Ricerche sulla mappa:
Google My Business Alessandria:
quanto potete fare da soli
Diciamo subito la parte che ci fa perdere qualche incarico: una buona metà di questo lavoro un’azienda lo può fare da sola.
Compilare bene la scheda, tenere gli orari aggiornati, caricare foto vere ogni tanto, rispondere alle recensioni entro pochi giorni. Non serve un fornitore, serve costanza, che è la cosa che manca sempre.
Dove ha senso rivolgersi a qualcuno è in tre casi: quando la scheda ha problemi seri, sospensioni, doppioni, dati sbagliati che non si riesce a correggere; quando ci sono più sedi da tenere coerenti; quando c’è una concorrenza locale vera e bisogna capire perché altri compaiono prima.
Chi si occupa di Google My Business a Alessandria dovrebbe dirvelo, invece di vendervi un canone per caricare una foto al mese.
Se vi basta sistemare la scheda una volta, lo facciamo e ve la lasciamo in mano.
Il metodo:
prima si guarda chi vi batte
Quando un’attività non compare nelle prime posizioni della mappa, la risposta sta quasi sempre nel confronto con chi c’è.
Si prendono le ricerche che contano per voi e si guarda chi esce sopra: che categoria ha scelto, quante recensioni ha e di che periodo, quanto è distante dal punto in cui la persona cerca, quanto è completa la sua scheda.
Dal confronto emerge quasi sempre una differenza specifica e recuperabile: una categoria diversa, recensioni molto più recenti, campi compilati che voi avete lasciati vuoti.
La distanza è l’unico fattore su cui non si può intervenire, ed è bene saperlo: se il concorrente è in centro e voi in periferia, su certe ricerche non lo prenderete.
Meglio dirlo prima che vendere un lavoro che non può funzionare.
Le recensioni:
come si gestiscono senza scorciatoie
Le recensioni sono il fattore che le persone guardano per primo e uno di quelli che pesano di più per comparire in alto.
Quanto pesi la ricerca locale dipende da cosa fate, e attorno a Alessandria le attività sono di generi diversi.
L’alessandrino tiene insieme oreficeria di Valenza, meccanica, chimica e vino, con una logistica in forte crescita. Distretti molto diversi che raramente parlano fra loro.
Sul posizionamento del sito, che è un lavoro diverso, c’è SEO a Alessandria.
Chiederle è lecito e funziona. Va fatto con metodo: al momento giusto, cioè quando il cliente è soddisfatto e se lo ricorda, con un modo semplice per farlo, un collegamento diretto o un codice da inquadrare.
Comprarle è una pessima idea. Si riconoscono, vengono rimosse, e nei casi peggiori la scheda viene penalizzata.
Rispondere conta. A tutte, anche alle positive, con poche righe che non sembrino scritte da un modello.
Le recensioni negative non si cancellano su richiesta, salvo violino le regole. Si risponde con calma, dando la propria versione: chi legge valuta più la risposta della recensione.
Un’attività con solo recensioni entusiaste insospettisce. Qualche critica gestita bene rassicura.
Il team:
Chi lavora
alla vostra presenza locale
È un lavoro che richiede meno persone di altri, ma competenze precise.
Serve chi conosce le regole di Google e i loro cambiamenti, chi sa scrivere risposte alle recensioni che non sembrino automatiche, chi può fare o coordinare fotografie decenti, chi legge i dati della scheda e li mette in relazione con quelli del sito.
In Dexa siamo oltre quaranta persone, quindi quando serve una fotografia o un intervento sul sito non si cerca fuori.
Siamo attivi a Alessandria e in tutta Italia. La nostra sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo attività in tutto il paese.
Per le fotografie, se servono, si viene sul posto.
Il preventivo:
prima si guarda la scheda
Prima di qualsiasi cifra guardiamo com’è messa la scheda. Sono trenta minuti e cambia completamente la proposta.
Si verifica se è rivendicata e da chi, quali categorie ha, quanto sono completi i campi, quante recensioni ci sono e di che periodo, se esistono doppioni, se ci sono segnali di problemi in corso.
Poi si guarda chi compare sopra di voi sulle ricerche che vi interessano e cosa fa di diverso.
Da qui esce una proposta concreta, che in certi casi è: sistemiamo questi cinque punti e poi ci risentiamo fra tre mesi.
È il servizio dove il preventivo onesto è spesso il più piccolo.
Dipende da quale delle due strade serve, e la prima basta a molte attività.
Un intervento una tantum comprende analisi, confronto con i concorrenti locali, sistemazione completa della scheda e istruzioni per mantenerla. Si esaurisce in poche settimane e non lascia canoni.
Una gestione continuativa ha senso con più sedi, con concorrenza locale forte, o se in azienda nessuno può occuparsene con regolarità. Comprende aggiornamenti, recensioni, foto e lettura dei numeri.
I casi problematici, schede sospese o doppioni complessi da unire, si valutano a parte perché richiedono tempi difficili da prevedere.
Guardiamo la scheda prima di fare qualsiasi proposta: in parecchi casi la risposta onesta è che basta l’intervento singolo.
Chiedendole, con metodo e senza comprarle.
Quello che funziona è chiedere nel momento giusto, cioè quando il cliente è soddisfatto e il servizio è fresco, rendendo il passaggio semplicissimo: un collegamento diretto, un codice da inquadrare sullo scontrino o sul documento, un messaggio breve.
Quello che non funziona, e che può costare caro, è comprare recensioni o farle scrivere da conoscenti. Si riconoscono, vengono rimosse e nei casi peggiori la scheda viene penalizzata.
Un consiglio pratico: non chiedetele tutte insieme una volta all’anno. Un flusso regolare vale più di un picco, che oltretutto insospettisce.
Solo se viola le regole: offese, contenuti fuori tema, recensioni palesemente false, conflitti di interesse. In quei casi si segnala e a volte viene rimossa, con tempi non brevi.
Una recensione negativa ma legittima non si cancella, anche quando è ingiusta o esagerata.
La cosa utile da fare è rispondere: con calma, senza polemica, dando la propria versione dei fatti e indicando cosa avete fatto o siete disposti a fare. Chi legge valuta più la risposta che la recensione.
Le attività con qualche critica gestita bene risultano più credibili di quelle con sole valutazioni entusiaste, che fanno pensare a recensioni comprate.
Sì, nella maggior parte dei casi, ma va fatto bene al primo tentativo.
Le sospensioni arrivano quasi sempre dopo un cambiamento: indirizzo modificato, nome cambiato, categoria nuova, tutto insieme. Oppure per un indirizzo che non corrisponde a una sede visitabile, o per una segnalazione di terzi.
Il recupero avviene con una richiesta di ripristino documentata: servono prove che l’attività esista a quell’indirizzo, come visure, utenze, insegne, documenti. Più la documentazione è completa al primo invio, più è probabile che vada a buon fine.
L’errore che peggiora le cose è insistere con richieste generiche una dopo l’altra. I tempi sono di settimane, e per un’attività locale sono settimane pesanti: per questo conviene non improvvisare.
Vanno unite, e prima si fa meglio è: finché restano separate dividono recensioni e visibilità.
I doppioni nascono in vari modi: una scheda creata anni fa da un dipendente, una generata in automatico da informazioni pubbliche, una rimasta dopo un cambio di sede o di nome.
La procedura di unione non è immediata e cambia a seconda di quale scheda è rivendicata e da chi. A volte serve prima recuperare la proprietà di una delle due, che è il passaggio più lungo.
Sconsigliamo di cancellare semplicemente la scheda in più: si perdono le recensioni che ha raccolto, e spesso ne ha più di quella che tenete.
Contano poco, ed è il servizio che viene venduto più spesso con un canone mensile.
Le pubblicazioni sulla scheda hanno un effetto modesto sul posizionamento e una visibilità limitata. Non fanno male, ma non sono la leva che sposta i risultati.
Quello che sposta davvero è più noioso: categoria giusta, dati coerenti ovunque, recensioni recenti gestite, foto vere, campi dei servizi compilati per intero.
Le pubblicazioni hanno senso quando c’è qualcosa di reale da comunicare: una promozione, una chiusura, un’apertura straordinaria, un evento. In quel caso sono utili e conviene farle. Pubblicare per riempire un calendario è lavoro che si paga e non rende.
Risposte:
A tutte, anche alle positive, scritte da una persona. Sulle critiche chi legge valuta la risposta più della recensione.
Foto:
Il locale, le persone, i lavori. Le immagini di repertorio si riconoscono e non aiutano nessuno.
Servizi:
I campi di prodotti e servizi compilati per intero. Noioso, e alimenta le corrispondenze con le ricerche.
Orari:
Compresi i festivi e le chiusure straordinarie. Un orario sbagliato fa perdere un cliente e guadagnare una recensione negativa.
Doppioni:
Più schede per la stessa attività dividono recensioni e visibilità. Si uniscono, e prima si fa meglio è.
Sospensioni:
Capitano, spesso dopo un cambio di dati. Si recuperano con una richiesta documentata, e va fatta bene al primo tentativo.
Mandaci il nome della tua attività. Guardiamo la scheda, la confrontiamo con chi ti sta davanti sulla mappa e ti diciamo cosa cambierebbe qualcosa.
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