Advertising:
Agenzia pubblicità Cagliari:
quanto rende, non quanto piace
Ci sono due modi di giudicare una campagna. Uno è chiedersi se piace, l’altro è chiedersi cosa ha prodotto.
Il primo è quello che si usa quasi sempre, perché è immediato e perché il parere ce l’hanno tutti. Il secondo richiede di aver deciso prima cosa si voleva ottenere e come lo si sarebbe misurato, ed è un lavoro che va fatto quando la campagna non è ancora partita.
Quando lavoriamo come agenzia pubblicità a Cagliari mettiamo per iscritto quel numero prima di produrre qualsiasi cosa.
Non per burocrazia: perché senza, a fine campagna si discute di gusti, e vince l’opinione di chi in azienda conta di più.
Il giudizio va deciso prima. Dopo è troppo comodo spostarlo.
Come lavoriamo:
si parte piccolo e si sposta il budget
Nessuno sa in anticipo quale messaggio funzionerà. Chi dice il contrario non ha mai guardato i dati di una campagna vera.
Per questo partiamo con più versioni dello stesso annuncio su una parte del budget, lasciamo correre abbastanza da avere numeri affidabili, e poi spostiamo la spesa su quello che sta funzionando.
Serve un metodo perché la tentazione è decidere dopo tre giorni, quando i dati non significano ancora niente, o non decidere mai e lasciare tutto com’è per pigrizia.
Nei mezzi tradizionali questo lavoro si fa diversamente, con meno dati e più mestiere, ma il principio regge: si verifica, non si presume.
Una campagna che nessuno guarda dopo il lancio è un preventivo, non una campagna.
Il budget:
quanto serve perché abbia senso
Esiste una soglia sotto la quale investire in un mezzo è denaro buttato. Pochi lo dicono, perché significa rifiutare lavoro.
Il mezzo giusto cambia con il settore, e attorno a Cagliari i settori convivono.
A Cagliari il turismo, i servizi e un comparto agroalimentare di nicchia convivono con la distanza logistica dal continente, che condiziona il modo di vendere fuori dall’isola.
Sul posizionamento organico, che è la strada lenta ma che resta, c’è SEO a Cagliari.
Una campagna troppo diluita non raggiunge nessuno abbastanza volte da lasciare traccia. In pubblicità la frequenza conta quanto la copertura: farsi vedere una volta da diecimila persone vale meno che farsi vedere cinque volte da duemila persone giuste.
Per questo, quando il budget è limitato, la risposta giusta non è spalmare: è scegliere un mezzo solo e presidiarlo davvero.
Quando ci chiedono un piano con una cifra che non regge i tre canali richiesti, lo diciamo e proponiamo di concentrarla.
Meglio una campagna che si vede che tre che passano inosservate.
Come siamo fatti:
Chi lavora
a una campagna
Una campagna pubblicitaria mette insieme mestieri che raramente stanno nella stessa persona.
Serve chi pianifica i mezzi e tratta gli spazi, chi scrive i testi, chi disegna e monta i materiali, chi imposta e sorveglia le campagne online, chi legge i numeri e dice cosa spostare.
In Dexa siamo oltre quaranta persone nello stesso studio: significa che chi scrive e chi guarda i dati si parlano mentre la campagna gira, non a consuntivo.
Siamo attivi a Cagliari e in tutta Italia. La nostra sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia, e la maggior parte dei clienti lavora altrove.
Le riprese, gli scatti e le registrazioni si fanno dove serve farli.
Preventivo:
cosa ci serve sapere
Per dare una cifra sensata ci servono quattro risposte, e nessuna richiede documenti particolari.
Cosa deve succedere. Richieste di preventivo, vendite online, visite in negozio, iscrizioni a un evento. Con un obiettivo preciso il piano si costruisce, con “farci conoscere” no.
Chi deve vedere la campagna. Privati o aziende, quale ruolo, quale zona.
Cosa avete già provato. Le campagne precedenti, anche quelle andate male, dicono più di qualsiasi analisi: sono dati veri sul vostro mercato.
Quanto potete investire nei prossimi sei mesi. Serve a capire subito quali mezzi sono alla portata e quali no.
Con queste risposte il piano è concreto. Senza, è un elenco di canali che vale per qualsiasi azienda.
Dipende da due voci che vanno tenute separate: quanto va ai mezzi e quanto costa il lavoro.
Il budget media è quello che finisce a Google, alle piattaforme social, alla radio o al concessionario degli spazi. È denaro che l’agenzia gira, non incassa, e determina quante persone vedranno la campagna.
Il lavoro dell’agenzia comprende pianificazione, testi, materiali, impostazione, gestione e lettura dei numeri. Può essere a progetto per una campagna singola o continuativo se c’è un presidio da mantenere.
Quando qualcuno vi dà un’unica cifra senza distinguere le due cose, chiedete il dettaglio: è lì che si capisce quanto della vostra spesa arriva davvero al pubblico.
Ce ne occupiamo noi, ed è un vantaggio pratico più che una questione di qualità.
Quando pianificazione e produzione stanno nello stesso posto, i materiali nascono già nei formati giusti per i mezzi scelti. Il problema più comune con fornitori separati è banale: arriva un video bellissimo nel formato sbagliato, o troppo lungo per dove deve andare.
Se avete già un fornitore per video o fotografia con cui vi trovate bene, lavoriamo con lui: ci occupiamo di dargli le specifiche giuste e i tempi.
Quello che non facciamo è produrre materiali senza sapere dove andranno. È il modo più sicuro di doverli rifare.
Guardando pochi numeri, decisi prima che la campagna parta.
I numeri utili sono: quante richieste o vendite sono arrivate, quanto è costata ciascuna, quante si sono trasformate in trattative, quante si sono chiuse. Gli ultimi due li conosce solo l’azienda, per questo vanno condivisi.
I numeri che non servono a decidere sono visualizzazioni, coperture e interazioni. Dicono se il mezzo sta girando, non se sta producendo. Finiscono nei riepiloghi perché sono grandi.
Nei nostri resoconti mettiamo prima i numeri piccoli, quelli che contano, e solo dopo gli altri. Qualche volta è una conversazione scomoda, ed è il motivo per cui la facciamo.
Sì, ed è quasi sempre la scelta giusta per chi lavora su un territorio.
Sui mezzi online si può limitare l’area a una provincia, a un comune o a un raggio di chilometri intorno a un indirizzo. Si può anche escludere chi è troppo lontano per diventare cliente.
Restringere l’area alza il costo per singola visualizzazione ma abbassa quello per contatto utile, perché smettete di pagare per persone che non verrebbero mai da voi.
Per le attività locali questo è il modo più sensato di spendere: pochi chilometri, molta frequenza, un messaggio che riguarda chi è lì.
È una domanda legittima e la prima cosa che facciamo è guardare cosa era stato fatto.
Nella maggior parte dei casi che ci arrivano il motivo è uno di questi tre: l’obiettivo non era mai stato definito, quindi non si poteva nemmeno dire se avesse funzionato; il budget era troppo diluito su troppi canali; oppure la campagna portava persone su una pagina che non le convinceva.
L’ultimo caso è il più frequente e il più frustrante: la campagna faceva il suo lavoro, il sito no.
Prima di proporvi una campagna nuova guardiamo quei dati. Se il problema era a valle, rifare pubblicità è buttare altri soldi.
Sì, e spesso è lì che si recupera più margine.
La pagina di arrivo determina quante delle persone che avete pagato per portare fanno quello che volevate. Raddoppiare quella quota vale come raddoppiare il budget, e costa molto meno.
Nelle campagne che seguiamo guardiamo sempre anche quel passaggio: cosa promette l’annuncio, cosa trova chi clicca, quanto è facile fare il passo successivo.
Quando la pagina non regge lo diciamo prima di partire, perché portare traffico su una pagina che non converte è il modo più rapido di bruciare un budget.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo campagne in tutta Italia. Pianificazione, gestione e misura si fanno a distanza senza perdere nulla.
Gli incontri servono all’inizio, per capire il prodotto e il mercato, e nelle riprese o negli scatti, che si fanno dove stanno i prodotti e le persone.
Per le campagne locali conosciamo il funzionamento dei mezzi sul territorio, che è una cosa che si impara lavorandoci, non leggendo un listino.
Radio:
Sottovalutata. Su un bacino ristretto e con un messaggio semplice costruisce notorietà a costi ragionevoli.
Affissione:
Presenza fisica sul territorio. Poco misurabile di per sé, misurabile con un indirizzo web dedicato o un codice.
Stampa:
Nel B2B conserva peso reale. Poche riviste lette dalle persone giuste battono i grandi numeri generici.
Creatività:
Testi e materiali costruiti sul formato e sul destinatario. Bella e fuori contesto significa rifarla.
Produzione:
Video, scatti e voci nei formati richiesti dai mezzi scelti. Il materiale sbagliato è il ritardo più comune.
Budget:
Diviso in modo trasparente fra quanto va ai mezzi e quanto al lavoro. Se qualcuno non lo distingue, il problema è quello.
Hai già fatto campagne che non hanno reso? Guardiamo insieme i dati di quelle: quasi sempre dicono dove si era rotto qualcosa.
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