E-commerce strutturati:
Magento a Palermo:
chi è rimasto sulla prima versione
Ci sono ancora negozi italiani in funzione sulla prima versione di Magento, il cui supporto ufficiale è terminato nel 2020.
Significa nessuna correzione di sicurezza, incompatibilità crescente con le versioni recenti dei sistemi su cui gira, moduli non più mantenuti, e difficoltà a trovare chi ci metta mano.
Il passaggio a Magento 2 non è un aggiornamento: è una ricostruzione, perché l’impianto è diverso. Si migrano i dati, si rifanno tema e personalizzazioni. Per questo in tanti hanno rimandato.
Se siete in questa situazione, un progetto di ecommerce Magento a Palermo comincia da una valutazione onesta: passare alla versione nuova o cambiare piattaforma.
A volte la risposta giusta non è Magento. Dipende da quanto siete cresciuti nel frattempo, in una direzione o nell’altra.
Su un negozio esistente:
prima si guarda cosa c’è
Se il negozio Magento c’è già, il primo lavoro è una ricognizione tecnica.
Si guarda la versione, lo stato degli aggiornamenti, quali estensioni sono installate e quali sono ancora mantenute, quanto è stato personalizzato il codice, com’è messo il server, quanto è veloce il negozio con il carico reale.
Su Magento questa verifica conta più che altrove: le personalizzazioni profonde sono comuni, e sono ciò che rende gli aggiornamenti complicati.
Ne esce un documento con lo stato del negozio, i rischi aperti e le priorità. È vostro e serve anche per confrontare altri preventivi.
Su un impianto di questa complessità nessuno può dare cifre serie senza aver guardato dentro.
La vendita alle aziende:
il terreno dove vale il prezzo
Se vendete anche o soprattutto ad altre aziende, è qui che Magento giustifica il suo costo.
Chi vende ad altre aziende ha esigenze proprie, ed è una parte consistente del mercato di Palermo.
A Palermo il turismo, l’agroalimentare e i servizi alle imprese formano un tessuto fatto soprattutto di realtà piccole, dove la reputazione locale pesa più del budget pubblicitario.
Se non siete sicuri che serva un impianto di questa portata, guardate prima e-commerce a Palermo.
Gestisce nativamente gruppi di clienti con listini dedicati, sconti a scaglioni, cataloghi visibili solo dopo l’accesso, più utenti per la stessa azienda con ruoli e permessi diversi, ordini rapidi da elenco di codici, richieste di preventivo dentro il negozio.
Sono funzioni che sulle altre piattaforme si ottengono con estensioni che si sovrappongono, e che qui fanno parte dell’impianto.
A questo si aggiunge il dialogo con l’ERP, che nei progetti B2B è la parte più consistente del lavoro: condizioni commerciali, giacenze e ordini devono viaggiare nei due sensi.
Se il B2B è il vostro fatturato principale, la scelta si restringe, e Magento entra in gioco per ragioni concrete.
Il team:
Continuità:
un impianto che dura anni
I negozi Magento hanno vita lunga: sono investimenti che restano in funzione per anni e attraversano più fasi dell’azienda.
Questo rende la continuità di chi li segue una questione concreta. Serve qualcuno che conosca le scelte fatte, le personalizzazioni e il perché di ciascuna, e che possa intervenire senza ristudiare tutto ogni volta.
Da noi il progetto ha un referente stabile e la documentazione tecnica è vostra: struttura, estensioni, integrazioni, procedure di pubblicazione.
Siamo oltre quaranta persone in un unico studio a Sarezzo, vicino a Brescia, e operiamo su Palermo come nel resto d’Italia.
I negozi Magento nelle condizioni peggiori sono quelli passati per tre fornitori senza che nessuno documentasse niente.
Cosa chiediamo
prima di cominciare
Cinque informazioni, e servono tutte.
Il catalogo: quanti codici, come sono strutturati, da dove arrivano i dati.
I listini: quanti, come sono costruiti, dove vivono oggi.
I sistemi aziendali: che ERP usate e cosa può scambiare.
I mercati: quanti paesi, quante lingue, quali magazzini.
Il budget annuale che potete destinare a infrastruttura e manutenzione, oltre allo sviluppo iniziale.
L’ultima è quella che più spesso fa concludere che serve un’altra piattaforma, e vale la pena affrontarla subito.
Preferiamo dirlo al primo incontro piuttosto che al sesto mese.
Più delle altre piattaforme, e il conto va fatto su tre anni comprendendo le voci ricorrenti.
Lo sviluppo è la voce principale e dipende soprattutto dalle integrazioni con i vostri sistemi, non dalla grafica. A questo si aggiungono infrastruttura, eventuale licenza se scegliete la versione commerciale di Adobe, e una manutenzione che su Magento è impegnativa.
Le differenze fra preventivi su questa piattaforma sono spesso enormi, e quasi sempre dipendono da cosa è compreso: migrazione dei dati, integrazioni, ambiente di prova, manutenzione.
Per questo prima di dare cifre facciamo una fase di definizione che produce un documento tecnico dettagliato. Serve a noi per stimare seriamente e a voi per confrontare offerte diverse su basi uguali.
Serve qualcuno con competenze specifiche: Magento non è una piattaforma che si amministra a tempo perso.
Possiamo occuparcene noi con un servizio di manutenzione continuativa: aggiornamenti di sicurezza, verifica delle estensioni, sorveglianza delle prestazioni, interventi sul catalogo.
Oppure può farlo un vostro reparto tecnico, se esiste, e in quel caso lasciamo documentazione e procedure di pubblicazione.
Quello che non funziona è l’assenza di una risposta. I negozi Magento che ci arrivano nelle condizioni peggiori sono quelli rimasti senza nessuno per un paio d’anni: aggiornamenti mai applicati, estensioni obsolete, e un rischio di sicurezza che cresce ogni mese.
Sì, e capita più spesso di quanto si dica. Non è un fallimento: è un ridimensionamento sensato.
La situazione tipica è un negozio costruito anni fa con ambizioni che non si sono realizzate: costi di gestione alti, funzioni potenti mai usate, nessuno che possa seguirlo. In quel caso passare a una piattaforma più semplice riduce sensibilmente i costi annuali.
La migrazione porta fuori prodotti, clienti e storico ordini. La parte delicata sono le personalizzazioni, che vanno ritrovate o rifatte, e la mappa degli indirizzi delle pagine, che va costruita con cura.
Lo facciamo, e lo proponiamo quando i numeri lo suggeriscono. Non abbiamo interesse a tenervi su una piattaforma che vi costa più di quanto vi rende.
Sì, la maggior parte dei nostri clienti non è vicina a noi.
Siamo a Sarezzo, in provincia di Brescia, e seguiamo progetti in tutta Italia. Sviluppo, integrazioni e manutenzione si fanno a distanza.
Su progetti di questa dimensione però qualche incontro in azienda serve, soprattutto all’inizio: per capire come funzionano magazzino, logistica e ufficio commerciale, e per parlare con chi usa l’ERP ogni giorno.
Sono conversazioni che determinano metà delle scelte di progetto e che in videochiamata si fanno peggio.
Sì, e su un progetto di questa portata è un punto da mettere per iscritto.
Il codice è vostro, documentato, e sta su un sistema di versionamento a cui avete accesso. I server possono essere intestati a voi. I dati sono esportabili.
Aggiungiamo la documentazione delle personalizzazioni: cosa è stato modificato, dove e perché. È quello che permette a chiunque subentri di lavorare senza ricostruire tutto da capo.
Su Magento questo aspetto pesa più che altrove: i progetti durano anni, spesso cambiano fornitore almeno una volta, e i negozi in condizioni peggiori sono sempre quelli passati di mano senza documentazione.
Dipende dalla dimensione e dalla complessità, e la verifica va fatta prima perché su questa piattaforma l’errore costa molto.
Conviene con cataloghi da diverse migliaia di codici, listini differenziati per gruppi di clienti, più magazzini o più mercati, vendita alle aziende, personalizzazioni profonde.
Non conviene con cataloghi contenuti, vendita semplice al pubblico, o quando il budget annuale per infrastruttura e manutenzione è ridotto. In quei casi Shopify o PrestaShop fanno lo stesso lavoro spendendo molto meno ogni anno.
Con quattro domande sul catalogo, sui listini, sui mercati e sul budget di gestione si capisce in mezz’ora da che parte state. Se la risposta è che Magento è sovradimensionata, lo diciamo: un progetto sproporzionato si arena e non conviene a nessuno.
Sono due prodotti con la stessa base e costi molto diversi, e vale la pena chiarirlo subito.
La versione libera non ha costi di licenza: si installa su un vostro server e copre bene la maggior parte delle esigenze, compresa buona parte delle funzioni per la vendita alle aziende.
La versione commerciale di Adobe ha una licenza annuale che cresce con il fatturato e aggiunge funzioni avanzate, strumenti di marketing integrati e servizi gestiti.
Per molte aziende italiane di dimensione media la versione libera è la scelta giusta: le funzioni in più diventano interessanti sopra volumi importanti. Quando chiedete un preventivo, verificate sempre di quale versione si parla: è la prima causa di confronti privi di senso.
B2B:
Ordini rapidi, più utenti per azienda con ruoli, cataloghi riservati, richieste di preventivo. Qui il prezzo si giustifica.
ERP:
Il collegamento con i sistemi aziendali è la voce che sposta di più il preventivo. Prima verifica tecnica che facciamo.
Multinegozio:
Più mercati e più marchi con un catalogo solo. Cresce anche la complessità di gestione, e va messa a budget.
Infrastruttura:
Server dimensionati e cache configurate. Su Magento l’hosting economico non è un risparmio: è un negozio che non funziona.
Versione 1:
Fuori supporto dal 2020. Non è un aggiornamento rimandato, è un rischio di sicurezza aperto.
Migrazioni:
Verso Magento quando si cresce, via da Magento quando è troppa. Facciamo entrambe con lo stesso criterio.
Sei ancora sulla prima versione? Guardiamo insieme cosa comporta il passaggio e se conviene, oppure se è il momento di cambiare piattaforma.
Le recensioni dei clienti che ci hanno scelto.
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