Piattaforme complesse:
Magento a Alessandria:
chi è rimasto sulla prima versione
Ci sono ancora negozi italiani in funzione sulla prima versione di Magento, il cui supporto ufficiale è terminato nel 2020.
Significa nessuna correzione di sicurezza, incompatibilità crescente con le versioni recenti dei sistemi su cui gira, moduli non più mantenuti, e difficoltà a trovare chi ci metta mano.
Il passaggio a Magento 2 non è un aggiornamento: è una ricostruzione, perché l’impianto è diverso. Si migrano i dati, si rifanno tema e personalizzazioni. Per questo in tanti hanno rimandato.
Se siete in questa situazione, un progetto di ecommerce Magento a Alessandria comincia da una valutazione onesta: passare alla versione nuova o cambiare piattaforma.
A volte la risposta giusta non è Magento. Dipende da quanto siete cresciuti nel frattempo, in una direzione o nell’altra.
Su un negozio esistente:
prima si guarda cosa c’è
Se il negozio Magento c’è già, il primo lavoro è una ricognizione tecnica.
Si guarda la versione, lo stato degli aggiornamenti, quali estensioni sono installate e quali sono ancora mantenute, quanto è stato personalizzato il codice, com’è messo il server, quanto è veloce il negozio con il carico reale.
Su Magento questa verifica conta più che altrove: le personalizzazioni profonde sono comuni, e sono ciò che rende gli aggiornamenti complicati.
Ne esce un documento con lo stato del negozio, i rischi aperti e le priorità. È vostro e serve anche per confrontare altri preventivi.
Su un impianto di questa complessità nessuno può dare cifre serie senza aver guardato dentro.
Le migrazioni:
verso Magento e via da Magento
Sono due situazioni che ci capitano entrambe, e le affrontiamo tutte e due con lo stesso criterio.
I progetti grandi nascono da cataloghi grandi, e attorno a Alessandria certe filiere li producono.
L’alessandrino tiene insieme oreficeria di Valenza, meccanica, chimica e vino, con una logistica in forte crescita. Distretti molto diversi che raramente parlano fra loro.
Se non siete sicuri che serva un impianto di questa portata, guardate prima e-commerce a Alessandria.
Verso Magento si va quando un’azienda è cresciuta e la piattaforma attuale non regge più: cataloghi che rallentano, listini gestiti con soluzioni improvvisate, mercati nuovi che non si riescono ad aprire. La migrazione porta dentro prodotti, clienti e storico, e richiede attenzione agli indirizzi delle pagine per non perdere il posizionamento.
Via da Magento si va quando il negozio è sovradimensionato rispetto all’azienda: costi di gestione alti, nessuno che possa seguirlo, funzioni potenti mai usate. Capita più spesso di quanto si ammetta, ed è una scelta legittima.
In entrambi i casi la parte delicata sono le personalizzazioni: ritrovarle o rifarle sulla nuova piattaforma è il lavoro che sfugge ai preventivi.
Non abbiamo interesse a tenervi su Magento. Se è troppa, lo diciamo.
Chi ci lavora:
Come lavoriamo:
niente modifiche in diretta
Su un negozio che fattura non si tocca niente in produzione. Su Magento questa regola è particolarmente severa.
Ogni intervento passa da un ambiente di prova identico a quello vivo, viene verificato, e si pubblica con una procedura ripetibile e con la possibilità di tornare indietro.
Sui cataloghi grandi le verifiche vanno fatte con i dati veri: un problema che con dieci prodotti non si vede, con cinquantamila blocca il negozio.
In tutto siamo più di quaranta, e operiamo sul territorio di Alessandria e in tutta Italia; la sede è a Sarezzo, in provincia di Brescia.
Un’ora di fermo su un negozio di queste dimensioni costa più di tutte le cautele che servono a evitarla.
Cosa chiediamo
prima di cominciare
Cinque informazioni, e servono tutte.
Il catalogo: quanti codici, come sono strutturati, da dove arrivano i dati.
I listini: quanti, come sono costruiti, dove vivono oggi.
I sistemi aziendali: che ERP usate e cosa può scambiare.
I mercati: quanti paesi, quante lingue, quali magazzini.
Il budget annuale che potete destinare a infrastruttura e manutenzione, oltre allo sviluppo iniziale.
L’ultima è quella che più spesso fa concludere che serve un’altra piattaforma, e vale la pena affrontarla subito.
Preferiamo dirlo al primo incontro piuttosto che al sesto mese.
Più delle altre piattaforme, e il conto va fatto su tre anni comprendendo le voci ricorrenti.
Lo sviluppo è la voce principale e dipende soprattutto dalle integrazioni con i vostri sistemi, non dalla grafica. A questo si aggiungono infrastruttura, eventuale licenza se scegliete la versione commerciale di Adobe, e una manutenzione che su Magento è impegnativa.
Le differenze fra preventivi su questa piattaforma sono spesso enormi, e quasi sempre dipendono da cosa è compreso: migrazione dei dati, integrazioni, ambiente di prova, manutenzione.
Per questo prima di dare cifre facciamo una fase di definizione che produce un documento tecnico dettagliato. Serve a noi per stimare seriamente e a voi per confrontare offerte diverse su basi uguali.
Serve qualcuno con competenze specifiche: Magento non è una piattaforma che si amministra a tempo perso.
Possiamo occuparcene noi con un servizio di manutenzione continuativa: aggiornamenti di sicurezza, verifica delle estensioni, sorveglianza delle prestazioni, interventi sul catalogo.
Oppure può farlo un vostro reparto tecnico, se esiste, e in quel caso lasciamo documentazione e procedure di pubblicazione.
Quello che non funziona è l’assenza di una risposta. I negozi Magento che ci arrivano nelle condizioni peggiori sono quelli rimasti senza nessuno per un paio d’anni: aggiornamenti mai applicati, estensioni obsolete, e un rischio di sicurezza che cresce ogni mese.
Sì, e capita più spesso di quanto si dica. Non è un fallimento: è un ridimensionamento sensato.
La situazione tipica è un negozio costruito anni fa con ambizioni che non si sono realizzate: costi di gestione alti, funzioni potenti mai usate, nessuno che possa seguirlo. In quel caso passare a una piattaforma più semplice riduce sensibilmente i costi annuali.
La migrazione porta fuori prodotti, clienti e storico ordini. La parte delicata sono le personalizzazioni, che vanno ritrovate o rifatte, e la mappa degli indirizzi delle pagine, che va costruita con cura.
Lo facciamo, e lo proponiamo quando i numeri lo suggeriscono. Non abbiamo interesse a tenervi su una piattaforma che vi costa più di quanto vi rende.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo progetti in tutta Italia. Sviluppo, integrazioni e manutenzione si fanno a distanza.
Su progetti di questa dimensione però qualche incontro in azienda serve, soprattutto all’inizio: per capire come funzionano magazzino, logistica e ufficio commerciale, e per parlare con chi usa l’ERP ogni giorno.
Sono conversazioni che determinano metà delle scelte di progetto e che in videochiamata si fanno peggio.
Sì, e su un progetto di questa portata è un punto da mettere per iscritto.
Il codice è vostro, documentato, e sta su un sistema di versionamento a cui avete accesso. I server possono essere intestati a voi. I dati sono esportabili.
Aggiungiamo la documentazione delle personalizzazioni: cosa è stato modificato, dove e perché. È quello che permette a chiunque subentri di lavorare senza ricostruire tutto da capo.
Su Magento questo aspetto pesa più che altrove: i progetti durano anni, spesso cambiano fornitore almeno una volta, e i negozi in condizioni peggiori sono sempre quelli passati di mano senza documentazione.
Dipende dalla dimensione e dalla complessità, e la verifica va fatta prima perché su questa piattaforma l’errore costa molto.
Conviene con cataloghi da diverse migliaia di codici, listini differenziati per gruppi di clienti, più magazzini o più mercati, vendita alle aziende, personalizzazioni profonde.
Non conviene con cataloghi contenuti, vendita semplice al pubblico, o quando il budget annuale per infrastruttura e manutenzione è ridotto. In quei casi Shopify o PrestaShop fanno lo stesso lavoro spendendo molto meno ogni anno.
Con quattro domande sul catalogo, sui listini, sui mercati e sul budget di gestione si capisce in mezz’ora da che parte state. Se la risposta è che Magento è sovradimensionata, lo diciamo: un progetto sproporzionato si arena e non conviene a nessuno.
Multinegozio:
Più mercati e più marchi con un catalogo solo. Cresce anche la complessità di gestione, e va messa a budget.
Infrastruttura:
Server dimensionati e cache configurate. Su Magento l’hosting economico non è un risparmio: è un negozio che non funziona.
Versione 1:
Fuori supporto dal 2020. Non è un aggiornamento rimandato, è un rischio di sicurezza aperto.
Migrazioni:
Verso Magento quando si cresce, via da Magento quando è troppa. Facciamo entrambe con lo stesso criterio.
Estensioni:
Poche e verificate. Ogni estensione pesa, e su questa piattaforma il peso si sente prima.
Prove:
Ambiente identico a quello vivo e verifiche con il catalogo vero. Un problema invisibile su dieci prodotti blocca un negozio con cinquantamila.
Hai un Magento che costa più di quanto rende? Capita, e si può ridimensionare. Prima però guardiamo i numeri: il conto va fatto su tre anni.
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