due volte l’anno e cambiano requisiti, permessi e componenti. Gli store impongono scadenze per adeguarsi, e un’app non aggiornata prima o poi viene rimossa o smette di aprirsi sui telefoni nuovi.
Quindi esiste un costo annuale anche se non aggiungete nessuna funzione. Va considerato parte del progetto, non un extra.
Nei nostri preventivi lo indichiamo dall’inizio con una cifra di riferimento. Le app che ci arrivano da fuori da sistemare sono quasi sempre app di cui nessuno aveva spiegato questa parte.
Sul vostro, sempre, ed è un punto su cui insistiamo anche quando all’inizio sembra un fastidio burocratico.
Gli account da sviluppatore hanno un costo annuale e vanno intestati alla vostra azienda. Un’app pubblicata sull’account del fornitore diventa un problema il giorno in cui volete cambiare fornitore: recensioni, storico e continuità degli aggiornamenti sono legati a quell’account.
Vi aiutiamo ad aprirli e configurarli, e li usiamo con le autorizzazioni che ci date.
Vale lo stesso per il codice: è vostro e documentato. Se un domani il progetto va altrove, chi lo riceve deve poterci lavorare senza ricominciare da zero.
Store:
Account intestati a voi, revisione e possibili rifiuti, adempimenti su privacy e dati. Una fase con tempi propri.
Prove:
Su telefoni veri e con le persone che useranno l’app. Cinque utenti per due settimane dicono più di qualsiasi riunione.
Mantenimento:
Costo annuale non evitabile: i sistemi si aggiornano e un’app ferma smette di funzionare. Va messo a budget dall’inizio.
Proprietà:
Codice e account sono vostri, documentati. Se un domani il progetto va altrove, non si ricomincia da zero.
Diffusione:
Come farla installare, se è rivolta al pubblico. Va deciso prima di svilupparla, non dopo il lancio.
Verifica:
Se serve un’app o basta un sito. Mezz’ora di domande all’inizio, invece di un costo che resta per anni.
Hai un’app che nessuno apre? Guardiamo i dati d’uso e ti diciamo se conviene sistemarla, alleggerirla o chiuderla.
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