Sviluppo software:
Sviluppo app Brescia:
la domanda prima della tecnologia
Quasi tutte le richieste che riceviamo cominciano allo stesso modo: vorremmo fare un’app.
La domanda utile viene subito dopo, e non è tecnica: cosa deve fare una persona con quell’app, e perché dovrebbe installarla invece di aprire il sito. Installare è un ostacolo serio. Chi lo supera vuole qualcosa che il sito non può dare.
Quando c’è quella ragione, un progetto di sviluppo app a Brescia ha senso e si costruisce bene.
Quando non c’è, l’app viene installata da poche persone, aperta due volte e dimenticata. Con un costo di mantenimento che però resta.
La prima cosa che verifichiamo è se serve. Ogni tanto la risposta è no, e lo diciamo.
La verifica iniziale:
tre domande prima di preventivare
Prima di stimare qualsiasi cosa chiediamo tre risposte. Sono le stesse che ci facciamo noi.
Quante volte una persona aprirà questa app in un mese. Se la risposta è una o due, l’app non ce la farà: verrà disinstallata quando serve spazio. Questo numero da solo decide molti progetti.
Cosa succede se non c’è connessione. Se la risposta è “niente, si aspetta”, forse basta un sito. Se invece il lavoro deve continuare lo stesso, serve un’app vera.
Chi la userà e in che condizioni. Un tecnico con i guanti su un tetto e un cliente sul divano richiedono due progetti diversi, e il primo è quello dove i dettagli contano.
Con queste risposte si capisce in mezz’ora se il progetto sta in piedi.
Il momento più economico per fermarsi è prima di cominciare.
Native o multipiattaforma:
cosa cambia davvero
È la scelta tecnica che pesa di più sul costo, e va fatta guardando il progetto, non le mode.
Le app che servono davvero nascono da come si lavora, e attorno a Brescia si lavora in modi diversi.
Il bresciano è uno dei distretti manifatturieri più densi d’Europa: metalmeccanica, valvolame, siderurgia, macchine utensili, e poi vino e turismo sul lago. Un’industria che esporta molto e si racconta poco.
Se quello che serve è un sito e non un’applicazione, la pagina giusta è realizzazione siti internet a Brescia.
Nativa. Un’app scritta per iOS e una per Android, con gli strumenti di ciascun sistema. Resa migliore, accesso completo alle funzioni del telefono, prestazioni superiori. In cambio sono due lavori, e due manutenzioni.
Multipiattaforma. Un solo codice che diventa entrambe le app. Costa in modo sensibilmente inferiore e oggi la differenza di qualità, per la maggior parte delle app gestionali e di servizio, non si nota.
La multipiattaforma è la scelta giusta nella maggioranza dei casi che incontriamo. La nativa resta necessaria quando servono prestazioni grafiche spinte, uso intensivo di funzioni particolari del telefono o integrazioni profonde col sistema.
Chiedete sempre perché vi viene proposta una strada. Se la risposta parla di voi e non della tecnologia, è una buona risposta.
Chi ci lavora:
Come lavoriamo:
versioni corte, prove vere
Non consegniamo un’app finita dopo sei mesi di silenzio. È il modo migliore per scoprire alla fine che serviva un’altra cosa.
Lavoriamo per versioni: si parte da quello che deve funzionare per forza, lo si mette in mano a chi dovrà usarlo e si guarda cosa succede. Su un’app per uso interno bastano cinque persone per due settimane per capire cosa va cambiato.
La squadra tipica è di tre o quattro persone e resta la stessa dall’inizio.
In tutto siamo più di quaranta, quindi per una competenza particolare o un collegamento a un gestionale insolito non serve cercare fuori.
Operiamo sul territorio di Brescia e in tutta Italia; la sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia.
Le tre fasce:
dove si colloca un progetto
Per dare un ordine di grandezza, i progetti che vediamo si dividono in tre gruppi.
App essenziale. Poche schermate, una funzione principale, nessun collegamento con i vostri sistemi. Multipiattaforma. Si fa in qualche settimana e serve a verificare che l’idea funzioni.
App aziendale collegata. Raccolta dati o servizio, con parte server, accesso degli utenti e dialogo con il gestionale. È la fascia della maggior parte dei progetti che seguiamo, e il lavoro grosso sta nei collegamenti.
App complessa. Pagamenti, molti profili di utente, funzionamento senza connessione con sincronizzazione, integrazioni multiple. Qui servono mesi e un gruppo di lavoro stabile.
In tutte e tre il mantenimento annuale resta una voce a sé.
Vi diciamo in quale fascia siete prima di scrivere numeri, così si ragiona su qualcosa di reale.
Dipende quasi tutto da una cosa: quante funzioni deve avere. Ogni schermata è progettazione, sviluppo e prove su due sistemi operativi.
Le altre variabili che pesano sono la scelta fra nativa e multipiattaforma, e soprattutto cosa c’è dietro: se l’app deve dialogare con i vostri gestionali, il lavoro sul server può costare quanto l’app.
C’è poi una voce che va tenuta separata e che quasi nessuno mette nel primo preventivo: il mantenimento annuale. Non è assistenza opzionale, è quello che tiene l’app pubblicata quando i sistemi si aggiornano.
Il nostro modo di lavorare è definire prima cosa deve fare l’app, schermata per schermata, e stimare su quello. Una cifra data prima di quel passaggio è un’ipotesi che cambierà.
Sì. È vostro, ve lo consegniamo e lo teniamo documentato.
Non lavoriamo con impianti chiusi che vi legano a noi: se un domani volete portare il progetto a un altro fornitore o gestirlo internamente, potete farlo senza rifare tutto.
Vale anche per gli account degli store, che sono intestati a voi, e per i server, che possono stare su infrastrutture vostre se preferite.
Lo diciamo perché il contrario è frequente e produce situazioni sgradevoli: aziende che devono rifare da zero un’app funzionante solo perché non hanno accesso a niente di quello che l’ha prodotta.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo progetti in tutta Italia. Progettazione, sviluppo e prove si fanno a distanza senza perdere nulla.
C’è un’eccezione: le app per uso interno. Lì un sopralluogo serve davvero, perché bisogna vedere come si lavora, in che condizioni, con che tempi. Una raccolta dati progettata a tavolino e non provata sul campo si scopre inadatta al primo giorno di uso vero.
Per quei progetti veniamo, almeno una volta all’inizio e una durante le prove.
Spesso sì, e prima di rifare guardiamo perché non viene usata.
Le cause ricorrenti sono tre. La prima: l’app fa cose che si potevano fare sul sito, quindi non c’era motivo di installarla. La seconda: fa troppe cose e quella utile è sepolta. La terza: funziona male sui telefoni di oggi perché nessuno l’ha aggiornata.
Nel terzo caso è manutenzione, e costa relativamente poco. Nel secondo si interviene togliendo, che è meno caro di quanto sembri. Nel primo caso, onestamente, la risposta giusta a volte è chiuderla e investire quei soldi sul sito.
Guardiamo i dati d’uso, se ci sono, e ve lo diciamo senza girarci intorno.
È la prima domanda che facciamo, e in parecchi casi la risposta onesta è che basta un sito.
Un sito moderno si apre senza installare niente, si trova su Google e fa quasi tutto: informare, prenotare, vendere, farsi contattare. Installare un’app invece è un ostacolo, e chi lo supera vuole qualcosa in più.
Un’app serve quando c’è uso frequente e ripetuto, quando deve funzionare senza connessione, quando usa in modo intensivo fotocamera, posizione o lettore di codici, quando le notifiche devono arrivare davvero, o quando la usano persone che lavorano sul campo.
Se il vostro caso non rientra in questi, l’app diventa un costo che si aggiunge al sito invece di sostituirlo, e la strada giusta è la realizzazione di un sito fatta bene. Preferiamo dirlo prima di prendere il lavoro.
Store:
Account intestati a voi, revisione e possibili rifiuti, adempimenti su privacy e dati. Una fase con tempi propri.
Prove:
Su telefoni veri e con le persone che useranno l’app. Cinque utenti per due settimane dicono più di qualsiasi riunione.
Mantenimento:
Costo annuale non evitabile: i sistemi si aggiornano e un’app ferma smette di funzionare. Va messo a budget dall’inizio.
Proprietà:
Codice e account sono vostri, documentati. Se un domani il progetto va altrove, non si ricomincia da zero.
Diffusione:
Come farla installare, se è rivolta al pubblico. Va deciso prima di svilupparla, non dopo il lancio.
Verifica:
Se serve un’app o basta un sito. Mezz’ora di domande all’inizio, invece di un costo che resta per anni.
Raccontaci cosa dovrebbe fare. Ti diciamo se serve un’app, se basta un sito e quanto costerebbe l’una o l’altra strada.
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