Posizionamento:
Agenzia SEO Pavia:
le visite giuste, non tante visite
È facile far salire un sito su parole che nessuno cerca. Si fa in poche settimane e produce rapporti pieni di frecce verdi.
La parte difficile, e utile, è un’altra: capire cosa cercano davvero le persone che potrebbero comprare da voi, e su quelle parole competere.
Spesso non sono quelle che l’azienda si aspetta. Il linguaggio interno, i nomi commerciali dei prodotti, le sigle di settore: fuori quasi nessuno li usa. Chi cerca usa parole più semplici e più concrete.
Il lavoro di un’agenzia SEO a Pavia comincia da questa distanza fra come parlate voi e come cercano loro.
Mille visite sbagliate valgono meno di dieci richieste di preventivo.
Cosa si fa davvero:
quattro tipi di lavoro
Dietro la parola SEO ci sono attività molto diverse fra loro. Vale la pena sapere quali si stanno pagando.
Analisi delle ricerche. Capire cosa cercano le persone del vostro mercato, con che parole e con che intenzione. È la fase che orienta tutto il resto e la più sottovalutata.
Lavoro tecnico. Velocità, struttura degli indirizzi, gestione dei duplicati, comportamento sui telefoni, errori che impediscono l’indicizzazione. Si fa una volta bene e poi si controlla.
Contenuti. Pagine che rispondano a quelle ricerche meglio di quelle già in classifica. È la parte che pesa di più e che richiede più tempo.
Autorevolezza. Che altri siti pertinenti vi citino. Lenta, delicata, e piena di scorciatoie che fanno danni.
Chi vi propone solo l’ultima di solito sta vendendo collegamenti a pagamento, che è un rischio, non un servizio.
La SEO locale:
regole diverse, più rapide
Per chi lavora su un territorio, farsi trovare nelle ricerche locali è spesso più redditizio del posizionamento nazionale, e richiede meno tempo.
Quanto sia competitiva una ricerca dipende dal settore, e attorno a Pavia i settori sono parecchi.
Il pavese tiene insieme agroalimentare, risicoltura, vino dell’Oltrepò e una meccanica diffusa, con l’università che porta ricerca e giovani. Mercati molto diversi anche a pochi chilometri di distanza.
Se il problema è come sono fatte le pagine prima ancora di come si trovano, si parte da realizzazione siti internet a Pavia.
Le ricerche con un’indicazione di luogo, o fatte da un telefono in zona, hanno una classifica propria che funziona con criteri suoi. Contano la scheda dell’attività su Google, la coerenza dei dati aziendali nei vari elenchi, le recensioni e la loro gestione, e pagine che parlino davvero di quella zona.
È un lavoro meno competitivo di quello nazionale: i concorrenti sono pochi e spesso non se ne occupa nessuno.
Per molte attività il ritorno migliore sta qui, e ve lo diciamo anche quando è un progetto più piccolo di quello che avevate in mente.
Una scheda curata e recensioni gestite valgono più di mesi di lavoro su parole generiche.
Chi ci lavora:
Come lavoriamo:
numeri condivisi, non rapporti
Preferiamo che guardiate i dati direttamente, invece di riceverli filtrati da noi una volta al mese.
Gli strumenti di misura sono vostri e restano vostri: Search Console, analisi delle visite, tutto intestato alla vostra azienda. Vi mostriamo come leggerli e cosa guardare.
Il nostro rapporto mensile serve a spiegare cosa abbiamo fatto e cosa proponiamo, non a farvi da unica fonte sui risultati. È una differenza che cambia il rapporto.
In tutto siamo più di quaranta, e operiamo sul territorio di Pavia e in tutta Italia; la sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia.
Quando un mese va male lo dice il vostro pannello prima del nostro rapporto. Ci sembra giusto così.
Cosa chiediamo
prima di cominciare
Quattro cose, e tre sono accessi che avete già.
Search Console e i dati delle visite. Se ci sono, dicono in mezz’ora cose che altrimenti richiederebbero settimane di ipotesi.
Cosa deve succedere sul sito. Richieste di preventivo, telefonate, ordini. Serve a decidere su quali ricerche vale la pena investire: non tutte portano allo stesso tipo di persona.
Chi sono i concorrenti che vi preoccupano davvero. Non quelli grandi in assoluto: quelli che vi tolgono le trattative.
Chi può fornire le informazioni tecniche sui vostri prodotti. I contenuti che funzionano nascono da lì, e senza una persona in azienda che risponda si scrive materiale generico.
Con questi quattro elementi un’analisi seria si fa in due settimane.
Dipende soprattutto da quanto è competitivo il vostro settore, che è una variabile che non dipende da voi.
Posizionarsi su una nicchia tecnica con pochi concorrenti richiede un impegno molto inferiore rispetto a un mercato affollato dove tutti investono da anni. Per questo la prima cosa che facciamo è guardare chi c’è davanti e con cosa.
Le altre variabili sono lo stato del sito, quanti contenuti servono e chi li scrive, e su quante aree geografiche volete lavorare.
Il nostro modo di procedere è partire da un’analisi di poche settimane che produce priorità e una stima realistica. Solo dopo si definisce un impegno continuativo. Se dall’analisi risulta che il budget disponibile non basta per competere nel vostro settore, ve lo diciamo invece di prendervi i soldi per un anno.
I primi movimenti in tre o quattro mesi, risultati consistenti fra i sei e i dodici.
Non è un modo di dire prudente: i motori devono accorgersi delle modifiche, rivalutare le pagine, e confrontarle con quelle già posizionate. È un processo che ha i suoi tempi indipendentemente da quanto si lavora bene.
Ci sono eccezioni in meglio: se il sito ha problemi tecnici che bloccano l’indicizzazione, sistemarli può produrre effetti in poche settimane. Lo stesso vale per pagine già in seconda pagina, che a volte salgono in fretta.
Se avete bisogno di contatti entro il mese, la SEO non è lo strumento giusto e conviene usare una campagna a pagamento. Le due cose insieme funzionano bene: la pubblicità copre l’attesa, la SEO riduce col tempo la dipendenza dalla pubblicità.
No, e nessuno può farlo. Chi ve lo garantisce sta promettendo qualcosa che non controlla.
I risultati di ricerca dipendono da criteri che cambiano di continuo, dai concorrenti che si muovono anche loro, e sempre di più da come vengono presentati i risultati, con blocchi e risposte che riducono i clic anche a chi sta in alto.
Quello che si può fare è lavorare perché il sito meriti di stare più in alto e misurare se succede, mese per mese, su ricerche decise insieme all’inizio.
C’è poi un dettaglio pratico: le garanzie che si trovano in giro riguardano quasi sempre parole che nessuno cerca, dove arrivare primi è facile e inutile. Chiedete sempre quante persone cercano quella parola ogni mese.
Dipende dalla fase, e le fasi sono diverse fra loro.
Nei primi mesi il lavoro è concentrato: analisi delle ricerche, sistemazione dei problemi tecnici, revisione delle pagine principali. È la parte che produce i cambiamenti più consistenti.
Dopo si passa a un ritmo più regolare: contenuti nuovi sulle ricerche che abbiamo deciso di presidiare, miglioramento delle pagine che sono vicine a salire, controllo che nulla si sia rotto, lettura dei dati per capire dove insistere.
Ogni mese vi diciamo cosa è stato fatto e cosa proponiamo per il successivo, con il perché. Gli strumenti di misura sono vostri, quindi i numeri li vedete anche senza passare da noi.
Dal capire se il problema è che il sito non è trovabile o che nessuno cerca quello che offrite in quel modo.
Sono due situazioni diverse. Nella prima ci sono ostacoli tecnici o contenuti che non rispondono a nessuna ricerca reale: si sistemano e qualcosa si muove. Nella seconda il sito è a posto ma parla un linguaggio che le persone non usano quando cercano, e allora il lavoro è sui contenuti.
Si capisce in poche ore guardando Search Console, se è attiva, e le ricerche del vostro settore. Se non è mai stata configurata, la prima cosa da fare è quella: senza, si lavora a sensazione.
Capita anche di trovare siti che risultano invisibili per un errore di configurazione. Raro, ma succede, ed è la buona notizia possibile.
No, e la pubblicazione a calendario è uno degli sprechi più diffusi.
Quello che conta è avere pagine che rispondano meglio delle altre a domande che le persone fanno davvero. Dieci pagine di questo tipo valgono più di cento articoli scritti per riempire.
La differenza è anche economica: produrre contenuti generici costa, occupa tempo di qualcuno in azienda per le revisioni, e non produce niente.
Nei progetti che seguiamo il ritmo lo decidono i dati: si guarda su quali ricerche c’è spazio, si producono le pagine che servono, si verifica cosa succede. In certi periodi significa poche pagine molto curate, in altri un lavoro più intenso su un’area specifica.
Insieme:
SEO e campagne a pagamento si sostengono: la pubblicità copre l’attesa, il posizionamento riduce la dipendenza.
Analisi:
Cosa cercano le persone del vostro mercato e con che parole. Quasi mai sono quelle che usa l’azienda al proprio interno.
Concorrenti:
Chi sta davanti e con cosa. Dice in poche ore se un settore è alla portata del budget o no.
Tecnica:
Velocità, struttura, duplicati, indicizzazione. Si sistema una volta e poi si controlla: sono i problemi che bloccano tutto il resto.
Contenuti:
Pagine che rispondano meglio di quelle già in classifica. Dieci buone valgono più di cento generiche, e costano meno.
Locale:
Scheda Google, dati coerenti negli elenchi, recensioni. Meno affollato del posizionamento nazionale e più rapido.
Hai un sito che non trova nessuno? Prima di proporti qualcosa guardiamo se il problema è tecnico o di contenuti: sono due lavori diversi.
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