Strategia e vendite:
Agenzia marketing Alessandria:
farsi notare non basta
La visibilità è la parte facile. Con un budget sufficiente ti vede chiunque.
Il problema è che vedere non è comprare. Fra le due cose ci sono una serie di passaggi che il marketing dovrebbe costruire e che quasi nessuno mette per iscritto: chi è il cliente che vale la pena inseguire, perché dovrebbe scegliere voi, quanto costa convincerlo e quanto vale una volta convinto.
Il lavoro di un’agenzia marketing a Alessandria comincia da questi numeri, non dalla campagna.
Perché una campagna su un posizionamento sbagliato porta contatti che non chiudono, e sembra un problema di vendite quando è un problema di partenza.
Prima si decide a chi parlare e perché. Poi si sceglie come, e a quel punto è quasi meccanico.
Il metodo:
partire da quanto vale un cliente
C’è un numero che cambia tutte le decisioni di marketing, e quasi nessuna PMI lo conosce: quanto vale un cliente nel tempo.
Senza quel dato non si può dire se una campagna sta andando bene. Un contatto che costa ottanta euro è caro o economico? Dipende se quel cliente in tre anni ne lascia mille o ventimila. La stessa cifra può essere un affare o uno spreco.
Per questo cominciamo sempre da lì: valore medio del cliente, durata del rapporto, costo di acquisizione attuale. Sono numeri ricavabili da quello che avete già.
Da quel momento ogni scelta ha un metro: si può dire con onestà se un canale conviene, se un prezzo regge, se vale la pena inseguire un segmento o lasciarlo perdere.
Senza quel metro, il marketing è una questione di opinioni, e vince quella di chi parla più forte.
A Alessandria non esiste
un piano che va bene per tutti
La prima cosa che guardiamo non è il settore sulla carta, ma come si compra in quel settore.
L’alessandrino tiene insieme oreficeria di Valenza, meccanica, chimica e vino, con una logistica in forte crescita. Distretti molto diversi che raramente parlano fra loro.
Sulla parte di identità e contenuti c’è agenzia di comunicazione a Alessandria.
Da questo dipende quasi tutto: se l’obiettivo è generare contatti o presidiare una reputazione, se il commerciale è indispensabile o è un costo evitabile, se la fiera vale più di dodici mesi di campagne, se conviene investire per farsi trovare o per farsi ricordare.
Sono decisioni da prendere prima del budget, e cambiano il budget più di qualsiasi trattativa sul prezzo.
Il team:
Chi lavora
al tuo progetto
In Dexa lavorano oltre quaranta professionisti. Dodici sono programmatori, undici fra graphic designer, web designer, art director e copywriter. Gli altri si dividono fra strategia, social, e-commerce, CRM e analisi dati.
Lo diciamo con i numeri perché a parole sembrano tutti grandi, anche chi è in tre.
Sul marketing conta per una ragione pratica: un piano che resta sulla carta non serve a niente. Quando il piano dice che servono dodici pagine nuove, un video e una campagna, quelle cose vanno prodotte, e chi le produce deve capire perché sono state decise.
Da noi chi fa la strategia e chi la esegue si parlano tutti i giorni.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo aziende in tutta Italia.
Quanto costa il marketing:
le voci di un preventivo
Il marketing ha una caratteristica scomoda: una parte del costo non arriva a noi ma alle piattaforme, e va tenuta separata o i conti non tornano mai.
L’analisi e il piano. Si paga una volta, dura un anno o più. È la voce che costa meno e che determina l’efficacia di tutto il resto.
Le attività ricorrenti. Gestione delle campagne, contenuti, presidio dei canali. È il costo mensile, e dipende da quante cose si tengono in piedi contemporaneamente.
La produzione. Materiali, foto, video, pagine. Variabile, concentrata nei primi mesi.
Il budget media. Va alle piattaforme, non a noi. Si decide a parte e si può calibrare in corso d’opera.
Chiedi sempre questa divisione, a noi e a chiunque altro. Una cifra unica non si confronta e non si discute.
Dipende da quattro voci, e vanno sempre tenute separate:
- Analisi e piano: si paga una volta e dura un anno o più. È la voce che costa meno e pesa di più sul risultato.
- Attività ricorrenti: gestione campagne, contenuti, presidio dei canali. È il costo mensile.
- Produzione: materiali, foto, video, pagine. Concentrata nei primi mesi.
- Budget media: va alle piattaforme, non all’agenzia. Si decide a parte.
Una cifra unica a corpo non si può confrontare con nessun’altra offerta. Chiedi la divisione.
Sì, e a volte è la cosa giusta.
Se avete già chi esegue, internamente o con altri fornitori, l’analisi e il piano hanno senso da soli: restano vostri e orientano il lavoro di chiunque.
L’unica cosa che chiediamo è che poi qualcuno li usi. Un piano che nessuno esegue è un costo puro, ed è il motivo per cui tanta consulenza ha una cattiva fama.
Su numeri che riguardano le vendite, non la visibilità.
Contatti generati e quanti diventano trattative. Costo per contatto acquisito, per canale. Tasso di chiusura. Valore medio dell’ordine. Tempo fra primo contatto e firma.
Impressioni e visualizzazioni le guardiamo, ma non sono il risultato: servono a capire se un canale sta funzionando, non a dire che il marketing sta funzionando.
Non all’inizio, ma prima o poi sì.
Senza uno strumento che tracci da dove arrivano i contatti e cosa ne è stato, il costo di acquisizione resta una stima. Si può partire anche con un foglio di calcolo tenuto bene: quello che conta è l’abitudine di registrare, non il software.
Quando il volume cresce, un CRM vero diventa necessario. Ce ne occupiamo anche noi, ma solo quando serve davvero.
Nella maggior parte dei casi che vediamo, per uno di tre motivi.
Il pubblico è sbagliato: la campagna raggiunge persone che non compreranno mai. L’offerta non è chiara: chi arriva non capisce in dieci secondi cosa gli state proponendo. Oppure il percorso si interrompe a valle, su una pagina lenta o un modulo troppo lungo.
Sono tutti problemi che si vedono guardando i dati della campagna e la pagina di destinazione. È la prima cosa che facciamo.
Aiuta a partire prima, ma non è la cosa più importante.
Un’agenzia che ha fatto venti progetti nello stesso comparto tende a riproporre le stesse soluzioni, e nel vostro mercato assomigliereste a tutti gli altri.
Quello che conta di più è il metodo con cui si arriva a capire un’azienda, e la disponibilità a passare del tempo in reparto con chi il prodotto lo fa. Il settore si impara.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo aziende in tutta Italia. Il lavoro di analisi e pianificazione si fa in buona parte a distanza, mentre gli incontri in azienda si concentrano nella fase iniziale.
Quando serve capire come lavorate, però, veniamo: certe cose non si vedono da una videochiamata.
Continuità:
Il marketing rende quando è una funzione, non una serie di iniziative. La differenza si vede dopo il secondo trimestre.
Analisi:
Chi compra da voi, quanto vale nel tempo, quanto costa acquisirlo. Sono dati che avete già sparsi: metterli insieme è il primo lavoro e cambia tutte le decisioni successive.
Mercato:
Chi sono i concorrenti veri, quelli che vi tolgono le trattative, e su cosa competono. Quasi mai è il prezzo, anche quando si è convinti del contrario.
Posizione:
Cosa vendete davvero e a chi conviene proporlo. La decisione che rende facili tutte le altre, e quella che si rimanda più spesso.
Piano:
Cosa si fa nei prossimi dodici mesi, con che budget e per ottenere cosa. Con numeri di riferimento, non con auspici.
Contatti:
Generazione di richieste qualificate, non di volume. Cento contatti che non chiudono costano più di dieci che chiudono.
Raccontaci cosa vendi e a chi. Ti diciamo quali numeri guardare per primi e cosa faremmo, in che ordine, prima di parlare di cifre.
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